"Poichč i suoni hanno una propria vita, cerchiamo di liberare
l'identitą dei suoni. La libertą di prendere in prestito dal mondo materiale e
immateriale oggetti per realizzare opere di vita ci appartiene. Il saccheggio dei
materiali indifferenziati e il loro impiego nella costruzione di suoni crea un flusso che
permette all'evento di divenire realizzazione di sč."
Questa frase iniziale estrapolata dal libretto del cd dą una prima idea
del calderone di suoni e citazioni in cui ci troviamo di fronte. Per
avvicinarci ulteriormente al gruppo, possiamo leggere alcune delle fonti
ispirative: J.S. Back, J.L. Borges, L. Bunuel, E. Busch, J. Cage, D.
Cronenberg, E. Debord, F. Kafka, T. Pynchon, Andrea Pazienza (omaggiato anche
da DADAm@g nel numero tre) e molti altri.
I Traumfabrick sono veramente un gruppo poliedrico, sa suonare molto bene, si trova a
proprio agio con numerosi generi e riesce a proporli all'interno di questo cd senza fare
apparire il tutto come materiale discontinuo: al contrario ho trovato il lavoro omogeneo
nella sua eterogeneitą! Cantano in inglese (a parte qualche breve recitativo in
italiano), sanno graffiare con chitarre affilate, ma sanno creare momenti riflessivi
eliminandole completamente. Sono partiti dal rock ma propongono uno dei possibili
superamenti del genere. Una interessante scoperta!
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