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Ricordo
quando sono andato a comprare questo disco, facevo le superiori e sinceramente
per quanto già abituato a musiche di tutti i generi, l'impatto fu uno
shock! I Cccp era provocatori fin dalla copertina e dal chilometrico
titolo. Il disco originale è in vinile rosso, targato "Attack Punk
Records", su un lato dell'etichetta c'è il disegno di un punk rannicchiato
e dall'altro la scritta "Punk filosovietico/ musica melodica emiliana".
I titoli sono presenti solo in un foglietto giallo interno intitolato
"Tante domande, ed anche una risposta...". Vi racconto questi
particolari perchè avendo preso anche la ristampa su cd della Virgin,
mi sono accorto che poco è rimasto della grafica originale (in pratica
solo la copertina esterna). Peccato: non si poteva mettere le altre
immagini nel libretto interno (che invece non è presente)?
La musica e le parole comunque rimangono inalterate nel loro intento
originario, quello di sorprendere e di fare sobbalzare dalle sedie quelle
persone abituate a canzoni prefabbricate e predigerite!
Inizia con un lontano rumore di ferraglia, poi il grido "Cccp"
irrompe inaspettato e le chitarre iniziano a grattare (nel vero senso
della parola!). Nel ritornello "Fedeli alla linea e la linea non
c'è" si parla di uno smarrimento morale ed etico, ma in realtà
si inizia già a tracciare una nuova strada! Segue Curami
con le chitarre accompagnate da un suono di campanelli e Giovanni Ferretti
che dice con voce aspra "Prendimi in cura da te, curami, curami".
Nel mezzo della canzone sembra quasi che il disco si incanti ripetendo
di continuo "Solo una terapia, solo una terapia"! Mi
ami? non è proprio una canzone d'amore: "Un'erezione,
un'erezione triste per un coito molesto, per un coito modesto. Spermi
spermi indifferenti, per ingoi indigesti". Trafitto
rallenta un po' il ritmo che diventa invece furente hard-core nella
successiva Valium Tavor Serenase. Il testo
recita "Il Valium mi rilassa, il Serenase mi stende, il Tavor mi
riprende. C'è chi dà energia e chi la porta via. E voi cosa volete?
Di che cosa vi fate? Dov'è la vostra pena? Qual'è il vostro problema?
Perchè vi batte il cuore? Per chi vi batte il cuore? Meglio un medicinale
o una storia infernale? Meglio giornate inerti o dei capelli verdi?".
Dopo avervi sparato questo popò di domande la canzone si trasforma nel
valzer "Romagna mia" (con il testo cambiato per l'occasione
in Emilia mia) per poi riprendere di nuovo con la parte hard-core: geniale!
Con Morire arriva un'altra bordata di quelle
che lasciano il segno: "Produci, consuma, crepa. Produci, consuma,
crepa. Cotonati i capelli, riempiti di borchie, rompiti le palle, rasati
i capelli, crepa, crepa". Noia abbassa
un po' il flusso d'adrenalina, Io sto bene
sottolinea che a volte il confine tra lo star bene e lo star male è
più vicino di quel che si crede: "E' una questione di qualità,
è una questione di qualità. O una formalità. [...] Come decidere di
tagliarsi i capelli, di eliminare il caffè, le sigarette, di farla finita
con qualcuno o qualcosa. Una formalità, una formalità. O una questione
di qualità".
Allarme è cupa: "Muore tutto, l'unica
cosa che vive sei tu. Solo tu, solo tu". La conclusiva Emilia
paranoica è un vero e proprio delirio, ed è la canzone
strutturalmente più elaborata.
In Italia ce ne sono stati davvero pochi dischi di rottura come questo.
Aggiungeteci contenuto ed energia e avrete capito perchè si tratta di
un disco indispensabile!
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