Quattro chiacchiere sulla “Navigazione”

La storia è ambientata in luoghi e tempi inesistenti ma tratta di un argomento conosciuto ed interessante: i siti culturali su Internet. Questo incontro/racconto viene effettuato con Paco Simone e Armando Garosci, fondatori di «Arpanet» - www.arpanet.org

 

Incontrai me stesso nella vetrina del fornaio, forse attratto dalla mia immagine oppure - più verosimilmente - dalle focacce e dalle pizze esposte in maniera accattivante, manco fossero biancheria intima.
Il caldo che schiacciava Milano contra la sua stessa immobilità mi faceva camminare a rilento, come in un film visto col passo sbagliato.
Una mano sulla spalla mi fece sobbalzare - movimento troppo veloce per quel caldo - e mi voltai col cuore che andava a mille.
Un ragazzo, faccia simpatica, mi sorrideva.
«Ciao Max!» - il sorriso si allargò ancora di più
...
«Ciao!» - provò a ripetere allargando ancora di più il sorriso che ormai gli divideva quasi in due emisferi il volto.
«Eh?» - quello che gli offrii fu la mia migliore espressione da imbecille.
«Max, giusto?» - ormai non distinguevo più la fine delle labbra tanto era acceso quel sorriso.
«Sì, ma...» - forse un'ottima ripetizione dell'espressione precedente, casomai prima se la fosse persa...
«Ti ho riconosciuto dalla foto.».
«Foto?» - piegai il capo di lato - «Quale foto?».
«Quella su Internet. Io sono Paco.».
«Internet? Paco? La foto? Ma... Ho messo la foto sulla mia Home Page?».
Annuì gentilmente, forse colpito dalla compassione. Era sicuramente riuscito a vedere la mia espressione, non c'era più alcun dubbio.
«Paco Simone, di Arpanet.».
«Ah...» - cominciava ad apparire una luce, all'orizzonte... Arpanet, il sito culturale, Internet...
Si avvicinò un altro ragazzo e a quel punto, preso da un orgoglio rabbioso, cercai di recuperare. Ricordandomi ormai perfettamente di Arpanet e di chi fosse Paco, attaccai con un volume decisamente esagerato: «Armando!» - dirigendomi con falcate degne di un marciatore verso il nuovo venuto.
«Che cazzo vuoi?» - fu la gelida risposta al mio impeto.
Sbiancai, arrestando la mia marcia trionfale all'istante.
Non era Armando.
...
«Io sono Armando» - si avvicinò un altro ragazzo che superò veloce il mio equivoco (per di più maleducato...) e mi strinse la mano.
«Ragazzi...» - scoppiai a ridere e così fecero anche Paco e Armando - «a questo punto potrei offrirvi una bella bibita fresca.».
«Ok.» - fecero in coro.
Un'ottima coppia.

C'incamminammo nell'aria torrida e infernale della Milano in vacanza e ci dirigemmo verso un bar aperto, praticamente un miraggio.
Aprii la porta lasciando passare Paco e Armando, ricordando proprio allora di aver scritto per posta elettronica che prima o poi ci saremmo incontrati; ricordavo anche che non avevamo mai definito né il poi né, tantomeno, il prima.
Ci sedemmo ad un tavolo libero (il locale era desolatamente vuoto).

Fu Paco a prendere la parola per primo.
«Allora... Eccoci qui per l'intervista.»

«L'intervista?» - mi pareva di essere entrato in un incubo, in uno di quelli in cui tutti sono convinti che tu sia al corrente di tutto e invece non stai capendo assolutamente nulla e cominci a sudare.
Cominciai, appunto, a sudare.

«Sì,» - Armando si sistemò meglio sulla sedia e fece un cenno al cameriere - «l'intervista che ci volevi fare su Arpanet.».
«Ah, l'intervista...» - era la terza volta che riuscivo ad offrire la mia migliore interpretazione dell'Halzeimer versione giovanile.
...
Ricordavo di aver pensato di intervistare quelli di Arpanet per DADAmag ma non ricordavo di avergliene parlato.
...
Arrivò il cameriere.

«Che cosa prendete, ragazzi?» - la mia voce uscì ancora ad un volume da far voltare tutto il locale. Fortunatamente era quasi vuoto e a guardarmi stupiti furono solo Paco, Armando e il povero cameriere che mi squadrò come se fossi stato colto da un eccesso di cordialità da caldo umido. Il che, effettivamente, non era del tutto infondato.

«Non saprei...» - disse Armando.
Anche Paco alzò le spalle.
Per togliere l'imbarazzo ordinai per primo:

«Una Caipirinha» - finalmente ad un volume accettabile.
«Anch'io» - disse Armando.
«Io una Fanta» - sorrise Paco, relegandoci mentalmente nel gruppo degli alcolisti anonimi.
Sì, ma anche lui... tutte quelle bollicine...
Il cameriere ci lasciò.
Ormai affondato nella sconfitta di aver convocato i due ragazzi per intervistarli senza essermene reso conto decisi di lanciare la pietra nello stagno.
«Ok, allora, per prima cosa vorrei complimentarmi con voi per l'iniziativa di Arpanet, un po' diversa dalle altre, sia per le finalità che per il contenuto delle iniziative.».
«Grazie!» - risposero, di nuovo in coro.
Davvero un'ottima coppia.

Finiti i convenevoli d'apertura feci la prima considerazione.
«Ottima idea quella di chiamarvi ARPANET, come la prima rete gestita dai militari americani, madre di Internet. É un sistema efficace per rimanere nella memoria della gente.»
«Veramente è stato un caso.» - sorrise Paco.
«Come un caso?» - perfetta! Questa volta la mia espressione da imbecille dovette essere davvero perfetta perché sia Paco che Armando scoppiarono a ridere.
«Un caso, davvero!» - disse Armando, cercando di mascherare il sorriso.

«Ar... Pa... NET» - scandì, sillabando Paco.
«Ar...» - disse Armando indicando il proprio sterno.
«Pa...» - continuò Paco indicando anch'egli se stesso.
«Net!» conclusero in coro.
AR... come Armando e PA… come Paco. Era quello il motivo del nome. Come diavolo avevo fatto a non pensarci? Fortunatamente sopraggiunse il cameriere, portando le bevande.

«Grazie!» - esplodemmo tutti e tre in coro.
Ero entrato in sintonia con la coppia. Sorrisi anch'io.
Prima di afferrare le cannucce che svettavano tra i ghiacci gli posi la prima vera domanda:
«Ma ditemi, come è nata davvero quest'idea? Intendo dire, creare un sito come ARPANet.»
Paco raccolse un po' di pensieri, prima di rispondere:
«…Beh… ARPANet è un'entità in divenire, le cui caratterizzazioni sono in continuo mutamento, a seconda delle idee che ci vengono in mente, giorno dopo giorno.»
Ecco che Armando, ridendo, venne in mio soccorso:
«Eh, eh… Scusalo per l'approccio ontologico!»

Allora cercai di concentrarmi sul serio. Tutto sommato non era un concetto difficile, e poi il sudore di prima si stava asciugando. Insomma, adesso potevo essere abbastanza tranquillo per riprendere in mano la situazione:
«Ah, ho capito, certo. E dunque, in questo processo evolutivo, direi quasi eracliteo, che presuppone tra l'altro lo scorrere incessante delle idee dall'Iperuranio verso l'intelletto e viceversa, l'Essere primo, l'Ápeiron, la Radice originaria del tutto è formata da…?»
«…Eh?» Dopo lo smarrimento iniziale, entrambi dovettero chiedersi perché mai avessimo adottato un linguaggio così accademico.

«Ehi, Max» riprese Armando «ti dispiace se riportiamo la conversazione su toni più normali?»

Che cavolo, avevano ragione! Ápeiron? Iperuranio? Reminiscenze scolastiche che mi erano uscite prorompenti una volta stimolato sull'argomento, ma non era né la sede né il momento giusto per mettermi a parlare dei presocratici.

«Riportiamoci in carreggiata: qual è l'idea di fondo del sito?»

«Quando ci siamo accorti che i canali standard di diffusione di un'opera intellettuale erano elefantiaci e preclusi ai più, abbiamo pensato di costituire una realtà alternativa, rapida e democratica, per permettere a quanti avessero idee e pensieri di qualità da esprimere, di farlo liberamente e con la stessa visibilità riservata ad autori affermati.»

«Interessante. E come avete fatto?»

«Semplice! Qual è il media più democratico che esista? Internet! Qual è il media a copertura globale? Internet! Qual è il media accessibile più rapidamente? Internet! Internet!» Poi, vedendo la mia faccia: «…Oh, scusa per l'esaltazione…»

«Ma ti pare! Anch'io, quando parlo di Dadamag, faccio così!»

E Armando: «Ah, vuoi dire che ti scateni battendo i pugni sul tavolo in questo modo…?»
Paco si girò verso Armando con un'occhiataccia, e io tentai di ribattere qualcosa: «Ehm… beh, no… cioè, per carità, il fervore è ammirevole… urgh…»

«Signori, progredamus. Alle 16 c'è la Formula uno…»

Armando ritornò serio.

«Abbiamo quindi creato il sito www.arpanet.org, diventato rapidamente un punto di riferimento per l'informazione culturale in Rete, nell'ambito delle arti letterarie e visive. Il punto focale è sempre rimasto la promozione e la valorizzazione delle opere di autori esordienti, favorendone la diffusione su Internet e anche al di fuori del Cyberspazio, grazie ad accordi presi con riviste letterarie e altre pubblicazioni. Per esempio, sono diversi mesi che PC-Open ospita, nel suo CD, le opere dei nostri autori, insieme ad altre rubriche culturali.»

«Per l'appunto! Se il primo obiettivo era stato di proporre al grande pubblico nuove correnti letterarie contemporanee, il passo successivo ha coinvolto una redazione per la produzione di contenuti qualitativamente validi e di interesse per autori, lettori, addetti ai lavori o semplici curiosi.»

Armando e Paco si passavano armonicamente il filo del discorso.

«Adesso contiamo su un certo numero di aree, come il forum di discussione in tempo reale, il cui tema centrale, da qualche mese, è il potere e le sue implicazioni; "Stoà poikìle", ovvero "Il portico delle pitture", mostre e cataloghi virtuali dedicati ad artisti intraprendenti; la "LibreriaElettronica", dove è possibile acquistare titoli di autori noti ed esordienti…»

«Vendiamo anche CD e VHS, in collaborazione con Amazon.»
«…ma il nostro prodotto di punta rimane la rivista.»

«Ecco, spiegatemi meglio di che cosa si tratta.»

«Vai, Armando, così ti esalti un po' anche tu!»

«Eh, eh… ARPA è un periodico mensile, dedicato alle varie sfaccettature dell'informazione culturale, e suddiviso in due sezioni: la prima contiene articoli di approfondimento, segnalazioni di eventi culturali, concorsi letterari ed estratti particolari e sfuggenti tratti da libri noti.

La seconda è un'antologia dei testi pubblicati sul sito: i migliori vengono riportati anche su ARPA, o presentati in anteprima. In questo modo gli autori ARPANet possono già contare su un doppio canale di diffusione. »
 «…Se poi si aggiungono le riviste letterarie e i CD-ROM in edicola in tutta Italia…»

«Ok, ragazzi, ma veniamo alla questione costi. Qual è l'impegno economico per gli autori?»

«Paco…?»

«Armando…? Max…? Costi? È gratuito! La pubblicazione sui media controllati da ARPANet è gratuita! Così come l'abbonamento alla rivista ARPA, inviata mensilmente per posta elettronica. Ci si registra alla pagina http://www.arpanet.org/registerit.html»

«Bravi. E le 45.000 lire trimestrali di cui leggo nel vostro sito?»

«ClasseA. Servizi avanzati per la promozione dell'autore. ClasseA è una formula speciale che risponde alle particolari esigenze di alcuni autori: con ClasseA si può contare su una directory personale e nominativa (per esempio, www.arpanet.org/MarioRossi…»

«…Eh, eh… A questo Mario fischieranno le orecchie tremila volte al giorno!»

«Arrrrrmandooo!»

«Scusa, Max, dicevo: directory che contiene una index personale con note biografiche, stilistiche e un indice privato delle opere (fino a sei). All'autore ClasseA viene realizzato anche un servizio di promozione con un banner grafico appositamente creato e visualizzato sulle pagine del sito. »

«Ah, bene! Quindi, vediamo se mi è tutto chiaro: l'autore si registra presso il vostro sito, invia i testi e…»
«…Testi che vengono valutati e, se ritenuti validi, pubblicati sul sito…»

«Che tipo di opere pubblicate on-line?»

«Beh, Paco è un appassionato di letteratura cyber, apprezza tutta la narrativa di questo genere; io tengo abbastanza alla poesia e alla saggistica di carattere universitario. Sul sito, comunque, trovano ampio spazio anche racconti brevi, storici, testi teatrali, epigrammi, gialli, thriller e quant'altro, per soddisfare la maggior parte dei gusti degli utenti!»
«…Utenti che vengono tenuti in costante contatto con la vostra produzione culturale, no? »

«Ottimo! Vedo che hai compreso perfettamente lo spirito fresco e positivo di comunità che vorremmo instillare nel nostro pubblico. Protagonisti sono anche i lettori, che possono intervenire attivamente nei dibattiti, commentare o aggiungere note ai testi, oppure dare una propria SintesiCritica.»

«Vedi, la SintesiCritica è un gioco intellettuale che prevede la scelta, da parte del lettore o di un altro autore, di un testo che è particolarmente piaciuto, e la critica dello stesso in max. 40 parole.»

«Tutt'altro che facile, sai?»

«Poi la SintesiCritica viene pubblicata sotto il titolo dell'opera a cui si riferisce, nell'elenco dei testi, e aiuterà l'utente successivo a orientarsi meglio nella lettura. Le migliori SintesiCritiche presentano in copertina – MainPage – l'opera del giorno.»
«Perché non partecipi anche tu? Sai che ti hanno fatto la SintesiCritica della "Pentola a pressione", il testo che hai pubblicato presso di noi? Se ti colleghi puoi anche leggere il nome dell'autore che l'ha elaborata.»

«Mavà? Cavoli, state dicendo sul serio? Dove vado?»

«Aspé, stai qui! Dove vai? Non ho ancora finito la mia Fanta! Devi recarti, ma solo virtualmente, su http://www.arpanet.org/critica.html!»

«Ma non volevi seguire Schumacher?»

«Orca miseria… è vero! Che ore sono?»

«Dai, Paco e Armando, l'ultima domanda: qual è la prossima idea che lancerete sul Web?»
Armando si voltò verso l'amico:

«…Paco, lo diciamo?»

Paco annuì leggermente con la testa.

«AssistentiSintetici. Hai presente il faccione che ogni tanto compare nella MainPage del nostro sito?»

Ecco che mi mettevano un'altra volta in difficoltà!

«Quale faccione?»

«Beh, quello di Al, uno degli AssistentiSintetici riservati ai nostri autori e lettori, a cui presenteranno solo testi e informazioni relative ai loro gusti e interessi.»
«…cioè… un canale informativo su misura? Con un assistente tutto mio?»

«Vabbè, dai, Max, non siamo all'Opera di Carità, Al e gli altri saranno gli alter-ego elettronici discreti e puntuali, e apparterranno a tutti gli abbonati, costituendo intorno a loro una serie di affascinanti – almeno, lo crediamo – comunità virtuali.»

«Niente male! Davvero, ragazzi, mi prenoto da subito per il mio Assistente Sintetico! Quando potrò utilizzare il servizio?»

«Noi pensiamo da Natale, più o meno. Comunque sarà riportato a chiare lettere sul sito, non potrà sfuggirti!»
Mi voltai verso il televisore che stava inviando le immagini della partenza. Il gran premio. La griglia di partenza. Il giro di prova era già stato fatto.

Ecco il primo semaforo rosso, il secondo... il terzo... il quarto.

Partiti!

Cazzo, Schumi, cosa fai?
Ero in piedi.

Mi voltai verso i ragazzi per scusarmi di questo impeto decisamente fuori luogo ma non vidi nessuno. Guardai fuori, attraverso la vetrata del locale ma non si vedeva nessuno in strada.

«Ma dove...?»

Sul tavolo c'erano un paio di fogli scritti col computer. Li presi in mano e lessi il testo:

"Incontrai me stesso nella vetrina del fornaio, forse attratto dalla mia immagine oppure - più verosimilmente - dalle focacce e dalle pizze esposte in maniera accattivante, manco fossero biancheria intima."

Beh... era praticamente quello che mi era capitato oggi con Paco e Armando... era la storia dell'intervista, con le domande e le risposte.

Ma come cavolo...?

E Paco e Armando dove erano finiti?

E la Caipirinha di Armando? E la Fanta di Paco?

Il tavolo era pulito, libero dai bicchieri, a parte il mio.

Nell'ultima pagina del testo c'era un'aggiunta a penna:
"Max, ricordati di mettere una tua fotografia sulla Home Page. Eh, eh, eh. Ciao Paco e Armando"
Ecco cosa c'era che non quadrava... io non ho la foto sulla Home Page.

Ma che c...

Scherzi del caldo.

Almeno ho l'intervista... l'avevo detto che quei due avevano qualcosa di speciale.
Mah...