UNKLE - Psyence fiction
(Cd, 1998, Mo Wax)
di Romualdo Paino

Atteso come il fisco capace di sintetizzare in un sol colpo tutto il modernariato musicale del decennio che volge al termine, arriva l’esordio del progetto UNKLE (cioè DJ Shadow + James Lavelle, boss della Mo Wax). C’è subito da dire che le attese riposte nel lavoro sono state, almeno per il sottoscritto, deluse. Non che Psyence Fiction sia un brutto disco. Anzi, i pattern ritmici debordanti ed originali di DJ Shadow sono sempre molto coinvolgenti e sostengono a turno rap forsennati in stile old school, sudati rock in stile lo-fi (un richiamo al grande Beck?), partiture d’archi degne del miglior periodo Motown, melodie tipicamente soul e funkettoni elettronici. Il tutto suonato in maniera impeccabile sia che si tratti di campionatori che di musicisti in carne ed ossa; ma è proprio questo carattere da Bignami del rock moderno ad infastidire; il disco strizza l’occhio alle tendenze musicali più alla moda senza osare in proprio. Non bastano le sventolate collaborazioni di personaggi famosi (Richard Ashcroft, Tom York, Jason Newstead, Mike D. (che presta tra l’altro la voce al miglior brano dell’ album) a risollevare le sorti di un disco a tratti bello ma in sostanza inutile.