P. J. HARVEY - Is this desire?
(Cd, 1998, Island)
di Romualdo Paino

Dopo tre anni costellati di collaborazioni (Tricky, Nick Cave, Pascal Comelade) e progetti collaterali (Spleen, John Parish) arriva finalmente il tanto atteso nuovo lavoro della nuova musa del rock. I fan della prima ora rimarranno delusi perché della abrasività dei primi due album, che già in buona parte era assente nell’acclamatissimo To bring you my love, non è rimasta più alcuna traccia. Piuttosto la capacità compositiva di Polly Jean è cresciuta regaladoci una artista matura e completa, attenta a tutte le nuove tendenze. Così in questo "Is this desire?" si va da atmosfere cupe e dilatate che rimandano subito al sound di Tricky, a malinconiche ballate pianistiche in tempi medi passando per morbosi blues appena sussurrati. Sinceramente rimpiango un po’ del vecchio vetriolo ma artisti dalla personalità camaleontica (e un po’ ruffiana) come PJ Harvey riescono a sorprendere (pur senza strabiliare) e ad accontentare nello stesso tempo.