foto album jpg da 21800 bytes Artista: Consorzio Suonatori Indipendenti
Paese d'origine: RE
Nome disco: Tabula Rasa Elettrificata
Anno d'uscita: 1997
Numero brani: 10
Durata: 56.11
Valutazione: 7 1/2 (?)
Recensione di: Davide Bonicelli



Dopo aver fatto i conti con la vita, la morte e la guerra in Linea Gotica, i C.S.I. si sono resi conto di dover o chiudere lì la loro storia al loro culmine, e sarebbe sta la soluzione più facile, o ripartire, reinventarsi, svuotarsi, fare tabula rasa, appunto. Definito in più riprese da Ferretti come disco d'amore, di descrizione di paesaggi, come suo unico disco rock, segna per me la rivincita del basso dopo il temporaneo buio totale con Linea Gotica e quello parziale con Ko de mondo e In Quiete sulle chitarre che avevano finora scandito il passo dei C.S.I. Si sente infatti il suo peso predominante in quasi tutte le canzoni, insieme al ritorno delle 'grattugie' di Zamboni e all'occasionale strillare di Ferretti. Si incomincia con la bellissima Unità di produzione, con il quale si parte dalla ormai rinnegata (ex)Russia di cui ne viene definitivamente abbandonato il comunismo ed il suo mito. Dalla seconda alla ottava canzone, si parte si viaggia e si ritorna dall'Asia, più precisamente dalla Mongolia, viaggio realmente vissuto da Ferretti e Zamboni, con Brace che esprime un primitivo giudizio, poi un breve ritorno al mondo occidentale per un drastico giudizio con la carica e facile Forma e sostanza. Tocca a Vicini con un ritornello bello ma con testo un po' forzato, poi la più tradizionale Ongii, bella canzone di metà viaggio ma che finisce con due minuti di un riff ripetuto che si poteva sinceramente evitare. Parte poi Gobi con chitarra serrata molto promettente, per poi concludersi con vari minuti di coro sulla meraviglia verso l'universo, eterno stupore. La bellissima Bolormaa, dedicata a Mara Redeghieri, è un lenta canzone d'amoroso rispetto per una dea in terra, ideale seguito di Annarella (la canzone). Accade segna il riapprossimarsi alla partenza con il determinarsi della prima conclusione, beh ,è piuttosto brutta. Il cantato basso di Ginevra è piuttosto fastidioso, il testo in parte discutibile e il ritornello oppressivo, per il resto ok. Esplode Matrilineare, detta da Ferretti lo Spara Juri vent'anni dopo, bomba sonica con lo splendico strillare acuto di Ginevra che senz'altro vi impressionerà moltissimo dal vivo! Conclude Mimporta'nasega, bassa ma importante morale finale. Un bel disco comunque, forse il meno bello dei C.S.I. , difficilissimo da parlare e giudicare da comprare in ogni caso. Disco punk? il ritorno dei CCCP? Niente di tutto questo, il punk se vogliamo c'è, ma è quello dei C.S.I. , i CCCP sono ancora molto distanti. C.S.I. in tournèè con Jovanotti, in testa alle classifiche, Forma e sostanza Remix, mimporta'na sega? Mah!?