Confesso. L’idea iniziale era quella di intervistare il vincitore del Premio Andersen ...
e infatti, ho pensato di contattarlo telefonicamente, per sondare il terreno.
Confesso che mi ha assalita il dubbio di ascoltare una voce annoiata ... infastidita ...
o peggio ancora, una voce che sottintendeva : “Ma questa qui chi è, che vuole?”
Infatti, non lo sapevo nemmeno io cosa volevo ... insomma, cosa volevo lo sapevo ... ma non avrei saputo spiegarlo ...
Ci provo adesso :  ... ecco, per una che adora le favole ... che ha tentato tante volte di scriverne una ... che si accontenta di leggerle ... di raccontarsele ...
conoscere chi ne scrive abitualmente ...  e riesce persino a vincere un concorso ... mi sembrava un’opportunità da non lasciarsi scappare.
Ma da che parte cominciare?
Non sono una giornalista ... non sono abituata a fare interviste ... e poi, a quale
titolo?
Non ci ho messo molto a trovare il titolo, a dire la verità.
Faccio o non faccio parte della stupenda Redazione della favolosa Dadam@g?
(anche questo potrebbe essere facilmente confutato ... lo so ... ma tanto, Confucio, non è un nostro abituale lettore ... )
Va bene ... sono il responsabile del settore Poesia ... e con questo?
Niente più delle favole si avvicina alla Poesia ...  o no ? ? ?
Adesso non assumetevi voi, la parte di Confucio ... per piacere !
Già sono confusa io ...
Dunque ... riprendendo il filo del discorso ... e impossessandomi con orgoglio del mio titolo,
ho contattato Paolo Giordano, il vincitore del premio Andersen, appunto.
Mi sono presentata ... con professionalità ... con tutti i crismi ... ho presentato Dadam@g ...
ecc ... fossi stata io, all’altro capo del telefono ... non ci avrei capito nulla ... e forse, avrei preteso più spiegazioni ... soprattutto, più chiare ...
Ma per fortuna, all’altro capo del filo, c’era Paolo ... che nonostante la mia confusione ...
ha capito benissimo. Ed è stato subito così gentile, disponibile ... anzi, mi ha subito proposto di darci del tu. Il che è bastato per  mettermi subito  a mio agio ... visto che quel “Dottor Giordano”, non mi sembrava per niente confacente alla visione che ho di chi scrive fiabe ...
(anche questa è una mia opinione, si sa ...).
Ci siamo messi d’accordo per incontrarci ... per conoscerci ... e soprattutto, per conoscere Dadam@g, visto che lui non è collegato ad Internet.
Un pomeriggio, quindi, è venuto a trovarmi a casa mia ... accompagnato da una dei suoi quattro figli, Elena.
Io, che ero pronta con il mio blocco, la mia penna ... con il mio cipiglio professionale di intervistatrice, ho dimenticato tutto ... ho dimenticato lo scopo della visita : l’intervista.
Ci siamo subito messi a parlare di fiabe ... della loro magia ... del loro valore ... dell’importanza di saperle raccontare ...
Infatti, Paolo, ha chiarito che lui, preferisce raccontarle, piuttosto che scriverle ...
Proprio per questo dieci anni fa ha partecipato ad un corso di recitazione ... e nel 1993 ha fondato un gruppo amatoriale di recitazione, “Il Teatrino dei Ragazzi”, a cui partecipano genitori, figli, nonni, nipoti ... e tutti coloro che amano stare insieme per divertirsi ... per sorridere.
Paolo cura gli arrangiamenti dei testi, soprattutto quelli classici. (per quanto riguarda il moderno, preferisce Rodari), recita, dirige ... ma soprattutto, si diverte.
Come lui stesso, infatti, ci tiene a precisare, lo scopo principale è il divertimento puro, fine a se stesso, da condividere con gli altri.
La fiaba non è nata proprio così?
Quando al posto della televisione, c’era un grande camino acceso ... e grandi e piccini si riunivano intorno ai nonni per ascoltare, con la bocca e gli occhi spalancati, quello che succedeva in un mondo lontano, sconosciuto ... magico !
E il nonno o la nonna, quando raccontavano di orchi, streghe, principi, draghi, cavalieri ... cambiavano il tono della loro voce ... l’espressione dei loro volti ...  e i loro sguardi si facevano o minacciosi o rassicuranti ... le loro parole erano sussurrate o gridate ...
Il racconto fluiva ... diventava immagine ... sotto la matita insostituibile della fantasia!
Sì ... è bello leggere le fiabe ... ma quanto è meraviglioso ascoltarle!
Era!
Perché oggi, i nonni, non hanno più tempo o voglia di farlo.
E i camini, nelle case, ci sono soltanto per addobbo ... e al posto dei ceppi ... magari ci viene messo dentro un televisore ... ma nessuno ha il coraggio di dargli fuoco!
Nemmeno io, lo confesso ... e me ne vergogno.
Anche perché, io non possiedo un camino ... purtroppo.
Però, le fiabe continuo a raccontarmele ... e quando mi prende il desiderio di ascoltarle da una voce che non sia la mia ... mi adatto alle cassette incise.
Chiudo gli occhi ... sogno un camino  acceso ... e ascolto.
Basta un poco di fantasia ...
Se poi, a raccontare, è la voce ... le mille voci con cui Paolo dà vita ai personaggi creati dalla sua fantasia ... è facile lasciarsi andare ... sognare ... e sorridere.
Magari ridere.
Come nella fiaba “Il Viaggio di Camillo”.
Quando gli ho chiesto com’è nata, si è messo a ridere ...
Tutto era cominciato parlando con sua sorella ... che in quel momento stava indossando un cappello ... chissà perché,  si mise a ridere.
Forse il cappello era buffo, ridicolo ? Forse ... o forse quel cappello era magico ... e chiunque lo indossasse non poteva fare a meno di ridere ?
Fatto sta, che anche Paolo volle provare ad indossare quel cappello ... e scoppiò in una fragorosa risata. Per chiunque si dimentichi, ogni giorno, di consumare la sua razione quotidiana di fantasia, tutto sarebbe apparso semplicemente normale.
Che c’è di strano ? E’ facile ridere indossando un buffo cappello ...
Ma a Paolo era già entrata nella testa quell’idea : quel cappello faceva ridere ...

“Un’idea che viene e rimane, senza esaurirsi ogni volta che ci pensi ... e, anzi, soffermarsi su di essa, fa scaturire nuovi spunti ... nuove idee ... nuove situazioni ...”
 
E’ così che nascono, ogni volta le sue fiabe.

E alla domanda di come gli fosse nata l’idea di partecipare al concorso ... ha risposto semplicemente che glielo aveva suggerito un amico ...
Purtroppo, i termini stavano per scadere ... mancava solo un giorno.
Paolo, la notte, cominciò ad incidere la cassetta. Il tempo massimo era di sei minuti !
Soddisfattissimo della prima incisione ... tutto andava bene ... recitazione, pause ... toni di voce ...
tutto ... all’infuori del tempo ! Che, appunto, era fuori di trenta secondi !
Per non rischiare di essere escluso dal concorso ... a cui ormai teneva troppo ...
(perché sì, Paolo, sinceramente, ha ammesso di aver partecipato non certo con la convinzione, e nemmeno con la speranza di vincere ... ma ha confessato, lealmente, che quando incideva la sua favola, era consapevole di farlo per inviarla ad un concorso ... e quando si decide di partecipare a qualsiasi gara, è stupido negarsi, in partenza, la possibilità della vittoria ...)
Paolo incise più volte la cassetta ... togliendo una parola qua, una là ... ma mai affrettando la narrazione ... mai perdendo lo spirito della fiaba ...
E finalmente ... cronometro alla mano ... esulto ! Sei minuti precisi ! ! !
Non restava che stendere per scritto, in due cartelle e mezzo, la fiaba ...
E via ... il tutto spedito per Sestri Levante !
E poi, quando non ci pensava più ... ecco la telefonata che gli annunciava di essere il vincitore del premio ! E quel premio, consisteva proprio in un computer multimediale !
Gioia dei figli, che da tempo aspettavano un computer ...
Già Paolo, sembra volerne e poterne fare benissimo a meno ... lui preferisce scrivere con la sua macchina da scrivere ... e soprattutto, scriverle con la sua voce, le sue fiabe !
Ma adesso il computer c’è ! E  presto anche collegamento ad Internet !
Intanto, la prima cosa che ha conosciuto di Internet, è stata proprio Dadam@g !
E quando gli ho detto che la sua favola, se lui avesse voluto, sarebbe apparsa sulle nostre pagine, ha subito accettato !
E noi lo ringraziamo di averci permesso di pubblicare, per primi, il suo lavoro ... la sua fantasia ... la sua magia.
Ed io ringrazio Elena che ha acconsentito  a condividere con noi quella fiaba che è nata per lei, e per i suoi fratelli, Roberto, Chiara e Daniele.

Per il premio Andersen sulla rete potete visitare il sito ad esso dedicato: http://www.andersen.flashnet.it/