Artista: Sex Pistols
Paese d'origine: U.K.
Nome disco: Never mind the Bollocks - here's the Sex Pistols
Anno d'uscita: 1976
Numero brani: 12
Durata: 38.28
Valutazione: 8
Recensione di: Davide Bonicelli
Recensire un disco che ha contribuito a fondare un nuovo e ultimo genere musicale come questo non è
facile e potrebbe risultare presuntuoso, quindi vedrò di considerarlo alla stregua di un qualsiasi
disco recente (o quasi!).
Il retro del cd ci avverte : "This is Crap" (questa è robaccia), d'altronde che sia stato fatto solo
per vendere in barba all'etica punk è ormai pacifico, ma l'ascolto del medesimo sembra riportare alla
mitica Londra fine anni '70, ancora incontaminata da Ragazze Spezie e dai Prendilo.
Canzoni piuttosto lunghe per chi si aspetta canzoni alla Ramones; un basso, una chitarra, una batteria
suonati in modo ossessivo senza nessuna regola ed una voce urlata e ualà! Il gioco è fatto per il
disco con più alta concentrazione di inni punk per antonomasia.
Brani come God save the Queen, Pretty vacant, Problems e soprattutto l'immortale Anarchy in tha U.K. in
versione originale nel primo negli unici 2 album ufficiali dei Sex Pistols usciti a 20 anni esatti
l'uno dall altro, non possono che essere considerati come imperdibili.
Alla faccia dei detrattori del punk, dei maniaci della tecnica e dei vari Malcom McLaren perchè,
inutile dirlo, WE DON'T CARE!!!!!