TRISTEZZA O RIMPIANTO
Ho guardato il cielo,
era azzurro,
senza nubi.
Ho guardato il cielo,
era pieno di stelle,
con la luna alta.
Ho guardato il cielo,
era pieno di nubi,
scuro.
Ho guardato il cielo,
c’era solo una stella.
Mi son seduta sui gradini,
ho preso il mio viso
tra le mani ......
ed ho pianto.
Torino, 18/9/1997
DIO CHIESE .....
Un giorno Dio chiese:
ti diedi i campi,
foreste, fiumi, laghi e mari.
Cosa ne hai fatto?
“Sono morti .......”
Un giorno Dio chiese:
ti diede animali,
uccelli, pesci di mille speci.
Cosa ne hai fatto?
“Sono morti .......”
Un giorno Dio chiese:
ti diedi uomini,
donne, bimbi di molte razze.
Cosa ne hai fatto?
I rossi non ci sono più,
i gialli fanno guerra,
anche i bianchi fanno guerra,
i neri odiano.
Dio disse:
“Vi rinnego !”
e fu il silenzio ..........
Torino, 24/7/1979
CHI SEI?
Ti ho visto passare,
bambino.
Piccolo e scalzo
correvi, correvi.
Ti ho fermato
e ti ho chiesto:
“Chi sei ?”
Mi hai guardata
con i tuoi grandi occhi:
“Non so”
Nella tua piccola voce
tremava il pianto
a lungo nascosto.
Mi guardavi,
stupito.
Ed io, io pure ti ho guardato.
E non ti ho chiesto più
chi sei,
ho taciuto, perché ti conoscevo ora.
Ti ho chiesto:
“Dove vai ?”
La tua piccola mano
ha indicato il fiume.
Bambino,
piccolo bambino,
come puoi attingere acqua
con un setaccio?.
Tu mi hai guardata,
Bambino.
I tuoi occhi hanno riso
e la tua piccola voce
(ora non c’era più il pianto,
il pianto a lungo nascosto)
la tua piccola voce
ha risposto:
“Chi può raccogliere l’amore
se semina l’odio?”
Poi sei andato al fiume
ed hai attinto l’acqua
con il tuo setaccio.
Torino, 5/6/1964
IO SONO
Io sono colei
che porta il fuoco,
il fuoco che brucia,
che divora.
Io sono colei
che porta il fuoco,
il rosso fuoco
per il tuo focolare,
per le tue danze, per le tue vene.
Io sono colei
che porta il fuoco.
Io sono colei
che porta il gelo,
il gelo che uccide,
che distrugge.
Io sono colei
che porta il gelo,
il bianco gelo
sul tuo focolare,
sulle tue danze, nelle tue vene.
Io sono colei
che porta il gelo.
Ma io sono pure colei
che porta alto,
alto sul capo,
il vessillo dell’amore.
Per il tuo focolare,
per le tue danze, per le tue vene.
Io sono colei
che porta l’Amore.
Torino, 5/11/1964