Ho
raccolto tre poesie dove in un modo o nell'altro centrano gli insetti.
Insetti visti come metafora, come pretesto per partire dal quotidiano
e lanciare uno spunto di riflessione su alcuni argomenti come la vita,
la morte e l'universo.
Ricordo quando in campagna, dopo cena scendevamo
nel porticato, eravamo in estate, al buio (per non attirare gli insetti),
le stelle erano perfettamente visibili. A volte alzavamo gli occhi al cielo
e l'argomento della discussione era davanti a noi: i pianeti. I miei nonni
mi facevano domande come se fossi un professore e io raccontavo alcune
teorie che avevo letto su "Scienza & Vita". Quando si parlava di questi
temi, dopo rimaneva sempre un senso di mistero, ma anche di incompiutezza.
Siamo degli insetti rispetto alle complesse meccaniche
che regolano il cosmo. Nel quotidiano i tasselli che componiamo sono ben
chiari, ma il disegno finale ci è ignoto.
Indice:
L'attimo e l'eterno
La tazza
Inquietudine del non
sapere
L'ATTIMO E L'ETERNO
Osservo incuriosito
in questa estate lontana dai luoghi comuni
strani insetti entrare dentro casa.
Spuntano di sera
tra le pieghe dell'aria,
da finestre spalancate
all'oscurità afosa.
Con ali grasse, pesanti,
ammassano i loro corpi
ovunque
dentro camera,
dentro una ragione nascosta.
Fermi
Rimangono immobili
Ore...
E' mattina
tapparelle arrotolate
irrompono di luce.
Guardo
gli insetti con le ali...
Fermi
Immobili
Senza vita...
Scintille brevi ormai disciolte
cadute su mari immensi.
Rimangono solo atomi rarefatti,
la realtà è una scopa che li raccoglie...
Forse l'attimo si collega all'eterno,
ma la poesia non ha il tempo per svilupparlo,
la vita non ha il tempo per svilupparsi.
Anche la nostra esistenza rispetto
ai cicli dell'universo dura un giorno,
dopodichè qualcuno che non abbiamo mai conoscito
ci prenderà e ci butterà via.
LA TAZZA
Sabato pomeriggio:
un insetto percorre
il perimetro della finestra.
Dopo qualche minuto
mi metto le lenti a contatto
sciaquandole accuratamente.
Situazioni
apparentemente scollegate
che durante la mia assenza
si uniranno
in un urlo inascoltato.
Sabato notte:
torno a casa,
l'insetto è annegato
nella tazza contenente
soluzione salina.
In realtà non è mai esistito,
nessuno sentirà la sua mancanza
e non ne rimarrà traccia.
L'universo fa sparire bene le sue prede:
divora tutto, in un attimo
non si vede più niente.
L'universo non ha memoria
basterà aspettare un po' di tempo:
tutto non sarà mai esistito.
INQUIETUDINE DEL NON SAPERE
E' notte, la stanza è buia.
Sono sdraiato sul letto
e attendo.
A un tratto i sensi sussultano,
ho la sensazione che piccoli animaletti
si stiano muovendo sul mio corpo.
Mi giro dall'altra parte,
aspetto, ma la consapevolezza
del sè, non si assopisce.
Nella mente echeggiano
i discorsi fatti nella serata
sul senso della vita,
la morte, le stelle.
L'animo è rimasto scosso,
non riesco a rilassarmi
e il buio diventa paura...
NOTA:
L'attimo e l'eterno (Ottobre 1998), La tazza (22 Giugno 1997), Inquietudine
del non sapere (30 Settembre 1994)