IL MIO CUORE
Sento le pareti sottili del mio cuore
che si differenziano dal tutto,
scatola vuota da colmare di profumo,
fatte di antica polvere d'ossa, compatte.
Comprerò dalla Luna un po' d'illusione,
solo per mettercela dentro;
che entri un po' di luce.
ALLA NEVE
Nel danzare di un velo di neve
guardato di traverso da un vetro
trovare le risposte alle mie domande
di certo, qualcuno tra quei fiocchi.
Turbina ovatta fuori dalla tana
copre di bianco, avvolge il rumore.
Immobile pace, la vedo a un passo, mi chiama,
vorrei scompormi, e cadere dal cielo.
Ma intruso, tra quei soffici grani
devo cercare la mia differenza
con quelli, che infiniti specchietti di luce
loro, a terra, sono subito insieme.
SENZA TITOLO
Che possa portare il mio cuore selvaggio qualcosa,
donando ai malati amore e carità, pallida luce
come esile filo di speranza; fumo verso il sole
viene dal fuoco che arde bruciando la mia carne,
segnale di vita consumata tra essere, e non essere;
parlare sottovoce alla tempesta, sfidare il mare in burrasca
questo oso, sogno solo mio, guardato a vista dai miei cani.
Un giorno, sarò tanto potente da tenermi la vita tra le mani.
16/9/1993: BUONI PROPOSITI
a partire da domani mattina
cercherò di farmi carico
di tutte le atroci sofferenze del mondo.
questa sera no.
LA CHIESA
Sinergie di volute contorte ascendono a dio
visti dal punto più alto cori belanti anelanti su file di panche
ANIME
tirate dal tempo in fogli sottili di carta velina
ombre spalmate si muovono piano dietro all'altare
VECCHIE
di anni spremuti perduti quasi nascosti ma senza speranza
futuro e passato perché ricordare di essere stati vivi quando la vita la vedi con gli occhi
SPECCHIO
un mostro sul viso, e come d'incanto a fare domande
dentro al buio di una chiesa.
MERCOLEDI' 17 FEBBRAIO 1993
Dieci minuti prima della fine
sette miliardi di simpatici nanetti
ballavano allegri sopra la loro terra.
LA CADUTA
Un giorno scese un tizio su questa terra
e mi disse che era Dio.
Allora io
presi la mia bottiglia più bella
e bevemmo insieme,
lasciammo venire il mattino
guardando il fondo del bicchiere,
senza dire una sola parola.
Alla fine lui
ha alzato i suoi occhi da pazzo
e mi ha chiesto
"Che cosa vuoi?"
Allora io
ho tirato fuori la mia pistola
e gli ho sparato al cuore, amore.
PER DIRITTO DIVINO
A questo punto della mia vita,
vengono da me moltissime persone, ogni giorno,
e mi chiedono di risolvere
tutti i loro problemi.
Così, giusto perché possano essere sereni,
mica perché ci credono fino in fondo.
Quello che sanno, dal loro profondo,
è che è tanto comodo venire alla sala del trono
e dire: "Mio Signore, ti prego
fammi questo e fammi quest'altro,
hai tutta la mia fede..."
E se io non potessi?
E se non ne fossi capace?
E se non ne avessi voglia?
Se queste migliaia di pecore
belanti considerassero per un momento
che anche io posso sbagliare,
o che posso semplicemente essere stanco,
verrebbero ugualmente da me?
Mi cercherebbero ancora?
E se fossi io, per una volta,
se fossi io ad aver bisogno di uno di loro,
che cosa mi risponderebbe costui?
Anzi, come reagirebbe?
O addirittura: reagirebbe?
Non so per quanto ancora
le mie forti spalle potranno reggere
il peso immane di questa fiumana senza sosta
di insignificanti richieste.
Questo mucchio enorme di sgorbi petulanti
non vuole la pace, né chiede libertà.
Ciascuno di loro
vuole il male di tutti gli altri
e io sono stanco di fare finta
di non vedere...
e sono stanco
di combattere per questi stupidi.
Credo che uno di questi giorni
volterò le spalle a questa terra squallida,
e non mi occuperò più
delle vicende di questi miei sudditi.
Che si scannino pure l'uno contro l'altro,
sono condannati a vivere per sempre
facendosi la guerra tra loro,
per rimanere comunque schiavi.
MONDO DI VETRO
una vita
in un mattino di mezzo sole,
diventa d'incanto una piccola stanza
piena di lunghe figure di cristallo,
che tremano in bilico su fragili basi.
solo due occhi socchiusi spiano intorno,
fingendo uno sguardo leggero,
quasi attento a non esplodere il vetro.