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Incontrai me stesso nella vetrina del fornaio, forse attratto dalla
mia immagine oppure - più verosimilmente - dalle focacce e dalle
pizze esposte in maniera accattivante, manco fossero biancheria intima.
C'incamminammo nell'aria torrida e infernale della Milano in vacanza
e ci dirigemmo verso un bar aperto, praticamente un miraggio.
Fu Paco a prendere la parola per primo.
«L'intervista?» - mi pareva di essere entrato in un incubo,
in uno di quelli in cui tutti sono convinti che tu sia al corrente di tutto
e invece non stai capendo assolutamente nulla e cominci a sudare.
«Sì,» - Armando si sistemò meglio sulla sedia
e fece un cenno al cameriere - «l'intervista che ci volevi fare su
Arpanet.».
«Che cosa prendete, ragazzi?» - la mia voce uscì ancora ad un volume da far voltare tutto il locale. Fortunatamente era quasi vuoto e a guardarmi stupiti furono solo Paco, Armando e il povero cameriere che mi squadrò come se fossi stato colto da un eccesso di cordialità da caldo umido. Il che, effettivamente, non era del tutto infondato. «Non saprei...» - disse Armando.
«Una Caipirinha» - finalmente ad un volume accettabile.
Finiti i convenevoli d'apertura feci la prima considerazione.
«Ar... Pa... NET» - scandì, sillabando Paco.
«Grazie!» - esplodemmo tutti e tre in coro.
Allora cercai di concentrarmi sul serio. Tutto sommato non era un concetto
difficile, e poi il sudore di prima si stava asciugando. Insomma, adesso
potevo essere abbastanza tranquillo per riprendere in mano la situazione:
«Ehi, Max» riprese Armando «ti dispiace se riportiamo la conversazione su toni più normali?» Che cavolo, avevano ragione! Ápeiron? Iperuranio? Reminiscenze scolastiche che mi erano uscite prorompenti una volta stimolato sull'argomento, ma non era né la sede né il momento giusto per mettermi a parlare dei presocratici. «Riportiamoci in carreggiata: qual è l'idea di fondo del sito?» «Quando ci siamo accorti che i canali standard di diffusione di un'opera intellettuale erano elefantiaci e preclusi ai più, abbiamo pensato di costituire una realtà alternativa, rapida e democratica, per permettere a quanti avessero idee e pensieri di qualità da esprimere, di farlo liberamente e con la stessa visibilità riservata ad autori affermati.» «Interessante. E come avete fatto?» «Semplice! Qual è il media più democratico che esista? Internet! Qual è il media a copertura globale? Internet! Qual è il media accessibile più rapidamente? Internet! Internet!» Poi, vedendo la mia faccia: «…Oh, scusa per l'esaltazione…» «Ma ti pare! Anch'io, quando parlo di Dadamag, faccio così!» E Armando: «Ah, vuoi dire che ti scateni battendo i pugni sul
tavolo in questo modo…?»
«Signori, progredamus. Alle 16 c'è la Formula uno…» Armando ritornò serio. «Abbiamo quindi creato il sito www.arpanet.org, diventato rapidamente un punto di riferimento per l'informazione culturale in Rete, nell'ambito delle arti letterarie e visive. Il punto focale è sempre rimasto la promozione e la valorizzazione delle opere di autori esordienti, favorendone la diffusione su Internet e anche al di fuori del Cyberspazio, grazie ad accordi presi con riviste letterarie e altre pubblicazioni. Per esempio, sono diversi mesi che PC-Open ospita, nel suo CD, le opere dei nostri autori, insieme ad altre rubriche culturali.» «Per l'appunto! Se il primo obiettivo era stato di proporre al grande pubblico nuove correnti letterarie contemporanee, il passo successivo ha coinvolto una redazione per la produzione di contenuti qualitativamente validi e di interesse per autori, lettori, addetti ai lavori o semplici curiosi.» Armando e Paco si passavano armonicamente il filo del discorso. «Adesso contiamo su un certo numero di aree, come il forum di discussione in tempo reale, il cui tema centrale, da qualche mese, è il potere e le sue implicazioni; "Stoà poikìle", ovvero "Il portico delle pitture", mostre e cataloghi virtuali dedicati ad artisti intraprendenti; la "LibreriaElettronica", dove è possibile acquistare titoli di autori noti ed esordienti…» «Vendiamo anche CD e VHS, in collaborazione con Amazon.»
«Ecco, spiegatemi meglio di che cosa si tratta.» «Vai, Armando, così ti esalti un po' anche tu!» «Eh, eh… ARPA è un periodico mensile, dedicato alle varie sfaccettature dell'informazione culturale, e suddiviso in due sezioni: la prima contiene articoli di approfondimento, segnalazioni di eventi culturali, concorsi letterari ed estratti particolari e sfuggenti tratti da libri noti. La seconda è un'antologia dei testi pubblicati sul sito: i migliori
vengono riportati anche su ARPA, o presentati in anteprima. In questo modo
gli autori ARPANet possono già contare su un doppio canale di diffusione.
»
«Ok, ragazzi, ma veniamo alla questione costi. Qual è l'impegno economico per gli autori?» «Paco…?» «Armando…? Max…? Costi? È gratuito! La pubblicazione sui media controllati da ARPANet è gratuita! Così come l'abbonamento alla rivista ARPA, inviata mensilmente per posta elettronica. Ci si registra alla pagina http://www.arpanet.org/registerit.html» «Bravi. E le 45.000 lire trimestrali di cui leggo nel vostro sito?» «ClasseA. Servizi avanzati per la promozione dell'autore. ClasseA è una formula speciale che risponde alle particolari esigenze di alcuni autori: con ClasseA si può contare su una directory personale e nominativa (per esempio, www.arpanet.org/MarioRossi…» «…Eh, eh… A questo Mario fischieranno le orecchie tremila volte al giorno!» «Arrrrrmandooo!» «Scusa, Max, dicevo: directory che contiene una index personale con note biografiche, stilistiche e un indice privato delle opere (fino a sei). All'autore ClasseA viene realizzato anche un servizio di promozione con un banner grafico appositamente creato e visualizzato sulle pagine del sito. » «Ah, bene! Quindi, vediamo se mi è tutto chiaro: l'autore
si registra presso il vostro sito, invia i testi e…»
«Che tipo di opere pubblicate on-line?» «Beh, Paco è un appassionato di letteratura cyber, apprezza
tutta la narrativa di questo genere; io tengo abbastanza alla poesia e
alla saggistica di carattere universitario. Sul sito, comunque, trovano
ampio spazio anche racconti brevi, storici, testi teatrali, epigrammi,
gialli, thriller e quant'altro, per soddisfare la maggior parte dei gusti
degli utenti!»
«Ottimo! Vedo che hai compreso perfettamente lo spirito fresco e positivo di comunità che vorremmo instillare nel nostro pubblico. Protagonisti sono anche i lettori, che possono intervenire attivamente nei dibattiti, commentare o aggiungere note ai testi, oppure dare una propria SintesiCritica.» «Vedi, la SintesiCritica è un gioco intellettuale che prevede la scelta, da parte del lettore o di un altro autore, di un testo che è particolarmente piaciuto, e la critica dello stesso in max. 40 parole.» «Tutt'altro che facile, sai?» «Poi la SintesiCritica viene pubblicata sotto il titolo dell'opera
a cui si riferisce, nell'elenco dei testi, e aiuterà l'utente successivo
a orientarsi meglio nella lettura. Le migliori SintesiCritiche presentano
in copertina – MainPage – l'opera del giorno.»
«Mavà? Cavoli, state dicendo sul serio? Dove vado?» «Aspé, stai qui! Dove vai? Non ho ancora finito la mia Fanta! Devi recarti, ma solo virtualmente, su http://www.arpanet.org/critica.html!» «Ma non volevi seguire Schumacher?» «Orca miseria… è vero! Che ore sono?» «Dai, Paco e Armando, l'ultima domanda: qual è la prossima
idea che lancerete sul Web?»
«…Paco, lo diciamo?» Paco annuì leggermente con la testa. «AssistentiSintetici. Hai presente il faccione che ogni tanto compare nella MainPage del nostro sito?» Ecco che mi mettevano un'altra volta in difficoltà! «Quale faccione?» «Beh, quello di Al, uno degli AssistentiSintetici riservati ai
nostri autori e lettori, a cui presenteranno solo testi e informazioni
relative ai loro gusti e interessi.»
«Vabbè, dai, Max, non siamo all'Opera di Carità, Al e gli altri saranno gli alter-ego elettronici discreti e puntuali, e apparterranno a tutti gli abbonati, costituendo intorno a loro una serie di affascinanti – almeno, lo crediamo – comunità virtuali.» «Niente male! Davvero, ragazzi, mi prenoto da subito per il mio Assistente Sintetico! Quando potrò utilizzare il servizio?» «Noi pensiamo da Natale, più o meno. Comunque sarà
riportato a chiare lettere sul sito, non potrà sfuggirti!»
Ecco il primo semaforo rosso, il secondo... il terzo... il quarto. Partiti! Cazzo, Schumi, cosa fai?
Mi voltai verso i ragazzi per scusarmi di questo impeto decisamente fuori luogo ma non vidi nessuno. Guardai fuori, attraverso la vetrata del locale ma non si vedeva nessuno in strada. «Ma dove...?» Sul tavolo c'erano un paio di fogli scritti col computer. Li presi in mano e lessi il testo: "Incontrai me stesso nella vetrina del fornaio, forse attratto dalla mia immagine oppure - più verosimilmente - dalle focacce e dalle pizze esposte in maniera accattivante, manco fossero biancheria intima." Beh... era praticamente quello che mi era capitato oggi con Paco e Armando... era la storia dell'intervista, con le domande e le risposte. Ma come cavolo...? E Paco e Armando dove erano finiti? E la Caipirinha di Armando? E la Fanta di Paco? Il tavolo era pulito, libero dai bicchieri, a parte il mio. Nell'ultima pagina del testo c'era un'aggiunta a penna:
Ma che c... Scherzi del caldo. Almeno ho l'intervista... l'avevo detto che quei due avevano qualcosa
di speciale.
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