Ora: circa l'una di notte. Luogo: Fillmore Club, Cortemaggiore (Piacenza). Antefatto: il gruppo di punta della musica giovane italiana, i Prozac+, ha appena finito di squassare il pubblico che ha riempito il locale all'inverosimile.

Siamo nel backstage con Gianmaria Accusani, leader del gruppo, e cogliamo dalle sue parole la miglior definizione per questa serata:

Gianmaria: "Bomba!, cioè… un concerto così…è una bomba!"

Romolo: "Un tour davvero massacrante a giudicare delle ferite che hai riportato stasera (qualche livido e una storta alla caviglia, n.d.A.), se andate avanti così…"

Gianmaria: "Ricoverato! veramente!"

Enrico: "Parliamo un po' del nuovo album: siete soddisfatti del vostro nuovo lavoro?"

Gianmaria: "Credo che quest'ultimo album sia la normale prosecuzione di quello che lo ha preceduto (Testa Plastica, n.d.A.); noi tutti siamo contenti della riuscita di questo disco, che trovo molto più maturo e completo del precedente, pur rimanendo sulla stessa linea, cosa che, di solito, è difficile da ottenere… inoltre, adesso siamo impegnati in questo tour che ci sta già dando delle soddisfazioni e continuare così sarebbe troppo figo, cazzo!"

Enrico: "Ascoltando intensamente in questi giorni i vostri due album e mettendoli a paragone, devo dire che di sicuro qualcosa è cambiato: la copertina…"

-risate-

Gianmaria: "Sai, io penso che Testa Plastica abbia tracciato una linea che più precisa di così non si può, era una retta proprio! Infatti eravamo stati, bonariamente, accusati di essere troppo settari. In realtà questo disco non ha fatto altro che sfruttare tutte le ombre e le sfumature di quella linea, quindi è un po' più tondo, capisci?"

Enrico: "Parliamo della formazione, che, oltre al nucleo originale rappresentato da Eva, Elisabetta e da Gianmaria, comprende altri due ragazzi, ovvero il batterista e il secondo chitarrista: come si inseriscono questi ultimi all'interno del gruppo?"

Gianmaria: "Diciamo che esistono due nuclei, due realtà, nei Prozac+: il nucleo "storico" rappresentato da me da Eva e da Elisabetta, e il nucleo che suona dal vivo che comprende anche gli altri due ragazzi. Vorrei però far capire che i Prozac+ non sono Eva, o Elisabetta o Gianmaria, ma il fulcro del discorso è la musica dei Prozac+, bisogna pensare ai Prozac+ a prescindere dalle persone."

Romolo: "Stasera in platea abbiamo visto le figure più diverse, un pubblico davvero eterogeneo unificato dalla carica della vostra musica, tu cosa ne pensi?"

Gianmaria: "Ma, io penso che, al di là delle etichette giornalistiche, che restano fini a se stesse, i Prozac+ siano un gruppo che ricerca il divertimento utilizzando delle formule universali come la melodia e l'approccio immediato alla musica, e penso che questo divertimento si recepisca molto bene negli spettacoli live, per questo forse il pubblico dei Prozac+ è così eterogeneo proprio perché utilizza formule universali, ed è innegabile che un gruppo va avanti se il suo messaggio arriva a più gente possibile. Quindi, partendo dal presupposto che il motivo che mi spinge a fare musica è il piacere che mi dà suonare le mie canzoni, è normale, a mio avviso, desiderare che queste arrivino a più gente possibile."

Enrico: "Un'ultima domanda: come hai passato il Capodanno?"

Gianmaria: "Mi cogli impreparato! Sinceramente non ricordo…però, sicuramente mi sono divertito!"