DA ROBERTO BENIGNI A DA-DA-DA-M@G
di Rita Stilli


E’ un caldo pomeriggio di fine agosto, ma una leggera brezza scompiglia i miei pensieri.

Seduta in macchina accanto al mio fotografo personale (che ha accettato di accompagnarmi solo per loschi fini personali ... che vi dirò solo alla fine), mi guardo intorno e non sento il caldo.

Occhiali enormi a ripararmi dal sole, berretto per riparare i miei pensieri che si stanno liquefacendo, estraggo dalla mia enorme borsa di tela un blocco per appunti già iniziato: vi sono scarabocchiati alcuni versi di poesie in cantiere ... cerco una pagina nuova ... la biro in bocca ... comincio a scrivere qualcosa , e so già che non rileggerò nella mia calligrafia ... figuriamoci : sto scrivendo senza occhiali, (ho quelli da sole ), la cintura di sicurezza che mi impedisce di mettermi comoda ...le frenate brusche ... le deviazioni da prendere ... il mio fotografo che non conosce la strada! Devo indicargliela io, ma io non me la ricordo ... retromarce ... inversioni ad U ... ufffa ! ! !

Comunque qualcosa riesco a scrivere, nonostante il brontolio continuo del paparazzo !

In fin dei conti, su questo blocco ci sono appuntati versi ... abbozzi di poesie ... ed io sto per incontrare qualcuno che è riuscito a costruire intorno al dolore e alla disperazione, la Poesia !

Qualcuno che ci ha fatto ridere ... che ci ha raccontato verità amare rivestendole di ironia, facendoci riflettere sull’esistenza e ricordandoci che c’è anche la vita ... e che nonostante tutto ... può anche essere bella !

Insomma, sto andando ad incontrare Roberto Benigni.

Il suo paese natale è a pochi chilometri dalla mia città, immerso nella campagna toscana.

Eccoci arrivati. Mi fermo da sua sorella Albertina, nel suo meraviglioso negozio di fiori.

Ci abbracciamo ... ci vogliamo bene ... è adorabile ...

Salgo in macchina con lei.. Il mio fotografo ci segue con la sua macchina e con le sue macchine fotografiche.

Sono un poco nervosa, agitata ... forse anche emozionata ... ma più che altro temo di andare incontro ad un’accoglienza fredda, distaccata: ho paura di disturbare ... e se me ne rendessi conto, sono certa che non riuscirei a dire una parola ... e allora, addio intervista !

Dopo pochi minuti la macchina di Albertina si ferma. Scendiamo: mi tremano un poco le gambe ... è caldo ... e io odio il caldo!

No ... Roberto non è in casa.

Delusione e forse sollievo allo stesso tempo: vigliacca !

- Monta Rita, andiamo al Circolino, Roberto è lì ... -

Il tragitto è troppo breve - pochi secondi - durante i quali Albertina continua a dirmi di non preoccuparmi, di stare tranquilla ...

Davanti al Circolino poche persone sedute a bere qualcosa ... a chiacchierare.

- Roberto ? - chiede Albertina.

- E’ dentro a giocare a carte ... - rispondono.

Entriamo. Sottobraccio. Un grande locale ... qualche tavolo ... poche persone sedute sparse qua e là a leggere il giornale. Silenzio .... e caldo. Un ventilatore a soffitto gira lento ... come il tempo.

Si sentono delle voci ... riconosco quella di Roberto.

entriamo nella stanza ... cinque uomini stanno giocando a carte. Quello davanti a me, è Roberto.

Lui ci guarda e chiede subito, rivolto a sua sorella :

- Che c’è ? ! Che hai fatto ? -

Sorrido! Quel "che c’è ..." mi ricorda tanto quel suo tipico modo di parlare che suscita l’ilarità del pubblico ... Ma lo guardo. E i suoi occhi sono preoccupati ... non ridono.

- Indovina chi ti ho portato ? - dice Albertina, sempre tenendomi il braccio.

E lui, guardandomi : La Rita ! Ciao Rita ! ! ! Come va ? -

Si è subito alzato, mi abbraccia.

- Si fa cinque minuti di pausa ? - rivolto agli amici.
Ed io : me lo prestate per cinque minuti ?

Guardo gli amici. Non mi sembrano entusiasti della proposta.

- Scusami Roberto ... non volevo disturbarti ... continua pure a giocare ... -

- Allora finisco la partita .... un quarto d’ora, venti minuti al massimo e sono da voi. Andate a prendervi qualcosa di là ... -

- Grazie Roberto ... e scusate ... -

Io e Albertina ci sediamo ad un tavolo. Il mio fotografo ci ha raggiunte, ci chiede cosa vogliamo bere: fa le veci del cameriere ... che non c’è.

Ordiniamo. Un caffè d’orzo e un’acqua brillante, naturale, non ghiacciata, con la cannuccia che si piega ... La seconda ordinazione è la mia !

Mi getto sull’acqua brillante. Ho la salivazione azzerata, mani due spugne ...

Succhio dalla cannuccia ... e il rumore rompe il silenzio.

A rompermi, arriva anche una mosca, che continua a ronzarmi intorno.

Albertina si accorge del mio stato d’animo. Mi prende la mano ... continua a ripetermi di stare tranquilla ... ma io continuo a dire : " e se poi Roberto si arrabbia ? Disturbarlo proprio nei pochi momenti liberi ... mentre si sta godendo poche ore al suo paese ... che dirà ?"
Penso che giornalisti di tutto il mondo se lo contendono ... che ha appena lasciato la Francia dove sta girando il suo nuovo film ... che l’America lo attende per la presentazione del film "La Vita è bella" ...

Rivedo le scene a Cannes ... il pubblico in piedi davanti ad un uomo che ha saputo far ridere e piangere nello stesso tempo ... mille microfoni davanti a lui ...

Ed io ... qui seduta ad un tavolino di un circolino di un piccolo paese toscano ... con il mio blocco dove scarabocchio le mie poesie ... la penna che non trovo ... (eppure l’avevo infilata nella camicetta ... per non perderla ... Infatti, l'ho perduta!) Io ... sconosciuta poetessa ... orgogliosa redattrice di Dadam@g ...

Ma poi ripenso alla dedica che Roberto mi ha fatto sul libro di poesie Ego non mi assolvo :

"Cara Rita ... io ti assolvo con tanto affetto ..." Ecco ... forse mi assolverà anche oggi ... forse ...

Passano i minuti ... lenti ... ogni tanto si sente una voce alzarsi ... riconosco quella di Roberto ... la partita deve essere ad un punto importante .... qualche imprecazione, tipicamente toscana.

Niente di preoccupante. Forse un pubblico riderebbe ... io no ... sono toscana anch’io ... e queste sono parole all’acqua di rose ... perfino troppo trattenute ... credo che Roberto si stia davvero trattenendo ...

Non rido ... ma sorrido.

Ogni tanto un flash mi abbaglia: il paparazzo sta ingannando l’attesa fotografando me e Albertina.

Ne approfittiamo per metterci in posa ... ma soprattutto, per abbracciarci.

La mia acqua brillante sta per finire ... adesso c’è il risucchio delle ultime gocce ...

Accidenti ! Mi accorgo adesso che la cannuccia si piega !

Ormai ...

Qualcuno si siede accanto a me ... mi passa un braccio intorno alle spalle :

- Allora, Rita  ... eccoci qua ... -

Roberto si è seduto accanto a me. Mi guarda. Il suo sguardo ironico ... profondo ... che trafigge ...
ma non ferisce. E nella profondità di quello sguardo, io leggo la malinconia.
 

Roberto Benigni intervistato dalla nostra Rita (foto: Carlo Quartieri©)

Roberto va a ruota liberaE mi rendo conto che la mia ammirazione per lui, per la sua arte, nasconde anche affetto.
Eccolo lì ... l’uomo dell’anno ... l’uomo osannato ... applaudito ... conteso ... Ha appena finito di giocare a carte con i suoi amici, in un piccolo circolo di un piccolo paese ... seduto accanto a me, ad una sconosciuta ... di cui conosce solo qualche poesia, qualche verso ... e che dopo averli letti, mi ha telefonato per ringraziarmi ...
Questo personaggio che non ha dimenticato di essere una persona ... che non si è scordato i valori veri ... quelli che contano ... su cui contare ... e non da contare.

Sì. Gli voglio bene. E vorrei dirglielo ... alla sua maniera ... "Ti voglio bene caro Roberto ..."
Mi limito a guardarlo e a sorridergli.

- Allora, Roberto ... ti ricordi che ti avevo parlato di Dadam@g ? La rivista culturale che esce su Internet ? -

Forse non si ricorda ... di quante cose gli parleranno ...

Proprio in quel momento si avvicina un uomo ... ridendo parla a Roberto del Planet di Hollywood ... Non ascolto ... ma sento che Roberto risponde :

- Ci hanno messo un bomba ... pare che siano stati terroristi islamici ... - parla serio.

Poi, quell’uomo se ne va.

- Allora, dicevamo ... Internet ! -

Io sto cercando la mia penna ... non la trovo ...

- Perbacco ... ce l’ho io ! Tieni ! - e mi porge la penna che estrae dalla sua giacca.

- Già ... cosa ne pensi dell’editoria su Internet ? Pensi che al giorno d’oggi, dove nessuno ti pubblica, se non sei qualcuno .... almeno un ex qualsiasi ... ex-terrorista , ex-tossicomane, ex-assasino ... basta che sia pentito ... anche un ex-pentito ... magari! Che ne pensi di dare spazio anche a chi non può permettersi di pubblicare a pagamento? Insomma ... hai capito ...- incespico io.

Lui mi aiuta, alla sua maniera.

- Internet ! Certo che lo conosco ! Ci ho navigato ... molti mi hanno chiesto di mettere un sito mio ... a pagamento ... ci sono diversi, molti siti a pagamento ...

Non lo faccio ... e non per il pagare ... ma perché mettono cose sbagliate ... diverse ...

- Ma tu ci sei, su Internet ! - replico io.

- Sì lo so, filmografie, articoli ... ecc ... ma ci sono molte cose sbagliate ... mal interpretate ...

- Se vuoi, noi di Dada possiamo offrirti asilo ... e stai certo che metteremo solo quello che vuoi tu ... - azzardo io. L’offerta è sincera ... ma sono certa anche del suo rifiuto.

- No. Ti ringrazio, vi ringrazio ... ma non m’interessa...

- Allora, se ho ben capito, non t’interessa Internet non ti garba ?

- Come non mi garba ? ? ? Mi garba sì! E' un mondo nuovo ... meraviglioso ... ci puoi trovare di tutto : dalla lumaca alla Cappella Sistina ... puoi andare a vedere i quadri del Louvre ... ogni particolare ...

Su Internet ... sanno tutto di tutti!!!!

Anzi, Rita ... la prossima volta ti vado a cercare ... e così saprò tutto di te ... -
Sorride ... sorrido anch’io.

A quel punto gli chiedo cosa ne pensa della poesia, se c'è ancora posto per la poesia nel mondo d'oggi.

E lui: Certo! Ci mancherebbe altro ! La poesia ci deve essere sempre ... guai se non ci fosse la Poesia ... Ho letto alcune delle tue, Rita ... sei davvero brava ... non ho letto tutto ... lo farò con calma ... Hai provato a mandare alle case editrici ... ecc ... (e qui non vi sto a raccontare ... tanto il discorso non interessa a nessuno ... o sì ? Il guaio è che non mi ricordo i nomi di case editrici serie che Roberto mi ha proposto ... accidenti ... non avevo il registratore !).
Ad un certo punto l’ho interrotto ... Io, che interrompo Benigni !
Cerco di prendere appunti ... ma non riesco a stargli dietro ... e poi sono troppo presa ad ascoltarlo.

Ad un certo punto gli chiedo di ripetermi una frase ... che voglio riportare le sue parole esatte, ma lui obietta :

- Macché ! Non vale ... si va a rota libera ... è il succo che conta ... come viene viene ... la spontaneità ... -

Ha ragione. Ma ogni tanto scarabocchio qualcosa ...

" - Secondo te, è giusto mettere la poesia su un tavolo autoptico, ? Vivisezionarla? Come può un critico entrare nella mente dell'autore, se lui stesso, forse, non sa cosa ha scritto ... cosa intendeva scrivere ... magari emozioni non ancora nate in lui ... ma latenti nel suo inconscio ... o ricordi rimossi ..."

Per fortuna mi interrompe lui, a quel punto ... perché mi sto avviando in un labirinto mostruoso.

- "Hai ragione .. E' vero! Le cose più belle sono quelle scritte di getto ... emozioni riversate senza remore ... l'autenticità del pensiero che non pensa!

Il compito di ogni artista è di fare una cosa bella. E basta!

La bellezza è quella che conta!

Ed io: - " ma per te, creare, si avvicina più alla preghiera o alla bestemmia?

Non credi che chi crea, in ogni campo artistico, pecchi di presunzione, volendo imitare, in qualche modo, Dio? -

Lui mi guarda... si è guarda intorno:

- Rita, questa è una domanda da 100 milioni di dollari! - una leggera pacca sulla spalla ... si scosta per guardarmi meglio ... si è tolto gli occhiali ...

A questo punto lo vedo meglio anch’io. Ero senza occhiali, ricordate ?

- L'uomo crea per invidia ... forse ... ma verso la donna ... Infatti, come sai, i più grandi artisti sono stati uomini ... invidia vaginis, non penis!

L'uomo non può partorire ... allora emula il parto ... partorendo le sue opere ... Michelangelo ha emulato una donna ... ha generato ...

Ed io: -"allora, le donne che scrivono?"
(nessun riferimento a persone presenti ... ve lo giuro !)

- "Le donne quando ci si mettono, superano gli uomini ... ci sono abituate, loro, a partorire, a creare ... forse è per questo che per molto tempo non hanno avuto voglia di creare altro.

Prendi Mary Shelley ... lo sai com'è nato il Frankstein?

Una sera Shelley e Byron decisero di fare una gara a chi avesse scritto il raccontino più bello. Poi Shelley disse alla moglie: "provaci anche tu ... "

Ma lo disse così, per fare ... senza convinzione.

E lei scrisse il Frankestein.

E oggi, lo sai, tutti conoscono Frankstein ... ma pochi conoscono i versi di Shelley o di Byron ...

Frankstein ... non è solo un mostro ... non bisogna fermarsi a guardare il mostro ... ad averne paura ... rappresenta anche l'amore, non solo l'odio ...

Eh ... le donne ... conosci la Rosselli? Alda Merini?

Grandi poetesse ...

Annuisco : "Sì ... ma la mia preferita è Emily Dickinson!

E lui: - "Emily!!! Ma dire Emily è come dire Dante!!!

Un sommo poeta! Ah ... la cara Emily ... che vita! quante ne ha combinate!!!

Io, stupita: - "Ma se ha trascorso la vita chiusa in casa?!" -

- "Sì ... lo dici te! Ne ha fatte di cotte e di crude ...

Io: - " amori platonici ... epistolari ..."

- Macché platonici, macché epistolari! Ho letto di lei cose turche ...

la sua passione ... la sua ... dentro aveva qualcosa che bruciava ...
(e nel dire Roberto agita le mani ... le rigira ... non riesco a descrivere i suoi gesti ... provate ad immaginarli ...)

Ed io: - "Ti riferisci a Higgins?

- Brava! Anche lui ... e gli altri ... -

- Ma si scrivevano ... -

- Dammi retta ... vatti a rileggere le sue biografie ... -

- Le ho lette tutte ... almeno quelle che sono riuscita a trovare ... Mi stai demolendo il mio idolo, Roberto ...-

- Adesso mi hai fatto venire la voglia di rileggere di lei ... non vorrei sbagliarmi ... comunque resta il fatto che è un grande poeta! -

- Hai detto poeta, non poetessa ... bravo! -

- Già ... forse perché la sua poesia è maschia ... nel senso che non indulge in ... però ... la passione ... quella c'è! Eccome! -

- Sì ... ma se è un uomo, a scrivere di passioni , allora è un poeta ... se è una donna, il più delle volte, è letteratura rosa ! - obietto io.

- Hai ragione ... ma non siamo qui per un trattato sul femminismo ... se comincio non smetto più!
- Giusto! Torniamo ad Internet ...Cosa ne pensi delle riviste culturali su Internet ... di Dadam@g in special modo? Sai, siamo tutta gente che lavora ... e che dedica alla rivista il poco tempo libero ... senza alcun fine di lucro ... con il solo scopo di divulgare un poco di poesia, letteratura ... arte in genere ... di avvicinare i giovani alla Poesia ... E ci riusciamo, sai ... -

- " Dada ... Dada ... mi piace anche il nome ..."

Ed io: - nasce dal Dadaismo ... - ho detto una cosa sciocca ... banale. Ma Roberto sembra non farci caso :

-" Il Dadaismo ... corrente di libertà ... di artisti che non accettano nessun legame o vincolo a qualsiasi corrente o setta letteraria ... artistica- Dada ... il nome nasce dal balbettio dei bambini che cominciano a parlare ... da - da - da ...

Ed io: -"un nome onoma ... (non mi viene la parola …)onomeopatico …

E ui: - " Già!" ma subito aggiunge: Ma che mi fai dire! Onomatopeico!

Ci siamo messi a ridere ... anche la gente intorno che continuava a ciacciare ... (tipico modo di dire toscano per intendere "spettegolare" o per dirla meglio ... alla Benigni, a "rompere i coglioni"!) (scusatemi … ma quando ci vuole ci vuole!!!)

A quel punto gli ho chiesto di scrivermi una dedica per Dada ... che l'avremmo scannerizzata ... anzi, ho detto scannata. Ma Roberto non ci ha fatto caso.

Meglio per me , visto che non conosco il termine esatto. E forse nemmeno lui.
- Ma certo ! Ci mancherebbe altro ... ! Dio bono ! Dammi qua ! -
Gli ho dato il blocco e la penna e lui, senza pensarci un attimo, ha scritto :

A Dada un ba-ba-ba-ba cio ... Roberto Benigni
(rifacendosi al bambino che balbetta ...).

A quel punto l'ho ringraziato ... l'ho abbracciato ... e baciato!

- Posso baciarti, Roberto? -

- Eccome ... ci mancherebbe altro! -

Rita non resite alla tentazione (foto: Carlo Quartieri©)
Bacio di Rita a RobertoBacio immortalato dal paparazzo in brodo di giuggiole ... (che non ha mancato di farsi fotografare anche lui insieme a Roberto ... non so se la foto è venuta ... anzi, spero che siano venute le altre ... mentre intervisto Roberto ...)

Poi qualche bambino si è avvicinato a chiedermi dei fogli per farsi fare 'autografo. Ho distribuito fogli a tutti.

Ci mancava poco che non rischiavo di strappare anche quello con la dedica di Roberto!

Ci siamo avviati ... Roberto ha ordinato un caffè d'orzo ...
Io e Albertina ci siamo abbracciate.
Con il mio fotografo , ci siamo avviati per tornare a casa ...

Erano le otto di sera. Un meraviglioso tramonto infuocato ci abbagliava.

Un tramonto di fuoco ... e ... ci siamo persi per strada!

C siamo ritrovati ad un piccolo casello ... senza casellante ... in una strada in mezzo alla campagna ... un semaforo rosso. Ci siamo fermati ... passavano i minuti ... niente ... Allora abbiamo deciso di passare. Nessuno…solo prati ...

Ad un tratto ... una grande quercia.

Allora abbiamo capito! Eravamo finiti a Frittole!

Non ci restava che piangere ... o riderci su ...

Che poi ... a volte è la stessa cosa ! Come dice Roberto e come mi ha detto quando ci siamo salutati: La vita è bella!

Sì, è bella nonostante un compagno di vita … un marito che approfitta della propria compagna fedele per infiltrarsi e fare uno scoop per il quotidiano su cui lavora come fotografo! Infatti, il suddetto , spera di realizzare un'intervista ad una scrittrice (io ho corretto in "poeta" e non poetessa… senza l'invidia penis!) che intervista Roberto Benigni.

Con tanto di servizio fotografico !

Ecco il nostro fotografo con Roberto

 

Vedremo ... Per adesso l’esclusiva è nostra ... di Dadam@g !

L’intervista, Roberto, l’ha rilasciata a noi.
Grazie Roberto !


Leggi la PRESENTAZIONE di ROBERTO BENIGNI fatta dalla nostra RITA