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Gli
EstAsia, gruppo veneto, sono una delle poche, a mio avviso, espressioni
di musica indipendente prodotta in italia. Un settore, quello della
musica indipendente, un po' stanco, un po' addormentato e spesso troppo
intellettualizzato e votato verso musiche e generi ormai eccessivamente
"politically correct". Da questo panorama di desolazione e
mancanza di originalità e vibrazioni, si staccano emergendo sullo stagno
di monotonia rappresentato dalle indie italiane questa band davvero
insolita, davvero fuori dai canoni. In un'epoca in cui tutto è stato
detto e tutto è stato fatto, gli EstAsia riescono comunque a trovare
una via nuova, a percorrere strade musicali non ancora persorse. D'accordo,
volendoci sforzare nel cercare delle ispirazioni potremmo in qualche
modo vedere nella loro musica influenze da parte dei Dead Can Dance...
Ma bisogna con uno sforzo a tratti decisamente eccessivo. La voce di
Romina, non trova paragoni in tutto il music business del globo, indipendente
o no: ti rapisce, ti cattura, ti strega. Il nome non sembra scelto tanto
a caso poiché dal vivo riescono a produrre una "estasi" quasi
mistica con il loro sound ricolmo di ghirigori e arabeschi orientali
(India, Islam, Cina, si mescolano in un pout-pourri di aromi speziati
e di incensi che invadono i sensi), quà e là sostenuti da percussioni
incalzanti, ritmiche ossessive. Dicevo della voce di Romina, incantevole
sirena dalla bellezza austera e dalle movenze sinuose: uno spettacolo
non solo per l'udito ma anche per la vista, nei loro concerti dal vivo
(sempre troppo pochi se si conta che in più di un anno li ho visti solo
due volte), ma non possiamo nel modo più assoluto sorvolare sulla maestria
dei suoi "soci", specialmente quando si tratta di cavar fuori
simili melodie da liuti o sitar, tutt'altro che facili da suonare. Brani
come Solidea, Il Gange
o la bellissima Le iene sono dei capolavori
assoluti, in grado di estraniarvi dal vostro mondo, dalla quotidianità.
Ascoltare un album degli EstAsia non è solamente ascoltare della
musica, ma è di più: diviene sentirla dentro di sé, risuonare
nel proprio spirito, toccando i più alti corpi eterei della propria
essenza.
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