TITLE:ED IO MI COMPRO IL VIBROMASSAGGIATORE by ATT PALETTE:0223 0bba 0cd8 099d BRUSH:05 3 ED IO MI COMPRO IL VIBROMASSAGGIATORE 2 by ATT Tutto era cominciato da quando si era accorto di avere la pancia. Mario Bianchi; italiano; diplomato ragioniere con discreta votazione; successivamente laureato in economia e commercio; attualmente lavorante come contabile di una discreta ditta di materiale per l' ufficio; eta' 31 anni. Il nostro ragionier,dottor contabile lavorava tranquillamente, si fa per dire, in mezzo a quell'orripilante vortice nebuloso di transazioni bancarie, fatture, fatturine, controlli e contro controlli, finanziari o meno, a cui la nostra nevrotica societa' ci ha, disgraziatamente ed inesorabilmente, abituati. Fino ad allora, nella sua vita, diciamo che era tutto filato pressoche' liscio, in quanto lui era un abbastanza fortunato figlio unico di due genitori ancora viventi, e per ulterior fortuna, ancora integri di corpo e di cervello. Non aveva mai avuto passioni viscerali per attivita' alcuna si da diventare, nel tempo libero, qualche specialista appassionato di qualche sport o arte. Forse di qualche sport si. Come ogni buon "italiota medio", alla domenica seguiva qualcuno di quei concitatissimi programmi televisivi, dove vengono riassunte, in soli 10 minuti, almeno una ventina di partite di calcio, della durata di 2 ore circa per ognuna. Il nostro Mario Bianchi era una buona forchetta e non aiutato dalla materna super-bravura culinaria, aveva finito col ritrovarsi non di certo il fisico di un modellino o di un atleta ... non obeso e tutto sommato nemmeno esageratamente grasso negli arti, ma comunque con un buon quindici-venti centimetri di pancia con cui litigare nel momento di acquistare pantaloni e camicie, nei negozi di vestiti. Fino ad allora, il tapino, non si era nemmeno lontanamente fatto pensiero della sua precoce pancetta commendatoriale, anche perche' a parte quel qualche fastidio nel comprarsi i vestiti, altri guai a causa della sua linea "non-silfidea" non ne aveva mai incontrati. Ma adesso .... aihme! Note dolenti! ... adesso si era accorto dell' esistenza di una ragazza che gia' da un anno, o poco piu', lavorava nella sua stessa ditta: Margherita! Margherita Callegaro: una ragazza sui venticinque che proprio da qualche settimana lui stava osservando sul lavoro. La osservava per il suo modo di fare paziente, sorridente, gentile con tutti, comunque sempre molto pratica ed efficiente, anche se calata nel difficile ruolo, o meglio "multiruolo", che le segretarie delle aziende moderne sono costrette a sobbarcarsi, data la lontanissima possibilita' che le aziende stesse possano assumere personale in numero sufficiente. Margherita Callegaro esercitava su di lui, grigio contabile dalla tiepida e abitudinaria vita privata, un fascino incredibile; come non bastasse, colpo di grazia, Margherita era anche molto bella e cio' fece scoccare all' instancabile pargolo Cupido arciere la sua freccina fatale. Le fasi dell'idillio del nostro sventurato contabilucolo. La prima: contemplazione ... "Guarda che modi educati!", "Mamma che bella figliola! ...", "... e che bei sorrisi, cosi'... senza un filo di malizia ...", "... oh che begli occhi castani"; tutte immagini e sensazioni che, con l' osservare Margherita, gli si imprimevano indelebilmente in testa. La seconda fase idilliaca: l'osservazione di se stesso e della propria persona ... come poteva incontrare i gusti di Margherita? ... aihme! ... triste presa di coscienza ... Passi per la persona un po' flaccida, ma quella pancia... Era diventata, per lui, un vero e proprio complesso, non riusciva piu' a scordarsene, ogni volta che faceva il bagno rimaneva tristemente deluso nell'osservare l'assoluta inutilita' delle sue apnee interminabili con cui tentava di tirare un po in dentro quella dannata pancia. Come non bastasse, entrando in ditta aveva preso a salutare regolarmente la ragazza in causa: "Buongiorno! Margherita!", e quella, gentilissima, rispondeva con uno di quei sorrisi che a lui levavano il cuore: "Buongiorno Dottor Bianchi!". Dottor Bianchi! ... Margherita gli dava del Dottor Bianchi. La sua immaginazione rattristata lo faceva sentire proprio di un'altra generazione : "l'omuncolo burocrate con la pancetta". Desolato aveva parlato con padre e madre, non della sua passione per Margherita, ma del suo problema pancia. Suo padre la buttava in ridere dicendogli: "Su con la vita ragazzo! Sei un buon contabile, e rispettabile anche con la panciotta!", invece la madre, per fortuna gli dava corda: "Eh no, caro mio!", diceva al marito,"Nostro figlio e' giovane, ed ha diritto di reagire per recuperare linea e benessere!". Dopo una specie di discussione semi-litigiosa la famiglia Bianchi convenne che il panciuto rampollo avrebbe dovuto procurarsi scarpe e tuta sportive e farsi, di tanto in tanto, quattro corse per il percorso vita poco vicino a casa. L'idea al nostro sventurato Dottor Bianchi, parve abbastanza plausibile e non appena possibile, tutto pimpante, ando' a comprarsi l'attrezzatura necessaria. Tornando a casa dopo la spesa, guardava gongolante verso l'argine dove altre persone, in quel momento, correvano e facevano i numerosi esercizi ginnici sugli atrezzi sparsi per il percorso-vita. Decise di inaugurare subito i suoi nuovi acquisti, ando in casa, il tempo di inforcare scarpe da ginnastica e tuta nuova fiammante e via si diresse verso il fatidico luogo che avrebbe dovuto cominciare a corroborarlo. Eccolo pronto! Vide passare un gruppo di ragazzini che correvano vociando, e subito dopo di loro comincio' a tentare, per cosi dire, un piccolo trotto. Fatti appena pochi passi di corsa, col fiato immediatamente ridotto a zero da quelli scomodi chili di pancia in piu', si fermo' ansimante a pensare: "Oh povero me! ... Me tapino ... Me misero, sara' da quando ho finito la naja che non corro... cominciero' con qualche atrezzo sparso per via...". Camminando, arrivo' a delle sbarre orizzontali di varia altezza, fatte ovviamente per eseguire qualche sollevamento del corpo con le braccia. Quelle quattro sbarre piantate su quelle colonnine di legno, chissa' perche', ai suoi occhi sembravano un qualche cosa di ostile, come se gli stassero per rivelare qualcosaltro di molto spiacevole. Di fianco all' "ordigno", troneggiava un ampio cartello azzurro con delle evidentissime scritte nere che recitavano minacciosamente : Atleti 20 per, Persone adulte 10 per, Bambini 5 per. Con occhio titubante il nostro povero Mario si soffermava a leggere e rileggere la parte del cartello : Persone adulte 10 per, poi preso da una sorta di autocommiserante amor-proprio, disse tra se e se : "Ma va! Si comincia sempre con poco!... " e dopo aver scorso con l'occhio la parte del cartello che diceva: Bambini 5 per, dette un'occhiata circospetta tutt' intorno: nessuno in vista ... okay azione! ... facciamoci sti cinque su e giu'. Con un saltello si aggrappo' alla sbarra che stimava giusta per la sua altezza, provo' a sollevarsi risolutamente dal suolo ma fatti appena 5 o 6 centimetri il suo "natural pancioso-fardello" assieme a quelli straterelli di adipe sparsi qua' e la' per il suo corpo, gli fecero perdere la presa e lo fecero tonfare goffamente ed impietosamente seduto per terra, stile sacco di patate. Bastonato, piu' che dalla botta sul fondoschiena, dal suo morale in frantumi, il nostro povero dottore in economia e commercio, trascinadosi dietro pesantemente i piedi', si avvio' verso casa. Varco' l'uscio di casa con un espressione tra il funereo e il disperato, ma per fortuna in quell'istante nessuno dei due genitori era li' a vederlo. Sconsolato si tolse la sua meravigliosa "armatura sportiva anti-pancia" e si fece una doccia. Oddio! Non riusciva piu' a tollerare la agghiacciante visione di se setesso a torso nudo allo specchio! "Maledetta pancia lardosa!" pensava tra se e se "E' proprio evidentisima! No di certo! ... Non sono un bell'innamorato ... sob! ..." Ma lo sventurato Dottor Mario Bianchi, non si dava per vinto, e stava meditando di fare una delle piu' terribili e incresciose cose che fino ad un mese addietro non avrebbe fatto nemmeno con una 44 magnum spianata alla nuca. "E tutta una questione psicologica!" diceva a se stesso risoluto, "Devo eliminare quella diversita' psicologica e di apparenaza tra me e Lei! ... Devo assolutamente sembrare piu' giovane!", ed una volta finite tali scure meditazioni, con aria fredda e risoluta, estrasse da un armadietto il magico oggetto fatale: un rasoio! Zic, Zoc, Zac, quattro o cinque colpi ben assestati, ed i suoi mustacchioni castano rossicci, che fino ad allora avevano fatto un tutt' uno con lui, sparirono dal suo volto. "Oh la!" esclamo' con entusiasmo e accese tutte le luci possibili del bagno, per poi andarsi a rimirare allo specchio. L'entusiasmo e la sicurezza di pochi istanti fa svanirono fulmineamente quando il tapino osservo' quel viso, ormai glabro, da persona pacciocchina, privato del forse unico elemento virile. "Santi Numi! Cosa ho mai fatto! Che Folle! Sono proprio uno scriteriato!..." pensava semprre piu' desolato, guardando quella faccia da pandoro che, imbambolata che fosse dalla tristezza, gli pareva sempre piu' da pandoro. Notte insonne! Come avrebbe fatto ad apparire al suo posto di lavoro senza i suoi baffi?... Accidenti anche alla passione per Margherita, lui non si era mai posto alcun problema estetico, invece adesso si sentiva come se tutti lo osservassero. Alla mattina entro' furtivamente in ufficio passando davanti a Margherita si schiari' la voce, forse anche troppo evidentemente, ma cio' che gli importava era avere un pretesto per portarsi la mano davanti alla bocca e nascondere l'orripilante mutilazione pilifera che si era procurato la sera prima in un momento di follia. Tiro' diritto, senza nemmeno rivolgere il solito "Buongiorno Margherita!" alla fatidica ragazza, voleva solo fuggire nel suo buco di carte e scartoffie, con la speranza che nessuno notasse il dottor-contabile "sbaffato". Accidenti! Anche sul lavoro rendeva meta', calcola ricalcola, imbusta, telefona controtelefona, ma il suo pensiero correva sempre in qualche scheggia della sua memoria contenente un'immagine di Margherita Callegaro con il suo sorriso fresco sulle labbra, o i suoi capelli neri quando si chinava sul tavolo di lavoro ... Gli pareva di scoppiare! Lui contabile dalla calma imperturbabile, dalla ferrea memoria e dalla lucida capacita di calcolo! ... Avrebbe voluto uscire di colpo dalla sua nicchia-business e dire a Margerita "Sei Brava! Mi Piaci! Parliamo un po' non di lavoro?... Ti amo insomma!". Ma ahime', non ne trovava la forza, conscio di non assomigliare nemmeno all'ombra di quegli uomini d'affari stile Robert Redford, Paul Newmann o Humprey Bogart, che di solito ti presentano nei films, e che fanno ad una delle segretarie della ditta, affascinantissime dichiarazioni simili a quella che aveva appena pensato lui. Ma proprio finche' il nostro povero Mario Bianchi, era preso dalle sue tristi meditazioni angoscianti, entro' il padrone della ditta dicendo: "Buongiorno Dottor Bianchi! Vorrei che si prendesse cura personalmente di fare da intermediario tra un istituto bancario estero e dei nos ... Dottor Bianchi! Cosa a fatto? Come ha deciso di levarsi i baffi? Sembra un ragazzino cosi!". "Errr... Ecco .... Ehmmmm ... andato dal dentista ... un colluttorio me li ha macchiati di azzurro ... e cosi' ... sa com'e' ..." balbetto il povero Mario. Il padrone scoppio a ridere per poi continuare a spiegargli tra un risolino e l'altro la prestazione che gli richiedeva. Scornato, rimasto con l'incartamento dell'istituto svizzero tra le mani, si rimproverava amaramente in cuor suo: "Che idiota! Ho trovato proprio una scusa da patata lessa! ... Comunque se sembro piu' giovane ... forse un punto l'ho preso." Andando' a casa scorse infilati sotto alla fessura della porta di casa dei depliant in carta patinata, con un gesto meccanico li raccolse e si avvio' verso il piu' vicino cassonetto dell'immondizia. Arivato al punto di gettare i depliant, una scrittona giallo evidenziatore su sfondo arancio infuocato attiro' maliardicamente la sua attenzione: "Perdete glutei, cosce e pancia senza il minimo sforzo!" Rapidissimo, il nostro contabile panciuto divoro' scritte e illustrazioni del foglietto in meno di un secondo, memorizzo' l'indirizzo del negozio, si diresse risoluto verso la macchina con la mente abbacinata insistentemente da una nuova' idea luminosa: "Ed io mi compro un vibro- massaggiatore!". Entro' in macchina, la accese con un gesto deciso e risoluto e parti' con una sgommata degna di Nigel Mansell o Ayrton Senna. Arrivo' al fatidico negozio, parcheggio' poco vicino ed entro come un razzo dalla porta del negozio stesso. Con fare deciso e sicuro affronto' la signora che c'era dietro al banco dicendo con enfasi: "Signora? Vorrei subito uno vibromassaggiatore! Qualcosa non di esorbitantemente costoso, ma efficace!". La signora lo guardo', e con un sorriso da un'orecchio all'altro gli disse "Ne abbiamo di tutti i tipi! Ha gia' qualche idea Signore?". Il nostro Mario allora disse "Beh! Mi servirebbe oltre che efficace anche che non fosse super-complicato da usare ...". E la negoziante: "Guardi, abbiamo un ottimo vibromassaggiatore meccanico: lo SnellyBrush! Tutti quelli che lo hanno provato hanno detto che e' eccezionale, e semplicissimo da usare!". "E costa tanto questo snelliaggeggio?" disse Mario tutto interessato, "No! E'uno dei piu' economici signore! 248 000 lire ed e' suo!". Attimo di panico per il nostro povero contabile: "Ngpff! Per fortuna che aveva detto economico!" penso', comunque deciso a combattere quella sua stupida, inestetica, pancia cicciotta, fece un cenno affermativo col capo per poi chiedere: "Come funziona questo piccolo prodigio?". "E presto detto signore!" disse la signora con un ampio sorriso, per poi continuare: "SnellyBrush e' un acessorio totalmente rivoluzionario proveniente dall'America. Si tratta di questa spazzola contenente un sofisticato e durevole meccanismo al suo interno, atto a trasmettere a questi grandissimi villoni in gomma particolarissima un dolce moto rotatorio e ondulatorio allo stesso tempo. Per utilizzarlo non si deve fare altro che connettere la spina ad una presa di corrente, accendere il dispositivo e appoggiare i villoni in gomma particolarissima sulla parte interessata. SnellyBrush esegue un massaggio superficiale e in profondita contemporaneamente, che consente per un principio induttivo, attivo, controattivo e reattivo, all'adipe di essere facilmente riassorbita ed eliminata dall'organismo. Studi fisioterapistici del piu' elevato livello si avvalgono oggi di SnellyBrush per ..." e qui intervanne Mario: "Ergh! Basta cosi' signora, molto gentile! Credo di aver intuito il funzionamento." Pagato il quanto, per la sua nuova fantastica e costosa arma letale anti adipe, si riavvio' rincuorato verso casa. La sera stessa, accesa la televisione in salotto, gia' in pantofole e camicia da notte, decise di metter in funzione il suo fantasmagorico SnellyBrush. Lo estrasse dalla scatola guardando soddisfatto, quell'insolito spazzolone con quegli strani villoni di un rosa acceso ancora piu' insolito. "Cos'e' quel coso lilla li'?" chiese la voce di suo padre che era comparso alle sue spalle. "Adesso vedi Pa' ..." disse il nostro sventuratissimo Mario Bianchi facendo fare in aria due o tre "Vuumm... Vuumm..." allo SnellyBrush, gisto per vedere come si contorcevano in modo caotico i villoni di gomma rosa. "Bell'idea Marietto mio!" esclamo' suo padre: "E' un massaggiatore vero? Buona... veramente ottima idea figliolo! Un modo veramente ganzo per dimagrire!". Anche la madre di Mario era acorsa, dapprima'incuriosita, ma poi piu' sul preoccupato, guardava il neo-arrivato strano congegno. "Come farai Ninin, hai sempre sofferto il solletico sulla pancia ... fino da piccolo!" disse ad un tratto la madre di Mario. Mario dopo un po di secondi di immobilita' assoluta, con le synapsi cerebrali vorticosamente perse per qualche meandro della sua mente, dovette ammetere che si'; effettivamente da piccolo soffriva il solletico sulla pancia; ma era passato un sacco di tempo e magari ... non lo temeva piu'... Il nostro povero Dottor Bianchi si ritiro' comunque, per prudenza, decenza, o timore che fosse, a fare le prove in camera sua. Dopo alcuni istanti, dalla sua camera, mischiati al sordo "Vuuumm .." dello SnellyBrush che funzionava, uscirono degli strani versi del tipo: "Uuuhuhuhuhuuhuu ..... Ihhhihihihihiiii ..... ooohhooohooh ... pietaaahahahh...." che parevano suoni emessi da un essere che poteva essere un incrocio tra un cane ansimante ed una jena ridens. Non c'era pero', almeno per il nostro tapino, nulla da ridere; anzi ... Rimaneva, ora, li' con tutte le sue agghiaccianti angustie interiori guardando sconsolato lo SnellyBrush ormai privato di quella specie di mistica sembianza di oggetto fantachimerico, che per lui aveva avuto fino a quel momento. Nera disperazione! Altra notte quasi insonne ... doveva pur esserci una via d'uscita, o era destinato a rimanere panciuto per sempre? Poi ancora i soliti pensieri: Ah! Margherita ... Margheritina bella! ... Doveva smettere di pensare, doveva dormire senno', oltre che da "pandoro", sarebbe andato al lavoro con la faccia anche da zombie l' indomani. Ma con la caparbieta di chi tenta e ritenta un qualcosa di importante, il nostro contabile non voleva arrenderdsi per niente. Il giorno dopo, appena finito il lavoro si reco puntualmente dal negozio di stimolatori, entro' con fare meno trionfale della prima volta, parlo' con la signora un po impacciato dicendo "Ehm! Errrr .... Vede Signora c'e' un problema con lo SnellyBrush.". La signora del negozio subito sulle difensive: "Maa ... e' sicuro di avere usato lo SnellyBrush con criterio?" e Mario: "Si! ... Si!...", la signora: "Maa... e' strano che ci sia un difetto!...", Mario: "No! .. No! .. Lo SnellyBrush va anche troppo bene ... ma ...", la signora: "E allora cosa c'e'?". Mario si sentiva ridicolo, ma comunque con uno sforzo di self-control sovrumano riusci' a non arrossire e disse: "E' che io non mi ricordavo che soffro il solletico, ecco!". La signora da dietro al banco proruppe in una risata e poi disse, divertita: "Mi consola, signore! Mi dicono che sono smemorata! ... ma questa poi... comunque non c'e' problema, le ritiriamo lo SnellyBrush e le facciamo una nota d'accredito per un qualsiasi altro acquisto in questo negozio!". Allora in nostro sventurato Dottor Bianchi, deciso a prendere il toro per le corna, disse "Errr... Giusto per questo, avete stimolatori-massaggiatori non meccanici?". La signora allora, facendogli uno di quei suoi sorrisi a 58 denti, comincio a parlare dicendo: "Certo signore! Forse lei sta prendendo la giusta decisione! Niente di piu' provato, efficace e corroborante di uno dei nostri stimolatori totalemte elettronici. Abbiamo qui le fantastiche cinture elettroniche MagriTronik! Sofisticatissimi studi elettro-fisio-prano-guru-terapici hanno dimostrato che MagriTronik puo', tramite la naturale presenza di cariche elettriche nel nostro corpo, indurre delle leggere contrazioni dei nostri muscoli, studiate misticamente e fisiologicamente per eliminare l'adipe radicalmente e ..." "Groan! ...", interruppe allora Mario: "Domando scusa, ma come si usa in definitiva qusta cintura?", e la Signora: "Oh ... semplicemente avvolgendola attorno alla parte interessata per poi connetterla allla centralina elettronica MagriTronik, con i regolatori di stimolo al minimo! Comunque non si preoccupi signore, all'interno della confezione c'e', oltre all'originale certificato di garanzia MagriTronik, anche un esplicativissimo e esaurientissimo manuale d'uso!" Titubante ed indeciso sul da farsi l nostro povero dottore in economia rimaneva a guardare incredulo e sospettoso quelle strane cose appena uscite da una scatola portata sul banco dalla signora : quella strana cintura attaccata tramite un filo ad un cassettina piena di lucine, lucette, manopole, manopoline, bottoni, bottoncini, display L.C.D. alfanumerici, che aveva l'angosiante aspetto intricato di una mini-plancia di comando di una mini-astronave di StarTrek. Prese la scatola della MagriTronik tra le mani guardando la fotorafia della splendida, bruna, ragazza in maglieria intima che indossava, con uno smagliante sorriso, la cintura in questione, e che di certo con quel fisico mozza-fiato che si ritrovava non aveva bisogno di nessuno di qegli ordigni dimagranti. A guardarla bene tale ragazza in fotografia, (sospiro), aveva anche una certa spiccata somiglianza con Margherita Callegaro. Intontito dal solo pensiero di un'improbabile, eventuale Margherita in maglieria intima, con le corde vocali e le labbra decisamente neuronicamente sconnesse dall'encefalo, con sguardo vuoto galleggiante nell'aria, il nostro sventurato economo-contabile pronuncio' le fatidiche parole: "Va bene! ... Compro questo sistema elettronico MagriTronik!". Vedendolo in quello stato semi-trascendentale la signora del negozio allarmata gli chiese: "Qualcosa non va signore? Si sente bene?". Mario scosso dal suono delle parole della signora rientro in se stesso e disse "Eh? ... No! No! tutto bene! Mi dica la differenza che le devo una volta scontato lo SnellyBrush!". "Allora ... vediamo senza il prezzo dello SnellyBrush io avanzo da lei ... esattamente ... 236 000!" Ulp! Dura mazzata che riporto' il nostro Dotor Bianchi definitivamente alla realta'. Ormai la frittata era fatta e, scucito il contante, dopo il consecutivo esoso scontrino, si diresse risoluto verso casa. Impaziente di provare a far funzionare quella nuova diabolica cintura, entro' in casa e ando' diritto filato in camera sua. Estrasse con bramosia cintura e mitica centralina MagriTronik poi infilo' ancora la mano nella scatoa a caccia del libretto di istruzioni. La "caccia al libretto" disgraziatamente non duro' a lungo infatti la sua mano sbatte' immediatamente in qualcosa di massiccio' e pesante che era rimasto ancora dentro alla scatola. Ne usci' un volume coi fogli formato quaderno, di uno spessore di circa 8 centimetri, di un peso ragguardevole che denunciava minaccioso la sottiliezza di ciascuna pagina, e che avrebbe fatto impallidire qualsiasi volume integrale di Divina Commedia. Nella copertina viola chiaro trionfava grottesca e titanica un enorme scrittona viola scuro, del tipo: MAGRITRONIK USER MANUAL . Sconsolato il nostro povero economista apri' timoroso l'ultima pagina sbirciando il numerino stampigliato a pie' di pagina ... "Eh! ... Coosa! ..." esclamo' sul punto di avere un attacco di crisi di nervi; il nefasto minuscolo numerino nero era: 1014! Con la caparbieta' di colui che vuole perseguire un innoquo e buon fine a tutti i costi, impugno tutta la sua pazienza e comincio' ad analizzare l' indice di quel dannato manualone. Rincuorato assai, il povero Dottor Bianchi constato' che il manuale era scritto in una decina di lingue, cinese, giapponese ed esperanto compresi, ma cio' che importava vi erano anche le 100 paginette in italiano; sospiro di sollievo! Passo' delle ore solo a tentare di capire quale fossero i bottoni citati dal manuale e riportati in figura, le manopole come venivano denominate, ed a interpretare i maledetti messaggi, ovviamente in inglese, del display L.C.D. della centralina elettronica MagriTronik ... Accidenti e doppio accidenti, pero! ... Forse sarebbe stato piu' semplice volare con un "MIG 29 Fulcrum" sovietico! Arrivata la sera, era arrivato anche il fatidico momento della verita', lette e rilette le istruzioni pratiche della cintura elettronica MagriTronik, non si fido' comunque a indossarla, ma avrebbe provato ad accenderla toccando con le dita, per prova, quegli strani cosi, detti elettrodi, della cintura. Tutto in apprensione accese la centralina elettronica MagriTronik, un leggero "hmmmmmmmm..." si sentiva per l'ambiente fnche sul display, retroilluminato da una luce gialla, appariva lampeggiante e sinistra, una scrittina del tipo: "33% REGULAR STIMOLATION IN ACTION" che al nostro povero dottor contabile faceva presagire un qualcosa di non del tutto amichevole in arrivo. "Essia!" penso' tra se e se Mario Bianchi : "E giunto il momento di sentire che cosa c'e' su quei benedetti elettrodi della cintura!". Con un gesto da bella addormentata, che si sta per pungere sul fuso di un arcolaio, allungo' le mani lentamente fino al punto di sfiorare gli elettrodi della cintura MagriTronik con la punta delle unghie dei due indici. Quel qualche cosa di poco amichevole che presagiva qualche istante fa, il nostro tapino, si manifesto' schockevolmente fulmineo: non si sa quante migliaia di volts si trovarono applicate bruciantemente tre le mani del disgraziato Mario, seguite da dei sinistri e poco rassicuranti "Bip.. Bip.. Bip.." emessi dalla centralnina MagriTronik che ora faceva lampeggiare visibilmete una scrittona minacciosa sul display che recitava cinicamente: "W A R N I N G ! W A R N I N G ! IRREGULAR STIMOLATION OVERLOAD ...". Fatto sta' che il nostro galvanizzato economo, si sollevo da terra per un metro e mezzo, e con un urlo selvaggio di dolore, ando' a schiantarsi, tachicardico ed ansimante, sulla porta della camera con un botto tremendo. Non appena fu in grado nuovamente di controllare la sua povera mente elettrizzata, penso': "Margheritina bella, genitori cari .... qui se continuo con sta cura stimolo-dimagrante rischio di non rivedervi mai piu'! ... O perche' resto folgorato, o perche' muoio di un attacco isterico!" Subito dopo, il suo pensiero, adirato, anzi infuriato, si rivolse ai maledetti ciarlatani di quell'ancor piu' maledetto negozio di cianfrusaglie dimagranti. Finche' progettava in cuor suo una scenata dentro a tal negozio, accorso all'urlo ed al consecutivo tonfo sulla porta, arrivo' il padre di Mario che, trafelato, entro' chiedendo concitatamente : "Marietto mio, cosa succede?". "Nulla Pa' ! ... ho inciampato e son caduto, ma sta tranquillo non mi son fato nulla! ... Tutto qui!" menti' Mario Bianchi con un insperato recuperato controllo di se' stesso. Suo padre pero' si allontano' poco convinto salutandolo con una raccomandazione: "Mah! ... Va a letto adesso! ... Che tentiamo di andarci anche io e tua madre!". Oh si! A letto ci andava ma dentro di se stava ribollendo come una pentola a pressione con le valvole intasate. La mattina si sveglio' collericissimo e irascibilissimo; lui ... che non si ricordava di avere mai perso la pazienza in vita sua, tranne quando da piccolo bisticciava per le figurine di calcio coi compagni di classe. Entro' in ditta con un espressione collocabile tra il "bufalo infuriato" ed il "gremlin all'attacco" senza salutare chichessia, incurante di baffi o non baffi. Stava per infilare la porta del suo ufficio quando senti' una voce che gli fece balzare il cuore in petto e che gli fece scivolar via istantaneamente ogni segno d'ira o seccatura. La voce di Margherita alle sue spalle diceva "Buongiorno Dottore! Qualcosa... Qualcosa non va?". Il nostro sventurato dottor contabile non si seppe piu' tenere, si giro' con gli occhi da triglia lessa e probabilmente anche con un sorriso piuttosto sul deficiente, ma lo stesso pronuncio' delle' parole, a mezza voce, un po' smozzicate, che avrebbero dovuto essere: "Cosa puo' non andare, con Te davanti, Margherita! ..."; parole pero di cui si penti e vergogno subito; si affretto' a fare un altro sorriso ancora piu' imbecille del primo ed a infilarsi nel suo mondo di scartoffie registri fatture e calcoli. Aveva pero' la mente ancora ghermita dall'espressione di qegli occhi castani, cosi bella e buona che aveva incrociato poco fa! ... Dio si sentiva di impazzire. L'unica via di scampo per rompere quel loop di memoria che lo torturava soavemente, fu' l'attizzare nuovamente l'idea di veemente protesta su quegli imbonitori dei suoi stivali che gli avevano propinato quel MagriTronik senza avvisarlo della sua pericolosissima capacita di elettroschock omicida. Infatti appena finita la giornata lavorativa, con la cintura MagriTronik, la stupida super-centralina elettronica e quell'arci-stupidissima enciclopedia per l'uso, si fiondo' dai negozianti incrimainati. Entro' come una belva nell'uscio del negozio, parlando con la signora dietro al banco ancora prima di salutarla: "Volevate assassinarmi per caso? ... Con la vostra sedia-elettrica portatile? ... Eh!?". La signora fece un salto indietro, sorpresa dalla anacronistica grinta in quel tipo placido e paciocchino, che di solito si lasciava abindolare in mille modi. Ripresasi dallo scompiglio del momento, la signora seccatissima disse al nostro Mario Bianchi: "Si Calmi! Signore e mi spieghi cosa le e' successo!" "E' presto detto!" rispose Mario piu' calmo in viso, ma con espressione decisamente poco amicevole: "Ieri, dopo aver perso la sera a leggere l' assurdo libro che c'e' dentro la confezione, ho provato il vostro infernale trabiccolo... beh! ho preso una scossa che a momenti ci resto secco!" La signora con fare superiore ed enfatico allora disse: "Assolutamente impossibile signore! I prodotti MagriTronik sono preventivamente testati e controllati al momento della fabbricazione ed al momento dell'imballo per l'importazione dall'America. Poi vengono disimballati dal personale MagriTronik che viaggia sempre in gran numero accompagnando di persona la propria merce. In piu' lei caro signore non sa che i MagriTronik sono prodotti derivati da una serie di studi fisioterapici che..." "Visto che e' cosi testato perche non lo prova lei! ... Qui! ... All'istante!..." disse il nostro povero Mario Bianchi interrompendo spazientito la signora. La signora riflette' un attimo e poi disse con tono canzonatorio: "Come farei, caro signore, a mettermi addosso questa cintura? ... in negozio? Eh? ... mi dovrei scoprire? ... Qui ?... Con questo freddo?..." Ma il nostro economo pareva non scoraggiarsi e replicava : "No! Certo che no! Pero', perche' non appoggia le dita sugli elettrodi della sua favolosa MagriTronik in funzione ?". La signora con fare sufficiente e sicurissimo, come di chi avesse sempre fatto dimostrazioni del genere, disse subito: "La servo subito, caro signor incredulone!"; risoluta apri' la scatola, connesse rapidamente la centralina incriminata, connesse anche la cintura MagriTronik in causa, accese la centralina senza il minimo indugio, attese sul display la scrittina: "33% REGULAR STIMOLATION IN PROGRESS", e con una smorfia quasi di commiserazione, lanciata al nostro Mario, ando' per toccare i due elettrodi della cintura. Mario fu preso da un fulmineo ma agghiacciante senso di colpa, come se avesse decretato lui stesso l'andata di qualcuno sotto la ghigliottina, sbotto in un "NO!" secco, e di colpo fermo' le mani alla signora poco prima che potessero arrivare agli elettrodi della cintura. Poi lasciate le mani della negoziante disse mesto a bassa voce: "Li tocchero' io cosi mi convincero' di avere sognato, ieri notte!". La signora del negozio con fare di chi pensa : "Oh! s'e' convinto finalmente!" stette a guardare quel ridicolo omuncolo che si avvicinava titubante, con le mani agli elettrodi. Ma disgraziatamente per lo sfortunato Dottor Bianchi aveva ragione lui... L'effetto catapulta galvanica scatto' per la seconda volta e il povero Mario ripete' la terribile e temuta levitazione della sera prima, per poi' stramazzare a terra come una pera marcia, quasi totalmente privo di sensi. La signora negoziante fece uno strillo ed altre persone accorsero dal retro bottega. Un ragazzo coi capelli dorati chiese alla signora "Che c'e' mamma?" poi visto lo sventurato Dottor Bianchi che arrancava in terra tentando di rialzarsi, con un salto solo, degno di un atleta del circo, scavalco' il bancone e lo aiuto' nel suo intento. Il povero Mario, pallido in viso, guardando il suo soccorritore riusci' a smozzicare tra i denti una frase: "Bel salto amico! Ma come fai tu a essere cosi' agile!", mentre il ragazzo coi capelli d'oro lo lasciava ad attaccarsi al bancone. "Come sta signore!" chiese sempre il ragazzo dalla aurea chioma. "Bene! Bene! Spero che tua madre si sia convinta ora del dispensa-fulmini che, sicuramente non con intenzione, mi ha rifilato.". "Certo! Signore ... " disse la donna da dietro al banco, piu' bianca di lui per lo spavento: "Non mi immaginavo .... glielo cambio subito signore ... tutte le mie scuse ed anche quelle della MagriTronik!". Detto cio' la signora ando' nel retro-bottega per poi tornare assieme al biondo figlio dicendo "Tenga! Signore questo e' perfettamente funzionante, lo abbiamo provato io e mio figlio!". Il nostro povero Dottor Bianchi preso il suo nuovo sistema MagriTronik usci' con meno soddisfazione delle altre volte. A casa sua, nemmeno disimballo, il nuovo MagriTronik. Ormai arrivato sul filo di una crisi amorosa-esistenziale decise che avrebbe fatto una tremenda pazzia l'indomani. Giunto al lavoro, ando' risoluto davanti a Margherita Callegaro e con un aria da dolcissimo perfetto idiota chiese: "Margherita ? Puoi fare finta che io sia Humprey Bogart, e fare finta che io non sia panciuto per un momento?". La ragazza a disagio diceva: "Ma .. Ma .. Non capisco dottore! Puo' parlarmi anche da Dottor Bianchi!". Allora il nostro povero, tormentatissimo Mario, si inginocchio' con l'aria da triglia lessa e disse: "Margherita!... Io Mi Sono Innamorato Di Te!". 2(c) 1993 ATT... all right reserved... contact author before spreading