@database "Emplant" @author Vincenzo Iodice @(c) "Copyright © 1995 Vincenzo Iodice" @INDEX "ApuNews_00.guide/sommario" @NODE MAIN "Emplant" @TOC "ApuNews_00.guide/MAIN" Emplant la soluzione a basso costo ? ~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~ di Vincenzo Iodice Sin da quando, nel lontano 1986, la Commodore diede alla luce il suo Sidecar per A1000, la comunita' Amiga ebbe la sensazione di poter avere piu' di un computer sotto lo stesso case. Cosa che in effetti si verifico' poiche' da quel momento ci fu un fiorire di emulazioni per il nostro sistema. Oltre al Sidecar venne anche introdotto un emulatore del C64, che permetteva all'allora giovane Amiga di poter contare su di vasto parco programmi. Ma l'emulazione e' veramente la soluzione giusta per chi vuole avere piu' di un computer ? Prima di tutto bisogna fare una suddivisione tra gli emulatori che sono essenzialmente di due tipi: Hardware o Software. Nella prima categoria rientrano tutti quelli che hanno un hardware dedicato all'emulazione che poi essenzialmente si traduce nel montare il piu' delle volte una CPU atta allo scopo. Nel secondo caso invece si tratta di un codice che si occupa di tradurre le istruzioni della CPU emulata per la CPU dell'Amiga. Questa semplice descrizione delle differenze tra i due tipi di emulazione ci induce a dedurre che in linea di massima le emulazioni hardware sono di gran lunga piu' efficienti di quelle software, cosa che risaltera' subito evidente anche ai programmatori o a coloro che hanno avuto a che fare con la programmazione, dove una delle prime cose che si apprende e' che un linguaggio interpretato e' notoriamente piu' lento di un linguaggio compilato. In realta' non e' sempre necessario avere un emulazione di questo tipo per avere qualcosa di utilizzabile. Bene adesso proviamo a fare delle considerazioni: Come certamente molti di voi sapranno, le prime CPU che vennero introdotte sul mercato dei PC o Home computer erano ad 8 bit. Da cio' deduciamo che se siamo in possesso di un processore piu' recente che lavora a 16bit, avremo in linea di massima raddopiato la capacita' elaborativa del nostro computer. Quindi se dobbiamo emulare un computer a 8 bit su un computer a 16 bit un emulatore di tipo software sara', generalmente, piu' che sufficiente. Purtroppo il discorso si complica quando tentiamo di imitare dei sistemi piu' complessi, come ad esempio il PC XT. Innanzi tutto i PC erano dotati non solo di processori con frequenze di clock simili a quelle disponibili sui primi Amiga, ma avevano anche una serie di altri accessori che comunque andavano replicati per rendere efficiente l'emulazione. Si pensi alle schede grafiche, agli hard disk ecc. Cosa che in effetti fu fatta proprio dalla Commodore con il suo sidecar che fu la prima emulazione di tipo hardware su Amiga. Ovviamente, con il passare del tempo, i cloni IBM hanno subito le stesse trasformazioni che ha avuto il nostro Amiga. Infatti poco dopo l'uscita del A1000, che come sappiamo montava un Motorola 68000 a 16 bit, l'Intel rilasciava i primi 80286 che erano anch'essi processori a 16bit. Da quel momento in poi, si ebbe la fioritura di emulatori hardware: la Commodore rilascio' la Janus AT che montava un processore Intel 286, la Vortex invece la AT-ONCE che montava anch'essa un procesore 286, ma aveva la caratteristica di potersi installare anche su di un Amiga 500, poiche' le Janus della Commodore erano esclusivamente appannaggio degli A2000. Questa specializzazione delle schede Janus era dovuta alla tecnica usata da questo tipo di schede, le quali si occupavano di creare un ponte hardware tra i due microprocessori Motorola <-> Intel, cosa che facevano egregiamente; infatti chi vi scrive ha potuto usare una scheda AT nel suo A2000 per molti anni, riuscendo con l'ausilio di VGA e Multi-IO ad emulare in tutto e per tutto un 286. Ad onor di cronaca bisogna aggiungere che la Vortex relizzo' una versione del suo emulatore anche per il 2000, che non temeva confronti con la sua antagonista. La soluzione ebbe pero' vita breve dato che, come fu' evidente, l'Intel non rimase con le mani in mano e rilascio' processori piu' veloci che lavoravano non piu' a 16 bit ma a 32 bit. Cosa che avvenne con i 386. Sul versante Amiga invece le cose rimasero invariate: la Motorola rilascio' un procesore a 32 bit il 68030, ma l'Amiga rimase per lungo tempo un computer a 16 bit (vista l'enorme diffusione di A500 e A2000). A questo punto e' necessario fare un po' di chiarezza: I processori della nuova generazione, che lavoravano a 32 bit per essere sfruttati al massimo necessitavano di una scheda madre che trattasse i dati a 32 bit, altrimenti si velocizzava solamente l'elaborazione pura dei dati, ma quando questi dovevano essere prelevati o rilasciati dalla CPU, rimanevano intrappolati nel collo di bottiglia rappresentato dal bus dati a 16 bit. Fu essenzialmente per tale motivo che l'Intel fu costretta a rilasciare delle versioni menomate dei suoi processori a 32 bit, i cosiddetti SX. Cio' garanti' l'utilizzo anche di queste CPU su motherboard inizialmente progettate per 286. Inoltre queste ultime versioni di CPU furono quelle che permisero agli Amiga di avere delle emulazioni all'altezza dei tempi. Anche quando la Commodore rilascio' l'Amiga 3000, che a mio parere, malgrado possieda un 4000, rimane la migliore macchina progettata dalla C=, il discorso non cambio' nenche con l'aggiornamento della linea Janus con la 386SX, e con la Vortex 386SX. Ovviamente qualcuno obbiettera': "Il 3000 e' a 32 bit", ma non bisogna dimenticare che le due schede dovevano essere montate anche sui vetusti A2000. Successivamente vennero rilasciate sia dalla C= che dalla Vortex delle board con 486SX o SLC le quali cercavano di ovviare al collo di bottiglia aumentando la frequenza di clock come avvenne per la Vortex che immise sul mercato una versione da ben 50Mhz la quale attualmente rimane, anche a causa della nota situazione C=, la scheda piu' potente ed efficiente su Amiga in merito alla clonazione IBM. Quella IBM non fu' l'unica piattaforma usabile con il nostro fido Amy, la C= infatti tento' prima con il fantomatico A2500UX, e poi con il riuscito A3000UX (anche se per pochi eletti) di aprire le porte del mondo UNIX ad Amiga. Fin qui abbiamo parlato esclusivamente della possibilita' di emulare ambienti IBM compatibili, vista la scarsa diffusione del 3000UX. In effetti ho volutamente tralasciato l'altra rivoluzione in campo di emulazione rappresentata dall'AMAX. Essenzialmete si trattava di una replicazione in bianco e nero dei prodotti Apple in special modo delMacintosh. La novita' risiedeva nel fatto che si trattava di un'efficiente software unito ad una modesta manciata di hardware usata unicamente per gestire lo stranissimo quanto unico file system dei drive a bassa densita', che spalancava al mondo Amiga la conoscenza del pianeta Apple, con tutto il software allora a disposizione. Cerchiamo ora di capire in linea generale i motivi della rivoluzione. Come gia' detto, si tratta di un prodotto che si avvale unicamente di tecniche software, quindi con un codice che trasla le istruzioni per l'Amiga. Cio' e' possibile poiche' sia il nostro computer sia quello dei fautori della mela usano lo stesso tipo di CPU cioe' un Motorola della famiglia 68xx0. Ecco il motivo per cui sul fronte Macintosh non e' stato mai necessario hardware dedicato con microprocessore per avere a portata di mouse il blasonato finder. Comunque l'Amax aveva delle limitazioni; prima di tutto non era multitasking, questa limitazione era necessaria a causa della particolare gestione della memoria da parte dei Mac che come saprete e' gestita in modo protetto. Per la cronaca, la gestione protetta della memoria consiste nel far si che in ogni processo si allochi la quantita' di memoria necessaria e che quest'ultima non sia piu' accessibile agli altri task, cio' si puo' realizzare ovviamente solo in sistemi che al massimoprevedano un multitasking di tipo cooempitive, dove ogni processo cede il controllo al s.o. solo quando ha esaurito la sua funzione. Ovviamente questa gestione e' relativamente impossibile con la nostra macchina, la quale usa un multitasking preempitive e la memoria non e' pro tetta. Questo era il problema principale dell'Amax cioe' l'impossibilita' di poter usare le risorse della Amiga in contemporanea con il task di emulazione, cio' in effetti avveniva solo con quelle soluzioni che si avvalevano di hardware sostitutivo come le Janus e le Vortex, ma per l'appunto si trattava di soluzioni hardware..... Infine nel 1992 arrivo' una soluzione che per molti versi era ed e' ancora oggi in novativa: Signori e Signore l'Emplant. La parola Emplant, in realta', e' una sigla di un progetto ambizioso che attualmente non ha soddisfatto interamente le aspettative, relativamente all'emulazione 586, ma andiamo con ordine. Come dicevo, il nome della scheda (poiche' di questo si tratta o meglio di una sinergia tra soft e hard) e' l'abbreviazione delle seguenti parole: Electronic Micro-Processor Level Amiga Native Task, ed e' proprio tra queste parole che si cela la rivoluzionaria idea di questa replicazione. La prima cosa che dobbiamo menzionare e' che si tratta del primo emulatore multitasking per Amiga in grado di replicare in tutto e per tutto un Mac, senza aver bisogno di hardware dedicato. Ma la novita' non finisce qui, infatti ci troviamo davanti un Mac a colori da un minimo di 16 ad un massimo di 16 milioni di colori con l'ausilio di schede grafiche. Vorrei a questo punto abbandonare la descrizione tecnica, che e' stata ampiamente descritta su piu' di una rivista. Vorrei invece parlarvi delle impressioni d'uso che personalmente ho avuto con la suddetta scheda. Vi assicuro che non c'e' nessun microprocessore ma solo un po' di circuiti che hanno il compito di mettere a disposizione, a seconda della configurazione preferita, un controller SCSI I, un Appletalk e due seriali ad alta velocita'. Ovviamente la scelta del tipo di scheda dipende dal computer posseduto, ad esempio per chi possiede un 3000 puo' essere preferibile la versione definita "Serial", che ha cioe' solo le seriali ad alta velocita', dato che il 3000 ha gia' un controller scsi. Personalmente uso un'Emplant DeLuxe, che e' il modello di punta della serie, essendo dotata di SCSI Appletalk e seriali. Vi consiglio di spedere qualche liretta in piu' e di prendere quest'ultima opzione che ritengo la piu' valida. Inoltre sempre sulla scheda sono previsti alloggiamenti per ram di tipo simm a 72 contatti o di tipo sram da montare negli zoccoli appositamente previsti. Unica nota stonata, dovuta al copyright Apple, e' nec essario procurarsi presso un rivenditore APPLE il chip con ROM da 256k ver 1.3, o, in subordine si puo' provvedere contattando qualche amico che presti gentilemte il chip per poi effettuare una copia su un file, che puo' essere gestito dall'emulazione al posto delle ROM, tutto questo grazie ad un software previsto con il pacchetto della scheda. Bene, veniamo al dunque, iniziamo con la prova su A3000T Quantum 105 10Mega di RAM Picasso-II. Dopo esserci procurati le rom, il passo successivo è quello di scegliere la quantita' di RAM da affidare al MAC. Per quanto concerne la RAM, bisogna tener conto di alcune cose: In primis l'Emplant gestisce solo memoria di tipo contigua, pertanto vi consiglio caldamente di far partire il software subito dopo aver caricato il WorkBench, oppure di creare una Startup alternativa in modo da avere quanta piu' memoria contigua possibile a disposizione. (per ulteriori chiarimenti su memoria contigua o non vi rimando a successivi articoli sulla gestione della RAM su Amiga). Fatto questo, si puo' lanciare l'emulazione scegliendo la modalita' di visualizzazione, le rom, la tastiera, il floppy, il device. Anche sul device bisogna fare qualche considerazione: Qui ci troviamo di fronte a due scelte Hardfile o Partizione. Tra i due consiglio la partizione che sicuramente e' piu' veloce ed affidabile, se poi si ha a disposizione un hd SCSI esso puo' essere connesso direttamente sulla porta scsi della scheda, aumentando notevolmente le prestazioni generali del MAC. Nel momento in cui abbiamo configurato il tutto al meglio, si puo' partire con il Mac. Meraviglia delle meraviglie, ci troviamo davanti ad un Macintosh a colori, ma, quello che piu' conta, se abbassiamo lo screen spunta il WorkBench. Ricordatevi che solo Amiga attualmente vi puo' dare questa soddisfazione ! Passiamo al soft: Chi vi scrive ha usato il System 7.0, 7.1, 7.5. Tutti e tre hanno funzionato al primo colpo e senza nessun problema di sorta. Inoltre ho potuto testare: Xpress, Photoshop, WordPerfect, Freehand, Trax, Band-in-a-box, e queste sono le applicazioni. Per quanto riguarda il PD ha funzionato tutto cio' che era compatibile con il System dal 7.0 in poi. Passando dal A3000T al 4000 ( non tower purtroppo :-( ) non ho rilevato problemi di sorta. Impressione ? Soddisfatto ! Certo il prezzo all'utente finale risulta un po' elevato, ma vi assicuro che ne vale la pena ed inoltre volete mettere la soddisfazione di avere un MAC in multitasking con l'Amiga ? Ma piu' di questa soddisfazione dovreste mettere in conto un'altra cosa importante. Questa e' solo l'emulazione Mac ma, come ho detto, la realta' e' un'altra: l'Emplant e' una scheda multiemulazione; infatti lo scorso aprile e' stata finalmente rilasciata l'emulatore e586DX. Si avete letto bene si tratta di un emulatore IBM like ma non dei soliti emulatori SX bensi di un DX cioe' di una replicazione in toto di un PC con 586 (piu' noto come Pentium). Attualmente la versione fornita con l'Emplant non rende giustizia al successo riscontrato con la replicazione Mac, ma confidiamo in sviluppi futuri che non tradiranno le aspettative di questo ottimo prodotto per AMIGA ! Mi riservo di parlare in modo approfondito dell'e586DX quando sara' disponibile una versione soft (si, avete letto bene: soft) degna di questo nome dell' E586DX. Sempre per dovere di "bar condicio" sono obbligato ad evidenziare anche le altre emulazioni esistenti in commercio alcune a prezzi molto piu' vantaggiose dell'Emplant. Stiamo parlando dell'Amax IV che in questa versione supporta il colore, ma in quanto a stabilita' non mantiene il confronto con la scheda precedentemente descritta. Inoltre circa un mese fa nel circuito Aminet e' stato rilasciato un altro emulatore software del Macintosh denominato Snapeshifter del quale parlero' quando ci sara' una versione stabile tale da essere provata, se sara' necessario. Ebbene si, siamo giunti alla fine di questa recensione un po' fuori dalla norma, ci siamo dilungati principalmente sulle varie modalita' di emulazione esistenti o esistite per il nostro computer. La mia unica discolpa di questa trattazione, forse un po' fuori dagli schemi, risiede nel fatto che non ho ritenuto di realizzare una inflazionata trattazione tecnica a mo di recensione, la quale per altro e' disponibile su qualsiasi rivista specializzata per Amy, come ad esempio Amiga Magazine. Rimane da affrontare solo il titolo dell'articolo cioe' se l'Emplant rappresenta una soluzione a basso costo. Beh, dipende da quello che vogliamo fare; mi spiego meglio; se il nostro scopo e' quello di studiare o magari di conoscere gli avversari.... ebbene avete sicuramente bisogno di un emulatore, magari Emplant. Se poi volete fare anche qualcosa di piu', attualmente a mio parere la scheda in questione e' una valida alternativa all'acquisto di un vero MAC usato, il quale in ogni caso non sara' mai all'altezza di un Quadra, (dato il relativo costo) poiche' e' proprio quella la fascia di Mac che si riesce ad emulare su di un 4000. Tenete in ogni caso sempre presente che un emulatore non sara' mai un computer reale in tutto e per tutto, ma, e non vorrei ripetermi troppo, se non avete pretese professionali come ad esempio l'uso intesivo di software DTP, con l'Emplant riuscirete a conciliare, meglio che in altre soluzioni prezzo-prestazioni. @ENDNODE