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Dopo
tre anni costellati di collaborazioni (Tricky, Nick
Cave, Pascal Comelade) e progetti collaterali
(Spleen, John Parish) arriva finalmente il tanto atteso nuovo lavoro
della nuova musa del rock. I fan della prima ora rimarranno delusi perché
della abrasività dei primi due album, che già in buona parte era assente
nellacclamatissimo To bring you my love, non
è rimasta più alcuna traccia. Piuttosto la capacità compositiva di Polly
Jean è cresciuta regaladoci una artista matura e completa, attenta a
tutte le nuove tendenze. Così in questo "Is this desire?"
si va da atmosfere cupe e dilatate che rimandano subito al sound di
Tricky, a malinconiche ballate pianistiche in tempi medi passando per
morbosi blues appena sussurrati. Sinceramente rimpiango un po
del vecchio vetriolo ma artisti dalla personalità camaleontica (e un
po ruffiana) come PJ Harvey riescono a sorprendere (pur senza
strabiliare) e ad accontentare nello stesso tempo.
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