Artista: Vari
Paese d'origine: Vari
Nome disco: The crow
Anno d'uscita: 1994
Numero brani: 14
Durata: 64.00
Valutazione: 6+
Recensione di: Davide Bonicelli



Generalmente le compilations, i greatest hits e le colonne sonore sono banali tentativi commerciali per sfruttare al massimo un film, ma ogni tanto qualcuna se ne salva, quando questa riesce a mantenere l'atmosfera del film. E' un po' il caso di questo soundtrack del film il Corvo, quello che ha visto la morte di Brandon Lee; infatti le canzoni si intendono benissimo con le cupissime atmosfere dark che ne hanno fatto la fortuna. Partono i Cure con la riuscitissima Burn, forse il pezzo migliore dell'album, belle atmosfere, bel cantato e riassumendo bella canzone darkeggiante. I Machine of loving Grace non ne sono all'altezza, visto che propongono una canzone basata su un potente riff di chitarra, un cantato molto fuori e qualche effettino strano: si ascolta ma niente di più. Con Big empty gli Stone temple pilots rialzano il livello e il volume con un classico pezzo di hard rock che varia tra tempi lenti e veloci, bello forse un po' troppo lungo. I Nine inch nails propongono Dead souls, un pezzo veramente trascinante con possenti schitarrate a determinanre il tempo con un gran intermezzo. Alla traccia 5 i Rage against the machine propongono Darkness, un rap metal che francamente non mi convince, come la lenta e un po' nirvaniana Color me once dei Violent femmes. Buona invece la hard-metal Ghostrider della Rollins band, che alla lunga potrebbe stancare perchè un po' ripetitiva. Proseguono nel filone metal gli Helmet con Milktoast, brano sufficiente con un finale veramente fastidioso, mentre i Pantera eseguono la la carichissima The badge:niente da dire veramente molto bella e super-pompata. I misconosciuti For love not Lisa continuano nel genere con Slip slide melting, non male, mentre i My life with the thrill kill kult suonano una canzone molto carica con effetti elettronici e voce distorta che ne determina la sua essenziale fastidiosità. Si ritorna a ritmi più lenti con The Jesus and Mary Chain con la carina Snakedriver, anche se il suddetto gruppo ha pezzi molto migliori in repertorio. I Medicine ci fanno ascoltare Time baby III , un pezzo simpatico, l'unico allegro con una voce femminile che nulla ha a che vedere con metal e dark. Chiude It can't rain all the time, la famosa Non può piovere per sempre di cui si parla tanto nel film, eseguita da Jane Siberry, che sembra una canzone di Madonna, magari con più dignità, ma sempre una canzone di Madonna sembra. Tirando i conti come colonna sonora non è male, se vi è piaciuto così tanto il film e non vi dispiacciono il dark e il metal potreste anche farci un pensiero.