| Inaspettatamente, il colore del fiocco di raso era già visibile all'inizio della Strada Grande. Le vie di Silia, a quel tempo, non avevano termine. Né origine. Si rincorrevano ad ogni incrocio, sovrapposte, confuse, orrendamente mescolate nei racconti dei vecchi. Ogni abitazione, priva di indirizzo, veniva identificata per vicinanza. Una fontana, una lapide a ricordo di qualche guerra, le rovine dei terremoti conservate intatte nelle ardue sagome dell'incertezza. E queste, a loro volta, assumevano il nome dalle case su cui si affacciavano, nomi di famiglie, soprannomi immotivati, nomignoli, in un gioco di rimandi grotteschi a cui nessuna logica dava scampo. Solo la Strada Grande sapeva chiudere la ridda, alla fine del Paese. Come un destino, sigillo del mondo esterno che tornava alle sue leggi. E la nascita di Alessia fu l'unica legge capace di raggiungere Silia. Quel punto lontano, inchiodato con forza al portone della casa, e che appariva diverso a seconda dell'ora in cui lo si guardava, avrebbe segnato la fine di ogni oblio. Scarlatto e lucente come i lampioni della festa, di mattina, sapeva assopirsi ai primi silenzi del meriggio e riassumere in sé tutta la levità del rosa originario, come era stato pensato. Alessia era la millesima nata dalla fine dell'inverno più freddo che nessuno ricordasse. La profezia del vecchio prete fu subito dimenticata come ogni sua farneticazione da vino. Non la via. Tra gli oscuri futuri predetti in quella notte d'agonia, era l'unica cosa sicura. La via della millesima nata. E il nome si scolpì nella memoria di quattro generazioni, tramandato e ridetto ad ogni parto e ad ogni morte, incastrato a forza nel conto dei vivi, nell'attesa che il numero fosse esatto. Via degli Olmi, avrebbe, dunque, dato principio alla sistemazione. Come in una rigida cascata preparata da sempre, i nomi si sarebbero incollati a portoni, finestre, spigoli e facciate, ruotando, attraversando, entrando e cercando gli spazi più riposti. Avrebbero mosso storpi e disgraziati a pronunciare come una manna, il nome della propria strada. Quelli che si vergognavano del dramma avrebbero riaperto le porte sbarrate a lutto, schiamazzato e ballato per la strada, come se nulla li avesse mai portati via, come se mai la memoria li avesse lasciati orfani per anni. Così, quando il fiocco si materializzò, i primi a riconoscerlo furono i cacciatori, al rientro. Quella mattina una scarica di schioppettate, per aria, annunciò che Silia si era ricongiunta al mondo. |