Artista: Wolfango
Paese d'origine: Italia
Nome disco: Wolfango
Anno d'uscita: 1997
Numero brani: 14
Durata: 37.05
Valutazione: 6 1/2
Recensione di: Davide Bonicelli



L'ennesima produzione del CPI è senz'altro la più stramba, i Wolfango sono infatti il gruppo più strano in assoluto, e questo a detta di tutti coloro che li hanno sentiti. Formati solo da basso suonato con distorsore, (molto distorto! a tratti sembra quasi una chitarra) e da una batteria, mezza oltretutto, infatti sono assenti cassa e rullante; a questi due strumenti vanno aggiunte le voci del bassista Marco Menardi e della corista Sofia Stefania Anna Maglione che tra l'altro è anche piuttosto stonata. Il primo impatto è una botta quasi irreparabile, vedasi infatti la mia recensione del loro concerto quando ancora erano sconosciuti, poi qualcosa comincia a farsi appezzare... Una volta fatto l'orecchio allo strano stile musicale e se non si fa particolare attenzione ai difetti quali sono i testi assurdi e alla struttura delle stesse canzoni, infatti tendono a ripetersi con Marco che canta una strofa e con la corista che gli fa da eco, il gruppo rivela il meglio di sè, cioè originalità e canzoni che comunque acchiappano. I testi sono dunque ai limiti dell'assurdo, in qualcuno è quasi impossibile trovarci una traccia logica, in altri quasi si riesce... In conclusione è un buon album molto particolare che può piacere come può essere odiato, è consigliabile ascoltare almeno un paio di pezzi per decidere se può piacere o può essere odiato. Tra le canzoni segnalo come tra le migliori Ozio, Non importa, Summer holiday, Alligatori e Battericidio.