|
CAMERE DI CRISTALLO
Camere di cristallo
scorgo nella notte
tra le stelle sopra il mare.
Vorrei dormirci
ma il giorno è ancora in me
e la veglia m'opprime,
mi sfianca i desideri.
La lentezza del pensiero
mi altera i ricordi.
Mille sorrisi,
mi sfiorano il cervello
e li confondo.
I visi,
tanti petali di rosa
nel giardino del rimpianto.
Le voci,
melodiche e armoniose
tra le sinfonie del vento.
Ricordi intramontabili
soggiornano in quel cielo,
ma le camere di cristallo
restan sempre impenetrabili.
Chissà se un giorno,
stanco della veglia
riuscirò ad addormentarmi.
VISITA A PAG (Yugoslavia)
Piccole strade,
nere,
fragili donne
e lisce pietre
sui muri.
Vento,
freddo risveglio
in quell'oasi
incantata.
Pizzi,
ricami,
e profumi
di terre lontane.
Sul ponte
la senti
centinaia
e centinaia di anni
lontana.
Eppure è qui,
in questo tempo
- e ogni tanto lo vedi -
ma è bello
pensare che
è ancora così,
che
No,
noi uomini
non siamo
ancora passati di là
CAMMINERO' D'INCANTO
Camminerò d'incanto
sui monti più elevati,
nei fiumi più tortuosi,
tra gente la più folle,
con passo un po' stupito
ma certo del suo tempo.
Mi sentirò diverso,
certo un po' più fiero,
ma gli occhi son sinceri
e lo sguardo si fa triste
tra parole d'allegrezza,
le più false.
Camminerò d'incanto
sui sogni d'ogni giorno,
nei canti di speranza,
tra giorni sempre scuri,
quando infine avrò compreso
il perché del mio cammino
GLI OCCHIALI
Una folata di vento,
la polvere s'alza,
ma ricade.
E sul tavolo,
imbiancato dal passare
polveroso delle stagioni,
un ricordo.
Il ricordo
del suo volto,
quello sguardo triste
e così pieno d'amarezza
e questi occhiali
sembran colmi di lacrime,
sembran rivivere quell'aria
malata di malinconia.
Fuori la neve,
un silenzio magico
che riempie questa stanza,
ricopre questi occhiali.
Il sogno svanisce
come d'incanto
e questi occhiali,
quest'ultimo ricordo
del suo volto
s'infrangono
contro il muro
della razionalità
e si fanno polvere
che ricoprirà altra polvere,
piano,
piano,
coprendo tutto.
C'E' ARIA DI FESTA
C'è aria di festa
stanotte e
il mago a stupire s'appresta.
C'è aria di festa
stelle
nel cielo a gentile richiesta.
Occhi appesi al cielo,
a contar palmi
di buio,
in questa notte magica.
C'è aria di festa
sul fiume e
il mago a sparire s'appresta.
C'è aria di festa
e una donna
s'accinge ad ornare una cesta.
Mani sudate, tremanti
nell'attesa che il mago
stupisca i presenti
sparendo nell'ombra
della notte.
C'è aria di festa
e una falce di luna
osserva le magiche gesta.
C'è aria di festa
il silenzio è opprimente e
la gente scuote la testa.
Il mago svanisce, davvero,
e il trucco ci sarà,
sicuro.
Ma la gente ha paura
e il sogno svanisce,
torna la città col suo silenzio,
e il fiume, la festa
così come il mago
ed il sogno,
van via.
CANDELE
La luce
fioca
di poche candele,
tre dita
di polvere e
un canto lontano.
Nella notte
il vento raggela
le orme,
d'un segno di vita,
d'un lento passare.
I vetri appannati
rispecchiano l'ansia
ch'è in me,
ch'è sete di luce,
di limpidezze passate.
Il fischio del treno
scompone quel tetro,
ma ingenuo silenzio
che lascia passare
ogni suono,
anche il mio
respiro affannato.
La luna
è invisibile,
nascosta,
a tratti riappare
ma è poco...
E' sempre più buio
qui in fondo,
nel gelido
scorrer dei giorni,
tra queste
poche candele di vita.
NINNA NANNA
C'è una storia che
è come una poesia
parla anche di te
vive di magia
oggi è una realtà.
Una stella che
fu solo un'idea
si vestì per me
come fosse mia
la felicità.
E... verso il mare va
un gabbiano che
sente la magia
dell'amore in te.
Conta su di noi, acqua che cadrà
sulla terra e
dolce fiore mio
piano sboccerà.
Venne il sole e
come per magia
strinse forte a se
note e poesia
su tutta la città.
Vola come me
con la tua armonia
sii tu fiume che
genera energia
con la verità.
E... verso il mare va
un gabbiano che
sente la magia
dell'amore in te.
Conta su di noi, acqua che cadrà
sulla terra e
dolce fiore mio
piano sboccerà.
|