Artista: Elio & le Storie Tese
Paese d'origine: Milano
Nome disco: Eat the Phikis
Anno d'uscita: 1996
Numero brani: 13
Durata: 69.43
Valutazione: 7+
Recensione di: Davide Bonicelli

Gruppo estimatissimo e conosciutissimo nella scena "underground" per moltissimi anni, sono riusciti a uscire indenni da quell'ammasso commerciale che è San Remo (anzi hanno venduto un sacco di copie in più) e fare un disco attesissimo a 5 anni dal vero ultimo album Italian Rum Casusu Cikti e a non deludere nessuno, che non è certamente roba da poco. Il cd è pieno quindi di canzoni, un mare di citazioni gustose e tanti intermezzi , da barzellette nascoste a dialoghi "criptati", forse un po' giù di tono rispetto agli altri lavori di Elio & C.,ma sempre godibili. Per chi aveva paura che sarebbe sconfinato nella techno,beh la cosa è stata evitata tranne che per l'inizio di Lo stato A,Lo stato B (già sigla rifatta di Mai Dire Gol),e per il resto è il solito minestrone di generi con il rock a dominare con la buona chitarra di Cesareo, i fiati e non solo di Feiez ,la pianola di Rocco Tanica e il fantastico basso di Faso, uno dei migliori in Italia. Le canzoni sono tutte piuttosto belle, tranne magari T.V.U.M.D.B., la trash Milza e First me,second me che è cantata con James Tylor , ma mancano quelle canzoni "leggendarie a cui Elio ci aveva abituati tipo Supergiovane o Servi della gleba giusto per fare un paio di esempi, tranne Tapparella che rievoca le feste delle medie ed è veramente stupenda. Lavoro come al solito curatissimo e pieno di sfumature che è comunque ben + corto dei 69 minuti sopra scritti perchè c'è una canzone riproposta in modo praticamente uguale dopo vari minuti di silenzio dall'ultima canzone Neanche un minuto di non caco, che la famosa Terra dei Cachi live ridotta per farla stare nel minuto concesso da San Remo. Un disco obbligatorio per i fan degli Elio & le Storie Tese.