@DataBase GuidaRapidaAmigaDOS.guide
@$VER: GuidaRapidaAmigaDOS.guide 1.0 (1.9.96)
@(C) Copyright © 1996 Romano Tenca - Amiga Magazine Gruppo Editoriale Jackson
@Author Romano Tenca
@Index "INDEX"

@node main "Contenuto"

    Guida Rapida all'AmigaDOS
    Romano Tenca

    @{"Forse non sapete che... Consigli per l'uso di AmigaGuide" LINK "Consigli AmigaGuide"}

    @{"Introduzione" LINK "Introduzione"}
    @{"Template" LINK "Template"}
    @{"Caratteri speciali" LINK "Caratteri speciali"}
    @{"Comandi, directory e file" LINK "Comandi"}
    @{"Template comandi" LINK "Template comandi"}
    @{"Qualificatori" LINK "Qualificatori"}
    @{"Mountlist" LINK "Mountlist"}
    @{"Errori AmigaDOS" LINK "Errori"}

    @{"Copyright" LINK "Copyright"}

    @{"Indice comandi, directory e file" LINK "Comandi"}
    @{"Indice Analitico" LINK "INDEX"}


@endnode

@node "Copyright" "Copyright"

    Copyright © 1995-1996 Romano Tenca - Amiga Magazine Gruppo Editoriale Jackson

    Tutti i diritti sono riservati.

    Questo file è riservato agli abbonati di Amiga Magazine e non può
    essere distribuito o copiato in alcun modo.

    E' vietato espressamente il suo inserimento su BBS, Internet, Fidonet,
    Aminet, collezioni di dischi, floppy o CD-ROM proprietari o liberamente
    distribuibili, nonché su dischi, floppy o CD-ROM pubblicati insieme a
    riviste italiane o straniere.

@endnode

@node "Consigli AmigaGuide" "Consigli AmigaGuide"

Nell'help in linea di AmigaGuide, cui si acccede premendo il pulsante
"Aiuto", non vengono citati i seguenti tasti:

1) Tab permette di selezionare il link successivo e Shift-Tab quello
precedente. Return permette di accedere al link selezionato.

2) Alt - (Alt-meno sulla tastiera italiana) permette di ritornare al
link precedente (funziona cioè come il gadget Risali).

3) Il doppio click del pulsante sinistro del mouse su una parola avvia
la ricerca di un nodo ipertestuale anche se la parola non è
evidenziata. Ad esempio, se si fa un doppio click sulla parola Rename
si salta al nodo Rename (provate qui). L'unico limite qui è dato
dall'eventuale presenza di certi segni di interpunzione (:.) che
impediscono il ritrovamento del nodo e dalla versione di AmigaGuide in
uso. La versione 34 (2.1) e la versione 40 (3.1) pur trattando
diversamente i segni di interpunzione permettono tale salto. Non
altrettanto lo permette la versione fornita con il 3.0. Provate, per
esempio, a selezionare queste espressioni:


 Template:

 Template :

 (vedere Template)


@endnode

@node "Introduzione" "Introduzione"
        
Introduzione alla versione AmigaGuide
        
Una delle più gravi lacune della documentazione fornita con gli Amiga
di fascia bassa (1200) riguarda i comandi AmigaDOS e in generale l'uso
della Shell. Molti utenti spesso non riescono a procurarsi una
documentazione adeguata, almeno in italiano, e "sopravvivono"
utilizzando quasi esclusivamente il Workbench, tranne poi andare
incontro a grandi difficoltà quando siano costretti a modificare file
come l'User-Startup o la Shell-Startup.
        
Per colmare almeno in parte questa lacuna, Amiga Magazine ha
deciso di regalare questa "Guida Rapida all'AmigaDOS" in formato
elettronico a tutti gli abbonati. L'opera, già pubblicata a fascicoli
come inserto nella rivista ed ora rivista, si compone essenzialmente
di due parti: nella prima vengono esaminati i caratteri speciali
dell'AmigaDOS, nella seconda tutti i comandi (evidenziati in corsivo)
disposti in ordine alfabetico. Oltre ai comandi appaiono spiegazioni
relative ai device logici di sistema (come C:, DEVS:  e così via) e a
qualche altro elemento del sistema. Compaiono inoltre varie appendici
e complementi relativi a Template, Mountlist, Errori e altro ancora.
           
La guida risulterà utile anche agli utenti più esperti,
specie in questa versione ipertestuale, come strumento rapido di
consultazione, da tenere sempre a portata di mano per richiamare alla
memoria un particolare comando o una opzione poco usata.
           
Si è tenuto conto dei sistemi operativi 2.0, 2.1, 3.0 e
3.1, facendo solo fugaci riferimenti all'1.3 (sul quale la
documentazione disponibile è più abbondante).
           
Nell'intestazione di ogni comando compare il nome, la
directory in cui si trova normalmente (locazione) e il template
standard AmigaDOS. La locazione indica la directory in cui è
reperibile il file all'interno del disco di boot (quello accessibile
mediante il device logico SYS:); verrà usata la dicitura "Interno" per
indicare i comandi interni della Shell, cioè quei comandi il cui
codice è compreso nella Shell stessa.

Per quanto riguarda i @{"template" LINK "template"} è importante
acquisire dimestichezza con il loro formato, non solo per una più
fruttuosa consultazione della Guida, ma anche per sapersi orientare
nell'help che ogni comando visualizza da Shell quando si usi come
argomento il carattere "?".

Non troverete in questa guida spiegazioni sull'uso delle interfacce
grafiche dei comandi che ne dispongono, come ED o HDToolBox, e nemmeno
l'esame dei Parametri (Tool Types) dei programmi che possono anche
essere lanciati da Workbench tramite icona. Si noti comunque che
spesso esiste una perfetta corrispondenza tra i parametri utilizzabili
da Shell e quelli accettati da Workbench.

Per finire non troverete molti link ipertestuali all'interno del
testo, ma basterà un DOPPIO CLICK su moltissime parole (nomi comandi,
variabili, livelli di errore, ecc.) per visualizzare il testo
corrispondente sotto 2.1 e 3.1 (non sotto 3.0).

@endnode

@node "Template" "Template"

Template

Quasi tutti i comandi AmigaDOS possono visualizzare un help relativo
ai propri parametri. Tale help viene stampato sulla finestra della
Shell quando i comandi vengono lanciati da una linea di comando che
termina con un punto interrogativo. Ad esempio:

 RENAME ?

produrrà l'output:

 FROM/A/M,TO=AS/A,QUIET/S:

a questo punto il comando RENAME si pone in attesa di parametri da
parte dell'utente, per poi eseguire l'operazione richiesta. La
stringa che appare a video è appunto il template del comando e indica
esattamente quali parametri il comando accetti e il loro tipo. I due
punti finali non fanno parte del template.

Un utente che non abbia mai usato il comando RENAME, ma che conosce
bene i template AmigaDOS può a questo punto dedurre molte cose su
comando RENAME (che come il nome fa intendere, serve a cambiare nome
ai file): per esempio, che richiede due parametri obbligatori, il
nome del file sorgente e quello destinazione; che, come sorgente, si
può indicare più di un file; che esiste anche un parametro, QUIET, che
può essere omesso e che probabilmente (stando all'esperienza maturata
con altri comandi AmigaDOS) serve a evitare che RENAME stampi a video
informazioni sulle operazioni in corso. Come è evidente, la
conoscenza dei template AmigaDOS è in grado di aiutare notevolmente
nell'uso della Shell.

Vediamo quindi la struttura del template: ogni parametro è separato
dal successivo da un virgola (,), mentre il tipo di parametro è
indicato dal carattere che segue la barra (/). Ogni parametro può
avere un sinonimo che viene indicato dal segno di uguale (=). Nel
caso di RENAME, il segno di uguale indica che si possono usare "AS" e
"TO" indifferentemente.

 TO=AS/A,
 -- -- -
  |  | |
  |  | --- tipo
  |  |
  |  --- sinonimo
 nome 

Il nome del parametro (o quello dell'eventuale sinonimo) funge anche
da "parola chiave" (keyword) che può sempre essere usata con quel
determinato parametro. La keyword deve essere separata dal nome usato
come parametro con uno spazio o con il simbolo di uguale. Ad esempio,
il comando CD ha come template:

 DIR

che indica che richiede un solo parametro: il nome di una directory.
Il comando CD si potrà dunque usare così:

 CD RAM:

oppure così:

 CD DIR RAM:

oppure ancora così:

 CD DIR=RAM:

I parametri AmigaDOS possono comparire in qualsiasi ordine sulla linea
di comando, a patto che venga usata anche la keyword corrispondente,
altrimenti devono apparire nell'ordine indicato dal template stesso.
Prendiamo nuovamente in considerazione il template di RENAME:

 FROM/A/M,TO=AS/A,QUIET/S

il parametro FROM deve di regola apparire prima del parametro TO; ma
tale regola può essere infranta, se si usa la keyword AS o TO:

 RENAME vecchio nuovo

può dunque diventare:

 RENAME AS nuovo vecchio
 RENAME AS nuovo FROM vecchio

Le parole chiave sono anche parole riservate: ciò significa che se un
comando permette il parametro "FROM", quel comando tende sempre a
interpretare la parola "FROM" come keyword. Se "from" è il nome del
file cui vogliamo cambiare nome, il comando:

 RENAME from pippo

non funzionerà come speriamo, ma emetterà il seguente messaggio di
errore:

 manca un parametro obbligatorio

Infatti, la parola "from" viene interpretata come keyword e la linea
di comando citata corrisponde esattamente a:

 RENAME pippo

in cui è evidente la mancanza di un parametro obbligatorio: il nome
del file destinazione.

Ricordiamo anche che i nomi dei file AmigaDOS possono contenere degli
spazi, a patto che vengano racchiusi tra virgolette doppie:

 RENAME "vecchio 1" "nuovo 1"

Elenchiamo ora i tipi di parametri disponibili, ricordando tra
parentesi il nome inglese cui fa riferimento il carattere usato
assieme alla barra. Ogni parametro può avere più di un tipo.

/A

Il parametro è obbligatorio e non può essere omesso (A sta per ALWAYS,
sempre).

/K

Se si usa il parametro, la keyword è obbligatoria e non può essere
omessa (K sta per KEYWORD, parola chiave).

/M

Il parametro può essere composto da più nomi (M sta per MULTIPLE,
multiplo).

/S

Il parametro è costituito dalla keyword stessa e non deve essere
seguito da un nome (S sta per SWITCH, interruttore).

/N

Il parametro deve essere un numero (N sta per NUMERIC, numerico).

/F

Il parametro deve apparire alla fine della linea di comando e può
essere costituito da più nomi (F sta per FINAL, finale).

Vediamo ora alcuni casi.

 FROM/A/M

 Il parametro è obbligatorio (/A); può essere costituito da più nomi
(/M); la kewyord FROM è opzionale (manca infatti /K).

Esempi:

 comando vecchio
 comando FROM vecchio
 comando vecchio1 vecchio2

 BUF=BUFFER/K/N

Il parametro è opzionale (manca infatti /A); per usarlo è necessario
indicare la keyword BUF o BUFFER (/K), il nome deve essere un numero
(/N).

Esempi:

 comando
 comando BUF 30
 comando BUF=30
 comando BUFFER 30

 QUIET/S

Il parametro è opzionale; per usarlo basta indicare QUIET.

Esempi:

 comando
 comando QUIET

@endnode

@node "Caratteri speciali" "Caratteri speciali"

    Caratteri speciali

     `           @{"accento grave (backtick)"  LINK "backtick"}
     +           @{"addizione"  LINK "addizione"}
     *           @{"asterisco"  LINK "asterisco"}
     /           @{"barra"  LINK "barra"}
     \\           @{"barra rovesciata"  LINK "barra rovesciata"}
     $           @{"dollaro"  LINK "dollaro"}
     :           @{"due punti"  LINK "due punti"}
     Esc         @{"escape"  LINK "escape"}
     .           @{"punto"  LINK "punto"}
     ?           @{"punto di domanda"  LINK "punto di domanda"}
     ;           @{"punto e virgola"  LINK "punto e virgola"}
     > >> < <>   @{"redirezione"  LINK "redirezione"}
     "           @{"virgolette"  LINK "virgolette"}
     #?()|~%[]-' @{"wildcard"  LINK "wildcard"}

@endnode

@node "backtick" "` (accento grave)"

` (accento grave)

Dal 2.0 l'accento grave o backtick (tasto posto sotto ESC) serve a
definire una stringa che la Shell eseguirà prima di interpretare il
resto della linea di comando. L'output generato verrà inserito nella
linea di comando al posto dei caratteri compresi tra i due accenti
gravi. Per inserire in una stringa l'accento grave, evitando che la
Shell lo interpreti immediatamente, si può farlo precedere dal
carattere "*": può essere utile con il comando PROMPT.

Esempi:

 echo "Oggi è `date`"
 prompt "Oggi è *`date*`"

@endnode

@node "addizione" "+ (addizione)"

+ (addizione)

Se una linea di comando termina con uno spazio seguito da "+", la
Shell attende una nuova linea di comando prima di eseguire quella
corrente. Il segno più si usa soprattutto con RUN per eseguire più
comandi in background uno dopo l'altro. La sequenza di queesti
comandi può essere interrotta con la combinazione da tastiera
Control-D.

Esempi:

 RUN CD T: +
 DIR

@endnode

@node "asterisco" "* (asterisco)"

* (asterisco)

1) L'asterisco indica in una linea di comando Shell il canale di
output corrente (di default è la console corrente). Dal 3.0 è
dichiarato obsoleto: al suo posto è consigliato l'uso della
pseudo-device CONSOLE (vedere).

Esempi:

 copy prova to *

Mediante alcuni programmi PD è possibile affiancare alla wildcard
standard "#?" il carattere "*", utilizzato da shell Unix e MS-DOS. In
certi casi, per evitare che la Shell lo interpreti come simbolo della
finestra della console corrente, si può usare "**".

Esempi:

 list c:*
 list *.iff
 list **


2) All'interno delle virgolette l'asterisco serve invece a introdurre
dei caratteri speciali:

 *e  Escape (1B esadecimale)
 *n  Carriage Return (a capo, 0A esadecimale)
 *"  "
 **  *
 *`  ` (accento grave, backtick)
 *$  $

Esempi:

 echo "Cambio di*n*"riga*""

@endnode

@node "barra" "// (barra)"

/ (barra)

Separa ogni elemento dell'albero di un file system. Usata da sola o
ripetuta dopo un nome indica di risalire di un livello nell'albero di
un file system.

Esempi:

 cd SYS:devs/dosdrivers
 cd /
 cd SYS:devs/dosdrivers//
 cd SYS:devs//devs/dosdrivers/

@endnode

@node "barra rovesciata" "\ (barra rovesciata)"

\\ (barra rovesciata)

In combinazione con il tasto Control chiude una finestra CON : e
l'eventuale Shell che la usa (corrisponde a ENDSHELL o ENDCLI).

@endnode

@node "dollaro" "$ (dollaro)"

$ (dollaro)

1) Il dollaro viene usato negli script all'interno del nome di un
argomento per indicare il valore di default (si veda .DEF in comandi
punto).

Esempi:

 .key NOME
 echo <NOME$"Default 1">
 echo <NOME$"Default 2">


2) In uno script AmigaDOS all'interno delle parentesi "<>" il doppio
dollaro indica il numero del processo CLI corrente.

Esempi:

 .key NOME
 echo "Il mio numero di processo CLI è" <$$>


3) Il dollaro precede anche i nomi delle variabili il cui valore si
imposta mediante i comandi SET (variabile locale visibile solo dalla
Shell corrente) o SETENV (variabile globale comune a tutte le Shell).
Per indicare una variabile si può anche usare l'espressione:

 ${nome}

che è equivalente a:

 $nome

la prima forma è utile per concatenare una stringa con il contenuto di
una variabile; ad esempio:

 set disco "RAM:"
 echo ${disco}directory


Esempi:

 set tot 10
 setenv total 10
 echo $tot $total

Esistono alcune variabili locali dal significato speciale:

 RC contiene il livello di errore restituito dall'ultimo comando
eseguito (si veda IF).

 RESULT2 contiene il codice di errore restituito dall'ultimo comando
eseguito (si veda Fault, Why ed Errori AmigaDOS).

 PROCESS contiene il numero del processo CLI corrente.

 ECHO se posto a "ON", la Shell stampa tutti i comandi prima di
eseguirli: è molto utile per il debug degli script e della
Startup-Sequence.

 OLDREDIRECT attiva una gestione della redirezione compatibile con
l'1.3 (vedere redirezione)

Esistono anche variabili globali create dalla Startup-Sequence
standard:

 KICKSTART contiene numero di versione del Kickstart (quello di solito
in ROM).

 WORKBENCH contiene numero di versione del Workbench (quello sui
dischi di sistema).

@endnode

@node "due punti" ": (due punti)"

: (due punti)

Subito dopo un nome indica che si tratta di un device (o handler), di
un volume o di una directory logica. Usato da solo, indica la radice
(cioè la directory che contiene tutte le altre directory) del file
system corrente (il file system corrente si imposta con il comando
CD).

Esempi:

 cd RAM:T
 cd :

@endnode

@node "escape" "Esc (escape)"

Esc (escape console)

Il tasto Esc, la combinazione di tasti Control-[ o l'espressione "*e"
all'interno delle virgolette inseriscono nella linea di comando il
codice 27 (1B esadecimale), detto Escape. Tale carattere può essere
usato per introdurre sequenze ANSI X3.64 o Amiga che hanno il sequente
significato per la console (il carattere "$" indica un numero):

 Escc     riporta la finestra alla condizione di default
 EscD     a capo
 EscE     a capo e ritorno a inizio linea
 EscM     in su di una linea

 Esc[0m   riporta i modi grafici alla condizione di default
 Esc[1m   neretto
 Esc[22m  annulla neretto
 Esc[3m   corsivo
 Esc[23m  annulla corsivo
 Esc[4m   sottolineato
 Esc[24m  annulla sottolineato
 Esc[7m   inverso
 Esc[27m  annulla inverso
 Esc[8m   usa il colore 0 per testo e sfondo
 Esc[28m  annulla il comando precedente

 Esc[3$m  usa il colore 0-7 per il testo
 Esc[39m  usa il colore di default (1) per il testo
 Esc[4$m  usa il colore 0-7 per lo sfondo
 Esc[49m  usa il colore di default (0) per lo sfondo

 Esc[$u   $ = numero di colonne per linea
 Esc[u    ripristina la gestione automatica del numero di colonne per linea
 Esc[$t   $ = numero di linee per pagina
 Esc[t    ripristina la gestione automatica del numero di linee per pagina
 Esc[$x   $ = numero di pixel dal bordo sinistro
 Esc[x    ripristina la gestione automatica del bordo sinistro
 Esc[$y   $ = numero di pixel dal bordo destro
 Esc[y    ripristina la gestione automatica del bordo destro

 Esc[0 p  rende il cursore invisibile (velocizza la stampa)
 Esc[ p   rende il cursore visibile (default)
 Esc[$A   sposta il cursore in su di $ linee
 Esc[$B   sposta il cursore in giù di $ linee
 Esc[$C   sposta il cursore in avanti di $ colonne
 Esc[$D   sposta il cursore indietro di $ colonne
 Esc[$E   sposta il cursore all'inizio della linea successiva
 Esc[$F   sposta il cursore all'inizio della linea precedente
 Esc[$;$H sposta il cursore alla linea $ e alla colonna $

 Esc[J    cancella fino alla fine della finestra
 Esc[K    cancella fino alla fine della linea
 Esc[L    sovrascrive la linea corrente
 Esc[M    cancella la linea corrente
 Esc[$P   $ = numero di caratteri da cancellare

 Esc[>1l  disabilita scroll
 Esc[>1h  abilita scroll (default)
 Esc[?1l  disabilita a capo automatico a fine linea
 Esc[?1h  abilita a capo automatico a fine linea (default)
 Esc[$S   $ = numero di linee da scrollare verso l'alto
 Esc[$T   $ = numero di linee da scrollare verso il basso

 Esc[$I   $ = numero di TAB da effettuare
 Esc[$W   $ = 0 imposta alla colonna corrente la posizione di una TAB
            = 2 cancella la TAB corrente
            = 5 cancella tutte le TAB
 Esc[$Z   torna indietro sulla linea fino alla TAB $

 Esc[20h   va a inizio linea quando arriva il carattere di a capo (default)
 Esc[20l   non va a inizio linea quando arriva il carattere di a capo


Esc (escape stampante)


Le sequenze di escape possono essere inviate alla stampante mediante
l'handler (o device) PRT: (non funzionano invece se inviate mediante
PAR: o SER:). Alcune sequenze sono le stesse usate per la console.
Quali sequenze producano un effettivo risultato (e quale sia questo
risultato) dipende dal driver della stampante e dalla stampante
collegata: va dunque verificato caso per caso. Ad esempio, se una
stampante non ha un modo NLQ (Near Letter Quality), l'invio del codice
corrispondente potrebbe abilitare il Doublestrike o magari
disabilitare la stampa bidirezionale.

 Escc     reset della stampante
 Esc#1    inizializza con le preferenze di default

 EscD     a capo
 EscE     a capo e ritorno a inizio linea
 EscM     in su di una linea
 EscL     in su di mezza linea
 EscK     in giù di mezza linea

 Esc[0m   normalizza stile
 Esc[1m   neretto
 Esc[22m  disabilita neretto
 Esc[3m   corsivo
 Esc[23m  disabilita corsivo
 Esc[4m   sottolineato
 Esc[24m  disabilita sottolineato
 Esc[3$m  usa il colore 0-9 per il testo
 Esc[4$m  usa il colore 0-9 per lo sfondo
 Esc[0w   pitch normale (Pica)
 Esc[2w   pitch Elite
 Esc[1w   disabilita Elite
 Esc[4w   Condensed (compresso)
 Esc[3w   disabilita Condensed (compresso)
 Esc[6w   Enlarged (allargato)
 Esc[5w   disabilita Enlarged (allargato)
 Esc[2v   Superscript
 Esc[1v   disabilita Superscript
 Esc[4v   Subscript
 Esc[3v   disabilita subscript
 Esc[6"z  Shadow
 Esc[5"z  disabilita Shadow
 Esc[4"z  Doublestrike
 Esc[3"z  disabilita Doublestrike
 Esc[2"z  NLQ (Near Letter Quality)
 Esc[1"z  disabilita NLQ
 Esc[0v   torna allo stile normale
 Esc[2p   stampa proporzionale
 Esc[1p   disabilita stampa proporzionale
 Esc[0p   annulla stampa proporzionale
 Esc[$ E  $ = offset da usare con la stampa proporzionale

 Esc[0z   spaziatura 1/8" (8 righe per pollice)
 Esc[1z   spaziatura 1/6" (6 righe per pollice)
 Esc[$t   $ = lunghezza pagina in righe
 Esc[$q   salta $ linee alla fine della pagina
 Esc[0q   non saltare linee alla fine della pagina

 Esc[$;$r $ = margine superiore e inferiore
 Esc[$;$s $ = margine sinistro e destro
 Esc#9    attiva margine sinistro
 Esc#0    attiva margine destro
 Esc#8    attiva margine superiore
 Esc#2    attiva margine inferiore
 Esc#3    annulla tutti margini

 Esc[5 F  giustificazione automatica a sinistra
 Esc[7 F  giustificazione automatica a destra
 Esc[6 F  giustificazione automatica da entrambi i lati
 Esc[0 F  disabilita giustificazione automatica da entrambi i lati
 Esc[3 F  letter space
 Esc[1 F  centra parola

 EscH     imposta TAB orizzontale alla colonna corrente
 Esc[0g   annulla il TAB orizzontale
 Esc[3g   annulla tutti i TAB orizzontali
 EscJ     imposta TAB verticale alla riga corrente
 Esc[1g   annulla il TAB verticale
 Esc[4g   annulla tutti i TAB verticali
 Esc#4    annulla tutti i TAB orizzontali e verticali
 Esc#5    abilita i TAB di default

 Esc[$"r  invia alla stampante i successivi $ caratteri così come sono,
          senza alcuna interpretazione (si possono così inserire codici
          di controllo specifici per una determinata stampante)

 Esc(B   usa set di caratteri USA o font 0 (default)
 Esc(R   usa set di caratteri francese o font Line
 Esc(K   usa set di caratteri tedesca o font Pica
 Esc(A   usa set di caratteri inglese o font Elite
 Esc(E   usa set di caratteri danese o font Helvetica
 Esc(H   usa set di caratteri svedese o font Times Roman
 Esc(Y   usa set di caratteri italiana o font Gothic
 Esc(Z   usa set di caratteri spagnola o font Script
 Esc(J   usa set di caratteri giapponese o font Prestige
 Esc(6   usa set di caratteri norvegese o font Caslon
 Esc(C   usa set di caratteri danese II o font Orator

Per quanto riguarda i font, la corrispondenza è solo consigliata. Il
comportamento va quindi verificato direttamente con la propria
stampante.

@endnode

@node "punto" ". (punto)"

. (punto)

Il punto (dot) introduce particolari comandi che funzionano solo negli
script AmigaDOS. I "comandi dot" devono comparire all'inizio dello
script, prima di qualsiasi altro comando, e il punto non deve essere
preceduto sulla linea da altri caratteri.

.

Una linea vuota: non deve essere seguito da alcun carattere. Non
viene mai usato.

.spazio

Introduce una linea di commento: è analogo a ";" (punto e virgola)
che va preferito. Non viene mai usato.

.KEY
.K

Introduce la linea che contiene il template (vedere) degli argomenti.
Nel template non devono comparire spazi al di fuori delle virgolette.

Esempi:

 .key FROM,TO
 echo <FROM> <TO>

 .key FILE/A,DIR/A
 echo <FILE> <DIR>

.BRA
.KET

Modificano rispettivamente il carattere che segnala l'inizio e la fine
del nome di un argomento (di default sono "<" e ">"). Sono utili per
evitare confusioni con la redirezione (vedere).

Esempi:
 .key ARG1,ARG2
 .bra {
 .ket }
 echo {ARG1} {ARG2}

.DEF

Definisce in via generale il valore che un argomento deve assumere di
default, cioè quando non viene indicato sulla linea di comando
dall'utente. Se non si usa .DEF, quando si usa l'argomento in uno
script, si può anche indicare il valore di default che deve assumere
in quella particolare occasione mediante il carattere "$" (vedere
dollaro).

Esempi:

 .key Nome,Cognome
 .def Nome "Ignoto"
 echo Nome: <Nome> Cognome: <Cognome>
 echo Nome: <Nome> Cognome: <Cognome$"Ignoto">

.DOL
.DOLLAR

Modifica il carattere che precede il valore che un determinato
argomento deve assumere di default. Normalmente è il carattere "$"
(vedere dollaro) che serve anche a introdurre le variabili.

Esempi:

 .key Nome
 .dol @
 echo <Nome@"Ignoto">

.DOT

Modifica il carattere che introduce i comandi dot.

Esempi:

 .key ARG1
 .dot #
 #def ARG1 "Default"

@endnode

@node "punto di domanda" "? (punto di domanda)"

? (punto di domanda)

Il punto di domanda ha due usi: nelle wildcard (vedere) e con i
template (vedere).

Se si pone come ultimo carattere di una linea di comando il punto di
domanda, i comandi AmigaDOS inviano in output il template, leggono una
stringa dall'input corrente (di default la console corrente) ed
eseguono la linea originale aggiungendovi quanto è stato letto
dall'input corrente.

Lo scopo principale è offrire un aiuto all'utente, che può così avere
a disposizione un piccolo elenco delle opzioni disponibili con quel
comando (il template appunto).

In combinazione con la redirezione (vedere), tale caratteristica può
essere usata per creare script sofisticati. Grazie alla redirezione,
la stringa può essere letta infatti da un file esterno o dalla console
corrente. Se ciò risultava molto utile sotto 1.3 per le limitazioni
della Shell, a partire dal 2.0 le migliorie introdotte nella gestione
delle variabili hanno reso meno significativa questa caratteristica.
Può essere utile comunque per chiedere all'utente una stringa di
caratteri mediante SET, con un costrutto di questo tipo:

 ECHO "Scrivi qualcosa: " NOLINE
 SET >NIL: var TO NIL: ?

dopo di che, la variabile $var conterrà la stringa inserita
dall'utente, come si può verificare eseguendo:

 ECHO $var

@endnode

@node "punto e virgola" "; (punto e virgola)"

; (punto e virgola)

Introduce un commento che termina alla fine della linea.

@endnode

@node "redirezione" "> >> < <> (redirezione)"

> >> < <> (redirezione)

Il simboli di maggiore e minore servono a deviare l'input o l'output
di un qualsiasi comando dalla console corrente a un altro file. Tale
opzione si chiama "redirezione":

 >file   invia l'output del comando verso "file"
 >>file  accoda l'output del comando a "file"
 <file   preleva l'input del comando da "file"
 <>file  devia sia input che output verso file

"<>" funziona solo con file di tipo "CON:". Sotto 1.3 il simbolo
doveva comparire subito dopo il nome del comando, dal 2.0 può
comparire in qualsiasi punto della linea di comando.

Negli script, "<" e ">" vengono usati di default per indicare gli
argomenti. Per evitare confusioni si possono usare .BRA e .KET
(vedere punto).

">>" dal 2.0 crea il file se non esiste, sotto 1.3 funzionava solo se
il file preesisteva.

Si può sempre attivare la gestione della redirezione tipica dell'1.3
con il comando:

 Set oldredirect on

Può essere utile quando si crea uno script per testarne la
compatibilità.

@endnode

@node "virgolette" "virgolette"

" (virgolette)

Possono racchiudere gli argomenti passati a un comando. Sono
necessarie per usare nomi di file che comprendono uno spazio, per
indicare un nome vuoto (che con alcuni comandi indica la directory
corrente), per usare i codici di escape (vedere asterisco).

Esempi:

 COPY "Ram Disk:prova" T:
 COPY T: ""
 ECHO "1*n2*n3*n"

@endnode

@node "wildcard" "#?()|~%[]-' (wildcard)"

#?()|~%[]-' (wildcard)

Le wildcard servono a indicare ai comandi AmigaDOS più nomi (di file
normalmente) con una sola stringa. I caratteri speciali indicati,
infatti, possono "stare al posto di" altri caratteri secondo queste
regole:

 ?    punto interrogativo: qualsiasi carattere
 #    cancelletto: zero o più caratteri identici a quello immediatamente
      successivo
 #?   qualsiasi sequenza di zero o più caratteri
 |    barra verticale: la stringa che precede o la stringa che segue
 %    percentuale: nessun carattere (è utile in congiunzione con "|")
 []   parentesi quadre: l'insieme dei caratteri inclusi tra le parentesi
 -    meno: all'interno delle parentesi quadre, i caratteri compresi secondo
      l'ordine alfabetico (più esattamente ASCII) tra il carattere che
      precede e quello che segue
 ~    tilde: qualsiasi stringa o insieme di caratteri tranne quelli che seguono
 ()   parentesi tonde: la stringa compresa tra le parentesi (si usa di solito
      in congiunzione con "|" e "~")
 '    apostrofo: se il carattere che segue è una wildcard, deve essere preso
      letteralmente

Esempi:

 abc|def        sia "abc" che "def"
 (abc|def)#?    tutti i nomi che iniziano con "abc" e "def"
 #?.[cho]       tutti i nomi che terminano con ".c", ".h" e ".o"
 #?[0-9]        tutti i nomi che terminano con un numero
 #?[~0-9]       tutti i nomi che non terminano con un numero
 '?             il nome "?"

@endnode

@node "Comandi" "Comandi, directory e file AmigaDOS"
8 @{" 8SVX " LINK "8SVX"}
A @{" A2024 " LINK "A2024"}@{" AddBuffers " LINK "AddBuffers"}@{" AddDataTypes " LINK "AddDataTypes"}@{" AddMonitor " LINK "AddMonitor"}@{" Alias " LINK "Alias"}@{" AmigaGuide " LINK "AmigaGuide"}@{" ANIM " LINK "ANIM"}
  @{" Ask " LINK "Ask"}@{" Assign " LINK "Assign"}@{" AutoPoint " LINK "AutoPoint"}@{" AUX: " LINK "AUX"}@{" Avail " LINK "Avail"}
B @{" BindDrivers " LINK "BindDrivers"}@{" BindMonitor " LINK "BindMonitor"}@{" Blanker " LINK "Blanker"}@{" Break " LINK "Break"}@{" BRU " LINK "BRU"}
C @{" C: " LINK "C"}@{" Calculator " LINK "Calculator"}@{" CD " LINK "CD"}@{" CD0: " LINK "CD0"}@{" CDXL " LINK "CDXL"}@{" ChangeTaskPri " LINK "ChangeTaskPri"}@{" Classes " LINK "Classes"}@{" CLI " LINK "CLI"}
  @{" ClickToFront " LINK "ClickToFront"}@{" Clipboard " LINK "Clipboard"}@{" CLIPS: " LINK "CLIPS"}@{" Clock " LINK "Clock"}@{" CMD " LINK "CMD"}@{" Colors " LINK "Colors"}@{" Commodities " LINK "Commodities"}
  @{" CON: " LINK "CON"}@{" ConClip " LINK "ConClip"}@{" CONSOLE: " LINK "CONSOLE"}@{" Copy " LINK "Copy"}@{" CPU " LINK "CPU"}@{" CrossDOS " LINK "CrossDOS"}
D @{" Datatypes " LINK "Datatypes"}@{" Date " LINK "Date"}@{" DblNTSC " LINK "DblNTSC"}@{" DblPAL " LINK "DblPAL"}@{" Delete " LINK "Delete"}@{" DEVS: " LINK "DEVS"}@{" DF0: " LINK "DF0"}@{" Dir " LINK "Dir"}
  @{" DiskChange " LINK "DiskChange"}@{" DiskCopy " LINK "DiskCopy"}@{" DiskDoctor " LINK "DiskDoctor"}@{" Display " LINK "Display"}@{" DPat " LINK "DPat"}
E @{" Echo " LINK "Echo"}@{" Ed " LINK "Ed"}@{" Edit " LINK "Edit"}@{" Else " LINK "Else"}@{" EndCLI " LINK "EndCLI"}@{" EndIf " LINK "EndIf"}@{" EndShell " LINK "EndShell"}@{" EndSkip " LINK "EndSkip"}@{" ENV: " LINK "ENV"}
  @{" ENVARC: " LINK "ENVARC"}@{" Euro36 " LINK "Euro36"}@{" Euro72 " LINK "Euro72"}@{" Eval " LINK "Eval"}@{" Exchange " LINK "Exchange"}@{" Execute " LINK "Execute"}
F @{" Failat " LINK "Failat"}@{" Fault " LINK "Fault"}@{" Filenote " LINK "Filenote"}@{" FixFonts " LINK "FixFonts"}@{" FKey " LINK "FKey"}@{" Font " LINK "Font"}@{" FONTS: " LINK "FONTS"}@{" Format " LINK "Format"}
  @{" Fountain " LINK "Fountain"}@{" FTXT " LINK "FTXT"}
G @{" Get " LINK "Get"}@{" Getenv " LINK "Getenv"}@{" GraphicDump " LINK "GraphicDump"}
H @{" HDBackup " LINK "HDBackup"}@{" HDToolBox " LINK "HDToolBox"}@{" HELP: " LINK "HELP"}@{" HI " LINK "HI"}
I @{" IconEdit " LINK "IconEdit"}@{" IControl " LINK "IControl"}@{" IconX " LINK "IconX"}@{" If " LINK "If"}@{" IHelp " LINK "IHelp"}@{" ILBM " LINK "ILBM"}@{" Info " LINK "Info"}@{" InitPrinter " LINK "InitPrinter"}@{" Input " LINK "Input"}
  @{" Install " LINK "Install"}@{" Installer " LINK "Installer"}@{" Intellifont " LINK "Intellifont"}@{" Introduzione " LINK "Introduzione"}@{" IPrefs " LINK "IPrefs"}
J @{" Join " LINK "Join"}
K @{" KEYMAPS: " LINK "KEYMAPS"}@{" KeyShow " LINK "KeyShow"}
L @{" L: " LINK "L"}@{" Lab " LINK "Lab"}@{" Lacer " LINK "Lacer"}@{" LIBS: " LINK "LIBS"}@{" LIST " LINK "LIST"}@{" LoadResource " LINK "LoadResource"}@{" LoadWb " LINK "LoadWb"}@{" Locale " LINK "Locale"}@{" LOCALE: " LINK "LOCALE1"}
  @{" Lock " LINK "Lock"}
M @{" MagTape " LINK "MagTape"}@{" MakeDir " LINK "MakeDir"}@{" Makefiles " LINK "Makefiles"}@{" MakeLink " LINK "MakeLink"}@{" MEmacs " LINK "MEmacs"}@{" Monitors " LINK "Monitors"}@{" More " LINK "More"}@{" Mount " LINK "Mount"}
  @{" Mountlist " LINK "Mountlist"}@{" MouseBlanker " LINK "MouseBlanker"}@{" Multiscan " LINK "Multiscan"}@{" Multiview " LINK "Multiview"}
N @{" NewCLI " LINK "NewCLI"}@{" NewShell " LINK "NewShell"}@{" NIL: " LINK "NIL"}@{" NoCapsLock " LINK "NoCapsLock"}@{" NoFastMem " LINK "NoFastMem"}@{" NTSC " LINK "NTSC"}
O @{" Overscan " LINK "Overscan"}
P @{" PAL " LINK "PAL"}@{" Palette " LINK "Palette"}@{" PAR: " LINK "PAR"}@{" Path " LINK "Path"}@{" PC0: " LINK "PC0"}@{" PCD " LINK "PCD"}@{" PIPE: " LINK "PIPE"}@{" Pointer " LINK "Pointer"}@{" Preferences " LINK "Preferences"}
  @{" PrepCard " LINK "PrepCard"}@{" Printer " LINK "Printer"}@{" PrinterGfx " LINK "PrinterGfx"}@{" PrinterPS " LINK "PrinterPS"}@{" PRINTERS: " LINK "PRINTERS"}@{" PrintFiles " LINK "PrintFiles"}
  @{" PROGDIR: " LINK "PROGDIR"}@{" Prompt " LINK "Prompt"}@{" Protect " LINK "Protect"}@{" PRT: " LINK "PRT"}
Q @{" Quit " LINK "Quit"}
R @{" RAD: " LINK "RAD"}@{" RAM: " LINK "RAM"}@{" RAW: " LINK "RAW"}@{" Relabel " LINK "Relabel"}@{" RemRad " LINK "RemRad"}@{" Rename " LINK "Rename"}@{" RequestChoice " LINK "RequestChoice"}
  @{" RequestFile " LINK "RequestFile"}@{" Resident " LINK "Resident"}@{" REXX: " LINK "REXX"}@{" RexxMast " LINK "RexxMast"}@{" Run " LINK "Run"}@{" RX " LINK "RX"}@{" RXC " LINK "RXC"}@{" RXLIB " LINK "RXLIB"}@{" RXSET " LINK "RXSET"}
S @{" S: " LINK "S"}@{" Say " LINK "Say"}@{" ScreenMode " LINK "ScreenMode"}@{" Search " LINK "Search"}@{" SER: " LINK "SER"}@{" Serial " LINK "Serial"}@{" Set " LINK "Set"}@{" SetClock " LINK "SetClock"}@{" SetDate " LINK "SetDate"}
  @{" SetEnv " LINK "SetEnv"}@{" SetFont " LINK "SetFont"}@{" SetKeyboard " LINK "SetKeyboard"}@{" SetMap " LINK "SetMap"}@{" SetPatch " LINK "SetPatch"}@{" Shell-Startup " LINK "Shell-Startup"}
  @{" ShowConfig " LINK "ShowConfig"}@{" Skip " LINK "Skip"}@{" Sort " LINK "Sort"}@{" Sound " LINK "Sound"}@{" SPat " LINK "SPat"}@{" SPEAK: " LINK "SPEAK"}@{" Stack " LINK "Stack"}@{" Startup-Sequence " LINK "Startup-Sequence"}
  @{" Status " LINK "Status"}@{" Storage " LINK "Storage"}@{" Super72 " LINK "Super72"}@{" SYS: " LINK "SYS"}
T @{" T: " LINK "T"}@{" TCC " LINK "TCC"}@{" TCO " LINK "TCO"}@{" TE " LINK "TE"}@{" Time " LINK "Time"}@{" TS " LINK "TS"}@{" Type " LINK "Type"}
U @{" UnAlias " LINK "UnAlias"}@{" UnSet " LINK "UnSet"}@{" UnSetEnv " LINK "UnSetEnv"}@{" User-Startup " LINK "User-Startup"}
V @{" Version " LINK "Version"}@{" VGAOnly " LINK "VGAOnly"}
W @{" Wait " LINK "Wait"}@{" WaitForPort " LINK "WaitForPort"}@{" WBPattern " LINK "WBPattern"}@{" WBStartup " LINK "WBStartup"}@{" WDisplay " LINK "WDisplay"}@{" Which " LINK "Which"}@{" Why " LINK "Why"}
@endnode

@node "8SVX" "8SVX"

Nome: 8SVX

Locazione: Devs/Datatypes/

Template: --

File di descrizione del Datatypes (vedere) che permette di leggere dati
audio in formato 8SVX. Introdotto dal 3.0.

@endnode

@node "A2024" "A2024"

Nome: A2024

Locazione : Storage/Monitors/

Template : --

Vedi Monitors

@endnode

@node "AddBuffers" "AddBuffers"

Nome: AddBuffers

Locazione: C/

Template : DRIVE/A,BUFFERS/N

AddBuffers permette di aggiungere o togliere dei buffer ai device
AmigaDOS. Ogni buffer è lungo 512 byte. Un numero elevato di buffer
accelera le operazioni di lettura e scrittura. Se il numero diventa
troppo elevato, però, le operazioni tendono a rallentare. I valori di
default sono 5 per i floppy e 30 per le partizioni degli hard disk.
Il numero di buffer delle partizioni su hard disk può essere
modificato in modo permanente anche mediante HDtoolbox.

 DRIVE/A: nome del device (floppy, partizione hard disk...).

 BUFFERS/N: il numero di buffer da aggiungere o togliere. Dal 2.0 un
valore negativo indica il numero di buffer da rimuovere. Se tale
parametro viene omesso, il comando restituisce il numero di buffer in
uso.
 
Esempi:

 ADDBUFFERS DF0:
 ADDBUFFERS DF0: 10
 ADDBUFFERS DF0: -5

@endnode


@node "AddDataTypes" "AddDataTypes"

Nome: AddDataTypes

Locazione: C/

Template : FILES/M,QUIET/S,REFRESH/S

Il sistema dei DataTypes è stato introdotto con il 3.0. Permette a
tutti i programmi compatibili di leggere file di diverso tipo
utilizzando risorse di sistema condivise; un esempio di programma di
questo tipo è MultiView fornito con i sistemi operativi 3.0 e 3.1. I
file che descrivono i tipi di file stanno in Devs/DataTypes/, mentre
in Classes/DataTypes/ stanno risorse utilizzate per leggere i file
gestiti mediante il sistema dei DataTypes. Il comando aggiunge un
DataTypes alla lista gestita dal sistema. Tale comando viene usato
normalmente solo dal sistema durante la Startup-Sequence o in uno
script di installazione di DataTypes.

 FILES/M: nomi dei file che descrivono i DataTypes da aggiungere al
sistema.

 QUIET/S: inibisce l'emissione di messaggi di errore.

 REFRESH/S: obbliga il comando a riesaminare la directory
DEVS:DataTypes aggiornando la lista dei DataTypes.

Esempi:

 AddDataTypes REFRESH QUIET

@endnode

@node "AddMonitor" "AddMonitor"

Nome: AddMonitor

Locazione: System/AddMonitor

Template : NUM/N/A,NAME/A,HBSTRT/K,HBSTOP/K,HSSTRT/K,HSSTOP/K,VBSTRT/K,
VBSTOP/K,VSSTRT/K,VSSTOP/K,MINROW/K,MINCOL/K,TOTROWS/K,TOTCLKS/K,BEAMCON0/K

AddMonitor compare solo sotto 2.0. Serve ad aggiungere al sistema un
nuovo monitor. Viene utilizzato dalla Startup-Sequence standard del
2.0 mandando in esecuzione gli script AmigaDOS contenuti nella
directory SYS:Monitors/. Tali script sono contenuti normalmente nella
directory SYS:MonitorStore/; sta all'utente copiarli in SYS:Monitor
perché siano attivati ad ogni reset. Dei vari argomenti sono
documentati solo NUM e NAME. Gli altri definiscono parametri che il
chipset grafico di Amiga utilizza per generare lo schermo video: ogni
modifica può risultare pericolosa per i monitor.

 NUM/N/A: numero del modo video da aggiungere al sistema (1 NTSC, 2 PAL,
3 Multiscan, 4 A2024).

 NAME/A: nome da usare per il monitor da aggiungere al sistema.

Esempi:

 AddMonitor NUM=4 NAME=a2024.monitor

@endnode

@node "Alias" "Alias"

Nome: Alias

Locazione: Interno

Template : NAME,STRING/F

Crea uno pseudonimo che può essere usato al posto di un comando.
Viene usato per velocizzare e facilitare l'inserimento di comandi
complessi da tastiera. Lo pseudonimo può riferirsi al solo nome di un
comando oppure a un'intera linea. Quando lo pseudonimo viene usato,
la Shell ne sostituisce il nome con la stringa e aggiunge in coda il
resto della linea di comando. Nel parametro STRING si può inserire
l'espressione "[]" per indicare il punto esatto in cui deve comparire
il resto della linea. Se non si usa alcun parametro, Alias visualizza
l'elenco degli pseudonimi già definiti con le stringhe che
sostituiscono. Gli pseudonimi sono locali, cioè possono variare da
Shell a Shell. Quando si crea una nuova Shell con il comando
NewShell, la nuova Shell eredita gli pseudonimi definiti per la Shell
genitrice. Per eliminare uno pseudonimo si deve utilizzare il comando
UnAlias.

 NAME: nome dello pseudonimo.

 STRING/F: stringa che va sostituita allo pseudonimo quando viene
usato, può contenere "[]" per indicare dove andrà inserito il resto
della linea di comando.

Esempi:

 ALIAS cpram copy [] RAM:
 cpram df0:#?
 
@endnode

@node "AmigaGuide" "AmigaGuide"

Nome: AmigaGuide

Locazione: Utilities/

Template : DATABASE,DOCUMENT/K,LINE/N,PUBSCREEN/K,PORTNAME/K,REQUESTER/S,XREF/K

AmigaGuide (v. 34.3) permette di visualizzare file di ipertesto in
formato AmigaGuide. Il comando non viene fornito con il sistema
operativo, ma è stato distribuito da Commodore separatamente
attraverso il circuito di pubblico dominio e funziona anche sotto 1.3.
Sotto 3.0 e 3.1 è stato sostituito da MultiView che legge i file
AmigaGuide mediante il sistema dei DataTypes (grazie a un descrittore
chiamato AmigaGuide in Devs/Datatypes). Esistono solo leggere
differenze tra AmigaGuide e MultiView. AmigaGuide permette anche di
leggere normali testi ASCII; è dotato inoltre di porta ARexx mediante
la quale è possibile eseguire qualsiasi comando. Può gestire più file
contemporaneamente mediante tavole di riferimenti incrociati (XREF).
Il programma usa le sequenti variabili ambiente poste in ENV::

 AmigaGuide/Path: elenco delle directory in cui ricercare i file di
ipertesto.

 AmigaGuide/Text: indica il modo (BUTTON, UNDERLINE, BOLD, ITALIC) in
cui devono essere visualizzate le parole cui è associato un legame
ipertestuale.

 AmigaGuide/Pens: contiene otto cifre che indicano i colori da
utilizzare per la visualizzazione, in quest'ordine: sfondo, testo
pulsante, sfondo pulsante, testo pulsante selezionato, sfondo pulsante
selezionato, outline, outline selezionato, testo.

 DATABASE: il file di ipertesto da consultare.

 DOCUMENT/K: il nodo dell'ipertesto da visualizzare.

 LINE/K: la prima linea del documento da visualizzare (non
implementato).

 PUBSCREEN/K: il nome dello schermo pubblico su cui si deve aprire la
finestra del programma.

 PORTNAME/K: il nome della porta ARexx con cui controllare AmigaGuide.

 XREF/K: il nome del file da caricare che contiene i riferimenti
incrociati.

 REQUESTER/S: non documentato.

Esempi:

 AMIGAGUIDE topolino.guide DOCUMENT pluto
 SETENV AmigaGuide/Text UNDERLINE
 SETENV AmigaGuide/Path "Workbench:Doc Work:Doc"
 SETENV AmigaGuide/Pens 01223311

@endnode

@node "ANIM" "ANIM"

Nome: ANIM

Locazione: Devs/Datatypes/

Template: --

File di descrizione del Datatypes (vedere) che permette di leggere
animazioni in formato IFF ANIM. Introdotto dal 3.1.

@endnode

@node "Ask" "Ask"

Nome: Ask

Locazione: Interno

Template : PROMPT/A

Ask consente di stampare a video una stringa (PROMPT) e di attendere
che l'utente immetta da tastiera la stringa "y" o "n". Se l'utente
immette "y", il programma imposta il livello di errore 5. Può essere
usato in uno script con IF WARN per modificarne il comportamento in
funzione dell'utente.

 PROMPT/A: stringa da visualizzare

Esempi:

 ASK "Vuoi finire?"
 IF WARN
   QUIT
 ENDIF

@endnode

@node "Assign" "Assign"

Nome: Assign

Locazione: C/

Template : NAME,TARGET/M,LIST/S,EXISTS/S,DISMOUNT/S,DEFER/S,PATH/S,ADD/S,
REMOVE/S,VOLS/S,DIRS/S,DEVICES/S

Assign permette di gestire i device del DOS (handler o device, volumi
e directory logiche); in particolare, consente di creare directory
logiche come ENV: o LIBS:. Chiamato senza parametri visualizza
l'elenco dei volumi disponibili, quelle delle directory logiche e
quello degli handler (come avviene con il prametro LIST).

 NAME: nome della directory logica (deve terminare con due punti); se
non appare nessun altro parametro, la directory logica verrà
eliminata, senza modificare in alcun modo la directory fisica a cui
era collegata e i file in essa contenuti. Se si usa il parametro
DISMOUNT il nome può essere quello di un handler.

 TARGET/M: nomi delle directory da associare alla directory logica
specificata in NAME; ogni eventuale assegnamento preesistente con lo
stesso nome verrà rimpiazzato a meno che non si usi l'opzione ADD.

 LIST/S: visualizza l'elenco dei volumi disponibili, quello delle
directory logiche e quello degli handler del DOS. Se un volume è
inserito nel drive, al suo fianco apparirà la scritta "[Mounted]". Le
directory logiche multiple sono segnalate dalla presenza del carattere
"+", quelle create con DEFER sono poste entro i caratteri "<>", quelle
create con PATH entro i caratteri "[]".

 EXISTS/S: visualizza le directory associate a una directory logica.

 DISMOUNT/S: rende invisibile al sistema un handler del DOS, è utile
soprattutto ai programmatori; funziona anche con le directory logiche.
Con l'1.3 si doveva usare REMOVE.

 DEFER/S: associa la directory logica a una directory che non verrà
letta dall'AmigaDOS finché non si accede effettivamente alla directory
logica; DEFER permette di associare una sola directory alla directory
logica.

 PATH/S: funziona come DEFER, solo che in più il sistema rilegge la
directory ogni volta che vi si accede, ciò è utile soprattutto con i
floppy; ad esempio, se si assegna C: a DF0:C con l'opzione PATH, il
sistema cercherà i comandi in DF0:C qualunque sia il disco inserito,
anche se è stato sostituito. Con DEFER, invece, il disco contenuto
nel drive al momento del primo accesso alla directory logica sarà
richiesto anche ad ogni accesso successivo.

 ADD/S: permette di aggiungere un TARGET a una directory logica senza
cancellare quelle preesistenti come avviene normalmente.

 REMOVE/S: elimina la directory specificata in TARGET dalla lista
associata a una directory logica; se TARGET non viene indicato, verrà
eliminata l'intera directory logica.

 VOLS/S: elenca i volumi conosciuti al sistema.

 DIRS/S: elenca le directory logiche esistenti.

 DEVICES/S: elenca gli handler del DOS riconosciuti dl sistema.

N.B. I parametri ADD, REMOVE, PATH e DEFER sono mutualmente
esclusivi.

Esempi:

 ASSIGN K: RAM: DF0:
 ASSIGN K: DF0:C ADD
 ASSIGN K: DF0:C REMOVE
 ASSIGN K: DF0:C DEFER
 ASSIGN K: REMOVE
 ASSIGN K: DF0:C PATH
 ASSIGN K: EXISTS
 ASSIGN VOLS

@endnode

@node "AutoPoint" "AutoPoint"

Nome: AutoPoint

Locazione: Tools/Commodities/

Template : CX_PRIORITY/N/K

E' una Commodities (vedere) che permette di attivare automaticamente
la finestra che si trova sotto il puntatore del mouse. Per
interrompere il programma si può usare Control-C, oppure, se è stato
lanciato con RUN, mediante il comando BREAK.

 CX_PRIORITY/N/K: priorità del programma rispetto alle altre
Commodities.

Esempi:

 RUN >NIL: AUTOPOINT CX_PRIORITY 4 

@endnode

@node "AUX" "AUX"

Nome: AUX

Locazione: Storage/DOSDrivers/

Template : --

Questo handler del DOS (contenuto nel file L:Aux-Handler) assomiglia a
CON:; se ne differenzia perché usa la porta seriale per
l'input/output. Viene usato di solito per creare una Shell remota
mediante un collegamento seriale con cavo Null-Modem. Si badi che
sotto 2.0 non esiste il file "Storage/DOSDrivers/AUX": il suo ruolo è
svolto, per AUX: come per gli altri handler del DOS, dal file
Devs/Mountlist. Per usare AUX:, si deve prima montarlo mediante il
comando Mount AUX: o (a partire dal 2.1) selezionando da Workbench
l'icona AUX contenuta nel cassetto "Storage/DOSDrivers". Si può anche
montare automaticamente AUX: a ogni boot se si trascina l'icona di
AUX dal cassetto Storage/DOSDrivers/ al cassetto Devs/DOSDrivers/.

Esempi:

 MOUNT AUX:
 NEWSHELL AUX:

@endnode

@node "Avail" "Avail"

Nome: Avail

Locazione: C/

Template : CHIP/S,FAST/S,TOTAL/S,FLUSH/S

Avail visualizza la quantità di memoria disponibile nel sistema. Se
non viene indicato alcun parametro, presenta un prospetto che indica
la quantità di memoria presente, quella in uso, quella libera e la
grandezza del blocco più ampio di memoria contigua. Ognuno di questi
dati viene fornito per la memoria di tipo Chip (quella per grafica e
audio), quella di tipo Fast e quella complessiva.

 CHIP/S: evidenzia solo la quantità di memoria Chip libera.

 FAST/S: evidenzia solo la quantità di memoria Fast libera.

 TOTAL/S: evidenzia la quantita totale di memoria libera.

 FLUSH/S: tenta di eliminare dalla memoria librerie e device che non
sono in uso. Permette in certe occasioni di liberare un po' di
memoria.

Esempi:

 AVAIL TOTAL
 AVAIL FLUSH TOTAL

@endnode

@node "BindDrivers" "BindDrivers"

Nome: BindDrivers

Locazione: C/

Template : --

Monta i dispositivi descritti nei file contenuti nel cassetto
Expansion del Workbench. Viene normalmente eseguito dalla
Startup-Sequence. E' richiesto dalle schede hardware che non si
autoconfigurano al reset di Amiga.

Esempi:

 BINDDRIVERS

@endnode

@node "BindMonitor" "BindMonitor"

Nome: BindMonitor

Locazione: System/

Template : MONITORID/A,MONITORNAME/A

Il comando, utilizzabile solo dagli utenti più esperti, permette di
attribuire un nome ai modi video presenti nel sistema. Questo nome
verrà poi usato dal requester del programma Preferences per la scelta
dello schermo del Workbench (ScreenMode).

 MONITORID/A: un codice che indica il modo video. Il codice
corrisponde a quelli che si ottengono a partire dai valori definiti
nel file include graphics/displayinfo.h (presente per esempio nel
Developer Update Kit e in molti compilatori commerciali) e va indicato
come un valore esadecimale preceduto da "0x".

 MONITORNAME/A: il nome da associare al modo video.

Esempi:

 BINDMONITOR 0x08000 AltaRisoluzione

@endnode

@node "Blanker" "Blanker"

Nome: Blanker

Locazione: Tools/Commodities/

Template : CX_PRIORITY/N/K,CX_POPKEY/K,CX_POPUP/K,SECONDS/N/K,
           CYCLECOLORS/K,ANIMATION/K

E' una Commodities (vedere) che spegne lo schermo dopo il periodo di
inattività di tastiera e mouse stabilito dall'utente. Sullo schermo
apparirà un'animazione che scompare non appena si preme un qualsiasi
tasto o si sposta il mouse. Per bloccare il programma si può usare
Control-C oppure BREAK.

 CX_PRIORITY/N/K: priorità del programma rispetto alle altre
Commodities.

 CX_POPKEY/K: combinazione di tasti che attiva la finestra grafica
del programma.

 CX_POPUP/K: YES attiva la finestra grafica al momento del
lancio, NO la disabilita.

 SECONDS/N/K: numero di secondi di inattività necessari perché si
spenga lo schermo.

 CYCLECOLORS/K: YES attiva la variazione ciclica dei colori durante
l'animazione (2.1).

 ANIMATION/K: YES attiva l'animazione, NO la disabilita (2.1).

Esempi:

 RUN >NIL: BLANKER CX_POPKEY "ralt b" SECONDS 30 CX_POPUP NO 

@endnode
 

@node "Break" "Break"

Nome: Break

Locazione: C/

Template : PROCESS/A/N,ALL/S,C/S,D/S,E/S,F/S

Break invia a un comando lanciato da Shell i segnali di interruzione
(Break) corrispondenti alle combinazioni di tasti Control-C,
Control-D, Control-E, Control-F. Control-C è in grado di interrompere
la quasi totalità dei comandi AmigaDOS, mentre Control-D è adatto a
interrompere l'esecuzione degli script AmigaDOS.

 PROCESS/A/N: numero di processo CLI da interrompere. Per sapere
quale processo corrisponde a un determinato comando si può usare con
il sistema dei backtick (accento grave) il comando STATUS con il
parametro COMMAND (si veda l'esempio).

 ALL/S: invia tutti i segnali (default).

 C/S: invia Break C.

 D/S: invia Break D.

 E/S: invia Break E.

 F/S: invia Break F.

Esempi:

 BREAK 1 C
 RUN DIR SYS: ALL
 BREAK `STATUS COMMAND DIR`

@endnode

@node "BRU" "BRU"

Nome: BRU

Locazione: Tools/

Template : --

BRU è un programma per fare i backup di hard disk. Viene fornito sul
disco Commodore per l'installazione dell'hard disk. E' un programma
compatibile con lo standard Unix e segue pertanto le sue regole dal
punto di vista dei parametri. E' molto difficile da usare via Shell
perche possiede decine di opzioni e si consiglia pertanto HDBackup,
che mette a disposizione un'interfaccia grafica per BRU. Prima di
usarlo occorre portare a 25000 byte lo stack della Shell mediante il
comando STACK. Con BRU -h si ottiene un elenco in inglese di tutti i
parametri disponibili.

@endnode

@node "C" "C:"

Nome: C:

Locazione: C/

Template : --

C: è la directory logica in cui si trova la maggior parte dei comandi
Shell. Viene definita automaticamente all'accensione del computer e
si riferisce di default alla directory C/ del disco con cui è avvenuto
il boot (SYS:c). Se necessario, C: può essere assegnata a un'altra
directory mediante il comando Assign oppure ad essa può essere
aggiunta un'altra directory mediante l'opzione ADD di Assign (vedere
esempio). C: è sempre presente nell'elenco delle directory in cui la
Shell cerca i comandi da eseguire (vedere PATH).

Esempi:

 ASSIGN C: SYS:c2 ADD

@endnode

@node "Calculator" "Calculator"

Nome: Calculator

Locazione: Tools/

Template: PUBSCREEN,TAPE/K

Calculator è un programma che può essere lanciato sia da Shell che da
Workbench. In entrambi i casi apre una interfaccia grafica che
assomiglia a quella di una calcolatrice portatile con la quale è
possibile effettuare semplici calcoli. A partire dal Workbench 2.1,
se si specifica l'opzione TAPE viene simulato in una apposita finestra
l'output su carta di una calcolatrice da tavolo.

 PUBSCREEN: nome opzionale dello schermo pubblico sul quale
deve apparire la calcolatrice. Opzione presente dal 2.1.

 TAPE/K: descrizione della finestra di tipo RAW (vedere). Opzione
presente dal 2.1.

Esempi:

 CALCULATOR
 CALCULATOR TAPE RAW:10/10/180/180/Carta

@endnode

@node "CD" "CD"

Nome: CD

Locazione: Interno

Template: DIR

Ogni Shell possiede una directory corrente che costituisce la
locazione in cui comincia a cercare i comandi e quella su cui
opereranno i vari comandi quando non viene specificata un'altra
directory. La directory corrente serve anche a interpretare i nomi
dei file: infatti il percorso di un nome è sempre inteso come
relativo alla directory corrente, a meno che non inizi con il nome di
un device (ad esempio DF0:, Work:) o di una directory logica (ad
esempio C:, DEVS:).

Usato senza alcun parametro, CD visualizza il nome della directory
corrente con tutto il percorso a partire dal nome del volume in cui la
directory è contenuta; negli altri casi tenta di modificare la
directory corrente. A partire dal 2.0 la Shell è in grado di
modificare la directory corrente senza che si indichi esplicatamente
CD: basta inserire al prompt il nome di una directory (CD implicito).
Se si usa CD in questo modo, non è possibile usare wildcard come nome
della directory e se in una delle directory comprese nel path della
Shell è compreso un comando che ha lo stesso nome della directory,
verrà eseguito il comando e non CD: l'esecuzione dei comandi ha
dunque la precedenza sul CD implicito. Il nome della directory
corrente può essere visualizzato automaticamente al prompt della Shell
mediante l'opzione %S del comando PROMPT (vedere).

 DIR: nome della directory da rendere la directory corrente. Una
barra indica di risalire di un livello nell'albero delle directory. I
due punti indicano di risalire fino alla radice dell'albero. Il nome
può anche essere una wildcard AmigaDOS. Se il nome viene omesso, CD
visualizza il nome della directory corrente.

Esempi:

 CD
 CD SYS:c
 CD /
 CD SYS:devs
 CD :
 CD de#?

@endnode

@node "CD0" "CD0"

Nome: CD0

Locazione: Storage/DOSDrivers/

Template : --

CD0: è il nome attribuito di default al lettore di CD-ROM se presente
nel sistema (viene fornito con il 3.1, con il CDTV e il CD32). Per
rendere attivo il lettore su un Amiga (non su CDTV o CD32) occorre
eseguire da Shell il comando:

 MOUNT CD0:

oppure effettuare un doppio click sull'icona da Workbench. Se si
desidera che CD0: sia avviato automaticamente ad ogni reset, si deve
spostare l'icona del file "CD0" dal cassetto Storage/DOSDrivers al
cassetto Devs/DOSDrivers oppure inserire nella User-Startup il comando
sopra specificato. Il programma che permette di interpretare
correttamente i CD-ROM è contenuto nel file CDFileSystem, presente a
partire dalla versione 3.1 del sistema operativo e posto nella
diretory L:.

Esempi:

 MOUNT CD0:
 DIR CD0:

@endnode

@node "CDXL" "CDXL"

Nome: CDXL

Locazione: Devs/DataTypes/

Template : --

CDXL è un DataTypes che consente ai programmi che sfruttano tale
sistema, come MultiView, di visualizzare animazioni (audio e video)
realizzate in formato CDXL. Quest'ultimo è stato messo a punto da
Commodore per il CDTV ed è ora disponibile sul CD32 e nel sistema
operativo 3.1. Il programma di supporto che esegue la visualizzazione
è cdxl.datatype posto nella directory Classes/DataTypes/.

@endnode

@node "ChangeTaskPri" "ChangeTaskPri"

Nome: ChangeTaskPri

Locazione: C/

Template : PRI=PRIORITY/A/N,PROCESS/K/N

L'AmigaDOS è un ambiente realmente multitasking, a differenza del
Macintosh, dell'MS-DOS e di Windows: se più programmi sono attivi in
memoria il sistema distribuisce il tempo a disposizione fra tutti i
programmi (task o processi) che lo richiedono. Per decidere l'ordine
secondo il quale il tempo va accordato ai vari programmi, il sistema
usa un numero che esprime la priorità del task. Più è alto tale
valore, maggiore sarà la probabilità che quel programma abbia a
disposizione del tempo per l'esecuzione e quindi minori saranno i
tempi di attesa per quel programma. ChangeTaskPri permette di
modificare la priorità della Shell corrente o di altre Shell. Ogni
Shell viene individuata mediante un numero progressivo che parte da 1
e che di default viene visualizzato dal prompt (vedere) della Shell.
I programmi lanciati da una Shell ereditano la sua priorità e lo
stesso dicasi per le nuove Shell create con il comando NewShell. Per
visualizzare un elenco delle varie Shell e delle relative priorità si
può usare il comando STATUS FULL (vedere).

 PRI=PRIORITY/A/N: priorità da utilizzare. In teoria il valore deve
essere compreso tra -128 e +127; in pratica, è meglio non superare il
valore 4 per non interferire con i processi di sistema.

 PROCESS/K/N: numero che individua la Shell di cui si deve modificare
la priorità. Se viene omesso, si sottintende la Shell da cui è stato
lanciato il comando.

Esempi:

 STATUS FULL
 CHANGETASKPRI 2
 CHANGETASKPRI 3 PROCESS 3
 STATUS FULL

@endnode

@node "Classes" "Classes"

Nome: Classes

Locazione: Classes

Template: --

E' una directory introdotta dal 3.0 che contiene file di sistema di
vario tipo analoghi alle librerie. Questa directory viene aggiunta a
LIBS: con un Assign Add dalla Startup-Sequence. Contiene anche la
subdirectory Datatypes con i file di gestione dei vai Datatypes
descritti in Devs/Datatypes.

@endnode

@node "CLI" "CLI"

Nome: CLI

Locazione: System/

Template : --

CLI era il nome della Shell originale dell'AmigaDOS. In seguito
gli si è affiancata la Shell attuale che poi ne ha preso il
posto. A partire dal 2.0 il comando CLI, sempre presente per
ragioni di compatibilità, apre un'autentica Shell e corrisponde
di fatto al comando NewShell (vedere). L'unica differenza è che
al momento del lancio non accetta alcun parametro sulla linea di
comando.

Esempio:

 CLI

@endnode

@node "ClickToFront" "ClickToFront"

Nome: ClickToFront

Locazione: Tools/Commodities/

Template : CX_PRIORITY/N/K,QUALIFIER/K

ClickToFront è una Commodities (vedere) che permette di portare
una finestra di Intuition davanti alle altre premendo due volte
il tasto sinistro del mouse. Per interrompere il programma si
può usare Control-C, oppure, se è stato lanciato con RUN, il
comando BREAK.

 CX_PRIORITY/N/K: priorità del programma rispetto alle altre
Commodities.

 QUALIFIER/K: tasto qualificatore (vedere Commodities) da
tenere premuto mentre si preme due volte il pulsante sinistro
del mouse.

Esempio:

 CLICKTOFRONT QUALIFIER control

@endnode

@node "Clipboard" "Clipboard"

Nome: Clipboard

Locazione: --

Template : --

La Clipboard permette di copiare testo o grafica da
un'applicazione e di "incollarla" in un'altra, a patto che
entrambe le applicazioni supportino la Clipboard di sistema.
Dal 2.0 la Shell permette il copia e incolla mediante la
combinazione di tasti Amiga-C (copia) e Amiga-V (incolla) a
patto che sia stato lanciato il programma ConClip (vedere), cosa
di cui si occupa la Startup-Sequence. Per copiare una porzione
di testo da una Shell occorre evidenziarla trascinando il mouse
mentre si tiene premuto il tasto sinistro.

@endnode

@node "CLIPS" "CLIPS:"

Nome: CLIPS:

Locazione: RAM:Clipboard/

Template : --

CLIPS: è una directory logica che viene creata dalla Startup-Sequence
mediante Assign (vedere). Questa directory serve a gestire la
Clipboard (vedere) di sistema.

@endnode

@node "Clock" "Clock"

Nome: Clock

Locazione: Utilities/

Template : DIGITAL/S,LEFT/N,TOP/N,WIDTH/N,HEIGHT/N,24HOUR/S,
SECONDS/S,DATE/S,FORMAT/N,PUBSCREEN/K

Visualizza un orologio dotato di interfaccia grafica e allarme.
Il programma può essere lanciato anche da Workbench tramite
icona.

 DIGITAL/S: visualizza un orologio di tipo digitale.

 LEFT/N: coordinata orizzontale della finestra.

 TOP/N: coordinata verticale della finestra.

 WIDTH/N: larghezza della finestra dell'orologio analogico.

 HEIGHT/N: altezza della finestra dell'orologio analogico.

 24HOUR/S: se l'orologio è digitale, visualizza l'ora usando i
numeri compresi tra 0 e 24.

 SECONDS/S: se l'orologio è analogico, abilita la
visualizzazione dei secondi.

 DATE/S: abilita la visualizzazione della data.

 FORMAT/N: se l'orologio è digitale, un numero compreso tra 0 e
4 abilita uno dei formati disponibili. La quantità di formati
dipende dalla localizzazione. Tale opzione è presente a partire
dal 2.1.

 PUBSCREEN/K: nome dello schermo pubblico su cui deve aprirsi
la finestra. E' presente a partire dal 2.1.

Esempi:

 RUN CLOCK SECONDS DATE
 RUN CLOCK DIGITAL FORMAT 3

@endnode

@node "Colors" "Colors"

Nome: Colors

Locazione: Tools/

Template : --

Colors permette di modificare la palette dei colori dello
schermo in primo piano o di uno schermo di prova. Il programma
compare solo nella versione 2.0 del Workbench.

Non usa il template standard di AmigaDOS, ma accetta i seguenti
parametri:

 Colors bitplane modografico

 bitplane: deve essere un numero che indica il numero di
bitplane dello schermo di prova.

 modografico: deve essere un numero che indica il tipo di
schermo di prova: 0=320x200, 1=320x400, 2=640x200, 3=640x400.

Se non viene indicato alcun parametro, il comando apre
un'interfaccia grafica che permette di modificare i colori dello
schermo in primo piano, altrimenti apre uno schermo di prova
della risoluzione e del numero di colori richiesti e permette
poi di modificarne la palette.

Esempi:

 COLORS
 COLORS 3 2

@endnode

@node "CMD" "CMD"

Nome: CMD

Locazione: Tools/

Template : --

CMD permette di inviare i dati in uscita sulla porta parallela o
quella seriale verso un file su disco. Può essere lanciato
anche da Workbench tramite icona. Di default CMD termina di
funzionare quando un programma finisce di usare la porta
parallela. CMD non usa i template AmigaDOS e può essere usato
in due modi:

 CMD help

che visualizza un aiuto in inglese, oppure:

 CMD porta file OPT opzioni

In questo caso i parametri devono apparire nell'ordine
specificato e "porta" dovrà essere "serial" se si vuole
ridirezionare la porta seriale, oppure "parallel" per
ridirezionare la porta parallela. Mentre "file" dovrà essere il
nome del file cui inviare l'output.

OPT è opzionale e deve essere seguito da una o più di queste
lettere:

 M: rimane attivo fino al Control-C o al Break.

 N: abilita la stampa di messaggi che informano l'utente sulle
operazioni in corso.

 S: non invia verso il file i primi caratteri in arrivo sulla
porta (utile quando si ridireziona la stampa di uno schermo).

Esempi:

 CMD help
 CMD parallel t:prova OPT M N
 CMD serial t:prova OPT N

@endnode

@node "Commodities" "Commodities"

Nome: Commodities

Locazione: Tools/

Template : --

Il sistema delle Commodities consente di ridefinire le combinazioni da
tastiera o gli eventi che dipendono dal mouse associando ad ognuno di
essi un particolare programma. Il programma può essere un semplice
ClickToFront oppure un'applicazione complessa che sfrutta il sistema
delle Commodities per meglio integrarsi all'ambiente Amiga.

Le Commodities possono essere lanciate da Workbench mediante le icone
poste nel cassetto Tools/Commoddities, ma si possono anche far partire
automaticamente al boot se si trascina la loro icona nel cassetto
WBStartup.

Ogni singola Commodities consente di definire alcuni parametri che ne
modificano il comportamento. Ad ognuno di questi parametri
corrisponde un particolare nome di template AmigaDOS che si ritrova
invariato in tutte o quasi le Commodities. I parametri sono:

 CX_PRIORITY/N/K: richiede come argomento un numero che indica la
priorità. Quando arriva un evento proveniente da tastiera o mouse, il
sistema invia le informazioni relative alle diverse applicazioni
seguendo l'ordine stabilito da questo parametro. Se due programmi
sono in grado di reagire alla stessa combinazione di tasti, solo
quello che ha la priorità più alta riceverà le informazioni
sull'evento. Di default la priorità è 0.

 CX_POPUP/K: accetta come argomento solo "Yes" o "No". Se si usa
"No", al momento del lancio non si aprirà l'interfaccia utente. Può
essere utile nella Startup-Sequence. Di default il valore è "Yes".

 CX_POPKEY/K: l'evento che deve attivare il programma. Tale evento
può essere indicato con una stringa che contiene indicazioni relative
al tasto e al suo qualificatore. Con "qualificatore" ci riferisce a
quei tasti che possono essere premuti in combinazione con altri.
L'evento non deve essere necessariamente una combinazione da tastiera,
ma può riguardare anche i pulsanti del mouse. Il nome del tasto o dei
@{"qualificatori" LINK "qualificatori"} può apparire indifferentemente
in maiuscolo o minuscolo e per molti tasti esistono dei sinonimi,
alcuni dei quali hanno fatto la loro comparsa a partire dalla versione
2.1 del Workbench. Se il tasto è composto da più parole, andrà
racchiuso tra virgolette doppie.

Esempi:

 comando CX_PRIORITY 1 CX_POPKEY="ralt lalt help"
 comando CX_POPUP no CX_POPKEY="ramiga del"
 comando CX_POPKEY="lbutton e"
 comando CX_POPKEY="control f1"

@endnode

@node "CON" "CON:"

Nome: CON:

Locazione: --

Template : --

CON: è il nome con cui da AmigaDOS si può creare una nuova console.
Con console si intende il programma (contenuto nelle ROM del sistema
operativo) che permette al sistema di interpretare i dati che
provengono dalla tastiera e di stampare l'output su una finestra a
video. Ad esempio, la Shell utilizza una console per "dialogare" con
l'utente. CON: viene equiparato dall'AmigaDOS agli altri device e
verso di esso si può reindirizzare l'input o l'output di un comando.
RAW (vedere) è una versione particolare di CON:. Mentre AUX (vedere)
è la versione di CON: che usa la porta seriale per l'input/output
invece della tastiera e dello schermo.

Quando si apre CON: si possono indicare alcuni parametri che
permettono di configurarlo con una sintassi che imita il path delle
directory: ogni argomento, pertanto, dovrà essere separato dal
successivo da una barra (/). Se in un parametro è compreso uno
spazio, l'intero nome va posto tra virgolette.

I primi cinque parametri sono fissi e la loro posizione non può essere
modificata. Nell'ordine sono la coordinata orizzonatale del punto in
alto a sinistra della finestra (x), la coordinata verticale del punto
in alto a sinistra della finestra (y), la larghezza della finestra in
pixel, l'altezza della finestra in pixel, il titolo da usare sulla
barra della finestra. Ecco un esempio che contiene solo i parametri
fissi:

 CON:x/y/larghezza/altezza/titolo

Tali parametri possono essere omessi, lasciando vuoto lo spazio fra
due barre successive:

 CON:////titolo

I valori di default sono nell'ordine: 0, 0, la larghezza dello
schermo e 100 pixel di altezza in uno schermo interlacciato. Si
possono specificare valori più ampi di quelli consentiti dallo
schermo, CON: si adeguerà automaticamente alle dimensioni dello
schermo.

Dopo il titolo possono apparire, sempre separate da barre, una o
più parole chiave:

 ALT: permette di indicare le dimensioni che assume la finestra
quando l'utente preme il gadget zoom. Le dimensioni si indicano di
seguito alla parola chiave ALT e separate da barre nel solito ordine:
x, y, larghezza, altezza. Ad esempio: ALT20/20/100/100. E'
documentato a partire dalla versione 2.1 del Workbench.

 AUTO: la finestra si apre solo quando un programma vi accede in
lettura o in scrittura. Se la finestra viene chiusa con Control-\\ o
con il gadget di chiusura, si riaprirà automaticamente quando un
programma vi scrive o vi legge.

 BACKDROP: la finestra si apre dietro tutte le altre e non può essere
portata in primo piano.

 CLOSE: la finestra deve avere il gadget di chiusura.

 INACTIVE: la finestra non deve diventare la finestra corrente quando
viene aperta (2.1).

 NOBORDER: la finestra non deve essere circoscritta da un bordo.

 NODEPTH: la finestra non deve avere il gadget di profondità (2.1).

 NODRAG: la finestra non deve avere la barra di trascinamento.

 NOSIZE: la finestra non deve avere il gadget di ridimensionamento in
basso a destra, il gadget di zoom e la barra laterale destra.

 SCREEN: seguito dal nome di uno schermo pubblico forza l'apertura su
un particolare schermo pubblico. Dal 2.1, se il nome è rappresentato
da un asterisco, la finestra si aprirà sullo schermo pubblico
antistante gli altri.

 SIMPLE: la finestra deve "ricordare" il proprio contenuto nel
momento in cui viene allargata con il gadget di ridimensionamento o lo
zoom (default).

 SMART: la finestra non deve "ricordare" il proprio contenuto nel
momento in cui viene allargata con il gadget di ridimensionamento o lo
zoom.

 WAIT: la finestra si deve chiudere solo quando vengono premuti o il
gadget di chiusura, se esiste, o la combinazione di tasti Control-/.

 WINDOW: seguito da un indirizzo esadecimale preceduto da 0x,
permette di usare una finestra preesistente di cui si conosca
l'indirizzo della struttura Window per I/O da console. L'opzione può
essere usata solo dai programmatori.

Esempi:

 NEWSHELL CON://600/200/prova/alt500//100/50
 NEWSHELL "CON:////prova 2"
 NEWSHELL CON:////prova/inactive
 NEWSHELL CON:/16//240//backdrop/noborder/nosize
 NEWSHELL CON:////prova/screen*/close
 NEWSHELL CON:////prova/wait/close/

@endnode

@node "ConClip" "ConClip"

Nome: ConClip

Locazione: C/

Template : CLIPUNIT=UNIT/N,OFF/S

ConClip è il programma che permette di usare la Clipboard di
sistema con la Shell. Viene lanciato automaticamente dalla
Startup-Sequence. Per copiare del testo nella clipboard si deve
evidenziare il testo in una Shell tenendo premuto il pulsante
sinistro del mouse mentre lo si trascina. Poi si dovra premere
la combinazione di tasti Amiga destro-C. Per incollare il testo
si deve premere Amiga destro-V. Tutti i programmi compatibili
con la Clipboard di sistema potranno utilizzare il contenuto
della Clipboard.

 CLIPUNIT=UNIT/N: numero della clipboard da usare (0-255), di default è
0. Il numero può essere cambiato in qualsiasi momento lanciando
ConClip. Tale opzione è riservata agli utenti esperti. Il sinonimo
CLIPUNIT è stato aggiunto dal 3.1.

 OFF/S: disabilita l'uso della clipboard di sistema. E' ancora
possibile incollare il contenuto della clipboard, ma non copiare
nuovo testo nella clipboard da una Shell.

Esempi:

 Conclip off
 Conclip 1

@endnode

@node "CONSOLE" "CONSOLE:"

Nome: CONSOLE:

Locazione: --

Template : --

Ha preso il posto dell'asterisco ("*") per indicare la console
corrente a partire dal 2.0. L'asterisco rimane implementato, ma il
suo uso è sconsigliato.


Esempio:


 COPY S:Startup-Sequence TO CONSOLE:
 COPY S:Startup-Sequence TO *

@endnode

@node "Copy" "Copy"

Nome: Copy

Locazione: C/

Template : FROM/M,TO/A,ALL/S,QUIET/S,BUF=BUFFER/K/N,
CLONE/S,DATES/S,NOPRO/S,COM/S,NOREQ/S

Si tratta di uno dei comandi più usati: permette la copia di
file o di intere directory. Accetta più nomi come file sorgente
e ognuno di essi può contenere delle wildcard. Il file prodotto
può avere o no avere gli stessi attributi (data, commento, ecc.)
del file originale a seconda dei parametri utilizzati: di
default vengono copiati solo i bit di protezione del file.

 FROM/M: uno o più nomi comprensivi o meno di path che indicano
i file da copiare. Se i nomi corrispondono a directory,
verranno copiati tutti i file contenuti in quella directory, ma
non nelle eventuali sottodirectory, a meno che non si specifichi
il parametro ALL. Si possono usare wildcard. Per indicare la
directory corrente si può usare una stringa vuota compresa tra
virgolette ("").

 TO/A: il nome del file destinazione. Se come sorgente sono
stati indicati più file o una directory, il nome deve riferirsi
a una directory. Se la directory non esiste, verrà creata
automaticamente. Per indicare la directory corrente si può
usare una stringa vuota compresa tra virgolette (""). Se il
file destinazione esiste già, verrà sovrascritto senza avvertire
in alcun modo l'utente.

 ALL/S: copia anche le sottodirectory comprese nella directory
sorgente.

 QUIET/S: non stampa a video informazioni sui file copiati.

 BUF=BUFFER/K/N: ampiezza del buffer da usare in scrittura per
la copia. L'unità rappresenta 512 byte. Se si pone buffer a 0,
verrà usata la quantità di memoria che serve esattamente a
contenere il file a patto che sia presente nel sistema. Secondo
la documentazione del 2.0, di default il buffer è di 200 unità,
pari a 100 Kb. Secondo la documentazione del 3.1 di default è
di 128 unità, pari a 64 Kb. Dalle nostre prove sembra che sotto
2.1, Copy si comporti come se BUF fosse impostato a 0.

 CLONE/S: copia tutti gli attributi del file sorgente nel file
destinazione.

 DATES/S: copia la data del file sorgente nel file
destinazione.

 NOPRO/S: non copia i bit di protezione del file sorgente nel
file destinazione: può essere usato anche in congiunzione con
CLONE.

 COM/S: copia il commento del file sorgente nel file
destinazione.

 NOREQ/S: evita di aprire un requester in caso di errore (per
esempio se il volume non esiste o se il disco è pieno). Può
essere utile negli script.

Esempi:

 COPY RAM:#? DF0:
 COPY RAM:#? DF0:prova
 COPY DF0:#? DF1:#? work:prova CLONE
 COPY DF0:p1 DF1:p2 ""

@endnode

@node "CPU" "CPU"

Nome: CPU

Locazione: C/

Template :

CACHE/S,BURST/S,NOCACHE/S,NOBURST/S,DATACACHE/S,DATABURST/S,NODATACACHE/S,
NODATABURST/S,INSTCACHE/S,INSTBURST/S,NOINSTCACHE/S,NOINSTBURST/S,
COPYBACK/S,NOCOPYBACK/S,EXTERNALCACHE/S,NOEXTERNALCACHE/S,FASTROM/S,
NOFASTROM/S,TRAP/S, NOTRAP/S,NOMMUTEST/S,CHECK/K

CPU consente di controllare alcuni parametri che definiscono il
comportamento dei processori Motorola 68020, 68030, 68040. Sono tutti
processori dotati di una cache che velocizza l'esecuzione dei
programmi (INSTCACHE); in più, 68030 e 68040 presentano una cache per
i dati (DATACACHE). L'accesso alla memoria può avvenire sul 3000 e su
molte schede acceleratrici in un modo, detto "burst", che accelera
notevolmente le operazioni di lettura e scrittura. Infine, sul 68040
è presente il modo COPYBACK che accelera le operazioni della CPU. CPU
permette anche di controllare la compatibilità della macchina con una
determinata CPU e di copiare le ROM in Fast RAM nei sistemi dotati di
MMU. Se non viene indicato alcun parametro, il comando visualizza il
tipo di processore e coprocessore montati sul sistema e la condizione
attuale delle cache.

 CACHE/S: attiva tutte le cache.

 BURST/S: attiva il modo burst.

 NOCACHE/S: disattiva tutte le cache.

 NOBURST/S: disattiva il modo burst.

 DATACACHE/S: attiva la cache dati.

 DATABURST/S: attiva il modo burst per i dati.

 NODATACACHE/S: disattiva la cache dati.

 NODATABURST/S: disattiva il modo burst per i dati.

 INSTCACHE/S: attiva la cache istruzioni.

 INSTBURST/S: attiva il modo burst per le istruzioni.

 NOINSTCACHE/S: disattiva la cache istruzioni.

 NOINSTBURST/S: disattiva il modo burst per le istruzioni.

 COPYBACK/S: attiva il modo copyback del 68040 (2.1).

 NOCOPYBACK/S: disattiva il modo copyback del 68040 (2.1).

 EXTERNALCACHE/S: attiva la cache esterna che non è presente
attualmente su nessun Amiga, ma potrà comparire su qualche scheda
acceleratrice (2.1).

 NOEXTERNALCACHE/S: disattiva la cache esterna (2.1).

 FASTROM/S: se esiste la MMU, copia le ROM in Fast RAM e forza il
sistema a usare la copia delle ROM invece dell'originale. Richiede
512 Kb di Fast RAM libera contigua.

 NOFASTROM/S: disabilita l'uso della Fast RAM per le ROM.

 TRAP/S: opzione per programmatori (2.1).

 NOTRAP/S: opzione per programmatori (2.1).

 NOMMUTEST/S: permette di mutare i parametri della MMU senza
controllare se la MMU è in uso. Per programmatori.

 CHECK/K: controlla se il sistema è compatibile con una determinata
versione della CPU, della FPU o se è dotato di MMU. Check va seguito
da uno di questi valori: 68010, 68020, 68030, 68040, 68881, 68882,
FPU, MMU. La documentazione ufficiale dice anche 68851, ma non ci
sembra funzioni. Se il sistema è dotato della caratteristica
richiesta o di una caratteristica superiore, CPU ritorna il livello di
errore 0, negli altri casi restituisce il livello di errore 5 (WARN).
Tale valore di ritorno può essere testato con il comando IF (vedere
esempio) in uno script.

Esempi:

 CPU
 CPU FASTROM
 CPU INSTCACHE INSTBURST

 CPU CHECK MMU
 IF WARN
 ECHO "Non esiste la MMU"
 ENDIF

@endnode

@node "CrossDOS" "CrossDOS"

Nome: CrossDOS

Locazione: Tools/Commodities/

Template : CX_PRIORITY/N/K,CX_POPKEY/K,CX_POPUP/K

Dal 2.1 è stato aggiunto al sistema operativo CrossDos, un programma
che permette di leggere floppy in formato MS-DOS con i normali drive
Amiga. La lettura avviene mendiante il file system contenuto nel file
L:CrossDOSFileSystem e le mountlist PC0 (vedere), PC1, ecc., contenute
nei file posti in SYS:Storage/DOSDrivers/. La Commodities (vedere)
CrossDOS permette controllare attivare o disattivare dei filtri per
convertire il set di caratteri dei testi in lettura o in scrittura. I
filtri sono contenuti in file separati (con estensione .crossdos)
posti nella directory L:FileSystem_Trans. E' possibile convertire il
set di caratteri in formato ASCII puro, in formato internazionale, in
formato danese e in formato Macintosh (quest'ultimo solo su 3.1).
Questa conversione è utile soprattutto per le lettere accentate. E'
possibile anche modificare la gestione degli a capo, sostituendo il
LineFeed (codice ASCII 10 decimale) con i caratteri
CarriageReturn+LineFeed (ASCII 13 e 10), e aggiungere un carattere di
fine file per l'MS-DOS. Se si lancia il programma da Shell, si può
interromperlo con Control-C o con il comando Break.

 CX_PRIORITY/N/K: priorità del programma rispetto alle altre
Commodities.

 CX_POPKEY/K: combinazione di tasti che attiva l'interfaccia
grafica del programma. Default: Control-Alt-C.

 CX_POPUP/K: "No" evita che il programma apra una finestra al
momento del lancio. Default: "Yes"

Esempio:

 CrossDOS CX_POPKEY "lalt c" CX_POPUP no

@endnode

@node "Datatypes" "Datatypes"

 Nome: Datatypes

 Locazione: Devs/DataTypes/ e Storage/Datatypes

 Template : --

Il sistema dei Datatypes è stato introdotto dal 3.0. Esso permette ai
programmi compatibili di leggere file di dati in diversi formati senza
conoscerne le specifiche. Tale sistema consente all'utente di
aumentare le potenzialità di un programma compatibile, aggiungendo
nuovi DataTypes. Un esempio di programma di questo tipo è MultiView.
I descrittori di DataTypes dotati di icona contenuti nella directory
DEVS:DataTypes vengono aggiunti al sistema dalla Startup-Sequence
mediante il comando AddDataTypes, quelli inattivi si trovano in
Storage/DataTypes. Si può sempre attivare un DataTypes inattivo da
Shell mediante AddDataTypes, Da Workbench mediante la rispettiva
icona. Nella directory Classes/DataTypes si trovano i file di
supporto per i singoli DataTypes. Tutto il sistema è gestito
attraverso la datatypes.library contenuta in LIBS:.

I DataTypes forniti con il 3.0 sono:

  8SVX        per leggere campioni sonori in formato IFF 8SVX
  AmigaGuide  per leggere ipertesti in formato AmigaGuide
  FTXT        per leggere testi in formato IFF FTXT
  ILBM        per leggere immagini in formato IFF ILBM

Dal 3.1 vengono forniti anche:

  CDXL        per leggere le animazioni con audio nel formato creato da
              Commodore per il CDTV e presente anche sul CD32
  ANIM        per leggere animazioni in formato IFF ANIM

Molti altri Datatypes si trovano nel mondo PD.

@endnode

@node "Date" "Date"

Nome: Date

Locazione: C/

Template : DAY,DATE,TIME,TO=VER/K

Date permette di visualizzare o modificare la data e l'ora del
sistema. Data e ora verranno "dimenticati" quando si spegnerà
la macchina. Se è presente un orologio con batteria tampone, si
può rendere la data definitiva usando il comando SETCLOCK SAVE
(vedere). Dal 2.1 la data viene localizzata e quindi i nomi dei
giorni appariranno in inglese o in italiano (o in altre lingue) a
seconda della localizzazione. La data si può cambiare inserendo
una data completa oppure il nome di un giorno (mercoledì, domani,
ieri).

 DAY: nome del giorno. Può essere del tipo: lunedì,
martedì..., oppure: ieri, domani. Il nome del giorno sotto 2.0
deve essere in inglese, dal 2.1 dipende dalla localizzazione
prescelta.

 DATE: data completa nel formato gg-mmm-aa. Dal 2.1
l'abbreviazione del mese dipende dalla localizzazione.

 TIME: ora nel formato hh:mm:ss, i secondi possono essere
omessi.

 TO=VER/K: redirige l'output verso un file. Se il file
preesiste, verrà sovrascritto.

Esempi:

 DATE ieri
 DATE
 DATE domani
 DATE 21-Gen-95
 DATE 17:00
 DATE TO ENV:dd
 ECHO $dd
 DATE $dd

@endnode

@node "DblNTSC" "DblNTSC"

Nome: DblNTSC

Locazione: Devs/Monitors/

Template : --

Vedere Monitors

@endnode

@node "DblPAL" "DblPAL"

Nome: DblPAL

Locazione: Devs/Monitors/

Template : --

Vedere Monitors

@endnode

@node "Delete" "Delete"

Nome: Delete

Locazione: C/

Template : FILE/M/A,ALL/S,QUIET/S,FORCE/S

Delete permette di cancellare file e directory. Se la directory
contiene dei file, per cancellarla assieme a tutto il suo
contenuto è richiesto il parametro ALL. Se il file è protetto
(vedere PROTECT) dalla cancellazione si può forzare la
cancellazione mediante il parametro FORCE. Se un file non può
essere cancellato per qualsiasi motivo, Delete interrompe
l'esecuzione e non cancella i restanti file. Si può interrompre
Delete mediante la combinazione di tasti Control-C.

 FILE/M/A: uno o più nomi di file e directory da cancellare.
E' possibile usare wildcard, anche se è pericoloso a meno che
non si sia certi dell'effetto.

 ALL/S: cancella le directory anche se contengono dei file o
delle sottodirectory.

 QUIET/S: non stampa a video i nomi dei file cancellati.

 FORCE/S: forza la cancellazione dei file protetti contro la
cancellazione.

Esempi:

 DELETE RAM:T ALL
 DELETE prova.1 prova.2 prova.3 FORCE
 DELETE prova.#?

@endnode

@node "DEVS" "DEVS:"

Nome: DEVS:

Locazione: Devs/

Template : --

DEVS: è una directory logica creata automaticamente dal sistema
operativo al momento del boot. In questa directory trovano posto file
di vario tipo che servono a gestire dispositivi hardware o device
software. La struttura di questa directory è cambiata radicalmente a
partire dal 2.1, arricchendosi di sottodirectory utilizzabili anche da
Workbench. Si tratta di Monitors, che contiene i driver per i
monitor, Printers, che contiene i driver per le stampanti, Keymaps,
che contiene le mappe per i vari modelli di tastiera, DOSDrivers, che
contiene le Mountlist per i vari device AmigaDOS. Dal 3.0 DEVS:
contiene anche la directory Datatypes destinata a contenere le icone
che definiscono i Datatypes attivi nel sistema.

Esiste un'altra directory, chiamata Storage, che ha la medesima
struttura di DEVS: e che serve a contenere i driver che non vengono
utilizzati. Infatti i monitor presenti in DEVS:Monitors, i Datatypes
presenti in DEVS:Datatypes e i device presenti in DEVS:DOSDrivers, a
differenza di quelli posti in Storage, vengono attivati
automaticamente dal sistema al momento del boot.

Il cambiamento più importante riguarda la Mountlist, che contiene
indicazioni sui vari device del DOS (come RAD:, PC0:, PIPE: e così
via). Fino al 2.0 i dati relativi ai vari device erano contenuti in
un unico file ASCII posto in DEVS: e chiamato Mountlist. Dal 2.1
Mountlist è scomparso e al suo posto sono apparsi vari file, sempre
ASCII, posti in DEVS:DOSDrivers e in Storage/DOSDrivers, dotati di
icona e manovrabili quindi anche da Workbench. Per ulteriori
particolari sulla Mountlist si veda il comando MOUNT.

@endnode

@node "DF0" "DF0:"

Nome: DF0:

Locazione: --

Template : --

DF0:, DF1:, DF2:, DF3: sono i nomi di device usati dal sistema per
indicare i floppy drive interni ed esterni (fino a un massimo di 4
drive). Il drive interno è DF0:, quelli esterni possono cominciare da
DF1: o da DF2: a seconda della macchina. I device DFx: leggono
solo i dischi in formato AmigaDOS. Per leggere i dischi in formato
MS-DOS occorre usare, dal 2.1, i device PCx:. I dischi AmigaDOS
possono essere in formato OldFileSystem, FastFileSystem (solo 2.0 e
successivi), DirectoryChaching (solo 3.0 e successivi). I programmi
che gestiscono i drive sono in ROM: si tratta del trackdisk.device e
del FileSystem. Del FastFileSystem sono state anche forniti nuove
versioni su file (L:FastFileSystem). Il FileSystem è utilizzato sia
per i floppy che per gli hard disk.

Esempi:

 LIST DF0:
 COPY DF0:#? DF2:#? ALL

@endnode

@node "Dir" "Dir"

Nome: Dir

Locazione: C/

Template : DIR,OPT/K,ALL/S,DIRS/S,FILES/S,INTER/S

Dir visualizza il contenuto di una directory. Prima appaiono i nomi
di directory, poi i nomi di file in ordine alfabetico e su due
colonne. Può essere usato per operare interattivamente sui singoli
file contenuti in una directory.

 DIR: nome della directory da esaminare. Se viene omesso, DIR
visualizzerà il contenuto della directory corrente. Accetta wildcard.

 OPT/K: OPT A corrisponde a ALL.
    OPT D corrisponde a DIRS.
    OPT F corrisponde a FILE.
    OPT I corrisponde a INTER.

 ALL/S: visualizza anche il contenuto delle sottodirectory che,
a video, appare rientrato.

 DIRS/S: visualizza solo i nomi di directory.

 FILES/S: visualizza solo i nomi di file.

 INTER/S: attiva il modo interattivo. In questo modo Dir si ferma
dopo aver stampato il nome di ogni file o directory seguito da un
punto interrogativo. Poi il programma si pone in attesa di comandi da
parte dell'utente, il quale potrà usare il tasto Return per procedere
fino al file successivo, oppure uno dei comandi presenti nel template
che si può visualizzare digitando, come al solito, un punto di domanda
seguito da Return:

 E=ENTER/S,B=BACK/S,DEL=DELETE/S,Q=QUIT/S,C=COM/S,COMMAND

 oppure:

 T=TYPE/S,B=BACK/S,DEL=DELETE/S,Q=QUIT/S,C=COM/S,COMMAND

 Il primo template è disponibile con le directory, il secondo con i
file. Tutti i parametri sono mutualmente esclusivi.

 E=ENTER/S: Esamina il contenuto della sottodirectory (è inutile se è
stata usata l'opzione ALL). E' presente solo con le directory.

 T=TYPE/S: Stampa il contenuto del file, un po' come il comando Type.
Può essere interrotto mediante la combinazione di tasti Control-C. E'
presente solo con i file.

 B=BACK/S: Interrompe l'esame della directory corrente e procede
nell'esame della directory superiore. Se la directory corrente è
quella più alta, interrompe l'esecuzione di DIR.

 DEL=DELETE/S: Cancella un file o una directory vuota.

 Q=QUIT/S: Termina l'esecuzione.

 C=COM/S: permette di eseguire una qualsiasi linea di comando
AmigaDOS. DIR visualizzerà su una nuova linea la stringa "Command ?"
e a questo punto si potrà inserire un comando AmigaDOS che verrà
eseguito immediatamente. La linea di comando può anche essere
inserita tra virgolette, se necessario, subito dopo il parametro C o
COM. Si tenga presente che la directory corrente resta quella della
Shell da cui è stato lanciato DIR.

Esempi:

 DIR
 DIR SYS:#?.info
 DIR SYS: ALL
 DIR SYS: ALL DIRS
 DIR RAM: INTER

@endnode

@node "DiskChange" "DiskChange"

Nome: DiskChange

Locazione: C/

Template : DEVICE/A

Alcuni dispositivi fisici che utilizzano dischi removibili non sono in
grado di avvertire il sistema operativo che l'utente ha cambiato il
disco in essi contenuto. In tal caso sta all'utente segnalare
all'AmigaDOS che il cambio è avvenuto, mediante il comando DiskChange.

 DEVICE/A: nome del device da cui è stato rimosso il
disco o in cui è stato inserito un nuovo disco.

Esempi:

 DiskChange SQ1:

@endnode

@node "DiskCopy" "DiskCopy"

Nome: DiskCopy

Locazione: System/

Template : FROM/A,TO/A,NAME/K,NOVERIFY/S,MULTI/S:

DiskCopy permette di duplicare dischi AmigaDOS. Il device sorgente e
quello destinazione devono essere simili. Per esempio si può copiare
il contenuto del disco presente in DF0: in DF1:, o in una RAD
(vedere) che abbia la stessa geometria di un floppy disk. Non si può
copiare invece DF0: su un hard disk o in RAM:. DiskCopy può
verificare o meno il contenuto del disco destinazione durante la
copia, copiare un disco anche con un solo drive o tenere una copia del
disco sorgente in memoria per effettuare copie multiple con un solo
drive. I dischi sorgente e destinazione saranno perfettamente
identici tranne per quanto riguarda la data di creazione del disco.

 FROM/A: nome del device sorgente.

 TO/A: nome del device destinazione. Può essere identico al device
sorgente, in tal caso il programma copia il disco in memoria prima di
riversarlo sul disco destinazione. Se la memoria non è sufficiente
per contenere tutto il disco, DiskCopy effettuerà l'operazione in più
fasi chiedendo ogni volta di inserire il disco opportuno.

 NAME/K: nome che deve assumere il disco di copia. Di default è lo
stesso del disco sorgente.

 NOVERIFY/S: disabilita la verifica del disco destinazione:
velocizza alquanto le operazioni, ma il programma non rileva più
eventuali errori in scrittura presenti sul disco destinazione.

 MULTI/S: se si attiva questo flag, DiskCopy mantiene i dati da
copiare in memoria per riprodurli in sequenza su più dischi.
L'operazione può essere interrotta con Control-C.

Esempi:

 DiskCopy DF0: DF1:
 DiskCopy DF0: DF1: NOVERIFY
 DiskCopy DF0: DF0:
 DiskCopy DF0: DF1: MULTI
 DiskCopy DF0: DF1: NAME "Disco di Copia"

@endnode

@node "DiskDoctor" "DiskDoctor"

Nome: DiskDoctor

Locazione: C/

Template : DEVICE/A

DiskDoctor tenta di riparare un device corrotto riscrivendone le parti
danneggiate. Dalla versione 2.1 del sistema operativo il programma è
scomparso, lasciando il posto a utility Public Domain e Shareware più
efficaci. A differenza di questi programmi, comunque, DiskDoctor non
tenta di copiare il salvabile su un altro disco, ma tenta di
correggere "in loco" gli errori, cosa che, sia in caso di successo che
di insuccesso, può produrre perdite di dati rilevanti. Prima di usare
DiskDosctor è preferibile copiare i file copiabili su un altro disco.
Dopo che DiskDosctor ha terminato di operare, occorre copiare i file
rimasti su un altro disco e riformattare il disco guasto (o meglio
gettarlo, se si tratta di un floppy).

Esempio:

 DiskDoctor DF0:

@endnode

@node "DPat" "DPat"

Nome: DPat

Locazione: S/

Template : COM/A,PAT/A,DIR/A,OPT1,OPT2,OPT3,OPT4

DPat è uno script AmigaDOS che può essere chiamato con il comando
Execute oppure eseguito direttamente da Shell se sono attivi i bit di
protezione "s" ed "e".

Lo script permette di usare wildcard con i comandi che richiedono
espressamente il nome di un file sorgente e il nome di un file
destinazione. Dal 2.0 è abbastanza inutile con i comandi AmigaDOS, ma
può essere usato con comandi Public Domain o commerciali.

Lo script crea un altro script in T: che poi esegue mediante Execute.
Questo script conterrà una serie di linee di comando con la forma:

 COM file DIR/file OPT1 OPT2 OPT3 OPT4

DPAT ricava i vari nomi "file" svolgendo la wildcard indicata in PAT.

 COM/A: nome del comando Shell da eseguire.

 PAT/A: wildcard con eventuale path dei file sorgente.

 DIR/A: directory destinazione dei file.

 OPT1,OPT2,OPT3,OPT4: eventuali opzioni per il comando da eseguire.

Esempi:

 DPAT Rename RAM:K/#? RAM:R

@endnode

@node "Display" "Display"

Nome: Display

Locazione: C/

Template : FILENAME/A/M,FROM/K,OPT/K

Display è presente nelle versioni 2.0 e 2.1 del sistema operativo.
Nel 3.0 e 3.1 il suo posto è stato preso da MultiView. Il comando
permette di visualizzare uno o più file IFF ILBM in sequenza.

Per i parametri non adotta il template standard AmigaDOS e quello
indicato è solo ricostruito.

 FILENAME/A/M: uno o più nomi di file che dovranno essere
visualizzati nell'ordine indicato. Per passare da un'immagine alla
successiva si può premere la barra spaziatrice, Control-C o usare il
comando BREAK C. Nella versione per 2.1 se il nome è -c0 o -c1...,
verrà visualizzata l'immagine presente nella Clipboard di sistema.

 FROM/K: nome di un file di testo che contiene l'elenco dei file da
visualizzare. A ogni riga del testo deve corrispondere il nome di un
file.

 OPT/K: accetta una o più lettere che modificano il comportamento di
display:

 a: attiva lo scroll in tempo reale delle immagini più grandi dello
schermo mediante mouse.

 b: apre lo schermo con l'immagine sullo sfondo. Può essere utile in
combinazione con la lettera "p" (vedere sotto).

 e: tratta le immagini a 6 bitplane come immagini Extra-Half-Brite.
Di default vengono visualizzate come immagini HAM. Se l'immagine è
EHB e non contiene informazioni sul suo formato (poste normalmente
nella sezione CAMG dei file IFF), attivando questa opzione si potranno
visualizzare nel modo corretto.

 l: se le immagini sono più di una, verranno visualizzate
ciclicamente. Il ciclo può essere interrotto con Control-D o con il
comando BREAK D.

 m: permette di controllare la sequenza mediante mouse: il tasto
sinistro permette di avanzare nella lista delle immagini, quello
destro di retrocedere.

 n: disabilita la trasparenza dei margini per il genlock.

 p: stampa tutte le immagini visualizzate. Lo stesso effetto per una
singola immagine si ottiene con la combinazione di tasti Control-P.

 t=$: $ è un numero che indica per quanti secondi debba essere
visualizzata ogni immagine.

 v: visualizza l'immagine partendo dall'estremità in alto a sinistra
dello schermo, senza centrarla.

Esempi:

 Display imm.1
 Display imm.1 imm.2 OPT a l m
 Display imm.1 imm.2 OPT l t=5

@endnode

@node "Echo" "Echo"

Nome: Echo

Locazione: Interno

Template : /M,NOLINE/S,FIRST/K/N,LEN/K/N,TO/K

Il comando ECHO serve a scrivere linee di testo sulla console corrente
ed è utile soprattuto negli script. La stringa da scrivere può essere
compresa tra virgolette, ma non è necessario farlo nemmeno se contiene
degli spazi. Di default, ECHO stampa un codice di a capo alla fine
della stringa.

 /M: la stringa da stampare a video; se viene posta tra virgolette
può contenere codici speciali come quelli introdotti da "*" (vedere
asterisco).

 NOLINE/S: evita di stampare l'a capo a fine linea.

 FIRST/K/N: stampa la stringa a partire dal carattere indicato. Il
valore 1 indica il primo carattere, come pure il valore 0. Se il
valore indicato è superiore alla lunghezza della stringa verrà
stampato l'ultimo carattere.

 LEN/K/N: il numero di caratteri da stampare: verranno conteggiati a
partire dal primo quando viene utilizzato il parametro FIRST, a
partire dall'ultimo in caso contrario.

 TO/K: il file verso cui inviare l'output; se non viene indicato,
verrà usata la console corrente.

Esempi:

 ECHO Amiga Magazine 
 ECHO "Amiga*nMagazine"
 ECHO "Amiga Magazine" LEN 8
 ECHO "Amiga Magazine" FIRST 1 LEN 8
 ECHO "Amiga Magazine" FIRST 100

@endnode

@node "Ed" "Ed"

Nome: Ed

Locazione: C/

Template : FROM/A,SIZE/N,WITH/K,WINDOW/K,TABS/N,WIDTH=COLS/N,HEIGHT=ROWS/N

ED è uno dei text editor di AmigaDOS. Permette di creare o modificare
un file ASCII utilizzando tastiera e mouse. Al lancio carica il file
S:Ed-startup che permette di configurarlo. Il file di configurazione
standard fornito con AmigaDOS limita fortemente ED, per cui è meglio
cancellare o fare un RENAME di S:Ed-startup.

 FROM/A: nome del file ASCII da caricare. Se non esiste, verrà
creato.

 SIZE/N: di default ED può caricare file lunghi al massimo 40.000
byte (stando al manuale), con SIZE si può forzare il caricamento di
file più grandi, indicando un valore che esprime la lunghezza massima
caricabile in byte.

 WITH/K: un file di configurazione o un file di comandi da eseguire
al lancio di ED.

 WINDOW/K: la console da usare per l'editing, nella forma
RAW:x/y/larghezza/altezza/titolo/... (si veda CON:). Si può usare
anche il carattere "*" che indica la console corrente.

 TABS/N: il numero di spazi che deve essere attribuito a un codice di
tabulazione. Di default è 3.

 WIDTH=COLS/N: numero di colonne da visualizzare.

 HEIGHT=ROWS/N: numero di righe da visualizzare.

Esempio:

 ED T:prova COLS 40 ROWS 10

@endnode

@node "Edit" "Edit"

Nome: Edit

Locazione: C/

Template : FROM/A,TO,WITH/K,VER/K,OPT/K,WIDTH/N,PREVIOUS/N

EDIT è un editor di linea che permette di modificare un file di testo
leggendolo una linea alla volta. E' destinato agli utenti avanzati ed
è di solito utilizzato con macro per compiere operazioni ripetitive
sui testi.

 FROM/A: nome del file di testo da leggere.

 TO: nome del file da creare. Se viene omesso, verrà sovrascritto il file
originario.

 WITH/K: l'eventuale file che contiene i comandi da eseguire. Se
viene omesso, EDIT leggerà i comandi dalla console corrente.

 VER/K: l'eventuale file verso cui inviare i messaggi di errore di
EDIT.

 OPT/K: accetta due parametri:
    W che corrisponde a WIDTH
    P che corrisponde a PREVIOUS

 WIDTH/N: numero di colonne per linea, se il file di testo contiene
linee più lunghe, queste verranno troncate. Di default è 120.

 PREVIOUS/N: numero di linee da tenere contemporaneamente in memoria.
Di default è 40.

Esempi:

 EDIT FROM ram:in TO t:out WIDTH 200

@endnode

@node "Else" "Else"

Nome: Else

Locazione: Interno

Template : --

Va usato negli script in congiunzione con IF. Serve a creare una
diramazione alternativa a quella generata dal comando IF (vedere).
Verrà eseguita solo se la condizione impostata con IF non viene
soddisfatta. La diramazione dello script generata da ELSE comprende
tutte le linee di comando che seguono ELSE fino alla prima linea che
comprende ENDIF.

Script d'esempio:

 IF EXISTS K:
  ECHO "Esiste K:"
  DIR K:
 ELSE
  ECHO "Non esiste K:"
  ECHO "Non posso eseguire DIR K:"
 ENDIF

@endnode

@node "EndCLI" "EndCLI"

Nome: EndCLI

Locazione: Interno

Template : --

Chiude la Shell corrente. Corrisponde alla pressione della
combinazioni di tasti Control-\\ o all'uso del gadget di chiusura
della finestra. Se dalla Shell corrente è stato lanciato un programma
in background, ad esempio mediante RUN (vedere), e il programma non ha
ancora concluso il proprio lavoro, la finestra rimarrà a aperta fino a
quando il programma non verrà chiuso: la Shell comunque non accetterà
più alcun comando. E' identico a ENDSHELL.

Esempio:

 ENDCLI

@endnode

@node "EndIf" "EndIf"

Nome: EndIf

Locazione: Interno

Template : --

Può essere usato solo all'interno di uno script per concludere una
diramazione aperta con IF (vedere). Se la condizione posta da IF non
viene soddisfatta, l'esecuzione salta alla prima linea di comando
posta dopo il corrispondente ENDIF. Si noti che a ogni IF deve
corrispondere un ENDIF.

Script d'esempio:

 IF EXISTS T:
  ECHO "Esiste T:"
  IF EXISTS L:
   ECHO "Esiste anche L:"
  ENDIF
 ENDIF

@endnode

@node "EndShell" "EndShell"

Nome: EndShell

Locazione: Interno

Template : --

E' identico a ENDCLI (vedere).

Esempio:

 ENDSHELL

@endnode

@node "EndSkip" "EndSkip"

Nome: EndSkip

Locazione: Interno

Template : --

Va usato all'interno di uno script in congiunzione con SKIP (vedere).
Indica il punto dello script cui deve saltare l'esecuzione quando
viene incontrato il comando SKIP. Se viene usata l'opzione BACK di
SKIP, l'esecuzione passerà al primo comando ENDSKIP che si incontra
nello script, altrimenti al primo comando ENDSKIP che segue SKIP.
Quando ENDSKIP viene eseguito in dipendenza del comando SKIP, imposta
il livello di errore 5 (WARN, vedere IF). Può essere utile per sapere
se la sezione di codice conclusa o introdotta da ENDSKIP è stata
eseguita mediante SKIP.

Esempio 1:

 SKIP
 ECHO "Non eseguirmi"

 ENDSKIP
 ECHO "Salto"

Esempio 2:

 ENDSKIP
 IF WARN
  ECHO "Con salto"
  QUIT
 ELSE
  ECHO "Senza salto"
 ENDIF
 SKIP BACK

@endnode

@node "ENV" "ENV:"

Nome: ENV:

Locazione: RAM:ENV

Template : --

ENV: è una directory logica che viene creata dal file
S:Startup-Sequence. Serve a contenere file di configurazione o di
preferenza provvisori. Al momento dell'avvio del sistema vi vengono
copiati tutti i file contenuti in ENVARC : (vedere). ENV: viene
utilizzato per salvare configurazioni o preferenze di natura
provvisoria, che verranno cancellate a ogni reset del sistema. Per
esempio, ENV: viene usato da tutti i programmi Preferences quando si
preme il gadget "Use" o "Usa".

La directory ENV: viene anche utilizzata per tenervi dei file ASCII
che corrispondono alle variabili globali AmigaDOS, quelle create con
SETENV (vedere), cancellate con UNSETENV (vedere) e leggibili con
GETENV (vedere) o anteponendo a esse il carattere speciale "$" (vedere
dollaro). La Startup-Sequence standard crea di default due variabili
globali: Kickstart e Workbench che contengono rispettivamente il
numero di versione del Kickstart e quello del Workbench in uso sul
sistema; il loro valore corrisponde al contenuto del file
ENV:Kickstart ed ENV:Workbench.

 Esempi:

 Type ENV:Kickstart
 Type ENV:Workbench
 ECHO >ENV:prova "sono una variabile"
 ECHO $prova
 GETENV PROVA
 SETENV PROVA ""

@endnode

@node "ENVARC" "ENVARC:"

Nome: ENVARC:

Locazione: Prefs/env-archive/

Template : --

ENVARC: è una directory logica che viene creata automaticamente dal
sistema operativo a ogni reset. Serve a contenere file di
configurazione o di preferenza che devono sopravvivere al reset o allo
spegnimento della macchina. A ogni reset, la Startup-Sequence copia
tutto il contenuto di ENVARC: in ENV: (vedere ENVARC ed ENV).

@endnode

@node "Euro36" "Euro36"

Nome: Euro36

Locazione: Storage/Monitors/

Template : --

Vedere Monitors

@endnode

@node "Euro72" "Euro72"

Nome: Euro72

Locazione: Storage/Monitors/

Template : --

Vedere Monitors

@endnode

@node "Eval" "Eval"

Nome: Eval

Locazione: C/

Template : VALUE1/A,OP,VALUE2/M,TO/K,LFORMAT/K

EVAL permette di eseguire calcoli interi a 32 bit e di stampare a
video il risultato. Si possono inserire più operandi o più operatori,
separati o meno da spazi. E' anche possibile usare parentesi
annidate. I valori numerici in ingresso devono essere, di default, in
formato decimale. Possono essere in formato ottale o esadecimale se
vengono preceduti da uno dei seguenti codici:

 0x o #x  un numero esadecimale
 0 o #    un numero ottale

Si può anche richiedere la conversione di un singolo carattere nel
corrispondente valore ASCII facendo precedere il carattere
dall'apostrofo (').

Gli operatori binari (che richiedono due operandi) di tipo aritmetico sono:

 +               addizione
 -               sottrazione
 *               moltiplicazione
 /               divisione
 mod, M, m, %    modulo

Gli operatori binari che operano sui bit possono essere:

 rsh, R, r       shift a destra
 lsh, L, l       shift a sinistra
 &               AND
 |               OR
 xor, X, x       XOR
 eqv, E, e       NOT XOR

Sono ammessi anche i seguenti operatori unari (che operano su un solo
operando):

 -              negazione
 ~              NOT binario

L'output è un valore decimale che esprime il risultato delle
operazioni. Può essere modificato, se si usa LFORMAT seguito da una
stringa posta tra virgolette. All'interno di questa stringa il
risultato apparirà al posto di uno dei seguenti codici:

 %N    in formato decimale
 %X    in formato esadecimale
 %O    in formato ottale
 %C    un singolo carattere ASCII

%X e %O possono essere seguiti da un numero che esprime il numero di cifre
del numero esadecimale o ottale.

Al posto dei valori numerici si possono usare delle variabili AmigaDOS
create con SET ed è possibile usare EVAL per creare dei loop a
contatore negli script, usandolo in combinazione con le variabili e
gli accenti gravi (si veda l'ultimo esempio).

 VALUE1/A: il primo valore numerico.

 OP: l'operatore

 VALUE2/M: gli altri valori numerici e gli altri operatori. Possono
essere omessi.

 TO/K: il file verso cui inviare l'output.

 LFORMAT/K: richiede come parametro una stringa posta tra virgolette che
esprime il formato che deve assumere il risultato.

Esempi:

 EVAL 'A
 EVAL ~0xff
 EVAL 0x10 + 010 - 'A
 EVAL 'A+32 LFORMAT "%C*n"
 EVAL (100*(28+36)/64+5)*10

Script d'esempio:

 SET cont 5
 LAB LOOP
 IF VAL $cont EQ 0
 QUIT
 ENDIF
 SET cont `EVAL $cont-1`
 ECHO $cont
 SKIP LOOP BACK

@endnode

@node "Exchange" "Exchange"

Nome: Exchange

Locazione: Tools/Commodities/

Template : CX_PRIORITY/N/K,CX_POPKEY/K,CX_POPUP/K

Exchange è una Commodities (vedere) che permette di controllare con la
propria interfaccia grafica il funzionamento delle altre Commodities
presenti nel sistema. Se viene lanciato da Shell, può essere
interrotto mediante Control-C o un comando BREAK.

 CX_PRIORITY/N/K: La priorità di questa Commodities rispetto alle altre.

 CX_POPKEY/K: La combinazione di tasti da usare per attivare
l'interfaccia grafica di Exchange. Di default è Control-Alt-Help".

 CX_POPUP/K: "NO" inibisce l'apertura dell'interfaccia grafica al lancio
del programma. Di default è "YES".

Esempio:

 EXCHANGE CX_POPUP NO

@endnode

@node "Execute" "Execute"

Nome: Execute

Locazione: C/

Template : FILE/A

Esegue i comandi contenuti in uno script AmigaDOS. Uno script è un
testo ASCII in cui ogni riga rappresenta una linea di comando. In uno
script possono apparire comandi che non possono essere eseguiti da
Shell: in particolare i comandi punto sono stati elencati nella
sezione sui caratteri speciali AmigaDOS. Se lo script accetta dei
parametri, questi possono essere aggiunti dopo il nome del file
separati da spazi ed eventualmente tra virgolette. Uno script
AmigaDOS può essere eseguito senza chiamare esplicitamente Execute, se
si trova in una delle directory del PATH (vedere) della Shell e se i
bit di protezione "s" ed "e" del file sono impostati (vedere PROTECT).
L'esecuzione di uno script AmigaDOS può essere interrotta mediante la
combinazione di tasti Control-D. Lo script lanciato da Execute
condivide l'ambiente della Shell corrente (variabili locali, path,
directory corrente, alias, livello di FAILAT). A meno che non si
redirezionino input e output, lo script usa anche la console corrente
per l'input e l'output. Per lanciare uno script in background si può
lanciare EXECUTE con RUN.

Esempi:

 EXECUTE S:PCD T:
 PCD
 
@endnode

@node "Failat" "Failat"

Nome: Failat

Locazione: Interno

Template : RCLIM/N

FAILAT permette di modificare il livello di errore che causa
l'interruzione dell'esecuzione di uno script AmigaDOS o di una
sequenza non interattiva di comandi creata con RUN (vedere).
Normalmente un programma restituisce i valori compresi tra 0 e 4 per
indicare successo, i valori compresi tra 5 e 9 (WARN) per un semplice
avvertimento, i valori compresi tra 10 e 19 (ERROR) per indicare un
errore e il valore 20 o superiore (FAIL) per indicare un fallimento
completo dell'esecuzione. Uno script normalmente si interrompe quando
il livello di errore è pari o superiore a 10, ma tale limite può
essere alzato o abbassato mediante FAILAT. Il livello di errore
restituito dall'ultimo comando AmigaDOS eseguito può essere
controllato con IF (vedere) e si trova anche nella variabile locale
RC. Al termine dell'esecuzione di uno script, il livello di errore
della Shell viene automaticamente reimpostato a 10.

 RCLIM/N: richiede un valore decimale intero che indica il massimo
livello di errore consentito nella parte successiva dello script. Se
tale parametro non viene indicato, FAILAT stampa il valore del massimo
livello di errore corrente.

Esempi:

 FAILAT 25
 FAILAT 10

@endnode

@node "Fault" "Fault"

Nome: Fault

Locazione: Interno

Template : /N/M

Visualizza il messaggio associato a un codice di errore AmigaDOS. Il
codice di errore restituito dall'ultimo programma eseguito è contenuto
nella variabile locale Result2 (vedere Get e Set). Il messaggio è
localizzato a partire dalla versione 2.1 del sistema operativo.

 /N/M: uno o più valori numerici che rappresentano errori AmigaDOS.

Esempi:

 FAULT 103
 DIR t://
 FAULT $Result2

@endnode

@node "Filenote" "Filenote"

Nome: Filenote

Locazione: C/

Template : FILE/A,COMMENT,ALL/S,QUIET/S

FILENOTE permette di aggiungere un commento a file o directory. Il
commento può poi essere visualizzato con il comando LIST.

 FILE/A: Nome del file. Può contenere wildcard.

 COMMENT: Commento da aggiungere. Se contiene spazi va inserito tra
virgolette. Il massimo consentito è di 79 caratteri. Per inserire
una virgoletta nel commento occorre farla precedere dal carattere "*".
Se viene omesso, verrà cancellato il commento preesistente.

 ALL/S: Modifica anche i file contenuti nelle subdirectory.

 QUIET/S: Non stampa a video alcun messaggio.

Esempi:

 FILENOTE RAM:T prova
 LIST RAM:T#?
 FILENOTE RAM:T "*"Commento*""
 LIST RAM:T#?
 FILENOTE RAM:T
 LIST RAM:T#?

@endnode

@node "FixFonts" "FixFonts"

Nome: FixFonts

Locazione: System/

Template : --

Questo comando andrebbe usato tutte le volte che si modifica un font
posto nella directory FONT:. Compie alcune operazioni sui file
contenuti in FONTS: che aumentano la velocità del sistema.

Esempio:

 FIXFONTS

@endnode

@node "FKey" "FKey"

Nome: FKey

Locazione: Tools/Commodities/

Template : CX_PRIORITY/N/K,CX_POPKEY/K,CX_POPUP/K

FKEY è una Commodities (vedere) che permette di associare a qualsiasi
combinazione di tasti eventi relativi a schermi e finestre o stringhe
di testi. Ha fatto la sua apparizione a partire dalla versione 2.1
del sistema operativo, sostituendo IHelp presente nel 2.0.

 CX_PRIORITY/N/K: La priorità di questa Commodities rispetto alle
altre.

 CX_POPKEY/K: La combinazione di tasti da usare per attivare
l'interfaccia grafica di FKey. Di default è Control-Alt-F.

 CX_POPUP/K: "NO" inibisce l'apertura dell'interfaccia grafica al
lancio del programma. Di default è "YES".

Esempio:

 FKey CX_POPKEY "ralt f"

@endnode

@node "FONTS" "FONTS:"

Nome: FONTS:

Locazione: Fonts/

Template : --

FONTS: è la directory che contiene i font accessibili a tutti i
programmi Amiga. Di default viene assegnata dal sistema alla
directory Fonts del disco di boot, se esiste. FONTS: può essere
assegnata a un'altra directory mediante ASSIGN (vedere).

Esempio:

 ASSIGN FONTS: WORK:FONTS ADD

@endnode

@node "Font" "Font"

Nome: Font

Locazione: Prefs/

Template : FROM,EDIT/S,USE/S,SAVE/S,PUBSCREEN/K

Font è un programma Preferences (vedere) che permette di scegliere i
font di sistema.

 FROM: Il file di configurazione da usare per creare la
configurazione corrente. Deve essere un file creato mediante il
parametro SAVE di Font. Se non viene indicato, verrà usato il file
ENV:sys/font.prefs. Fino al 2.0 i file di configurazione erano due:
sysfont.prefs e screenfont.prefs.

 EDIT/S: Apre l'interfaccia grafica. Se non viene indicato né il
parametro USE, né il parametro SAVE, l'interfaccia grafica si aprirà
anche se non si specifica tale parametro.

 USE/S: Usa la configurazione corrente, che verrà salvata nel file
ENV:sys/font.prefs.

 SAVE/S: Usa e salva la configurazione corrente nel file
ENVARC:sys/font.prefs.

 PUBSCREEN/K: Apre l'interfaccia grafica sullo schermo pubblico
indicato (2.1).

Esempi:

 FONT ENVARC:sys/font.prefs
 FONT ENVARC:sys/altfont.prefs

@endnode

@node "Format" "Format"

Nome: Format

Locazione: System/

Template : DEVICE=DRIVE/K/A,NAME/K/A,OFS/S,FFS/S,INTL=INTERNATIONAL/S,
NOINTL=NOINTERNATIONAL/S,DIRCACHE/S,NODIRCACHE/S,NOICONS/S,QUICK/S:

Formatta un disco: floppy, partizione su hard disk, hard disk
removibile, RAD:, disco su RAM Card PCMCIA, ecc.

 DEVICE=DRIVE/K/A: Nome del device che contiene il disco da
formattare.

 NAME/K/A: Nome del volume che deve assumere il disco formattato.

 OFS/S: Usa l'OldFileSystem per formattare il disco. E' compatibile
con tutti i sistemi operativi Amiga. Va usato solo per i floppy che
devono essere letti sotto 1.3. E' usato di default per i floppy.

 FFS/S: Usa il FastFileSystem per formattare il disco. E'
normalmente utilizzato per gli hard disk dall'1.3 e per i floppy dal
2.0. E' usato di default per gli hard disk e le RAM Card PCMCIA.

 INTL=INTERNATIONAL/S: Utilizza il modo International per i nomi di
file. L'AmigaDOS è indifferente alle maiuscole e alle minuscole, ma
ritiene diverse le minuscole e le maiuscole accentate, a meno che il
disco non sia stato formattato con questo parametro introdotto dal
2.1. E' usato di default per gli hard disk.

 NOINTL=NOINTERNATIONAL/S: Non usa il modo International. E' usato
di default per i floppy e per RAM Card PCMCIA.

 DIRCACHE/S: Formatta il disco in modo che venga utilizzata dal
sistema una cache per leggere le directory. Rende più veloce
l'accesso a floppy e a device lenti. E' sconsigliabile per gli hard
disk. E' stato introdotto dal 3.0.

 NODIRCACHE/S: Non usa la cache per le directory. E' usato di
default.

 NOICONS/S: Non crea Trashcan e relativa icona.

 QUICK/S: Evita di formattare tutti i blocchi, ma riscrive solo
alcuni blocchi usati dal File System. Può essere usato con dischi già
formattati dal medesimo File System.

Esempi:

 FORMAT DRIVE DF0: NAME Nuovo FFS
 FORMAT DRIVE DF0: NAME Nuovo FFS DIRCACHE
 FORMAT DRIVE DF0: NAME Nuovo QUICK

@endnode

@node "Fountain" "Fountain"

Nome: Fountain

Locazione: System/

Template : VALIDATE/S

Fountain è il programma che permette di modificare o installare font
vettoriali nel formato Agfa Compugraphic e Compugraphic FAIS. Dal 3.0
ha cambiato nome: INTELLIFONT. Il programma opera attraverso
un'interfaccia grafica e utilizza inoltre alcune variabili ambiente:
SYS:Prefs/Env-Archive/Fountain e SYS:Prefs/Env-Archive/DiskFont.

La prima permette di modificare le dimensioni di un font vettoriale
che vengono mostrate di default. E' costituita da un file ASCII che
può contenere fino a 20 valori numerici. Se tale file non esiste,
vengono assunti di default i valori:

 15 30 45 60 75

La seconda viene usata quando il programma converte un font vettoriale
in uno bitmap: permette di modificare l'aspect ratio dei pixel che
compongono il font e il rapporto tra i punti che costituiscono un font
e i pixel dello schermo. E' un file ASCII che deve essere scritto con
il seguente template:

 XDPI/N,YDPI/N,XDOTP/N,YDOTP/N

Se tale variabile non esiste, i valori assunti di default sono:

 XDPI 100 YDPI 100 XDOPT 100 YDOPT 100

Questi sono adatti a un font bitmap da usarsi su uno schermo dai pixel
pressoché quadrati, come i modi PAL Hires interlacciato e DblPAL
Hires.

 VALIDATE/S: forza il programma ad analizzare la directory FONTS:
per controllare se i font vettoriali siano stati installati
correttamente.

Esempio:

 FOUNTAIN VALIDATE

@endnode

@node "Get" "Get"

Nome: Get

Locazione: Interno

Template : NAME/A

GET permette di leggere le variabili locali della Shell. Per creare
tali variabili si deve usare il comando SET (vedere). Le stesse
variabili possono essere usate in una linea di comando AmigaDOS,
facendole precedere dal carattere speciale "$" (vedere dollaro).

 NAME/A: il nome della variabile da leggere.

Esempi:

 GET RC
 GET Result2
 GET Process

@endnode

@node "FTXT" "FTXT"

Nome: FTXT

Locazione: Devs/Datatypes/

Template: --

File di descrizione del Datatypes (vedere) che permette di leggere
testi in formato FTXT. Introdotto dal 3.0.

@endnode

@node "Getenv" "Getenv"

Nome: Getenv

Locazione: Interno

Template : NAME/A

GETENV permette di leggere le variabili globali di sistema. Per
creare tali variabili si deve usare il comando SETENV (vedere), per
cancellarle, il comando UNSETENV (vedere). Le stesse variabili
possono essere usate in una linea di comando AmigaDOS facendole
precedere dal carattere speciale "$" (vedere dollaro). Le variabili
globali sono in realtà file ASCII posti nella directory ENV: (vedere
ENV). Ad esempio, le variabile globali Kickstart e Workbench create
dalla Startup-Sequence standard, che contengono rispettivamente il
numero di versione del Kickstart e quello del Workbench in uso sul
sistema, corrispondono al contenuto del file ENV:Kickstart ed
ENV:Workbench.

 NAME/A: il nome della variabile.

Esempi:

 GETENV Workbench
 GETENV Kickstart
 SETENV prova "sono una variabile"
 GETENV prova
 ECHO $prova
 UNSETENV prova

@endnode

@node "GraphicDump" "GraphicDump"

Nome: GraphicDump

Locazione: Tools/

Template : TINY/S,SMALL/S,MEDIUM/S,LARGE/S,DOTS

Graphicdump permette di stampare in modo grafico il contenuto dello
schermo in primo piano. Il comando non usa il template standard di
AmigaDOS, quello indicato è solo ricostruito. I parametri permettono
di determinare l'ampiezza che dovrà assumere l'immagine stampata.
Questa può essere espressa in maniera assoluta mediante il parametro
DOTS, oppure in funzione della larghezza massima consentita dalla
stampante mediante uno dei parametri TINY, SMALL, MEDIUM e LARGE. In
quest'ultimo caso verrà mantenuto il corretto rapporto fra larghezza e
altezza dell'immagine.

 TINY/S: l'immagine deve occupare 1/4 della larghezza massima
consentita dalla stampante.

 SMALL/S: l'immagine deve occupare 1/2 della larghezza massima
consentita dalla stampante.

 MEDIUM/S: l'immagine deve occupare 3/4 della larghezza massima
consentita dalla stampante.

 LARGE/S: l'immagine deve occupare la massima larghezza consentita
dalla stampante.

 DOTS: il numero di punti orizzontali e verticali dell'immagine
separati da ":". Se i valori usati non stanno nello stesso rapporto
matematico con le dimensioni dello schermo, l'immagine apparirà
distorta.

Esempi:

 GraphicDump SMALL
 GraphicDump 1280:1024

@endnode

@node "HDBackup" "HDBackup"

Nome: HDBackup

Locazione: Tools/

Template : --

Il programma permette di effettuare backup dei dischi mediante BRU
(vedere) attraverso un'interfaccia grafica. Per lanciare il programma
bisogna prima portare lo stack a 16000 byte mediante il comando STACK
(vedere).

Esempi:

 STACK 16000
 HDBACKUP

@endnode

@node "HDToolBox" "HDToolBox"

Nome: HDToolBox

Locazione: Tools/

Template : --

HdToolBox permette di partizionare un hard disk mediante
un'interfaccia grafica.

Esempio:

 HDTOOLBOX

@endnode

@node "HELP" "HELP:"

Nome: HELP:

Locazione: Locale/Help

Template : --

Si tratta di una directory logica creata dalla Startup-Sequence
standard a partire dal 3.0 e assegnata alla directory LOCALE:Help. E'
destinata a contenere nelle varie subdirectory file di documentazione
localizzati.

@endnode

@node "HI" "HI"

Nome: HI

Locazione: Rexxc/

Template : --

HI è uno dei comandi AmigaDOS connessi al funzionamento di ARexx.
Permette di interrompere l'esecuzione di qualsiasi script ARexx in
funzione nel sistema.

Esempio:

 HI

@endnode

@node "IconEdit" "IconEdit"

Nome: IconEdit

Locazione: Tools/

Template : --

IconEdit permette la creazione o la modifica delle immagini associate
alle icone mediante un'interfaccia grafica.

Esempio:

 ICONEDIT

@endnode

@node "IControl" "IControl"

Nome: IControl

Locazione: Prefs/

Template : FROM,EDIT/S,USE/S,SAVE/S,PUBSCREEN/K

IControl è un programma Preferences che permette di scegliere mediante
un'interfaccia grafica alcuni parametri relativi al funzionamento di
Intuition. Utilizza i file ENV:sys/icontrol.prefs ed
ENVARC:sys/icontrol.prefs per tenere i dati relativi alla
configurazione scelta dall'utente.

 FROM: Il file di configurazione da usare per creare la
configurazione corrente. Deve essere un file creato mediante il
parametro SAVE di ICONTROL. Se non viene indicato, verrà usato il
file ENV:sys/icontrol.prefs.

 EDIT/S: Apre l'interfaccia grafica. Se non viene indicato né il
parametro USE, né il parametro SAVE, l'interfaccia grafica si aprirà
anche se non si specifica tale parametro.

 USE/S: Usa la configurazione corrente, che verrà salvata nel file
ENV:sys/icontrol.prefs.

 SAVE/S: Usa e salva la configurazione corrente nel file
ENVARC:sys/icontrol.prefs.

 PUBSCREEN/K: Apre l'interfaccia grafica sullo schermo pubblico
indicato (2.1).

Esempi:

 IControl ENV:sys/alt_icontrol USE

@endnode

@node "IconX" "IconX"

Nome: IconX

Locazione: C/

Template : --

IconX permette di eseguire uno script AmigaDOS da Workbench. Per
usarlo è necessario creare un'icona di tipo Progetto (Project) che
porti lo stesso nome dello script e poi inserire da Workbench,
mediante l'opzione di menu Informazioni (Info), C:IconX nel campo
riservato al Programma Associato (Default Tool). Lo script AmigaDOS
potrà a questo punto essere lanciato da Workbench mediante la
relativa icona. Lo script potrà anche prevedere degli argomenti
(vedere .KEY fra i comandi punto descritti nella sezione riservata ai
caratteri speciali), che in questo caso saranno costituiti dalle
eventuali icone selezionate da Workbench assieme a quella dello
script. E' sempre bene far iniziare lo script con un comando punto
(anche di commento) per ragioni di compatibilità verso il basso.

Al momento del lancio, IconX farà della directory che contiene lo
script la directory corrente. Se lo script effettua
dell'input/output verrà aperta una finestra di questo tipo:


 CON:0/50/640/80/IconX

sotto 2.0 e del tipo:

 CON:0/50//80/IconX/AUTO

a partire dal 2.1. Si può modificare tale finestra, inserendo il
Parametro (Tool Type) WINDOW nell'icona dello script. Questo
parametro accetta come argomento una descrizione di finestra di tipo
CON: (vedere CON). Ad esempio:

 WINDOW=CON:10/10///Prova/AUTO/CLOSE

Sempre nell'icona sono inoltre consentiti i seguenti Parametri (Tool
Type):

WAIT: accetta un valore numerico che esprime il numero di secondi che
IconX deve aspettare prima di chiudere la finestra al termine
dell'esecuzione dello script.

DELAY: come WAIT, ma il valore numerico in questo caso indica il
numero di cinquantesimi di secondo.

STACK: lo stack da usare per lo script in numero di byte. Di default
è di 4096 byte. E' come se la prima riga dello script contenesse un
comando STACK (vedere).

USERSHELL: accetta l'argomento "YES" che indica di usare l'User Shell
corrente invece della Shell in ROM. L'User Shell è una Shell aggiunta
dall'utente al sistema operativo: un esempio è il programma
commerciale WShell.

@endnode

@node "If" "If"

Nome: If

Locazione: interno

Template : NOT/S,WARN/S,ERROR/S,FAIL/S,,EQ/K,GT/K,GE/K,VAL/S,EXISTS/K

IF può essere usato solo negli script. Permette di creare una
diramazione nell'esecuzione dello script che verrà eseguita solo se la
condizione impostata nella linea di comando di IF risulta soddisfatta.
La diramazione si conclude quando nello script appare un comando ENDIF
(vedere). La diramazione può essere divisa in due parti da un comando
ELSE (vedere): in tal caso la parte di diramazione che inizia con
ELSE verrà eseguita se la condizione posta da IF non viene
soddisfatta. Le diramazioni possono essere annidate: ciò significa
che una sezione di codice delimitata da IF...ENDIF può contenere una o
più diramazioni IF...ENDIF.

Le condizioni che IF accetta sono di tre tipi. Il tipo più usato è
costituito dai livelli di errore. Ogni comando AmigaDOS restituisce,
al termine dell'esecuzione, un livello di errore. Tale valore si
ritrova, fra l'altro, nella variabile locale RC. IF è in grado di
testare il livello di errore restituito dall'ultimo comando eseguito,
mediante i parametri WARN (5), ERROR (10) e FAIL (20). Per esempio se
si usa IF WARN, la condizione verrà soddisfatta se il comando
precedente ha restituito un livello di errore uguale o maggiore di 5.
Si noti che per poter controllare ERROR e FAIL è necessario aumentare
preventivamente il livello di errore massimo consentito dallo script
mediante il comando FAILAT (vedere). Se si indica sulla linea di
comando più di una condizione, varrà la maggiore e cioè, nell'ordine,
FAIL, ERROR e WARN.

I parametri EQ (uguale), GT (maggiore), GE (maggiore o uguale)
permettono invece di confrontare il valore di due stringhe: in questo
caso si dovranno indicare due stringhe sulla linea di comando,
separate da uno dei parametri indicati, ed eventualmente racchiuse tra
virgolette nel caso comprendano degli spazi; il confronto non tiene
conto di minuscole o maiuscole; maggiore significa che la prima
stringa segue la seconda nell'ordine alfabetico. L'aggiunta del
parametro VAL permette di considerare le stringhe come valori
numerici: in tal caso le stringhe devono esprimere dei valori
decimali interi.

EXISTS permette infine di controllare se un determinato file esiste.

Si noti che IF consente l'uso di variabili AmigaDOS nei confronti.

 NOT/S: inverte il significato di una determinata condizione.

 WARN/S: il livello di errore dell'ultimo comando eseguito è maggiore
o uguale a 5.

 ERROR/S: il livello di errore dell'ultimo comando eseguito è
maggiore o uguale a 10.

 FAIL/S: il livello di errore dell'ultimo comando eseguito è maggiore
o uguale a 20.

 EQ/K: I due elementi a confronto devono essere uguali.

 GT/K: Il primo elemento deve essere maggiore del secondo.

 GE/K: Il primo elemento deve essere maggiore o uguale al secondo.

 VAL/S: I due elementi del confronto devono essere trattati come
valori numerici decimali interi.

 EXISTS/K: il file indicato deve esistere.

Script d'esempio:

 IF WARN
 ECHO "Il livello di errore è maggiore o uguale a 5"
 ENDIF

 IF NOT ERROR
 ECHO "Il livello di errore è minore di 10"
 ENDIF

 IF NOT EXISTS K:2
 ECHO "Non esiste il file K:2"
 ENDIF

 SET prova 123

 IF $prova GT 22
 ECHO $prova "è maggiore di 22" 
 ELSE
 ECHO "La stringa" $prova "è minore di 22" 
 ENDIF

 IF VAL $prova GT 22
 ECHO "Il numero" $prova "è maggiore di 22" 
 ENDIF

@endnode

@node "IHelp" "IHelp"

Nome: IHelp

Locazione: Tools/Commodities/

Template : CX_PRIORITY/N/K,CYCLE/K,MAKEBIG/K,MAKESMALL/K,CYCLESCREEN/K,
ZIPWINDOW/K

IHelp è una Commoditity che permette di assegnare a una combinazione
di tasti scelta dall'utente alcune funzioni che riguardano il
funzionamento di Intuition. E' presente solo nella versione 2.0 del
sistema operativo ed è stata sostituita da FKEY a partire dal 2.1. Si
noti che il template indicato è solo ricostruito. Con ogni parametro
da attivare va indicata la combinazioni di tasti da usare,
eventualmente ponendo l'intero argomento tra virgolette se contiene
degli spazi.

 CX_PRIORITY/N/K: La priorità di questa Commodities rispetto alle
altre.

 CYCLE/K: La combinazione di tasti che permette di far emergere in
primo piano le varie finestre aperte in sequenza.

 MAKEBIG/K: La combinazione di tasti che permette di allargare al
massimo la finestra corrente.

 MAKESMALL/K: La combinazione di tasti che permette di restringere al
minimo la finestra corrente.

 CYCLESCREEN/K: La combinazione di tasti che permette di far emergere
in primo piano i vari schermi esistenti in sequenza.

 ZIPWINDOW/K: La combinazione di tasti che corrisponde al gadget Zoom
della finestra corrente.

Esempio:

 IHELP "CYCLE=lcommand z" "CYCLESCREEN=lcommand a" "ZIPWINDOW=lcommand w"

@endnode

@node "Info" "Info"

Nome: Info

Locazione: C/

Template : DEVICE

Info consente di ricevere informazioni su tutti i dischi presenti nel
sistema. Di ogni disco indica la capienza totale (Size) in Kb o Mb,
il numero di blocchi in uso (Used), il numero di blocchi liberi
(Free), la percentuale di occupazione del disco (Full), il numero di
errori riscontrati dal sistema sul disco (Errs), l'abilitazione della
scrittura (Status) e il nome del volume inserito nel disco (Name).
Elenca inoltre i volumi disponibili, indicando se sono inseriti o meno
nel lettore.

La lunghezza in byte del singolo blocco dipende dal File System: è di
488 byte nell'OFS e di 512 byte nel FFS.

 DEVICE: Il nome del disco AmigaDOS da controllare. Se viene omesso,
verranno elencati tutti i dischi e utti i volumi presenti nel sistema.

Esempio:

 INFO DF0:

@endnode

@node "ILBM" "ILBM"

Nome: ILBM

Locazione: Devs/Datatypes/

Template: --

File di descrizione del Datatypes (vedere) che permette di leggere
immagini in formato ILBM. Introdotto dal 3.0.

@endnode

@node "InitPrinter" "InitPrinter"

Nome: InitPrinter

Locazione: Tools/

Template : --

Il comando permette di inizializzare la stampante con le preferenze
espresse mediante i programmi Preferences PRINTER e PRINTERGFX.
Quando si usa per la prima volta la stampante durante una sessione di
lavoro, questa viene inizializzata automaticamente; se però la
stampante si resetta per qualche motivo fra un'operazione e l'altra, è
necessario chiamare INITPRINTER per reinizializzarla.

Esempio:

 InitPrinter

@endnode

@node "Input" "Input"

Nome: Input

Locazione: Prefs/

Template : FROM,EDIT/S,USE/S,SAVE/S,PUBSCREEN/K

Input è un programma Preferences che permette di scegliere mediante
un'interfaccia grafica alcuni parametri relativi al funzionamento
della tastiera e del mouse. Utilizza i file ENV:sys/input.prefs ed
ENVARC:sys/input.prefs per tenere i dati relativi alla configurazione
scelta dall'utente.

 FROM: Il file di configurazione da usare per creare la
configurazione corrente. Deve essere un file creato mediante il
parametro SAVE di Input. Se non viene indicato, verrà usato il file
ENV:sys/input.prefs.

 EDIT/S: Apre l'interfaccia grafica. Se non viene indicato né il
parametro USE, né il parametro SAVE, l'interfaccia grafica si aprirà
anche se non si specifica tale parametro.

 USE/S: Usa la configurazione corrente, che verrà salvata nel file
ENV:sys/input.prefs.

 SAVE/S: Usa e salva la configurazione corrente nel file
ENVARC:sys/input.prefs.

 PUBSCREEN/K: Apre l'interfaccia grafica sullo schermo pubblico
indicato (2.1).

Esempi:

 INPUT USE ENVARC:sys/input2.prefs

@endnode

@node "Install" "Install"

Nome: Install

Locazione: C/

Template : DRIVE/A,NOBOOT/S,CHECK/S,FFS/S

Install opera sui blocchi di un floppy disk o di un disco PCMCIA su
Ram Card che consentono di effettuare il boot dal disco (il cosiddetto
"bootblock").

 DRIVE/A: il nome del disco su cui operare.

 NOBOOT/S: rimuove il codice che permette di effettuare il boot da
disco.

 CHECK/S: controlla il contenuto del bootblock per determinare se è
conforme allo standard AmigaDOS. In caso contrario potrebbe trattarsi
di un virus oppure di un bootblock dedicato, come capita spesso nei
giochi. Se il bootblock non è standard viene impostato il livello di
errore 5 (WARN).

 FFS/S: richiede l'uso del bootblock del Fast File System. Install è
però in grado di determinare automaticamente come sia formattato il
disco (OFS o FFS) e quindi tale parametro è inutile. La
documentazione del 3.1 lo dichiara obsoleto: viene mantenuto per
ragioni di compatibilità.

Esempi:

 INSTALL DF0: CHECK
 INSTALL DF0:
 INSTALL DF0: NOBOOT

@endnode

@node "Installer" "Installer"

Nome: Installer

Locazione: --

Template : SCRIPT/A,APPNAME,MINUSER,DEFUSER,LOGFILE,LANGUAGE,
NOPRETEND/S,NOLOG/S,NOPRINTER/S

Installer è un programma che permette ai programmatori di generare in
maniera automatica l'installazione del proprio prodotto sul sistema
dell'utente. Il programma esegue script ASCII che contengono le
istruzioni da eseguire scritte in un apposito linguaggio. Non viene
fornito con il sistema operativo, ma compare in tutti i dischi che
permettono di installare sulla macchina utente un determinato prodotto
software e questo vale anche, ad esempio, per il kit di upgrade
all'AmigaDOS 3.1. L'INSTALLER viene fornito su licenza ai
programmatori che poi possono inserirlo nei pacchetti posti in
vendita. Si noti che il template indicato è solo ricostruito.

 SCRIPT/A: nome dello script da eseguire.

 APPNAME: nome dell'applicazione da installare.

 MINUSER: livello utente minimo (NOVICE, AVERAGE, EXPERT).

 DEFUSER: livello utente di default (NOVICE, AVERAGE, EXPERT).

 LOGFILE: nome del file di log da generare (di default è
"install_log_file").

 LANGUAGE: linguaggo da usare (presente solo a partire dalle versioni
pienamente compatibili con 2.1 e 3.0).

 NOPRETEND: disabilita il modo PRETEND, quello che permette di
emulare l'installazione senza eseguirla effettivamente. Le versioni
più antiche usano la parola chiave PRETEND seguita dal valore TRUE o
FALSE.

 NOLOG/S: disabilita la generazione di un file di log nel modo
NOVICE.

 NOPRINTER/S: disabilita la stampa del log nel modo NOVICE. E'
presente solo nelle ultime versioni.

Esempio:

 INSTALLER RAM:script Prova AVERAGE NOPRETEND

@endnode

@node "Intellifont" "Intellifont"

Nome: Intellifont

Locazione: System/

Template : VALIDATE

Intellifont è il programma che permette di modificare o installare
font vettoriali nel formato Agfa Compugraphic e Compugraphic FAIS.
Fino al 2.1 si chiamava FOUNTAIN. Il programma opera attraverso
un'interfaccia grafica e utilizza alcune variabili ambiente:

 SYS:Prefs/Env-Archive/Intellifont
 SYS:Prefs/Env-Archive/DiskFont

La prima permette di modificare le dimensioni di un font vettoriale
che vengono mostrate di default. E' costituita da un file ASCII che
può contenere fino a 20 valori numerici. Se tale file non esiste,
vengono assunti di default i valori:

 15 30 45 60 75

La seconda viene usata quando il programma converte un font vettoriale
in uno bitmap: permette di modificare l'aspect ratio dei pixel che
compongono il font e il rapporto tra i punti che costituiscono un font
e i pixel dello schermo. E' un file ASCII che deve essere scritto con
il seguente template:

 XDPI/N,YDPI/N,XDOTP/N,YDOTP/N

Se tale variabile non esiste, i valori assunti di default sono:

 XDPI 100 YDPI 100 XDOPT 100 YDOPT 100

Questi sono adatti a un font bitmap da usarsi su uno schermo dai pixel
pressoché quadrati, come i modi PAL Hires interlacciato e DblPAL Hires.

 VALIDATE/S: forza il programma ad analizzare la directory FONTS: per
controllare se i font vettoriali sono stati installati correttamente.

Esempio:

 INTELLIFONT VALIDATE

@endnode

@node "IPrefs" "IPrefs"

Nome: IPrefs

Locazione: C/

Template : --

IPrefs viene lanciato dalla Startup-Sequence standard di AmigaDOS per
attivare tutte le preferenze stabilite dall'utente mediante gli
appositi programmi Preferences. Poi rimane in memoria, per
controllare se l'utente opera qualche modifica. Se ciò avviene, avvia
le operazioni necessarie, che, in qualche caso, possono costringere
l'utente a chiudere tutte le finestre aperte (fanno eccezione quelle
dei cassetti del Workbench).

Fino al 2.1 era disponibile l'opzione QUIT/S, che servica a rimuovere
il programma dalla memoria.


Esempio:

 IPREFS

@endnode

@node "Join" "Join"

Nome: Join

Locazione: C/

Template : FILE/M/A,AS=TO/K/A

Join permette di unire due o più file per generarne uno nuovo. I file
originali resteranno immutati e il nuovo file sarà costituito dalla
loro semplice somma. Il file destinazione non deve preesistere.

 FILE/M/A: i nomi di due o più file da unire.

 AS=TO/K/A: il nome del file risultante.

Esempio:

 JOIN uno due AS tre

@endnode

@node "KEYMAPS" "KEYMAPS:"

Nome: KEYMAPS:

Locazione: Devs/Keymaps

Template : --

La directory logica che, a partire dal 2.1, viene usata per indicare
la directory che contiene le mappe di tastiera in uso nel sistema.
Tale directory viene usata dal comando Preferences INPUT per
visualizzare l'elenco delle mappe di tastiera disponibili e dal
comando SETKEYBOARD (vedere). Le mappe di tastiera presenti nel
sistema, ma non in uso, si trovano nella directory Storage/Keymaps.

@endnode

@node "KeyShow" "KeyShow"

Nome: KeyShow

Locazione: dh0:Tools/

Template : --

Il programma permette di visualizzare mediante un'interfaccia grafica
la mappa di tastiera in uso.

Esempio:

 KEYSHOW

@endnode

@node "L" "L:"

Nome: L:

Locazione: L/

Template : --

La directory logica che contiene gli handler del DOS e altri file
associati alla gestione dei dischi AmigaDOS.

@endnode

@node "Lab" "Lab"

Nome: Lab

Locazione: Interno

Template : NOME

Può essere usato solo negli script: definisce un punto dello script
cui si può saltare mediante il comando SKIP (vedere).

Script d'esempio:

 SKIP prova
 ECHO "mi hanno saltato"
 LAB prova
 ECHO "salto effettuato!"

@endnode

@node "Lacer" "Lacer"

Nome: Lacer

Locazione: Tools/

Template : --

Attiva e disattiva alternativamente il modo interlacciato. Funziona
solo se un genlock è collegato ad Amiga.

@endnode

@node "LIBS" "LIBS:"

Nome: LIBS:

Locazione: Libs/

Template : --

La directory logica che contiene le librerie di sistema. Tali
librerie contengono codice utilizzato da molti programmi. Vengono
caricate in memoria automaticamente dal sistema se qualche programma
lo richiede. Una volta caricate, rimangono in memoria anche se
nessuno le usa, fino al momento in cui un programma richiede al
sistema più memoria di quanta sia disponibile. Si può forzare la
liberazione della memoria dalle librerie non in uso mediante il
comando AVAIL FLUSH. Dal 3.0, a LIBS: viene aggiunta con un Assign
Add dalla Startup-Sequence la directory SYS:Classes, destinata a
contenere oggetti BOOPSI (il sistema a oggetti per i programmatori
integrato all'AmigaOS).

Esempi:

 AVAIL
 AVAIL FLUSH

@endnode

@node "LIST" "LIST"

Nome: LIST

Locazione: C/

Template : DIR/M,P=PAT/K,KEYS/S,DATES/S,NODATES/S,TO/K,SUB/K,SINCE/K,
UPTO/K,QUICK/S,BLOCK/S,NOHEAD/S,FILES/S,DIRS/S,LFORMAT/K,ALL/S

LIST permette di conoscere il contenuto di una o più directory. Dopo
l'intestazione che contiene la data e l'eventuale nome della
directory, LIST visualizza l'elenco della directory indicata. Di ogni
file in essa contenuto viene visualizzato il nome, la lunghezza, i bit
di protezione, la data e l'ora dell'ultima modifica e il commento
associato al file. Se il file ha lunghezza 0, appare la scritta
"Empty". Nel caso delle directory, la lunghezza viene sostituita
dalla dicitura "Dir". I bit di protezione attivi sono rappresentati
da una lettera dell'alfabeto, mentre quelli non attivi dal segno meno.
I bit di protezione si modificano mediante il comando PROTECT
(vedere). Le date vengono localizzate a partire dal 2.1 ed espresse
di default in maniera relativa ("oggi", "ieri", "giovedì", ecc.). Il
commento (che si può creare mediante il comando FILENOTE) appare su
una linea separata ed è preceduto da ":". Al termine viene
visualizzato un riassunto che indica il numero complessivo di file e
di subdirectory elencati, assieme al numero di blocchi occupati su
disco.

L'output fornito da LIST può essere completamente modificato mediante
il parametro LFORMAT che richiede come parametro una stringa posta tra
virgolette; questa verrà usata ogni volta che LIST deve visualizzare i
dati di un file. Nella stringa è possibile inserire dei codici di
escape introdotti dall'asterisco (vedere escape nella sezione sui
caratteri speciali). Quando si usa LFORMAT, non appaiono né
l'intestazione, né il riassunto finale.

Nella stringa possono comparire dei caratteri speciali che
stabiliscono il punto esatto in cui LIST deve inserire i dati relativi
al file. Tali caratteri sono introdotti dal segno di percentuale e
possono essere scritti sia in maiuscolo che in minuscolo:

 %N   il nome del file.
 %P   il path relativo del file.
 %F   il path assoluto del file (questa opzione non è sempre documentata).
 %M   il nome privo di estensione (l'estensione è ciò che segue
      l'eventuale punto presente nel nome di un file). E' documentato dal 2.1.
 %E   l'estensione del nome. E' documentato dal 2.1.
 %L   la lunghezza del file in byte (oppure "Dir", oppure "empty").
 %B   la lunghezza del file in numero di blocchi (oppure "Dir", oppure
      "empty").
 %K   il valore numerico che identifica il file, di solito il numero di
      blocco per floppy e hard disk.
 %D   la data dell'ultima modifica.
 %T   l'ora dell'ultima modifica.
 %A   i bit di protezione del file.
 %C   il commento.

Il campo generato da ogni singolo codice può essere modificato
inserendo un valore numerico decimale subito dopo il segno di
percentuale. Tale valore indica il numero di caratteri riservati al
campo nella stringa visualizzata da LIST. Se la lunghezza è negativa,
LIST effettuerà una giustificazione a sinistra, altrimenti a destra.

Per ragioni di compatibilità con il passato, è ancora presente il
codice %S che può corrispondere a %P o a %N a seconda del numero di
volte che %S appare nella stringa di formattazione, a questo modo:

 una volta   %N
 due volte   %P %N
 tre volte   %P %N %N
 quattro volte   %P %N %P %N

Di default, LIST utilizza per generare l'output di default una stringa di
questo tipo:

 "%-24N %7L %A %D %T"

In più, se è presente un commento, va a capo, visualizza due punti, uno
spazio e poi il commento.

 DIR/M: i nomi dei file o delle directory da esaminare. Possono
contenere wildcard AmigaDOS. Se vengono omessi, verrà visualizzata la
directory corrente: in tal caso mancherà l'intestazione.

 P=PAT/K: spesso non documentato, è simile a SUB; accetta una stringa
con wildcard con cui verranno confrontati i nomi dei file. E' utile
assieme all'opzione ALL.

 KEYS/S: visualizza un valore numerico che identifica il file. Nel caso
dei floppy e degli hard disk rappresenta il numero di blocco che contiene
l'intestazione (header) del file.

 DATES/S: visualizza la data senza espressioni relative, ma nel formato
gg-mmm-aa. La data viene localizzata a partire dal 2.1: il nome del
mese apparirà nella lingua locale (l'italiano, per esempio).

 NODATES/S: non visualizza la data.

 TO/K: il file verso cui inviare l'output.

 SUB/K: elenca solo i file il cui nome contiene questa sottostringa.
Accetta wildcard.

 SINCE/K: elenca solo i file a partire da questa data, da esprimere nel
formato gg-mmm-aa oppure mediante una data relativa, localizzata dal 2.1
("oggi", "ieri", "domani", "lunedì", ecc.).

 UPTO/K: elenca i file fino a questa data. Valgono le stesse regole di
SINCE.

 QUICK/S: visualizza solo i nomi dei file e i riassunti finali delle
directory.

 BLOCK/S: esprime la lunghezza del file in numero di blocchi. Ogni
blocco dell'Old File System corrisponde a 488 byte, quello del Fast File
System a 512 byte. Si tenga presente che LIST indica solo i blocchi
occupati dai dati e non tiene conto del blocco occupato dall'intestazione
del file (header).

 NOHEAD/S: Non visualizza l'intestazione.

 FILES/S: Visualizza solo i file, non le directory.

 DIRS/S: Visualizza solo le directory, non i file.

 ALL/S: Esamina anche le subdirectory. Ogni directory avrà la propria
intestazione e il proprio riassunto finale. Alla fine apparirà un
riassunto complessivo, con l'indicazione del totale dei file, delle
directory e dei blocchi.

 LFORMAT/K: richiede una stringa che modifica il formato con cui LIST
visualizza l'elenco dei file.

Esempi:

 LIST SINCE ieri
 LIST c:dir c:list c:f#?
 LIST RAM: DATES FILES KEYS ALL
 LIST RAM: ALL PAT ~(#?.info)
 LIST RAM: FILES ALL LFORMAT "*e[2m%-24N*e[0m %10L"

@endnode

@node "LoadResource" "LoadResource"

Nome: LoadResource

Locazione: C/

Template : NAME/M,LOCK/S,UNLOCK/S

Carica in memoria una risorsa di sistema (libreria, device, font,
catalogs). E' utile in tutti i casi in cui una risorsa è posta in un
disco (ad esempio un floppy) che deve essere rimosso dal sistema. La
risorsa può anche essere bloccata in memoria, disabilitando il sistema
di allocazione dinamica delle risorse di Amiga. Il comando è presente
dalla versione 3.1 del Workbench. Chiamato senza parametri,
visualizza l'elenco delle risorse bloccate in memoria.

 NAME/M: nome con percorso (path) della risorsa.

 LOCK/S: blocca in memoria la risorsa (non funziona con i device).

 UNLOCK/S: sblocca la risorsa dalla memoria.

Esempi:

 LOADRESOURCE DEVS:parnet.device
 LOADRESOURCE LIBS:req.library LOCK
 LOADRESOURCE
 LOADRESOURCE LIBS:req.library UNLOCK

@endnode

@node "LoadWb" "LoadWb"

Nome: LoadWb

Locazione: C/

Template : -DEBUG/S,DELAY/S,CLEANUP/S,NEWPATH/S

LoadWb lancia il Workbench. Viene eseguito automaticamente dalla
Startup-Sequence. Il Workbench eredita dalla Shell da cui viene
lanciato LoadWb il path di ricerca dei file, gli alias e il prompt
(che viene usato quando si crea una Shell). LoadWb puo essere
lanciato anche se il Workbench è già in funzione per aggiornarne il
path mediante l'opzione NEWPATH. Il path del Workbench stabilito
dalla Startup-Sequence del 3.1 comprende nell'ordine le seguenti
directory: RAM:, C:, SYS:Utilities, SYS:Rexxc, SYS:System, S:,
SYS:Prefs, SYS:WBStartup, SYS:Tools e SYS:Tools/Commodities.

 -DEBUG/S: attiva il menu di debug del Workbench.

 DELAY/S: attende tre secondi prima di avviare il Workbench. Può
essere utile in un sistema a floppy.

 CLEANUP/S: effettua un Cleanup ("Ridisporre icone") della finestra
iniziale del Workbench.

 NEWPATH/S: forza il Workbench già in funzione a usare il path della
Shell corrente.

Esempi:

 LOADWB -DEBUG
 PATH df1: ADD
 LOADWB NEWPATH

@endnode

@node "LOCALE1" "LOCALE:"

Nome: LOCALE:

Locazione: Locale/

Template : --

Questa directory logica, presente a partire dalla versione 2.1 del
Workbench, contiene vari file, posti a loro volta in più subdirectory,
che permettono al sistema di localizzare i vari programmi, ossia di
modificarne l'interfaccia per adattarla a una lingua diversa.
Catalogs contiene i testi da usare, divisi per lingua e per comando;
Countries, le informazioni sulle convenzioni del paese; Languages, i
driver per i diversi linguaggi.

@endnode

@node "Locale" "Locale"

Nome: Locale

Locazione: Prefs/

Template : FROM,EDIT/S,USE/S,SAVE/S,PUBSCREEN/K

Questo comando Preferences, presente a partire dalla versione 2.1 del
Workbench, permette di impostare i parametri di localizzazione del
sistema.

 FROM: il file da usare per creare la configurazione corrente. Deve
essere un file creato mediante il parametro SAVE di Locale. Se non viene
indicato, verrà usato il file ENV:sys/locale.prefs.

 EDIT/S: apre l'interfaccia grafica. Se non viene indicato né il
parametro USE, né il parametro SAVE, l'interfaccia grafica si aprirà
anche se non si specifica tale parametro.

 USE/S: usa la configurazione corrente, che verrà salvata nel file
ENV:sys/locale.prefs.

 SAVE/S: usa e salva la configurazione corrente nel file
ENVARC:sys/locale.prefs.

 PUBSCREEN/K: apre l'interfaccia grafica sullo schermo pubblico
indicato.

Esempio:

 LOCALE ENV:sys/alt_locale.prefs USE

@endnode

@node "Lock" "Lock"

Nome: Lock

Locazione: C/

Template : DRIVE/A,ON/S,OFF/S,PASSKEY

Inibisce la scrittura di un disco mediante password (opzionale) fino
al reset successivo o al successivo comando LOCK OFF.

 DRIVE/A: nome del device.

 ON/S: abilita la protezione in scrittura.

 OFF/S: disabilita la protezione.

 PASSKEY: la password opzionale per disabilitare la protezione in
scrittura. Se non viene indicata, basterà l'opzione ON di Lock per
abilitare il disco in scrittura.

Esempi:

 LOCK Work: ON prova
 LOCK Work: OFF prova

@endnode

@node "MagTape" "MagTape"

Nome: MagTape

Locazione: C/

Template : DEVICE/K,UNIT/N/K,RET=RETENSION/S,REW=REWIND/S,SKIP/N/K

Invia comandi a uno streamer SCSI.

 DEVICE/K: nome del device che controlla lo streamer (default:
"scsi.device").

 UNIT/N/K: numero dell'unità (default 4).

 RET=RETENSION/S: rimette in tensione del nastro.

 REW=REWIND/S: riavvolge il nastro.

 SKIP/N/K: salta la quantità indicata di file su nastro.

Esempi:

 MAGTAPE gvpscsi.device 3 REWIND
 MAGTAPE gvpscsi.device 3 SKIP 2

@endnode

@node "MakeDir" "MakeDir"

Nome: MakeDir

Locazione: C/

Template : NAME/M

Crea una o più directory. Restituisce il livello di errore 10 se non
riesce a creare la directory per qualche motivo o se la directory
esisteva già.

 NAME/M: nomi delle directory da creare.

Esempio:

 MAKEDIR RAM:prova1 RAM:prova2

@endnode

@node "Makefiles" "Makefiles"

Nome: Makefiles

Locazione: Tools/

Template : DEVICE/A,VERSION/A,FILENAME/A

Presente nell'AmigaDOS fornito con il 3000, crea un file di Kickstart a
partire da un floppy di Kickstart. Il template è solo ricostruito.

 DEVICE/A: nome del drive (DF0:...).

 VERSION/A: versione del Kickstart da estrarre (1.3, 2.0).

 FILENAME/A: nome del file da creare, di solito DEVS:Kickstart.

Esempio:

 MAKEFILES DF0: 2.0 DEVS:Kickstart

@endnode

@node "MakeLink" "MakeLink"

Nome: MakeLink

Locazione: C/

Template : FROM/A,TO/A,HARD/S,FORCE/S

I link possono essere paragonati a un secondo nome per file o
directory. Quando un programma accede al link, in realtà accede al
file o alla directory originale. Il link e il file originale devono
risiedere nello stesso volume (in questo caso si parla anche di hard
link). Il link occupa su disco 2 blocchi, qualsiasi sia la lunghezza
del file originale. Il comando DIR segnala i link con la scrita <hl>.

 FROM/A: nome del link da creare.

 TO/A: nome del file originale.

 HARD/S: inutile.

 FORCE/S: è necessario per creare link di directory.

Esempi:

 MAKELINK c:lista c:list
 MAKELINK ram:e ram:env force

@endnode

@node "MEmacs" "MEmacs"

Nome: MEmacs

Locazione: Tools/

Template : FROM/M,OPT/K,GOTO/K

MEmacs (MicroEMACS) è un potente e complesso text editor con menu a
discesa e centinaia di comandi.

 FROM/M: nome del file da modificare.

 OPT/K: l'opzione W apre Memacs in una finestra sul Workbench.

 GOTO/K: numero di linea in cui deve apparire il cursore al lancio.

Esempio:

 MEMACS RAM:PROVA OPT W

@endnode

@node "Monitors" "Monitors"

Nome: Monitors

Locazione: Devs/

Template : --

I monitor di sistema sono stati introdotti dalla versione 2.0 del
sistema operativo. Permettono di definire schermi di sistema,
richiamabili attraverso il "display database", utilizzato da vari
programmi quando si deve chiedere all'utente di scegliere uno schermo.
L'implementazione dei monitor è cambiata fra 2.0 e 2.1. Dal 2.1, il
sistema operativo rende automaticamente disponibili al sistema i
monitor rappresentati dai file che si trovano nella directory
DEVS:Monitors. I monitor inattivi si trovano invece nella directory
Storage/Monitors e possono essere attivati da Workbench. Il Monitor
VGAOnly è un monitor di tipo particolare: la sua attivazione modifica
gli schermi creati dagli altri monitor in modo da elevarne la
frequenza orizzontale per renderli maggiormente compatibili con i
monitor di tipo VGA, quelli che partono all'incirca dai 30 KHz
orizzontali. I parametri disponibili da Shell per i monitor non sono
documentati da Commodore e il loro uso potrebbe, in casi particolari,
arrivare a danneggiare fisicamente il monitor collegato ad Amiga.

@endnode

@node "More" "More"

Nome: More

Locazione: Utilities/

Template : FILE

Visualizza un testo ASCII. Può leggere file troppo grandi per trovar
posto in memoria e utilizzare PIPE:. La combinazione di tasti Shift-E
utilizza la variabile ambiente EDITOR che deve contenere il nome con
path del proprio text editor preferito.

 FILE: nome del file di testo da visualizzare. Se FILE viene omesso,
il programma chiederà il nome di un file attraverso la finestra della
Shell. Se viene lanciato con RUN, More aprirà una propria finestra e
se FILE viene omesso userà il file requester di sistema per chiedere
il nome di un file. Dal 3.0, More è stato in parte sostituito da
Multiview.

Esempi:

 MORE s:startup-sequence
 RUN MORE

@endnode

@node "Mount" "Mount"

Nome: Mount

Locazione: C/

Template : DEVICE/M,FROM/K

Mount rende disponibili al sistema i device che non sono in grado di
effettuare l'automount al reset. Le descrizioni dei device sono
contenute, fino al 2.0, nel file DEVS:Mountlist. Dal 2.1, possono
trovarsi anche nei file contenuti nella directory DEVS:DOSDrivers e
Storage/DOSDrivers/. I file contenuti in DEVS:DOSDrivers/ vengono
montati automaticamente dal sistema nel corso della Startup-Sequence.

 DEVICE/M: nomi dei device da montare, ognuno concluso da due punti.
Fino al 2.0 si poteva montare un solo device alla volta. Dal 2.1, se
il nome non termina con due punti, verrà inteso come nome di un file
del tipo presente in DEVS:DOSDrivers; in tal caso Mount accetta anche
delle wildcard.

 FROM/K: nome del file che contiene la Mountlist (di default sotto
2.0 è DEVS:Mountlist, mentre a partire dal 2.1 prima vengono esaminati
i file contenuti in DEVS:DOSDrivers e Storage/DOSDrivers/).

Esempi:

 MOUNT PIPE:
 MOUNT PIPE: AUX:
 MOUNT NET: FROM DEVS:parnetmountlist0
 MOUNT DEVS:DOSDrivers/~(#?.info)

@endnode

@node "MouseBlanker" "MouseBlanker"

Nome: MouseBlanker

Locazione: Tools/Commodities

Template : CX_PRIORITY/N/K

Questa Commodities (vedere) permette di nascondere il puntatore del
mouse dopo un determinato periodo di inattività. Da Shell può essere
rimosso con un Control-C o un comando Break. E' presente a partire
dalla versione 3.0 del Workbench.

 CX_PRIORITY/N/K: la priorità rispetto alle altre Commodities.

Esempio:

 MOUSEBLANKER

@endnode

@node "Multiscan" "Multiscan"

Nome: Multiscan

Locazione: Storage/Monitors/

Template : --

Vedere Monitors

@endnode

@node "Multiview" "Multiview"

Nome: Multiview

Locazione: Utilities/

Template : FILE,CLIPBOARD/S,CLIPUNIT/K/N,SCREEN/S,PUBSCREEN/K,REQUESTER/S,
BOOKMARK/S,FONTNAME/K,FONTSIZE/K/N,BACKDROP/S,WINDOW/S,PORTNAME/K

Multiview è stato introdotto dal 3.0 assieme al sistema dei Datatypes.
Il programma è in grado di visualizzare tutti gli oggetti per i quali è
disponibile un opportuno Datatype in DEVS:Datatypes (audio, video,
animazione, testo, immagine, amigaguide...). E' dotato di una potente
porta ARexx che consente molteplici operazioni sui dati caricati e
funziona anche come AppWindow da Workbench.

 FILE: nome del file da visionare.

 CLIPBOARD/S: visualizza i dati contenuti nella clipboard di sistema.

 CLIPUNIT/K/N: preleva i dati dal numero di clipboard indicato.

 SCREEN/S: usa uno schermo custom.

 PUBSCREEN/K: nome dello schermo pubblico da utilizzare.

 REQUESTER/S: chiede il nome del file mediante il file requester di
sistema.

 BOOKMARK/S: se esite un bookmark (segnalibro) in
ENV:MultiView.bookmark, ripristina le condizioni ivi indicate.

 FONTNAME/K: nome del font da usare.

 FONTSIZE/K/N: dimensioni del font.

 BACKDROP/S: usa una finestra di tipo Backdrop (come il modo Pannello
del Workbench).

 WINDOW/S: apre una finestra senza richiedere un file da caricare: è
utile per creare un'AppWindow che occupa poca memoria.

 PORTNAME/K: nome della porta ARexx da creare. Di default è
"Multiview.$", dove $ è un numero decimale che comincia da 1 (3.1).

Esempi:

 MULTIVIEW ram:prova.iff SCREEN
 MULTIVIEW WINDOW
 MULTIVIEW CLIPBOARD

@endnode

@node "NewCLI" "NewCLI"

Nome: NewCLI

Locazione: Interno

Template : WINDOW,FROM

Crea una nuova Shell è identico a NewShell (vedere). Esiste unicamente per
ragioni di compatibilità.

Esempio:

 NEWCLI FROM s:miostart

@endnode

@node "NewShell" "NewShell"

Nome: NewShell

Locazione: Interno

Template : WINDOW,FROM

Crea una nuova Shell. La nuova Shell eredita alias, path, stack,
prompt, variabili locali, livello di errore massimo consentito (vedere
FAILAT) e directory corrente. All'avvio verrà eseguito lo script
S:Shell-Startup a meno che non si indichi un altro file con l'opzione
FROM. La nuova Shell apre una console di nome
"CON://640/AmigaShell/CLOSE" a meno che non sia specificato il
parametro WINDOW.

 WINDOW: il nome di una finestra del tipo CON: (vedere CON).
Accetta anche il nome CONSOLE: che permette di aprire due Shell di
comandi sulla stessa finestra.

 FROM: il file da eseguire al posto di S:Shell-Startup.

Esempi:

 NEWSHELL
 NEWSHELL CON:////Shell/CLOSE

@endnode

@node "NIL" "NIL:"

Nome: NIL:

Locazione: --

Template : --

NIL: funziona come un device. Tutto ciò che inviato in scrittura a
NIL: andrà perduto. In lettura NIL: non fornisce alcun carattere.
Viene Viene usato per ridirezionare l'input o l'output di un comando.
NIL: viene montato automaticamente dal sistema operativo a ogni
reset.

Esempio:

 ECHO >NIL: "prova"

@endnode

@node "NoCapsLock" "NoCapsLock"

Nome: NoCapsLock

Locazione: Tools/Commodities/

Template : CX_PRIORITY/N/K

E' una Commodities. Disabilita il tasto Caps Lock. Da Shell il
programma si può interrompere con Control-C, Control-E o con il
comando Break.

 CX_PRIORITY/N/K: priorità di questa Commodities rispetto alle altre.

Esempio:

 NOCAPSLOCK

@endnode

@node "NoFastMem" "NoFastMem"

Nome: NoFastMem

Locazione: System/

Template : --

Azzera la memoria Fast. Può essere utile per ragioni di compatibilità
oppure per costringere un programma a non usare la memoria Fast. Da
Shell il programma si interrompe con un Control-C o con il comando
Break.

Esempio:

 NOFASTMEM

@endnode

@node "NTSC" "NTSC"

Nome: NTSC

Locazione: Devs/Monitors/

Template : --

Vedere Monitors

@endnode

@node "Overscan" "Overscan"

Nome: Overscan

Locazione: Prefs/

Template : FROM,EDIT/S,USE/S,SAVE/S,PUBSCREEN/K

E' un programma Preferences che permette di determinare l'overscan di
una dato schermo presente nel display database.

 FROM: il file da usare per creare la configurazione corrente. Deve
essere un file creato mediante il parametro SAVE di Overscan. Se non
viene indicato, verrà usato il file ENV:sys/overscan.prefs.

 EDIT/S: apre l'interfaccia grafica. Se non viene indicato né il
parametro USE, né il parametro SAVE, l'interfaccia grafica si aprirà
anche se non si specifica tale parametro.

 USE/S: usa la configurazione corrente, che verrà salvata nel file
ENV:sys/overscan.prefs.

 SAVE/S: usa e salva la configurazione corrente nel file
ENVARC:sys/overscan.prefs.

 PUBSCREEN/K: apre l'interfaccia grafica sullo schermo pubblico
indicato. E' presente dal 2.1.

Esempi:

 OVERSCAN
 OVERSCAN FROM ENV:sys/alt_overscan.prefs

@endnode

@node "PAL" "PAL"

Nome: PAL

Locazione: Devs/Monitors/

Template : --

Vedere Monitors

@endnode

@node "Palette" "Palette"

Nome: Palette

Locazione: Prefs/

Template : FROM,EDIT/S,USE/S,SAVE/S,PUBSCREEN/K

E' un programma Preferences che permette di determinare i colori
utilizzati dal Workbench.

 FROM: il file da usare per creare la configurazione corrente. Deve
essere un file creato mediante il parametro SAVE di Palette. Se non
viene indicato, verrà usato il file ENV:sys/palette.prefs.

 EDIT/S: apre l'interfaccia grafica. Se non viene indicato né il
parametro USE, né il parametro SAVE, l'interfaccia grafica si aprirà
anche se non si specifica tale parametro.

 USE/S: usa la configurazione corrente, che verrà salvata nel file
ENV:sys/palette.prefs.

 SAVE/S: usa e salva la configurazione corrente nel file
ENVARC:sys/palette.prefs.

 PUBSCREEN/K: apre l'interfaccia grafica sullo schermo pubblico
indicato. E' presente dal 2.1.

Esempi:

 PALETTE
 PALETTE FROM ENV:sys/alt_palette.prefs

@endnode

@node "PAR" "PAR:"

Nome: PAR:

Locazione: --

Template : --

PAR: è il device AmigaDOS che pilota la porta parallela. I caratteri
inviati verso PAR: verranno scritti senza alcuna decodifica sulla porta
parallela di Amiga. PAR: viene montato automaticamente dal sistema
operativo a ogni reset e utilizza i file L:port-handler e
DEVS:parallel.device.

Esempio:

 ECHO >PAR: "prova*n"

@endnode

@node "Path" "Path"

Nome: Path

Locazione: Interno

Template : PATH/M,ADD/S,SHOW/S,RESET/S,REMOVE/S,QUIET/S

Path stabilisce le directory in cui la Shell dovrà cercare i comandi
da eseguire. Chiamato senza parametri, visualizza il path corrente.
Il path inizia sempre con la directory corrente e termina sempre con
la directory logica C:. La Startup-Sequence del 3.1 stabilisce un
path, ereditato poi da tutte le Shell, che comprende le seguenti
directory: RAM:, C:, SYS:Utilities, SYS:Rexxc, SYS:System, S:,
SYS:Prefs, SYS:WBStartup, SYS:Tools e SYS:Tools/Commodities.

 PATH/M: una o più directory per il path.

 ADD/S: le directory indicate vanno aggiunte a quelle preesistenti.
E' il comportamento di default. Le directory indicate verranno
aggiunte in coda a quelle presistenti, prima di C:.

 SHOW/S: mostra il path corrente. Equivale a chiamare Path senza
alcun parametro.

 RESET/S: sostituisce le directory indicate a quelle preesistenti.

 REMOVE/S: rimuove le directory indicate dal path preesistente.

 QUIET/S: se è stato specificato SHOW e nel path è presente il nome
di un volume che è stato rimosso dal sistema (ad esempio nome di un
floppy), non apre il requester che richiede l'inserimento del disco,
ma visualizza la stringa "dispositivo (o disco) non montato".

Esempi:

 PATH SYS:devs
 PATH
 PATH SYS:devs remove
 PATH
 PATH DF0:
 PATH QUIET

@endnode

@node "PC0" "PC0:"

Nome: PC0:

Locazione: --

Template : --

PC0:, PC1:, PC2: e PC3: sono i nomi utilizzati dal sistema (a
partire dal Workbench 2.1) per indicare i dischi in formato MS-DOS,
sia da 720 Kb che da 1.44 Mb, inseriti nei floppy (da DF0: a DF3:).
Per operare sui dischi di tale formato, occorre usare tali nomi invece
di DF0:...DF3:. Il file system utilizzato è contenuto nel file
L:CrossDOSFileSystem che a sua volta usa il file DEVS:mfm.device per
leggere i floppy. La Commodities CrossDos permette il abilitare delle
conversioni di formato dei testi ASCII: i vari filtri disponibili
sono contenuti nella directory L:FileSystem_Trans/. Le Mountlist per
i device PCx: si trovano nella directory Storage/DOSDrivers/. Per
avviare i device PCx: si può usare da Shell il comando Mount, oppure
selezionare da Workbench l'icona del file contenuto in
Storage/DOSDrivers/. Per montarli automaticamente a ogni reset si
deve spostare l'icona del device da Storage/DOSDrivers a
DEVS:DOSDrivers. CrossDos può essere utilizzato anche per leggere e
scrivere su partizioni di hard disk in formato MS-DOS, in tal caso
dovranno essere utilizzati nomi come PCC: o PCD: per indicare la
partizione.

Esempi:

 MOUNT PC0:
 FORMAT DRIVE PC0: NAME MSDOS
 COPY RAM:#? PC0: ALL
 DELETE PC0:#? ALL

@endnode

@node "PCD" "PCD"

Nome: PCD

Locazione: S/

Template : DIR

PCD è uno script AmigaDOS che funziona come CD e quindi modifica la
directory corrente. In più, è in grado di ricordare il nome della
directory precedente e, se viene chiamato senza parametri, effettuerà
un CD verso tale directory. PCD tiene traccia di directory diverse
per ogni Shell ed è in grado di ricordare solo le directory modificate
tramite PCD.

 DIR: nome della directory da rendere la directory corrente.

Esempi:

 PCD T:
 PCD
 PCD

@endnode

@node "PIPE" "PIPE:"

Nome: PIPE:

Locazione: --

Template : --

PIPE: è un device che permette a un processo di leggere i dati in
uscita da un altro processo in tempo reale. Viene utilizzato spesso
con la redirezione e la sua presenza può essere richiesta da
particolari applicazioni per Amiga. Per montare il device si può
usare Mount o selezionare da Workbench l'icona PIPE posta in
Storage/DOSDrivers/ oppure ancora spostare l'icona PIPE in
DEVS:DOSDrivers/ per effettuare automaticamente il mount a ogni reset.
Il codice di PIPE: è contenuto nel file L:Queue-Handler. PIPE:
accetta dei nomi di file che indicano differenti flussi di dati.
Quando il buffer interno si riempie in scrittura, PIPE: non accetterà
altri dati fino a quando il buffer non verrà svuotato da un'operazione
di lettura. La grandezza del buffer è di 4 Kb, ma può essere
modificata indicando la sua lunghezza in byte dopo il nome e un
carattere "/". Un ulteriore parametro numerico, sempre preceduto da
"/" permette di limitare il numero massimo di buffer: un valore pari
a 0 indica un numero illimitato di buffer; di default tale valore è 1.
Ad esempio:

 PIPE:prova/50000/0

indica un flusso di nome "prova" con un numero illimitato di buffer di
50.000 byte ciascuno.

Esempi:

 Mount PIPE:
 RUN DIR >PIPE:prova
 TYPE PIPE:prova
 RUN DIR >PIPE:prova/300
 TYPE PIPE:prova

@endnode

@node "Pointer" "Pointer"

Nome: Pointer

Locazione: Prefs/

Template : FROM,EDIT/S,USE/S,SAVE/S,CLIPUNIT/K/N,NOREMAP/S

Pointer è un programma Preferences che permette di modificare
l'aspetto del puntatore del mouse. Sotto 2.0 e 2.1 il file di
configurazione si chiama pointer.ilbm ed è un normale file IFF ILBM
che contiene l'immagine del puntatore. Sotto 3.0 e 3.1 il file si
chiama Pointer.prefs e contiene i dati relativi a due immagini del
puntatore (quella normale e quella di attesa).

 FROM: il file di configurazione da usare. Deve essere un file
creato mediante il parametro SAVE di Pointer. Se non viene indicato,
verrà usato il file posto in ENV:sys/.

 EDIT/S: apre l'interfaccia grafica. Se non viene indicato né il
parametro USE, né il parametro SAVE, l'interfaccia grafica si aprirà
anche se non si specifica tale parametro.

 USE/S: usa la configurazione corrente, che verrà salvata in
ENV:sys/.

 SAVE/S: usa e salva la configurazione corrente in ENVARC:sys/.

 CLIPUNIT/K/N: usa l'unità clipboard indicata. Di default è l'unità
0. E' presente dal 2.1.

 NOREMAP/S: il parametro è stato introdotto a partire dalla versione
3.0 del Workbench. Inibisce il remap dei colori durante
l'importazione delle immagini preservando i colori originali.

Esempi:

 POINTER

 Sotto 3.0:

 POINTER ENV:sys/alt_pointer.prefs USE

 Sotto 2.0:

 POINTER ENV:sys/alt_pointer.ilbm USE

@endnode

@node "Preferences" "Preferences"

Nome: Preferences

Locazione: Prefs/

Template : --

I comandi Preferences, posti nella directory Prefs/, permettono di
configurare il sistema secondo le proprie necessità. Le modifiche
apportate a una configurazione posono essere temporanee (gadget "Usa")
e in tal caso il programma salva il file di configurazione nella
directory ENV:sys/ che normalmente è posta in RAM, oppure definitive
(gadget "Salva") e in tal caso il programma salva la configurazione in
un file posto in ENVARC:sys/. Il nome del file di default è di solito
identico al nome del programma seguito dal suffisso ".prefs". Molti
parametri sono comuni a tutti i comandi Preferences. Si può forzare
un programma di questo tipo a usare un file di configurazione diverso
da quello di default mediante il parametro FROM. Tale file può essere
usato temporaneamente se si specifica l'opzione USE, oppure in via
definitiva se si specifica l'opzione SAVE.

A partire dal 2.1 in molti comandi Preferences è stata aggiunta
l'opzione PUBSCREEN/K per aprire l'interfaccia su uno schermo pubblico
scelto dall'utente.

@endnode

@node "PrepCard" "PrepCard"

Nome: PrepCard

Locazione: Tools/

Template : DISK/S,RAM/S

Il programma prepara una RAM Card PCMCIA (presente solo su A600 e
A1200) per l'uso. La RAM Card può essere preparata come disco o come
memoria.

 DISK/S: prepara la RAM Card come disco.

 RAM/S: prepara la RAM Card come memoria.

Esempi:

 PREPCARD DISK

@endnode

@node "Printer" "Printer"

Nome: Printer

Locazione: Prefs/

Template : FROM,EDIT/S,USE/S,SAVE/S,PUBSCREEN/K,UNIT/S

Printer è un programma Preferences che permette di impostare le
caratteristiche di base della stampa, la porta (seriale o parallela) e
il driver da utilizzare. I driver mostrati dall'interfaccia sono
contenuti in DEVS:Printers (PRINTERS: a partire dal 2.1). I driver
non in uso si trovano in Storage/Printers.

 FROM: il file da usare per creare la configurazione corrente. Deve
essere un file creato mediante il parametro SAVE di Printer. Se non
viene indicato, verrà usato il file ENV:sys/printer.prefs.

 EDIT/S: apre l'interfaccia grafica. Se non viene indicato né il
parametro USE, né il parametro SAVE, l'interfaccia grafica si aprirà
anche se non si specifica tale parametro.

 USE/S: usa la configurazione corrente, che verrà salvata nel file
ENV:sys/printer.prefs.

 SAVE/S: usa e salva la configurazione corrente nel file
ENVARC:sys/printer.prefs.

 PUBSCREEN/K: apre l'interfaccia grafica sullo schermo pubblico
indicato.

 UNIT/S: attiva il gadget Unit (Unità) nell'interfaccia grafica del
programma. Serve quando si dispone di più porte parallele o seriali
da indirizzare con un diverso numero di unità. E' presente dal 2.1.

Esempi:

 PRINTER
 PRINTER FROM ENV:sys/alt_printer.prefs

@endnode

@node "PrinterGfx" "PrinterGfx"

Nome: PrinterGfx

Locazione: Prefs/

Template : FROM,EDIT/S,USE/S,SAVE/S,PUBSCREEN/K

PrinterGfx è un programma Preferences che permette di impostare le
preferenze per la stampa grafica.

 FROM: il file da usare per creare la configurazione corrente. Deve
essere un file creato mediante il parametro SAVE di PrinterGfx. Se
non viene indicato, verrà usato il file ENV:sys/printergfx.prefs.

 EDIT/S: apre l'interfaccia grafica. Se non viene indicato né il
parametro USE, né il parametro SAVE, l'interfaccia grafica si aprirà
anche se non si specifica tale parametro.

 USE/S: usa la configurazione corrente, che verrà salvata nel file
ENV:sys/printergfx.prefs.

 SAVE/S: usa e salva la configurazione corrente nel file
ENVARC:sys/printergfx.prefs.

 PUBSCREEN/K: apre l'interfaccia grafica sullo schermo pubblico
indicato.

Esempi:

 PRINTERGFX
 PRINTERGFX FROM ENV:sys/printergfx_alt.prefs

@endnode

@node "PrinterPS" "PrinterPS"

Nome: PrinterPS

Locazione: Prefs/

Template : FROM,EDIT/S,USE/S,SAVE/S,PUBSCREEN/K

PrinterPS è un programma Preferences che permette di impostare le
preferenze per la stampa PostScript. E' stato introdotto con la
versione 2.1 del Workbench.

 FROM: il file da usare per creare la configurazione corrente. Deve
essere un file creato mediante il parametro SAVE di PrinterPS. Se non
viene indicato, verrà usato il file ENV:sys/printerps.prefs.

 EDIT/S: apre l'interfaccia grafica. Se non viene indicato né il
parametro USE, né il parametro SAVE, l'interfaccia grafica si aprirà
anche se non si specifica tale parametro.

 USE/S: usa la configurazione corrente, che verrà salvata nel file
ENV:sys/printerps.prefs.

 SAVE/S: usa e salva la configurazione corrente nel file
ENVARC:sys/printerps.prefs.

 PUBSCREEN/K: apre l'interfaccia grafica sullo schermo pubblico
indicato.

Esempi:

 PRINTERPS
 PRINTERPS FROM ENV:sys/printerps_alt.prefs

@endnode

@node "PRINTERS" "PRINTERS:"

Nome: PRINTERS:

Locazione: Devs/Printers/

Template : --

Questa directory logica viene creata dalla Startup-Sequence a partire
dalla versione 2.1 del Workbench e indica la locazione in cui sono
contenuti i driver per le stampanti. I driver non in uso si trovano
in Storage/Printers/.

@endnode

@node "PrintFiles" "PrintFiles"

Nome: PrintFiles

Locazione: Tools/

Template : -F/S,FILE/A/M

Permette di stampare uno o più file di testo usando la configurazione
corrente della stampante. Il template è solo ricostruito.

 -F/S: questa opzione forza un form feed (avanzamento pagina) alla
fine di ogni file.

 FILE/A/M: uno o più file ASCII da stampare.

Esempio:

 PRINTFILES -f s:startup-sequence s:user-startup

@endnode

@node "PROGDIR" "PROGDIR:"

Nome: PROGDIR:

Locazione: --

Template : --

PROGDIR: è una pseudo directory logica che indica la directory da cui
è stato caricato il programma in esecuzione. E' priva di utilità per
l'utente finale.

@endnode

@node "Prompt" "Prompt"

Nome: Prompt

Locazione: Interno

Template : PROMPT

Prompt permette di modificare il prompt della Shell, ossia la stringa
che viene visualizzata ogni volta che la Shell richiede un nuovo
comando all'utente. La stringa può contenere dei caratteri speciali
introdotti da %:

 %N   numero di processo CLI

 %S   directory corrente

 %R   livello di errore restituito dall'ultimo comando

Si possono inserire interi comandi nella stringa di prompt mediante il
sistema dei backtick (vedere sezione introduttiva sui caratteri
speciali). perché il comando venga eseguito a ogni prompt è
necessario far precedere l'accento grave (backtick) da un asterisco.

 PROMPT: la stringa da visualizzare. Se non viene specificata, verrà
usata la stringa "%N.%S> ".

Esempi:

 PROMPT "%N.%R.%S> "
 PROMPT "*`date*`> "

@endnode

@node "Protect" "Protect"

Nome: Protect

Locazione: C/

Template : FILE/A,FLAGS,ADD/S,SUB/S,ALL/S,QUIET/S

Protect modifica i flag (o bit) di protezione dei file. I bit vanno
indicati con una delle seguenti lettere:

 h  il file va reso residente alla prima esecuzione (bit non documentato).

 s  il file è uno script.

 p  il file è puro.

 a  il file è stato archiviato.

 r  il file è leggibile.

 w  il file è scrivibile.

 e  il file è eseguibile.

 d  il file è cancellabile.

I flag dei file si possono visualizzare con il comando LIST: un segno
"-" indica che il bit non è attivo.

 FILE/A: il file su cui operare. Può essere una wildcard.

 FLAGS: i bit di protezione da modificare. Se i bit sono preceduti
dal segno "+", verranno aggiunti a quelli preesistenti come se fosse
stato indicato il parametro ADD; se sono preceduti dal segno "-",
verranno sottratti a quelli preesistenti, come se fosse stato
specificato il parametro SUB. Altrimenti Protect modifica tutti i bit
del file, cancellando ogni bit preesistente: in questo caso la
presenza di una lettera indica che il bit va attivato, la sua assenza
che il bit va rimosso.

 ADD/S: i bit indicati vanno aggiunti a quelli preesistenti.

 SUB/S: i bit indicati vanno sottratti a quelli preesistenti.

 ALL/S: modifica i bit anche dei file contenuti nelle sottodirectory.

 QUIET/S: disabilita l'output a video.

Esempi:

 PROTECT S:PCD -es
 PROTECT S:PCD +es
 PROTECT S:PCD es SUB
 PROTECT S:PCD es ADD
 PROTECT S:PCD ed
 PROTECT S:PCD srwed

@endnode

@node "PRT" "PRT:"

Nome: PRT:

Locazione: --

Template : --

PRT: è un device che viene montato automaticamente dal sistema
operativo a ogni reset. I caratteri scritti in PRT: vengono
decodificati e inviati verso la stampante utilizzando le preferenze
stabilite mediante i comandi Printer, PrinterGfx e PrinterPS. PRT:
supporta i codici di escape delle stampanti (vedere escape nella
sezione sui caratteri speciali) e utilizza i file L:port-handler,
DEVS:Printer.device, il driver di stampa indicato mediante Printer e
contenuto in DEVS:Printers, la porta (seriale o parallela) indicata
sempre in Printer e i relativi device DEVS:serial.device o
DEVS:parallel.device.

Esempio:

 COPY S:Startup-sequence TO PRT:

@endnode

@node "Quit" "Quit"

Nome: Quit

Locazione: Interno

Template : RC/N

Quit permette di concludere uno script AmigaDOS. E' utile solo negli
script.

 RC/N: il livello di errore restituito dallo script.

Esempio:

 QUIT
 QUIT 10

@endnode

@node "RAD" "RAD:"

Nome: RAD:

Locazione: --

Template : --

RAD: è un disco che usa la memoria invece di un supporto magnetico,
sopravvive al reset e permette l'autoboot. A differenza di RAM:
alloca sin dall'avvio tutta la memoria che gli serve. La geometria
del disco va indicata in una Mountlist: quella fornita con il sistema
operativo, che si riferisce a un device chiamato RAD:, si trova nel
file DEVS:Mountlist sotto 2.0 e nel file Storage/DOSDrivers sotto 2.1
e superiori. Tale configurazione di RAD: imita quella di un floppy
per cui è possibile copiare direttamente un floppy in RAD: mediante
DiskCopy e utilizzarla come se fosse un floppy a tutti gli effetti.
Per montare RAD: si può usare il comando Mount, oppure selezionare
l'icona RAD da Workbench, oppure ancora copiare tale icona in
DEVS:DOSDrivers/ per abilitare autoamticamente il mount a ogni reset.
Per rimuovere RAD: impedendo che sopravviva al reset, occorre usare
il comando RemRad. Si possono montare più RAD: creando delle copie
della Mountlist e cambiando nome e unità. La priorità di boot si
imposta mediante il parametro BootPri della Mountlist: ponendolo a un
valore superiore a quello dell'hard disk, il boot avverrà da RAD:.
RAD richiede il file DEVS:ramdrive.device.

Esempi:

 MOUNT RAD:
 DISKCOPY DF0: RAD:

@endnode

@node "RAM" "RAM:"

Nome: RAM:

Locazione: --

Template : --

RAM: è un disco che utilizza la memoria invece di un supporto
magnetico. Alloca e rilascia in maniera dinamica la memoria. Viene
montata automaticamente a ogni reset dal sistema operativo.

@endnode

@node "RAW" "RAW:"

Nome: RAW:

Locazione: --

Template : --

RAW: indica una console analoga a CON: (vedere CON). A differenza
di CON: non opera alcuna elaborazione sui dati di input e output.
Può essere usata solo con quei programmi che richiedono esplicitamente
una console di questo tipo.

@endnode

@node "Relabel" "Relabel"

Nome: Relabel

Locazione: C/

Template : DRIVE/A,NAME/A

Relabel permette di modificare il nome di un volume contenuto in un
qualsiasi device AmigaDOS (DF0:, RAM:, RAD: e così via).

 DRIVE/A: il nome del device o del volume da modificare completo dei
due punti finali.

 NAME/A: il nuovo nome privo dei due punti finali.

Esempi:

 RELABEL RAM: RamDisk
 RELABEL RAD: DFR

@endnode

@node "RemRad" "RemRad"

Nome: RemRad

Locazione: C/

Template : DEVICE,FORCE/S

Cancella il contenuto di RAD. RAD rimane comunque in memoria fino al
reset successivo.

 DEVICE: il nome di RAD se è diverso da RAD:.

 FORCE/S: cancella il contenuto di RAD anche se è in uso.

Esempi:

 REMRAD RAD:
 REMRAD RAD: FORCE

@endnode

@node "Rename" "Rename"

Nome: Rename

Locazione: C/

Template : FROM/A/M,TO=AS/A,QUIET/S

Rename consente di cambiare il nome di un file o di una directory e/o
la loro posizione nell'albero delle directory. Se la destinazione si
riferisce a una directory esistente, i file indicati verranno spostati
nella nuova posizione. Se vengono indicati in FROM più file, anche
mediante wildcard, la destinazione deve essere una directory
esistente. Rename non permette di spostare un file o una directory da
un disco a un altro, né di sovrascrivere file preesistenti. Rename
non crea eventuali directory presenti nel percorso (path) del nome
destinazione.

 FROM/A/M: uno o più file o directory da modificare. E' possibile
usare wildcard.

 TO=AS/A: il nuovo nome del file o la directory destinazione.

 QUIET/S: disabilita l'output a video.

Esempi:

 RENAME RAM:ENV/sys/*.prefs RAM:T
 RENAME RAM:T/*.prefs RAM:ENV/sys
 RENAME RAM:ENV/sys/font.prefs RAM:T/altfont.prefs
 RENAME RAM:T/altfont.prefs RAM:ENV/sys/font.prefs

@endnode

@node "RequestChoice" "RequestChoice"

Nome: RequestChoice

Locazione: C/

Template : TITLE/A,BODY/A,GADGETS/M,PUBSCREEN/K

RequestChoice crea un requester di sistema a scelte multiple e attende
che l'utente selezioni un gadget. E' utile negli script. Il comando
è stato introdotto dal Workbench 3.0.

 TITLE/A: il titolo del requester.

 BODY/A: il testo che deve apparire al centro del requester. E'
consentito il codice di escape "*n".

 GADGETS/M: una o più stringhe separate da spazi che rappresentano i
testi dei vari gadget. Il numero del gadget prescelto dall'utente verrà
inviato nel canale di output corrente e sarà presente anche nella
variabile locale Result2 (vedere Set e Get). I gadget vengono numerati
partendo da 0 da sinistra a destra.

 PUBSCREEN/K: lo schermo pubblico da utilizzare.

Esempi:

 REQUESTCHOICE >ENV:risposta "Titolo" "Scegli quello*nche vuoi" "Sì" "Non so" "No"
 ECHO $risposta

@endnode

@node "RequestFile" "RequestFile"

Nome: RequestFile

Locazione: C/

Template : DRAWER,FILE/K,PATTERN/K,TITLE/K,POSITIVE/K,NEGATIVE/K,
ACCEPTPATTERN/K,REJECTPATTERN/K,SAVEMODE/S,MULTISELECT/S,DRAWERSONLY/S,
NOICONS/S,PUBSCREEN/K

Apre un file requester e invia in output il nome del file completo di
percorso (path) scelto dall'utente rachiuso tra parentesi. Se il
percorso del file non contiene alcun nome di device allora il nome è
relativo alla directory corrente. Il comando restituisce il livello di
errore 5 solo se l'utente seleziona il gadget "Cancel" o il gadget di
chiusura della finestra del file requester. E' stato introdotto dalla
versione 3.0 del sistema operativo.

 DRAWER: nome della directory iniziale. Di default è la directory
corrente.

 FILE/K: nome iniziale del file.

 PATTERN/K: accetta come argomento un nome con wildcard AmigaDOS e
abilita il pattern (Filtro) nel file requester.

 TITLE/K: il titolo del file requester. Di default è "Select File".

 POSITIVE/K: il testo per il gadget "Ok".

 NEGATIVE/K: il testo per il gadget "Cancel".

 ACCEPTPATTERN/K: accetta come argomento un nome con wildcard AmigaDOS e
visualizza solo i file conformi.

 REJECTPATTERN/K: accetta come argomento un nome con wildcard AmigaDOS e
visualizza solo i file non conformi.

 SAVEMODE/S: attiva il filerequester per la scrittura.

 MULTISELECT/S: attiva la selezione multipla. I nomi dei file
selezionati verranno inviati in output racchiusi tra parentesi e separati
da uno spazio.

 DRAWERSONLY/S: attiva il filerequester per la scelta di una directory.

 NOICONS/S: non visualizza i file .info.

 PUBSCREEN/K: apre la finestra del file requester sullo schermo pubblico
indicato.

Esempi:

 REQUESTFILE
 REQUESTFILE ENV:SYS PATTERN #?.prefs

@endnode

@node "Resident" "Resident"

Nome: Resident

Locazione: Interno

Template : NAME,FILE,REMOVE/S,ADD/S,REPLACE/S,PURE=FORCE/S,SYSTEM/S

Rende residente un programma. Una volta reso residente, un comando può
essere eseguito più volte senza dover essere caricato da disco. Il
comando deve essere puro e quindi avere il bit di protezione "p"
abilitato. Se Resident viene lanciato senza parametri visualizza i nomi
dei comandi residenti seguiti da quelli dei comandi interni (che fanno
cioè parte del codice della Shell). I comandi residenti sono seguito da
un valore che indica il numero di processi che attualmente lo usano.

 NAME: nome del file residente: può differire dal nome originale. Se
non viene indicato verrà usato il nome originale del file.

 FILE: nome con percorso (path) del file da rendere residente.

 REMOVE/S: rimuove un comando residente. Se il comando è in uso non
può essere rimosso.

 ADD/S: rende residente il programma senza rimuovere un
altro eventuale comando residente con lo stesso nome. Di default il
comando preesistente viene sostituito.

 REPLACE/S: sostituisce un eventuale programma residente che abbia lo
stesso nome (default). Un programma in uso non può essere sostituito.

 PURE=FORCE/S: rende residente un comando privo di bit di protezione
"p". Se il comando non è effettivamente puro, la sua esecuzione può
generare errori di sistema.

 SYSTEM/S: rende residente un programma come risorsa di sistema. Un
programma di questo tipo non può più essere rimosso. Tale parametro
può essere usato da alcune particolari applicazioni. Per vedere
l'elenco dei file residenti di sistema occorre usare la linea di
comando "RESIDENT SYSTEM".

Esempi:

 RESIDENT
 RESIDENT Assign
 RESIDENT SYSTEM
 RESIDENT Assign REMOVE

@endnode

@node "REXX" "REXX:"

Nome: REXX:

Locazione: Rexx/

Template : --

REXX: è la directory logica in cui vengono ricercati da ARexx i
programmi (script) da mandare in esecuzione quando non vengono trovati
nella directory corrente.

@endnode

@node "RexxMast" "RexxMast"

Nome: RexxMast

Locazione: System/

Template : --

RexxMast è l'interprete ARexx: deve essere lanciato una sola volta
dopo ogni reset. Da quel momento in poi risiederà in memoria e si
porrà in attesa di script da interpretare e quindi eseguire. Per
comunicare il nome del file a RexxMast si deve usare il comando
AmigaDOS RX (vedere) oppure una delle due istruzioni ARexx "Address
REXX file" e "Address AREXX file". Per attivare RexxMast a ogni reset
si può inserire la sua icona in WBStartup (in tal caso sarà avviato
assieme al Workbench), oppure modificare gli script S:Startup-Sequence
o S:User-Startup inserendo tale comando. Per disattivare l'interprete
ARexx si deve usare il comando RXC.

Esempio:

 REXXMAST

@endnode

@node "Run" "Run"

Nome: Run

Locazione: Interno

Template : COMMAND/F

Run permette di mandare in esecuzione un programma come processo
separato. Ciò significa che la Shell resterà libera per eseguire
altri comandi. I programmi lanciati con Run utilizzeranno per
l'output la finestra della Shell da cui è stato eseguito Run. Al
momento del lancio, Run visualizza un numero che indica il numero di
processo CLI generato dal programma. Tale valore è preceduto dalla
parola "CLI" e posto tra parentesi quadre. Quando si usa Run,
l'eventuale redirezione che precede il nome di comando vale per Run e
quella che lo segue vale per il comando da eseguire in background. Se
si redireziona Run, si modificano di conseguenza i canali di input e
output del comando. Per usare la finestra della Shell anche per
l'input del comando occorre ridirezionare il comando in una di queste
due forme:

 <>console:
 <>*

In questo caso la Shell e il comando in background si alterneranno in
maniera imprevedibile nella lettura dell'imput utente.

Finché il comando lanciato da Run non termina l'esecuzione, la
finestra usata dalla Shell non potrà chiudersi a meno che non si
specifichi la redirezione dell'output di Run verso NIL: o altro file.

Con Run è possibile eseguire in sequenza più comandi come un unico
processo in backgrond. Per introdurre più linee di comando da Shell
si deve concludere la linea con uno spazio, un segno "+" e il tasto
Return. Il procedimento può essere ripetuto per le linee successive.
La stessa cosa si può fare in uno script.

 COMMAND/F: il comando completo di argomenti ed eventuale ridirezione.

Esempi:

 RUN DIR RAM:
 RUN >NIL: DIR RAM:
 RUN DIR <>CONSOLE: ?

 RUN DIR +
 LIST +
 ECHO "FINE"

@endnode

@node "RX" "RX"

Nome: RX

Locazione: Rexxc/

Template : SCRIPT/F

RX serve a comunicare il nome dello script da eseguire all'interprete
ARexx (vedere RexxMast) che risiede in memoria. Se l'interprete non è
attivo, RX lancia RexxMast automaticamente. Una volta comunicato
all'interprete il nome del file, RX si pone in attesa che l'interprete
concluda l'esecuzione: solo a quel punto farà ritorno alla Shell. Se
nel nome del file è presente il nome di un device o di una directory
logica, l'interprete cercherà il file solo nella directory indicata.
Altrimenti l'interprete cercherà il file nella directory corrente di
RX e in REXX:. Se il nome non contiene un suffisso, prima verrà
cercato un file con estensione ".rexx" e poi senza.

Come nel caso di Execute, è possibile omettere RX ed eseguire
direttamente il comando (RX viene chiamato implicitamente) a patto che
lo script ARexx abbia i bit di protezione "es" attivi e che sia posto
in una directory presente nel path della Shell.

RX permette anche di eseguire dei piccoli script ARexx forniti sotto
forma di stringa compresa tra virgolette. La virgoletta finale è
opzionale. Per annidare le virgolette occorre raddoppiarle ogni
volta.

Il template è solo ricostruito.

 SCRIPT/F: il nome del file con gli eventuali argomenti da passare
all'interprete, oppure delle istruzioni ARexx inserite tra virgolette.

Esempi:

 RX prova
 RX prova.rexx
 RX K:prova
 prova.rexx
 RX "say 'Hellò"
 RX "say '""Hello""'"

@endnode

@node "RXC" "RXC"

Nome: RXC

Locazione: Rexxc/

Template : --

RXC interrompe l'esecuzione dell'interprete ARexx (vedere RexxMast).

Esempio:

 RXC

@endnode

@node "RXLIB" "RXLIB"

Nome: RXLIB

Locazione: Rexxc/

Template : NAME,PRIORITY,OFFSET,VERSION

RXLIB aggiunge una libreria di funzioni ARexx alla lista delle
librerie dell'interprete. Corrisponde alla funzione ARexx addlib().
Chiamato senza parametri, visualizza l'elenco delle librerie
disponibili. Il template è solo ricostruito.

 NAME: nome della libreria.

 PRIORITY: priorità di ricerca rispetto alle altre librerie.

 OFFSET: offset della prima funzione (dipende dalla libreria).

 VERSION: versione minima da caricare.

Esempi:

 RXLIB
 RXLIB "rexxsupport.library" 0 -30 0

@endnode

@node "RXSET" "RXSET"

Nome: RXSET

Locazione: Rexxc/

Template : NAME,VALUE

Questo comando permette di creare da AmigaDOS delle variabili Clip di
ARexx, cioè delle variabili globali condivise dai diversi programmi
ARexx. Il comando corrisponde alla funzione setclip() di ARexx. Se
non viene indicato alcun parametro, verranno visualizzate le variabili
esistenti.

Il template è solo ricostruito.

 NAME: nome della variabile clip. ARexx tiene conto di maiuscole e
minuscole.

 VALUE: valore che deve assumere la variabile. Se non viene
indicato, la variabile verrà cancellata.

Esempi:

 RXSET prova "2-5-1995"
 RXSET prova
 RXSET prova `date`
 RXSET

@endnode

@node "S" "S:"

Nome: S:

Locazione: S/

Template : --

S: è una directory logica creata automaticamente dal sistema
operativo ad ogni reset. E' destinata a contenere gli script AmigaDOS
come quelli che permettono l'avvio del sistema, cioè Startup-Sequence
e User-Startup.

@endnode

@node "Say" "Say"

Nome: Say

Locazione: Utilities/

Template : STRINGA

Say è presente sino alla versione 2.0 del sistema operativo, ma
funziona anche con le versioni successive. Permette di sintetizzare
la voce umana mediante i canali audio di Amiga. Se non viene
specificato alcun parametro, il comando apre due finestre in cui è
possibile inserire direttamente il testo da pronunciare, i fonemi e i
parametri di configurazione. Il programma richiede la presenza dei
file LIBS:translator.library e DEVS:narrator.device. Si tenga
presente che il programma pronuncia correttamente solo la lingua
inglese. La stringa passata a SAY come argomento verrà pronunciata
nell'ordine indicato dalla linea di comando. Questa stringa oltre
alle normali parole può contenere uno o più caratteri speciali che
verranno eseguiti nell'ordine indicato. Il carattere # indica un
numero decimale che non deve essere preceduto da spazi.

 -m   usa la voce maschile

 -f   usa la voce femminile

 -r   usa la voce artificiale

 -n   usa la voce naturale

 -s#  cambia la velocità di pronuncia, # deve essere compreso tra 40 e 400

 -p#  cambia l'altezza della voce, # deve essere compreso tra 65 e 320

 -x file  pronuncia il contenuto del file ASCII

Esempi:

 ECHO >t:hel "Hello"
 SAY -f -x t:hel -m World
 SAY -p200 -f -x t:hel -m -p100 World -r -x t:hel -s60 World

@endnode

@node "ScreenMode" "ScreenMode"

Nome: ScreenMode

Locazione: Prefs/

Template : FROM,EDIT/S,USE/S,SAVE/S

Questo comando Preferences, permette di impostare le caratteristiche
dello schermo usato dal Workbench.

 FROM: il file da usare per creare la configurazione corrente. Deve
essere un file creato mediante il parametro SAVE di ScreenMode. Se
non viene indicato, verrà usato il file ENV:sys/screenmode.prefs.

 EDIT/S: apre l'interfaccia grafica. Se non viene indicato né il
parametro USE, né il parametro SAVE, l'interfaccia grafica si aprirà
anche se non si specifica tale parametro.

 USE/S: usa la configurazione corrente, che verrà salvata nel file
ENV:sys/screenmode.prefs.

 SAVE/S: usa e salva la configurazione corrente nel file
ENVARC:sys/screenmode.prefs.

Esempi:

 SCREENMODE
 SCREENMODE ENV:sys/alt_screenmode.prefs

@endnode

@node "Search" "Search"

Nome: Search

Locazione: C/

Template : FROM/M,SEARCH/A,ALL/S,NONUM/S,QUIET/S,QUICK/S,FILE/S,PATTERN/S

Search ricerca una stringa senza tenere conto di maiuscole e minuscole
in una o più directory o file. Se la trova, visualizza la riga che la
contiene preceduto dal numero di riga. Può essere usato anche per
trovare un file in un albero di directory. Restituisce un livello di
errore 5 (WARN) se non trova la stringa. La combinazione di tasti
Ctrl-D permette di abbandonare la ricerca nel file corrente.

 FROM/M: uno o più file o directory in cui effettuare la ricerca. Si
possono usare wildcard.

 SEARCH/A: la stringa da trovare. Può contenere wildcard se lo
switch PATTERN è attivo.

 ALL/S: esamina anche le sottodirectory.

 NONUM/S: non visualizza il numero di linea.

 QUIET/S: visualizza solo i nomi dei file che contengono la stringa
ricercata con il percorso completo.

 QUICK/S: va a capo dopo il nome del file solo quando la ricerca ha
avuto successo. Stampa anche il percorso completo del nome del file.

 FILE/S: effettua la ricerca sui nomi di file e non sul loro
contenuto. Lo switch PATTERN viene attivato automaticamente. Il nome
del file verrà stampato con il percorso completo.

 PATTERN/S: la stringa da cercare contiene wildcard AmigaDOS.

Esempi:

 SEARCH S:#?-#? work QUIET
 SEARCH S:#?-#? work QUICK
 SEARCH S:#?-#? set#?work PATTERN
 SEARCH ENV: #?.prefs FILE ALL

@endnode

@node "SER" "SER:"

Nome: SER:

Locazione: --

Template : --

SER: è il device che controlla la porta seriale. Tutti i caratteri
inviati a questo device verranno mandati in output senza alcuna
conversione sulla porta seriale. SER: viene montato automaticamente
dal sistema operativo a ogni reset e utilizza i file L:Port-Handler e
DEVS:serial.device. La porta seriale verrà configurata nel modo
indicato dal programma Preferences Serial (vedere). A partire dal 2.1
è cominciato il supporto per la scheda A2232. Dal 3.1 il software di
sistema sostituisce completamente quello fornito con la scheda
Commodore, pertanto si possono creare Mountlist con le keyword Baud,
Control, Device, Unit e Flags. E' anche possibile definire una
configurazione temporanea per la porta seriale, indicando alcuni
parametri dopo SER: in questo modo:

 SER:baud/controllo

ove "baud" è la velocità della porta seriale (1200, 2400, 4800...) e
"controllo" è una parola composta da tre lettere con questo
significato:

 prima lettera: numero di bit (7 o 8)

 seconda lettera:
    N nessuna parità
    O parità dispari
    E parità pari
    M parità mark
    S parità space

 terza lettera: numero di bit di stop (1 o 2)

Esempi:

 TYPE s:startup-sequence to SER:
 TYPE s:startup-sequence to SER:9600/8N1

@endnode

@node "Serial" "Serial"

Nome: Serial

Locazione: Prefs/

Template : FROM,EDIT/S,USE/S,SAVE/S,PUBSCREEN/K,UNIT/S

E' un programma Preferences che permette di configurare la porta
seriale.

 FROM: il file da usare per creare la configurazione corrente. Deve
essere un file creato mediante il parametro SAVE di Serial. Se non
viene indicato, verrà usato il file ENV:sys/serial.prefs.

 EDIT/S: apre l'interfaccia grafica. Se non viene indicato né il
parametro USE, né il parametro SAVE, l'interfaccia grafica si aprirà
anche se non si specifica tale parametro.

 USE/S: usa la configurazione corrente, che verrà salvata nel file
ENV:sys/serial.prefs.

 SAVE/S: usa e salva la configurazione corrente nel file
ENVARC:sys/serial.prefs.

 PUBSCREEN/K: apre l'interfaccia grafica sullo schermo pubblico
indicato. E' presente dal 2.1.

 UNIT/S: attiva il gadget dell'interfaccia grafica per la scelta
dell'unità. E' utile con la scheda multiseriale Commodore A2232. E'
presente a partire dal 2.1.

Esempi:

 SERIAL
 SERIAL FROM ENV:sys/alt_serial.prefs

@endnode

@node "Set" "Set"

Nome: Set

Locazione: Interno

Template : NAME,STRING/F

Crea una variabile locale o ne modifica il valore. La variabile è
locale nel senso che è visibile solo dalla Shell in cui è stata crata.
Le variabili locali, che hanno la precedenza su quelle globali,
possono essere inserite in una linea di comando tramite il carattere
speciale $. Se viene chiamato senza parametri SET visualizza tutte le
variabili locali esistenti. Per cancellare una variabile locale si
deve usare il comando UnSet (vedere).

La Shell gestisce alcune variabili locali dallo significato speciale:

 PROCESS  il numero del processo CLI corrente

 RC       il livello di errore restituito dall'ultimo comando eseguito

 RESULT2  il codice di errore restituito dall'ultimo comando eseguito

 ECHO     se a ON, la Shell visualizza le linee di comando prima di
          eseguirle; l'opzione si disabilita ponendo ECHO a OFF

 OLDREDIRECT abilita la gestione della redirezione dell'1.3.


 NAME: il nome della variabile locale. Non tiene conto di maiuscole e
minuscole.

 STRING/F: il nuovo valore della variabile locale.

Esempi:

 SET
 SET PROVA "variabile locale"
 SET
 SET ECHO ON
 UNSET PROVA
 SET ECHO OFF

@endnode

@node "SetClock" "SetClock"

Nome: SetClock

Locazione: C/

Template : LOAD/S,SAVE/S,RESET/S

Gestisce l'orologio con batteria tampone se è presente nel sistema.
Dal 2.0 il programma Preferences Time è capace di svolgere le medesime
operazioni. Va usato se si cambia data e ora con DATE e si vuole
rendere definitivo il cambiamento.

 LOAD/S: legge data e ora dall'orologio.

 SAVE/S: salva data e ora corrente nell'orologio.

 RESET/S: resetta l'orologio. Può risultare utile se per qualche
motivo l'orologio non reagisce al comando Setclock SAVE.

Esempi:

 SETCLOCK LOAD
 SETCLOCK RESET
 SETCLOCK SAVE

@endnode
 
 
@node "SetDate" "SetDate"

Nome: SetDate 

Locazione: C/

Template : FILE/A,WEEKDAY,DATE,TIME,ALL/S:

Modifica la data di uno o più file. Se viene indicato solo il nome
del file, verrà usata la data e l'ora corrente. La data di un file
viene visualizzata dal comando List. Quando si modifica il contenuto
di un file o di una directory, la data viene automaticamente
aggiornata dal sistema.

 FILE/A: i nomi dei file o delle directory da modificare. Accetta
wildcard.

 WEEKDAY: nome della settimana, del tipo "yesterday", "today",
"sunday". Dal 2.1 le date sono localizzate e quindi dipendono dalla
lingua adottata, se si sceglie l'italiano saranno per esempio:
"ieri", "oggi", "lunedì".

 DATE: data nel formato g-m-aa oppure g-mmm-aa, in quest'ultimo caso
i nome dei mesi sono localizzati a partire dal 2.1. Il 2000 è
indicato dal numero 0.

 TIME: ora nel formato hh:mm:ss.

 ALL/S: modifica la data dei file contenuti in eventuali
sottodirectory.

Esempi:

 SETDATE RAM:PROVA IERI
 SETDATE RAM:PROV#? 1-1-95
 SETDATE RAM:PROV#? 1-feb-1
 SETDATE RAM:#?

@endnode

@node "SetEnv" "SetEnv"

Nome: SetEnv

Locazione: Interno

Template : NAME,STRING/F

SetEnv crea o modifica le variabili globali AmigaDOS. Le variabili
globali sono comuni a tutte le Shell e corrispondo attualmente ai file
contenuti nella directory logica ENV:. Si può accedere al valore di
una variabile globale con il comando GetEnv oppure anteponendo al suo
nome il carattere speciale "$" (vedere dollaro) in una linea di
comando. Le variabili locali (vedere Set) hanno una priorità più
elevata di quelle globali, per cui se una variabile locale e una
globale hanno lo stesso nome, quando si usa $, verrà usato il valore
della variabile locale. Se si lancia SetEnv senza alcun parametro si
potrà visualizzare l'elenco di tutte le variabili globali esistenti
(il comando visualizza il nome di tutti i file contenuti in ENV:). In
teoria si possono creare variabili globali che contengono un path
relativo a ENV:, ma è preferibile evitarlo. La Startup-Sequence
standard crea le variabili globali Kickstart e Workbench, che
contengono il numero di versione delle due parti del sistema
operativo. Per cancellare una variabile globale si deve usare il
comando UnSetEnv (vedere).

 NAME: nome della variabile da modificare o da creare.

 STRING/F: valore della variabile. Può essere una stringa vuota o
contenere degli spazi.

Esempi:

 SETENV
 SETENV glob questa è una variabile globale
 ECHO $glob
 GETENV glob
 SETENV glob ""
 UNSETENV glob
 
@endnode

@node "SetFont" "SetFont"

Nome: SetFont

Locazione: C/

Template : NAME/A,SIZE/N/A,SCALE/S,PROP/S,ITALIC/S,BOLD/S,UNDERLINE/S

SetFont permette di modificare il font utilizzato dalla Shell da cui è
lanciato.

 NAME/A: nome del font.

 SIZE/N/A: corpo del font.

 SCALE/S: abilita la scalatura dei font bitmap. Altrimenti, se si
specifica un corpo che non esiste, verrà usto quello che più si
avvicina.

 PROP/S: abilita l'uso di font proporzionali. E' sconsigliabile
l'uso di un font proporzionale, perché la console li gestisce male al
momento dell'inserimento della linea di comando da parte dell'utente.

 ITALIC/S: usa il corsivo.

 BOLD/S: usa il neretto.

 UNDERLINE/S: usa la sottolineatura.

Esempi:

 SETFONT topaz 11 BOLD
 SETFONT topaz 15 SCALE ITAL

@endnode

@node "SetKeyboard" "SetKeyboard"

Nome: SetKeyboard

Locazione: C/

Template : KEYMAP/A

SetKeyboard, introdotto dal 2.1, modifica la mappa dei caratteri della
Shell corrente. Fino al 2.0 esisteva SetMap (vedere). La mappa dei
caratteri dipende normalmente dal tipo di tastiera collegata ad Amiga
e dipende dal paese: i file che le definiscono sono contenuti nella
directory logica KEYMAPS: che corrisponde a DEVS:Keymaps. Quelle non
in uso si trovano normalmente in Storage/Keymaps. I mutamenti
introdotti da SetKeyboard valgono solo per la Shell corrente e non
sopravvivono al reset. Per cambiare in maniera permanente la mappa di
tastiera, si deve usare il programma Preferences Input.

 KEYMAP/A: mappa dei caratteri da utilizzare scelta fra le seguenti:

 Mappa  Tastiera

 cdn    canadese
 ch1    svizzera
 ch2    svizzera tedesca
 d      tedesca
 dk     danese
 e      spagnola
 f      francese
 gb     inglese
 i      italiana
 n      norvegese
 po     portoghese
 s      svedese
 usa0   da usarsi per compatibilità con programmi molto vecchi (2.0)
 usa    statunitense
 usa2   Dvorak

Esempi:

 SETKEYBOARD usa
 SETKEYBOARD i

@endnode

@node "SetMap" "SetMap"

Nome: SetMap

Locazione: System/

Template : KEYMAP/A

SetMap, presente solo nel 2.0, permette di modificare la mappa di
tastiera utilizzata da tutte le Shell. Per il funzionamento si veda
SetKeyboard.

 KEYMAP/A: mappa dei caratteri da utilizzare.

Esempi:

 SETMAP usa
 SETMAP i

@endnode

@node "SetPatch" "SetPatch"

Nome: SetPatch

Locazione: C/

Template : QUIET/S,NOCACHE/S,REVERSE/S

SetPatch corregge errori del sistema e attiva caratteristiche
altrimenti indisponibili. Viene lanciato dalla Startup-Sequence e
deve essere uno dei primi comandi da lanciare ad ogni reset. Al
lancio visualizza dei messaggi che indicano le varie correzioni
apportate al sistema.

 QUIET/S: evita di visualizzare i messaggi.

 NOCACHE/S: disabilita l'uso delle cache dei processori 68020 o
superiori. Può essere utile con alcune schede acceleratrici o alcuni
vecchi programmi.

 REVERSE/S: attiva le correzioni in ordine inverso, è utile ai
programmatori. E' stato introdotto dal 2.1.

Esempio:

 SETPATCH

@endnode

@node "Shell-Startup" "Shell-Startup"

Nome: Shell-Startup

Locazione: S/

Template : --

Shell-Startup è uno script AmigaDOS che viene eseguito tutte le volte
che si crea una nuova Shell con NewShell. In esso vanno inseriti
tutti i comandi che servono all'utente a configurare secondo le
proprie esigenze la Shell. Si ricorda che le Shell ereditano molti
parametri fra cui Stack, Prompt, Alias e Path. Anche il Workbench è
capace di "ricordare" Prompt, Path e Alias (non lo Stack), a patto
ovviamente che questi siano definiti prima del lancio di LoadWB. Da
questo punto di vista, il posto più adatto per inserire Prompt, Alias,
e Path è il file User-Startup (vedere).

@endnode

@node "ShowConfig" "ShowConfig"

Nome: ShowConfig

Locazione: Tools/

Template : DEBUG/S

ShowConfig, introdotto a partire dal 2.1, visualizza alcuni dati
relativi a processore, coprocessore, chipset grafico, Kickstart, Exec,
Workbench, memoria, schede Zorro.

 DEBUG/S: non documentato.

Esempio:

 SHOWCONFIG

@endnode

@node "Skip" "Skip"

Nome: Skip

Locazione: Interno

Template : LABEL,BACK/S

Skip va utilizzato solo negli scrip AmigaDOS. Permette di "saltare"
da un punto all'alltro del listato. Il salto può essere effettuato in
avanti (comportamento di default) o all'indietro (parametro BACK). Se
si speficica il parametro LABEL, il salto avverrà all'istruzione che
segue l'etichetta definita con il comando LAB (vedere), altrimenti a
quella che segue EndSkip (vedere), il quale imposta il livello di
errore 5 (WARN) se viene eseguito in dipendenza da SKIP (esempio 3).

 LABEL: nome dell'etichetta definita con LAB cui effettuare il salto.

 BACK/S: il salto va effettuato all'indietro, verso l'inizio dello script.

Script d'esempio 1:

 SKIP prova
 ECHO "Mi hanno saltato"
 LAB prova
 ECHO "Salto effettuato!"

Script d'esempio 2:

 SKIP
 ECHO "Mi hanno saltato"
 ENDSKIP
 ECHO "Salto effettuato!"

Script d'esempio 3:

 ENDSKIP
 IF WARN
 ECHO "Con salto"
 QUIT
 ELSE
 ECHO "Senza salto"
 ENDIF
 SKIP BACK

@endnode

@node "Sort" "Sort"

Nome: Sort

Locazione: C/

Template : FROM/A,TO/A,COLSTART/K,CASE/S,NUMERIC/S

Sort permette di ordinare le linee di un file di testo.

 FROM/A: il file da ordinare.

 TO/A: il nuovo file da creare.

 COLSTART/K: la prima colonna da usare per confrontare le linee fra
loro. Se le righe risultano uguali, Sort le confronta a partire dalla
prima colonna.

 CASE/S: l'ordinamento deve tenere conto di maiuscole e minuscole.
In tal caso tutte le linee che iniziano con una lettera maiuscola
precederanno quelle che iniziano con lettere minuscole. Ad esempio:
la linea che inizia con "Zeta" sarà posta prima della linea che inizia
con "alfa". Il parametro non può essere usato assieme a NUMERIC.

 NUMERIC/S: l'ordinamento deve trattare i dati come numeri interi e
non come stringhe. Ad esempio, se si specifica questo parametro, "13"
risulterà maggiore di "7", altrimenti inferiore, perché il codice
ASCII del carattere 7 è maggiore del codice del carattere 1. Sort è
capace di saltare gli spazi che precedono il numero, mentre termina
l'esame della linea al primo carattere non numerico. Le linee che non
contengono caratteri numerici vengono trattate come se contenessero il
numero 0. Non può essere usato assieme a CASE.

Esempi:

 LIST >T:prova SYS:
 SORT T:prova TO CONSOLE:
 SORT T:prova TO CONSOLE: CASE
 SORT T:prova TO CONSOLE: COLSTART 25 NUMERIC
 SORT T:prova TO CONSOLE: COLSTART 34

@endnode

@node "Sound" "Sound"

Nome: Sound

Locazione: Prefs/

Template : FROM,EDIT/S,USE/S,SAVE/S,PUBSCREEN/K

E' un programma Preferences, introdotto dal 2.1, che permette di
configurare i segnali audio usati dal sistema.

 FROM: il file da usare per creare la configurazione corrente. Deve
essere un file creato mediante il parametro SAVE di Sound. Se non
viene indicato, verrà usato il file ENV:sys/sound.prefs.

 EDIT/S: apre l'interfaccia grafica. Se non viene indicato né il
parametro USE, né il parametro SAVE, l'interfaccia grafica si aprirà
anche se non si specifica tale parametro.

 USE/S: usa la configurazione corrente, che verrà salvata nel file
ENV:sys/sound.prefs.

 SAVE/S: usa e salva la configurazione corrente nel file
ENVARC:sys/sound.prefs.

 PUBSCREEN/K: apre l'interfaccia grafica sullo schermo pubblico
indicato.

Esempi:

 SOUND
 SOUND FROM ENV:sys/alt_sound.prefs

@endnode

@node "SPat" "SPat"

Nome: SPat

Locazione: S/

Template : COM/A,PAT/A,OPT1,OPT2,OPT3,OPT4

Il comando, che è uno script AmigaDOS, permette di usare wildcard
AmigaDOS con i comandi che non prevedono questa possibilità. Lo
script espande le wildcard ed esegue il comando indicato più volte in
sequenza. Ne esiste anche una versione chiamata DPat, sempre in S/,
che permette di usare due volte lo stesso pattern per passare
argomenti al comando. L'uso di questi script con i comandi AmigaDOS è
piuttosto raro, viste le milgiorie introdotte a partire dal 2.0.

 COM/A: il comando da eseguire.

 PAT/A: l'argomento che contiene le wildcard AmigaDOS da espandere.

 DIR/A: è previsto solo da DPat e deve contenere il nome di una
directory da anteporre al secondo nome ricavato dal pattern.

 OPT1,OPT2,OPT3,OPT4: le opzioni che verranno passate senza
cambiamenti al comando da eseguire.

Esempio:

 SPat ED #?.txt

@endnode

@node "SPEAK" "SPEAK:"

Nome: SPEAK:

Locazione: --

Template : --

SPEAK: è un handler AmigaDOS, come PRT: o PAR:. E' presente solo
nel 2.0, ma può essere usato anche con i sistemi operativi successivi.
Per funzionare richiede la presenza del file Speak-Handler in L: del
narrator.device in DEVS: e della translator.library in LIBS:,
presenti nel 2.0. Per attivare SPEAK: occorre usare il comando Mount
e una descrizione dell'handler deve essere presente nella Mountlist in
DEVS: o come file in Storage/DOSDrivers. I testi scritti in SPEAK:
verranno "recitati" da Amiga (con una pronuncia inglese) mediante il
sistema di sintesi vocale compreso nel sistema operativo. SPEAK:
accetta alcune opzioni da indicare dopo la parola chiave OPT. Si
possono usare più opzioni separate da una barra:

 p$  modifica il tono della voce ($ deve essere un numero compreso tra 65
     e 320).
 s$  modifica la velocità ($ deve essere un numero compreso tra 30 e 400).
 m   usa la voce maschile
 f   usa la voce femminile
 r   usa una cadenza meccanica, da robot
 n   usa una cadenza naturale
 o0  disabilita il riconoscimento, nel testo da recitare, delle opzioni di
     configurazione
 o1  abilita il riconoscimento, nel testo da recitare, delle opzioni di
     configurazione
 a0  disabilita il riconoscimento dei fonemi
 a1  abilita il riconoscimento dei fonemi (in tal modo non verrà
     utilizzata la translator.libreary)
 d0  introduce la pausa solo in presenza dei segni di interpunzione
 d1  introduce una pausa anche in presenza di a capo e linee vuote

Esempi:

 MOUNT SPEAK:
 ECHO >SPEAK: "Hello"
 ECHO >SPEAK:OPT/f/r" "Hello"
 ECHO >SPEAK:OPT/s100/p200 "Hello"

@endnode

@node "Stack" "Stack"

Nome: Stack

Locazione: Interno

Template: SIZE/N


Modifica le dimensioni dello stack, cioè dell'area di memoria
utilizzata da ogni comando per memorizzare dati temporanei. Alcuni
applicativi possono richiedere uno stack più grande per funzionare
correttamente (alcuni programmi possono causare un guru, se lo stack è
troppo piccolo). Uno stack eccessivamente grande consuma molta
memoria nel caso in cui molti programmi funzionino contemporaneamente
in multitasking. Valori accettabili variano tra 4000 (il minimo) e
10000, anche se alcuni rarissimi applicativi possono richiedere stack
di 100000 byte. Il valore delo stack viene "ereditato" dalle Shell,
per cui l'User-Startup è un buon posto per definire lo stack una volta
per tutte.


 SIZE/N: l'ampiezza dello stack che la Shell dovrà usare con i futuri
comandi. Se non viene indicato, viene visualizzata l'ampiezza dello
stack corrente.

@endnode


@node "Startup-Sequence" "Startup-Sequence"

Nome: Startup-Sequence

Locazione: S/

Template : --

La Startup-Sequence è uno script AmigaDOS che viene eseguito dal
sistema ad ogni reset. Si occupa della creazione dell'ambiente
AmigaDOS, creando directory logiche e variabili globali, attivando
driver e lanciando infine il Workbench. E' bene che l'utente non lo
modifichi se non in casi eccezionali. Per configurare il sistema
secondo le proprie necessità, va usato il file S:User-Startup.

Esempio:

 Type S:Startup-Sequence

@endnode

@node "Status" "Status"

Nome: Status

Locazione: Interno

Template : PROCESS/N,FULL/S,TCB/S,CLI=ALL/S,COM=COMMAND/K

Chiamato senza parametri, Status mostra l'elenco delle Shell attive.
Per ognuna di esse viene indicato il numero e l'eventuale comando
caricato. Non tutte le finestre delle Shell in funzione potrebbero
essere visibili.

 PROCESS/N: numero della Shell da esaminare.

 FULL/S: mostra anche ampiezza dello Stack, global vector (per
programmatori) e priorità.

 TCB/S: mostra solo ampiezza dello Stack, global vector (per
programmatori) e priorità.

 CLI=ALL/S: mostra l'elenco delle Shell: è il comportamento di
default se non si specifica il parametro PROCESS o COMMAND.

 COM=COMMAND/K: richiede il nome di un comando e mostra il numero
della Shell che sta eseguendo il comando; annulla tutti gli altri
parametri.

Esempi:

 STATUS
 STATUS 1
 STATUS FULL
 STATUS TCB
 STATUS COMMAND STATUS
 RUN DIR SYS: ALL
 BREAK `STATUS COMMAND DIR`

@endnode

@node "Storage" "Storage"

Nome: Storage

Locazione: Storage/

Template : --

E' la directory destinata a contenere monitor, handler, keymap,
datatype non utilizzati dal sistema. Dal 2.1 il comando Mount cerca
le Mountlist anche in questa directory.

@endnode

@node "Super72" "Super72"

Nome: Super72

Locazione: Storage/Monitors/

Template : --

Vedere Monitors

@endnode

@node "SYS" "SYS:"

Nome: SYS:

Locazione: --

Template : --

E' una directory logica creata automaticamente dal sistema a ogni
reset. Indica il disco da cui è avvenuto il boot. Può essere
modificata mediante Assign.

@endnode

@node "T" "T:"

Nome: T:

Locazione: RAM:T

Template : --

E' una directory logica creata dalla Startup-Sequence standard che la
pone in RAM:T. Serve a contenere file temporanei. E' utilizzata da
molti programmi fra cui lo stesso Execute.

@endnode

@node "TCC" "TCC"

Nome: TCC

Locazione: Rexx/

Template : --

Chiude la finestra per il debug dei programmi ARexx aperta da TCO.

Esempi:

 TCO
 TCC

@endnode

@node "TCO" "TCO"

Nome: TCO

Locazione: Rexx/

Template : --

Apre una finestra separata per il debug dei programmi ARexx.

Esempi:

 TCO
 TCC

@endnode

@node "TE" "TE"

Nome: TE

Locazione: Rexxc/

Template : --

Conclude la sessione di debug interattivo dei programmi ARexx attivata
da TS.

Esempi:

 TS
 TE

@endnode

@node "Time" "Time"

Nome: Time

Locazione: Prefs/

Template : EDIT/S,SAVE/S,PUBSCREEN/K

E' un programma Preferences che permette di configurare data e ora di
sistema.

 EDIT/S: apre l'interfaccia grafica. Se non viene indicato il
parametro SAVE, l'interfaccia grafica si aprirà anche se non si
specifica tale parametro.

 SAVE/S: salva la configurazione corrente nell'orologio con batteria
tampone, se è presente. E' stato introdotto dal 2.1.

 PUBSCREEN/K: apre l'interfaccia grafica sullo schermo pubblico
indicato. E' stato introdotto dal 2.1.

Esempio:

 TIME

@endnode

@node "TS" "TS"

Nome: TS

Locazione: Rexx/

Template : --

Avvia il debug interattivo dei programmi ARexx. La sessione di debug
si conclude con TE.

Esempi:

 TS
 TE

@endnode

@node "Type" "Type"

Nome: Type

Locazione: C/

Template : FROM/A/M,TO/K,OPT/K,HEX/S,NUMBER/S:

Invia in output il contenuto di un file.

 FROM/A/M: i nomi dei file da visualizzare.

 TO/K: il file destinazione. Di default è la console corrente.

 OPT/K: accetta i flag H e N che corrispondono a HEX e NUMBER. E'
obsoleto.

 HEX/S: visualizza il contenuto del file in notazione esadecimale e
ASCII.

 NUMBER/S: visualizza anche il numero di riga.

Esempi:

 TYPE S:STARTUP-SEQUENCE
 TYPE NUMBER S:STARTUP-SEQUENCE
 TYPE HEX S:STARTUP-SEQUENCE

@endnode

@node "UnAlias" "UnAlias"

Nome: UnAlias

Locazione: Interno

Template : NAME

Cancella il "sinonimo" creato con Alias (vedere).

 NAME: nome dell'alias da cancellare.

Esempi:

 ALIAS prova dir
 UNALIAS prova

@endnode

@node "UnSet" "UnSet"

Nome: UnSet

Locazione: Interno

Template : NAME

Cancella una variabile locale creata con Set (vedere).

 NAME: nome della varibaile da cancellare. Se non viene indicato,
verrà visualizzato l'elenco delle variabili locali.

Esempi: 

 SET prova 30
 UNSET
 UNSET prova

@endnode

@node "UnSetEnv" "UnSetEnv"

Nome: UnSetEnv

Locazione: Interno

Template : NAME

Cancella una variabile globale creata con Set (vedere).

 NAME: nome della varibaile da cancellare. Se non viene indicato,
verrà visualizzato l'elenco delle variabili globali.

Esempi: 

 SETENV prova 30
 UNSETENV
 UNSETENV prova

@endnode

@node "User-Startup" "User-Startup"

Nome: User-Startup

Locazione: S/

Template : --

E' uno script AmigaDOS che viene lanciato a ogni reset dalla
Startup-Sequence. In questo file l'utente dovrà inserire gli
eventuali comandi per personalizzare il sistema operativo (Assign, in
primo luogo, ma anche Alias per la Shell). Viene spesso modificato
dai programmi di installazione dei vari pacchetti.

@endnode

@node "Version" "Version"

Nome: Version

Locazione: C/

Template : NAME,VERSION/N,REVISION/N,UNIT/N,FILE/S,INTERNAL/S,RES/S,FULL/S:

Visualizza il numero di versione, revisione e la data di qualsiasi
programma (libreria, device, script, comando) che sia stato realizzato
rispettando le direttive Commodore sulla stringa di versione. Tale
stringa, che può essere inserita anche in uno script AmigaDOS o ARexx,
deve seguire questo modello, tratto dalla Startup-Sequence del 3.1:

 $VER: Startup-Sequence_HardDrive 40.2 (25.2.93)

Dopo l'identificativo "$VER:", compare il nome, il numero di versione
separato da un punto dal numero di revisione e infine la data posta
tra parentesi tonde.

Se non viene indicato alcun nome, Version visualizza la versione del
Kickstart e del Workbench. Il comando richiede la presenza della
version.library.

 NAME: nome del file.

 VERSION/N: numero di versione. Il comando restituisce il livello di
errore 5 (WARN) se il file ha un numero di versione inferiore.

 REVISION/N: numero di revisione. Il comando restituisce il livello
di errore 5 (WARN) se il file ha un numero di versione inferiore. La
revisione va considerata un numero intero e non la parte decimale del
numero di versione, per cui "37.10" è superiore a "37.2" e non
inferiore.

 UNIT/N: numero di unità per i device.

 FILE/S: forza la lettura della versione dal file. Di default, se il
file è già in memoria (come spesso accade per le librerie) Version
utilizza invece il file in memoria.

 INTERNAL/S: cerca il file nella lista dei file interni.

 RES/S: cerca il file nella lista dei file residenti.

 FULL/S: visualizza anche la data contenuta nella stringa di versione.

Esempi:

 VERSION
 VERSION asl.library 37 175
 VERSION LIBS:asl.library FILE

Script d'esempio:

 VERSION version.library 40
 IF WARN
 ECHO "versione inferiore a 40 (3.1)"
 ELSE
 ECHO "versione uguale o superiore a 40 (3.1)"
 ENDIF

@endnode

@node "VGAOnly" "VGAOnly"

Nome: VGAOnly

Locazione: Storage/Monitors/

Template : --

Vedere Monitors

@endnode

@node "Wait" "Wait"

Nome: Wait

Locazione: C/

Template : /N,SEC=SECS/S,MIN=MINS/S,UNTIL/K

Wait genera una pausa nell'esecuzione di uno script o di una lista di
comandi lanciati con RUN (vedere). La pausa può essere interrotta da
Control-C o da un comando break; in tal caso, viene restituito il
livello di errore 5 (WARN).

 /N: numero di secondi o minuti di pausa. Default: un secondo.

 SEC=SECS/S: il numero esprime i secondi (default). E' alternativo a MIN.

 MIN=MINS/S: il numero esprime i minuti. E' alternativo a SEC.

 UNTIL/K: attende fino all'orario indicato nella forma hh:mm. E'
alternativo al numero di minuti o secondi.

Esempi:

 WAIT 5
 WAIT 2 MIN
 WAIT UNTIL 21:30

Script d'esempio:

 RUN WAIT UNTIL 21:30 +
 ECHO "ATTESA TERMINATA"
 WAIT 5
 BREAK `STATUS COMAND WAIT`

@endnode

@node "WaitForPort" "WaitForPort"

Nome: WaitForPort

Locazione: Rexxc/

Template : NAME

WaitForPort permette di attendere che una determinata porta, indicata
da NAME, venga aperta da qualche programma. E' utile soprattutto con
ARexx per attendere che un determinato applicativo apra la porta cui
inviare i comandi ARexx. Il comando attende per 11 secondi che la
porta venga aperta, se questo non avviene, ritorna il livello di
errore 5 (WARN).

 NAME: nome della porta.

Script d'esempio:

 ED RAM:PROVA
 WAITFORPORT Ed
 IF WARN
 ECHO "Non trovo la porta Ed"
 ELSE
 ECHO "Ho trovato la porta Ed"
 ENDIF

@endnode

@node "WBPattern" "WBPattern"

Nome: WBPattern

Locazione: Prefs/

Template : FROM,EDIT/S,USE/S,SAVE/S,CLIPUNIT/K/N,NOREMAP/S

E' un programma Preferences che permette di configurare lo schermo del
Workbench.

 FROM: il file da usare per creare la configurazione corrente. Deve
essere un file creato mediante il parametro SAVE di . Se non viene
indicato, verrà usato il file ENV:Sys/WBPattern.prefs.

 EDIT/S: apre l'interfaccia grafica. Se non viene indicato né il
parametro USE, né il parametro SAVE, l'interfaccia grafica si aprirà
anche se non si specifica EDIT.

 USE/S: usa la configurazione corrente, che verrà salvata nel file
ENV:Sys/WBPattern.prefs.

 SAVE/S: usa e salva la configurazione corrente nel file
ENVARC:Sys/WBPattern.prefs.

 CLIPUNIT/K/N: presente dal 2.1, indica il numero di unità clipboard
da usare (default 0) per le operazioni di copia e incolla.

 NOREMAP/S: introdotto dal 3.0, evita il remap dei colori dei file
IFF caricati dal programma.

Esempi:

 WBPATTERN
 WBPATTERN FROM ENV:sys/alt_WBPattern.prefs

@endnode

@node "WBStartup" "WBStartup"

Nome: WBStartup

Locazione: WBStartup/

Template : --

Questa directory è utilizzata dal Workbench ogni volta che viene
avviato. Tutti i programmi ivi contenuti vengono lanciati secondo le
indicazioni contenute nelle rispettive icone (a questo proposito
risultano significativi i parametri o Tool Type DONOTWAIT, WAIT e
STARTPRI).

@endnode

@node "WDisplay" "WDisplay"

Nome: WDisplay

Locazione: Utilities/

Template : PICTURE,TITLE/K,PUBSCREEN/K,LEFT/N,TOP/N,WIDTH/N,HEIGHT/N,
BACKDROP/S,SCALE/S,NOREMAP/S,MENUITEM/K

WDisplay è apparso nell'archivio di AmigaGuide v. 34; dal 3.0 le sue
funzioni sono state assunte in parte da MultiView. Il comando
permette di visualizzare un'immagine in formato IFF in una finestra
del Workbench. Una volta caricata un'immagine, è possibile passare
dal modo Full al modo Scale con un doppio click (o con i tasti "s" e
"f"). In modo Full il singolo click attiva la traslazione
dell'immagine all'interno della finestra (si ottiene anche con i tasti
freccia); in modo Scale attiva invece lo zoom. Per chiudere la
finestra si possono usare i tasti "q" o ESC, mentre il tasto Help
attiva un requester con alcune informazioni. Di default l'immagine
viene adattata ai colori dello schermo del Workbench in tempo reale.

 PICTURE: nome delle immagini IFF da caricare (il parametro permette
più nomi di file come se fosse del tipo /M). Se non viene indicato,
si aprirà una finestra vuota su cui si potrà trascinare l'icona di
un'immagine per avviarne la visualizzazione (AppWindow).

 TITLE/K: titolo della finestra.

 PUBSCREEN/K: nome dello schermo pubblico su cui aprire la finestra
(default Workbench).

 LEFT/N: distanza della finestra dal margine sinistro dello schermo.
La posizione della finestra viene memorizzata nella variabile ambiente
ENV:WDISPLAY.win e riutilizzata ogni volta che si apre la finestra a
meno che non sia modificata da questo parametro e dai tre successivi.
Nonostante il template, questi parametri si comportano come quelli di
tipo /K e quindi va specificata la keyword LEFT, TOP, WIDTH, HEIGHT.

 TOP/N: distanza della finestra dal margine superiore dello schermo.

 WIDTH/N: larghezza della finestra.

 HEIGHT/N: altezza della finestra.

 BACKDROP/S: la finestra deve essere di tipo backdrop (dietro tutte le
altre finestre).

 SCALE/S: l'immagine deve essere scalata per adattarsi alle dimensioni
della finestra.

 NOREMAP/S: i colori non devono essere adattati a quelli dello schermo
in uso.

 MENUITEM/K: il nome che segue indica la voce da aggiungere al menu
utente del Workbench.

Esempi:

 RUN WDISPLAY prova.iff LEFT 10 TOP 10 WIDTH 250 HEIGHT 200 SCALE
 RUN WDISPLAY prova.iff NOREMAP
 RUN >NIL: WDISPLAY prova.iff BACKDROP TITLE "ESC o Q per finire"
 RUN >NIL: WDISPLAY TITLE "Trascina un'icona" MENUITEM WDisplay

@endnode

@node "Which" "Which"

Nome: Which

Locazione: C/

Template : FILE/A,NORES/S,RES/S,ALL/S

Il comando permette di individuare l'esistenza e il path di un
determinato comando. Questo viene cercato fra i comandi residenti, in
tutte le directory del path della Shell e nella directory logica C:.
Se il comando è interno verrà visualizzata la stringa "INTERNAL", se è
residente la scritta "RES", altrimenti il path completo del file.

 FILE/A: nome del comando da trovare.

 NORES/S: inibisce la ricerca fra i file residenti.

 RES/S: forza la ricerca solo fra i file residenti.

 ALL/S: elenca tutte le occorrenze del file: normalmente la ricerca
termina dopo che il file è stato individuato una volta. Può essere
utile per scoprire doppioni.

Esempi:

 RESIDENT dir c:dir
 WHICH dir
 WHICH dir NORES
 WHICH dir ALL
 COPY `WHICH dir NORES` RAM:

@endnode

@node "Why" "Why"

Nome: Why

Locazione: Interno

Template : --

Legge il codice di errore impostato dall'ultimo programma eseguito e
stampa una breve stringa di spiegazione. Corrisponde grossomodo
all'esecuzione del comando:

 FAULT $Result2

Esempio:

 DIR kk:
 WHY

@endnode

@node "Qualificatori" "Qualificatori:"

 Qualificatori                       Nomi AmigaDOS

 Un tasto Alt                        alt
 Tasto Alt destro                    ralt right_alt
 Tasto Alt sinistro                  lalt left_alt

 Tasto Control                       control ctrl

 Tasto Amiga sinistro                lamiga left_amiga  lcommand left_command
 Tasto Amiga destro                  ramiga right_amiga rcommand right_command

 Un tasto Shift                      shift
 Tasto Shift sinistro                lshift left_shift
 Tasto Shift destro                  rshift right_shift

 Tasto Caps Lock                     caps capslock caps_lock


Con i qualificatori, oltre ai normali tasti che si indicano direttamente
con il carattere cui corrispondono (A-Z, 0-9, ecc.), si possono usare tasti
speciali, alcuni solo a partire dal 2.1, con le seguenti convenzioni:

 Tasti speciali                      Nomi AmigaDOS

 Mouse: tasto sinistro               lbutton leftbutton  left_button
 Mouse: tasto destro                 rbutton rightbutton right_button
 Mouse: tasto centrale               mbutton midbutton   middle_button middlebutton

 Freccia: in basso                   down  cursor_down
 Freccia: destra                     right cursor_right
 Freccia: in alto                    up    cursor_up
 Freccia: sinistra                   left  cursor_left

 Tastierino numerico: 0              insert
 Tastierino numerico: 1              end
 Tastierino numerico: 3              page_down
 Tastierino numerico: 7              home
 Tastierino numerico: 9              page_up
 Tastierino numerico: Enter          enter

 Esc                                 esc escape
 Tab                                 tab
 Tasti Funzione                      f1-f12
 Backspace                           backspace
 Del                                 del delete
 Help                                help
 Return (invio)                      return
 Barra spaziatrice                   space spacebar
 Virgola                             comma
 Pause (tastiere estese)             pause

Si noti che alcuni dei tasti indicati (f11, f12, pause) sono presenti
solo su tastiere estese. Esistono, per finire, altri qualificatori
dal significato particolare; uno è:

 numericpad numeric_pad numpad num_pad

che indica che il tasto che segue si trova sul tastierino numerico.
Dal 3.1 con numericpad funzionano anche il 9 e i tasti con i simboli
(+, -, *, ecc.). Un altro qualificatore particolare è

 repeat

indica che il tasto deve essere ripetuto tenendolo premuto.
Infine:

 break

accompagnato da c, d, e, f si riferisce alle combinazioni Control-c,
d, e, f che normalmente interrompono i programmi. Se si usa break c,
nessun programma potrà più essere interrotto con questa combinazione
di tasti.

Esempi:

 ramiga shift f10
 ralt lshift lbutton
 shift page_up
 control end
 numpad 5

@endnode

@node "Template comandi" "Template comandi"

Template comandi

In questa sezione vengono riportati tutti i comandi AmigaDOS con la
relativa directory (fra parentesi) e il template. Sono presenti tutti
i comandi citati: alcuni di essi non compaiono in tutte le versioni
del sistema operativo e lo stesso vale per i vari argomenti del
template (ricavati generlamente dal 3.1).

AddBuffers (C/)
DRIVE/A,BUFFERS/N

AddDataTypes (C/)
FILES/M,QUIET/S,REFRESH/S

AddMonitor (System/AddMonitor)
NUM/N/A,NAME/A,HBSTRT/K,HBSTOP/K,HSSTRT/K,HSSTOP/K,VBSTRT/K,VBSTOP/K,VSSTRT/K,
VSSTOP/K,MINROW/K,MINCOL/K,TOTROWS/K,TOTCLKS/K,BEAMCON0/K

Alias (Interno)
NAME,STRING/F

AmigaGuide (Utilities/)
DATABASE,DOCUMENT/K,LINE/N,PUBSCREEN/K,PORTNAME/K,REQUESTER/S,XREF/K

Ask (Interno)
PROMPT/A

Assign (C/)
NAME,TARGET/M,LIST/S,EXISTS/S,DISMOUNT/S,DEFER/S,PATH/S,ADD/S,REMOVE/S,VOLS/S,
DIRS/S,DEVICES/S

AutoPoint (Tools/Commodities/)
CX_PRIORITY/N/K

Avail (C/)
CHIP/S,FAST/S,TOTAL/S,FLUSH/S

BindDrivers (C/)
--

BindMonitor (System/)
MONITORID/A,MONITORNAME/A

Blanker (Tools/Commodities/)
CX_PRIORITY/N/K,CX_POPKEY/K,CX_POPUP/K,SECONDS/N/K,CYCLECOLORS/K,ANIMATION/K

Break (C/)
PROCESS/A/N,ALL/S,C/S,D/S,E/S,F/S

BRU (Tools/)
--

Calculator (Tools/)
PUBSCREEN,TAPE/K

CD (Interno)
DIR

CHANGETASKPRI (C/)
PRI=PRIORITY/A/N,PROCESS/K/N

CLI (System/)
--

CLICKTOFRONT (Tools/Commodities/)
CX_PRIORITY/N/K,QUALIFIER/K

Clock (Utilities/)
DIGITAL/S,LEFT/N,TOP/N,WIDTH/N,HEIGHT/N,24HOUR/S,SECONDS/S,DATE/S,FORMAT/N,PUBSCREEN/K

Colors (Tools/)
--

CMD (Tools/)
--

ConClip (C/)
CLIPUNIT=UNIT/N,OFF/S

Copy (C/)
FROM/M,TO/A,ALL/S,QUIET/S,BUF=BUFFER/K/N,CLONE/S,DATES/S,NOPRO/S,COM/S,NOREQ/S

CPU (C/)
CACHE/S,BURST/S,NOCACHE/S,NOBURST/S,DATACACHE/S,DATABURST/S,NODATACACHE/S,
NODATABURST/S,INSTCACHE/S,INSTBURST/S,NOINSTCACHE/S,NOINSTBURST/S,COPYBACK/S,
NOCOPYBACK/S,EXTERNALCACHE/S,NOEXTERNALCACHE/S,FASTROM/S,NOFASTROM/S,TRAP/S,
NOTRAP/S,NOMMUTEST/S,CHECK/K

CrossDOS (Tools/Commodities/)
CX_PRIORITY/N/K,CX_POPKEY/K,CX_POPUP/K

Date (C/)
DAY,DATE,TIME,TO=VER/K

Delete (C/)
FILE/M/A,ALL/S,QUIET/S,FORCE/S

Dir (C/)
DIR,OPT/K,ALL/S,DIRS/S,FILES/S,INTER/S

DiskChange (C/)
DEVICE/A

DiskCopy (System/)
FROM/A,TO/A,NAME/K,NOVERIFY/S,MULTI/S:

DiskDoctor (C/)
DEVICE/A

Display (C/)
FILENAME/A/M,FROM/K,OPT/K

Echo (Interno)
/M,NOLINE/S,FIRST/K/N,LEN/K/N,TO/K

Ed (C/)
FROM/A,SIZE/N,WITH/K,WINDOW/K,TABS/N,WIDTH=COLS/N,HEIGHT=ROWS/N

Edit (C/)
FROM/A,TO,WITH/K,VER/K,OPT/K,WIDTH/N,PREVIOUS/N

Else (Interno)
--

EndCLI (Interno)
--

EndIf (Interno)
--

EndShell (Interno)
--

EndSkip (Interno)
--

Eval (C/)
VALUE1/A,OP,VALUE2/M,TO/K,LFORMAT/K

Exchange (Tools/Commodities/)
CX_PRIORITY/N/K,CX_POPKEY/K,CX_POPUP/K

Execute (C/)
FILE/A

Failat (Interno)
RCLIM/N

Fault (Interno)
/N/M

Filenote (C/)
FILE/A,COMMENT,ALL/S,QUIET/S

FixFonts (System/)
--

FKey (Tools/Commodities/)
CX_PRIORITY/N/K,CX_POPKEY/K,CX_POPUP/K

Font (Prefs/)
FROM,EDIT/S,USE/S,SAVE/S,PUBSCREEN/K

Format (System/)
DEVICE=DRIVE/K/A,NAME/K/A,OFS/S,FFS/S,INTL=INTERNATIONAL/S,
NOINTL=NOINTERNATIONAL/S,DIRCACHE/S,NODIRCACHE/S,NOICONS/S,QUICK/S

Fountain (System/)
VALIDATE/S

Get (Interno)
NAME/A

Getenv (Interno)
NAME/A

GraphicDump (Tools/)
TINY/S,SMALL/S,MEDIUM/S,LARGE/S,DOTS

HDBackup (Tools/)
--

HDToolBox (Tools/)
--

HI (RexxC/)
--

IconEdit (Tools/)
--

IControl (Prefs/)
FROM,EDIT/S,USE/S,SAVE/S,PUBSCREEN/K

IconX (C/)
--

If (interno)
NOT/S,WARN/S,ERROR/S,FAIL/S,,EQ/K,GT/K,GE/K,VAL/S,EXISTS/K

IHelp (Tools/Commodities/)
CX_PRIORITY/N/K,CYCLE/K,MAKEBIG/K,MAKESMALL/K,CYCLESCREEN/K,ZIPWINDOW/K

Info (C/)
DEVICE

InitPrinter (Tools/)
--

Input (Prefs/)
FROM,EDIT/S,USE/S,SAVE/S,PUBSCREEN/K

Install (C/)
DRIVE/A,NOBOOT/S,CHECK/S,FFS/S

Installer
SCRIPT/A,APPNAME,MINUSER,DEFUSER,LOGFILE,LANGUAGE,NOPRETEND/S,NOLOG/S,NOPRINTER/S

Intellifont (System/)
VALIDATE

IPrefs (C/)
--

Join (C/)
FILE/M/A,AS=TO/K/A

KeyShow (Tools/)
--

Lab (Interno)
NOME

Lacer (Tools/)
--

LIST (C/)
DIR/M,P=PAT/K,KEYS/S,DATES/S,NODATES/S,TO/K,SUB/K,SINCE/K,UPTO/K,QUICK/S,
BLOCK/S,NOHEAD/S,FILES/S,DIRS/S,LFORMAT/K,ALL/S

LoadResource (C/)
NAME/M,LOCK/S,UNLOCK/S

LoadWb (C/)
-DEBUG/S,DELAY/S,CLEANUP/S,NEWPATH/S

Locale (Prefs/)
FROM,EDIT/S,USE/S,SAVE/S,PUBSCREEN/K

Lock (C/)
DRIVE/A,ON/S,OFF/S,PASSKEY

MagTape (C/)
DEVICE/K,UNIT/N/K,RET=RETENSION/S,REW=REWIND/S,SKIP/N/K

MakeDir (C/)
NAME/M

Makefiles (Tools/)
DEVICE/A,VERSION/A,FILENAME/A

MakeLink (C/)
FROM/A,TO/A,HARD/S,FORCE/S

MEmacs (Tools/)
FROM/M,OPT/K,GOTO/K

More (Utilities/)
FILE

Mount (C/)
DEVICE/M,FROM/K

MouseBlanker (Tools/Commodities)
CX_PRIORITY/N/K

Multiview (Utilities/)
FILE,CLIPBOARD/S,CLIPUNIT/K/N,SCREEN/S,PUBSCREEN/K,REQUESTER/S,BOOKMARK/S,
FONTNAME/K,FONTSIZE/K/N,BACKDROP/S,WINDOW/S,PORTNAME/K

NewCLI (Interno)
WINDOW,FROM

NewShell (Interno)
WINDOW,FROM

NoCapsLock (Tools/Commodities/)
CX_PRIORITY/N/K

NoFastMem (System/)
--

Overscan (Prefs/)
FROM,EDIT/S,USE/S,SAVE/S,PUBSCREEN/K

Palette (Prefs/)
FROM,EDIT/S,USE/S,SAVE/S,PUBSCREEN/K

Path (Interno)
PATH/M,ADD/S,SHOW/S,RESET/S,REMOVE/S,QUIET/S

PCD (S/)
DIR

Pointer (Prefs/)
FROM,EDIT/S,USE/S,SAVE/S,CLIPUNIT/K/N,NOREMAP/S

PrepCard (Tools/)
DISK/S,RAM/S

Printer (Prefs/)
FROM,EDIT/S,USE/S,SAVE/S,PUBSCREEN/K,UNIT/S

PrinterGfx (Prefs/)
FROM,EDIT/S,USE/S,SAVE/S,PUBSCREEN/K

PrinterPS (Prefs/)
FROM,EDIT/S,USE/S,SAVE/S,PUBSCREEN/K

PrintFiles (Tools/)
-F/S,FILE/A/M

Prompt (Interno)
PROMPT

Protect (C/)
FILE/A,FLAGS,ADD/S,SUB/S,ALL/S,QUIET/S

Quit (Interno)
RC/N

Relabel (C/)
DRIVE/A,NAME/A

RemRad (C/)
DEVICE,FORCE/S

Rename (C/)
FROM/A/M,TO=AS/A,QUIET/S

RequestChoice (C/)
TITLE/A,BODY/A,GADGETS/M,PUBSCREEN/K

RequestFile (C/)
DRAWER,FILE/K,PATTERN/K,TITLE/K,POSITIVE/K,NEGATIVE/K,ACCEPTPATTERN/K,
REJECTPATTERN/K,SAVEMODE/S,MULTISELECT/S,DRAWERSONLY/S,NOICONS/S,PUBSCREEN/K

Resident (Interno)
NAME,FILE,REMOVE/S,ADD/S,REPLACE/S,PURE=FORCE/S,SYSTEM/S

RexxMast (System/)
--

Run (Interno)
COMMAND/F

RX (RexxC/)
SCRIPT/F

RXC (RexxC/)
--

RXLIB (RexxC/)
NAME,PRIORITY,OFFSET,VERSION

RXSET (RexxC/)
NAME,VALUE

Say (Utilities/)
STRINGA

ScreenMode (Prefs/)
FROM,EDIT/S,USE/S,SAVE/S

Search (C/)
FROM/M,SEARCH/A,ALL/S,NONUM/S,QUIET/S,QUICK/S,FILE/S,PATTERN/S

Serial (Prefs/)
FROM,EDIT/S,USE/S,SAVE/S,PUBSCREEN/K,UNIT/S

Set (Interno)
NAME,STRING/F

SetClock (C/)
LOAD/S,SAVE/S,RESET/S

SetDate (C/)
FILE/A,WEEKDAY,DATE,TIME,ALL/S:

SetEnv (Interno)
NAME,STRING/F

SetFont (C/)
NAME/A,SIZE/N/A,SCALE/S,PROP/S,ITALIC/S,BOLD/S,UNDERLINE/S

SetKeyboard (C/)
KEYMAP/A

SetMap (System/)
KEYMAP/A

SetPatch (C/)
QUIET/S,NOCACHE/S,REVERSE/S

ShowConfig (Tools/)
DEBUG/S

Skip (Interno)
LABEL,BACK/S

Sort (C/)
FROM/A,TO/A,COLSTART/K,CASE/S,NUMERIC/S

Sound (Prefs/)
FROM,EDIT/S,USE/S,SAVE/S,PUBSCREEN/K

SPat (S/)
COM/A,PAT/A,OPT1,OPT2,OPT3,OPT4

Stack (Interno)
SIZE/N

Status (Interno)
PROCESS/N,FULL/S,TCB/S,CLI=ALL/S,COM=COMMAND/K

TCC (RexxC/)
--

TCO (RexxC/)
--

TE (RexxC/)
--

Time/ (Prefs/)
EDIT/S,SAVE/S,PUBSCREEN/K

TS (Rexxc/)
--

Type (C/)
FROM/A/M,TO/K,OPT/K,HEX/S,NUMBER/S

UnAlias (Interno)
NAME

UnSet (Interno)
NAME

UnSetEnv (Interno)
NAME

Version (C/)
NAME,VERSION/N,REVISION/N,UNIT/N,FILE/S,INTERNAL/S,RES/S,FULL/S

Wait (C/)
/N,SEC=SECS/S,MIN=MINS/S,UNTIL/K

WaitForPort (RexxC/)
NAME

WBPattern (Prefs/)
FROM,EDIT/S,USE/S,SAVE/S,CLIPUNIT/K/N,NOREMAP/S

WDisplay (Utilities/)
PICTURE,TITLE/K,PUBSCREEN/K,LEFT/N,TOP/N,WIDTH/N,HEIGHT/N,BACKDROP/S,SCALE/S,
NOREMAP/S,MENUITEM/K

Which (C/)
FILE/A,NORES/S,RES/S,ALL/S

Why (Interno)
--

@endnode

@node "Mountlist" "Mountlist"

Mountlist

In qualche caso può essere necessario intervenire sulle Mountlist per
modificare qualche parametro. In questa sezione vengono elencate
sommariamente tutte le voci consentite. La maggior parte dei campi
possiede un significato tecnico che ne limita l'uso ai programmatori.

Una Mountlist contiene delle informazioni che permettono al sistema di
avviare un handler (o device) AmigaDOS, cioè un programma capace di
gestire le risorse associate a un disco (PC0:, RAD:...) o più in
generale un dispositivo di input/output (CON:, AUX:, PIPE:...).

Le Mountlist sono contenute in file ASCII (vedere Mount e Mountlist),
in cui su ogni riga compare una parola chiave seguita dal segno di
uguale (=) e dal valore che deve assumere il parametro. Il valore può
essere un numero decimale, un numero esadecimale indicato dal prefisso
"0X", una stringa eventualmente tra virgolette ("..."). Se la
Mountlist contiene la descrizione di più device (secondo il sistema
adottato fino al 2.0 nel file DEVS:Mountlist e ancora supportato sotto
2.1, 3.0 e 3.1), la descrizione di ogni handler deve essere introdotta
dal nome del device (AUX:, PIPE:) e conclusa dal cancelletto (#).

Alcuni dispositivi, detti "automount" (le partizioni di molti hard
disk, per esempio), contengono al proprio interno un equivalente della
Mountlist. Tale Mountlist viene letta automaticamente dal DOS al
momento del reset. Per modificarne i valori si deve usare in questo
caso il programma HDToolBox. Alcuni dei parametri qui indicati si
ritrovano pertanto fra le voci gestite da HDToolBox.

Di seguito elenchiamo i vari parametri gestiti da Mount. Per capire
il significato di quelli che si riferiscono alla geometria di un disco
(floppy, hard disk, magneto-ottici, RAD:...), si tenga presente che un
disco o una partizione sono composti da un certo numero di cilindri
(LowCyl e HighCyl), che un cilindro è composto da tante tracce (Track)
quante sono le superfici (Surfaces), che una traccia è composta da un
certo numero di settori o blocchi (SectorsPerTrack o BlocksPerTrack) e
che un settore o blocco è composto da un certo numero di byte
(BytePerSector o BytePerBlock). Il termine blocco (Block) sotto 2.0,
2.1 e 3.0 viene usato per indicare i settori fisici del disco; dal 3.1
il termine blocco indica un blocco del file system che può
corrispondere a uno o più settori fisici del disco (SectorsPerBlock).

Il numero totale di byte di un disco o di una partizione è dunque dato
dalla formula:

 (HighCyl-LowCyl+1)*Surfaces*BlocksPerTrack*BytePerBlock

oppure, sotto 3.1, da:

 (HighCyl-LowCyl+1)*Surfaces*SectorsPerTrack*BytePerSector

Per alcuni parametri sono indicati i valori di default assunti da
Mount nel caso la voce non compaia nella Mountlist. Tali valori si
riferiscono alla versione 3.1 del sistema operativo così come si
evincono dalla documentazione ufficiale e potrebbero variare nelle
altre versioni del sistema operativo.

Activate

Il valore 1 indica di lanciare immediatamente l'handler caricandolo in
memoria. Di default (0) si attende il primo reale accesso al device.
A partire dal 2.1 sostituisce il parametro Mount.

Baud

Baud rate per la porta seriale. Di default è 1200. Vedere SER:.

BlocksPerTrack

Usato sotto 2.0, 2.1 e 3.0. Dal 3.1 gli è preferita la voce
SectorsPerTrack.

BlockSize

Usato sotto 2.0, 2.1 e 3.0. Dal 3.1 gli è preferito il parametro
SectorSize.

BootPri

Indica la priorità di boot per i device che lo consentono. Al momento
del boot l'AmigaDOS esamina i device nell'ordine generato da questo
valore alla ricerca di un disco con cui effettuare il boot del
sistema. Accetta valori compresi tra -128 e 127. -128 indica che il
device non è autoboot; 127 è invece la priorità massima. Siccome DF0:
ha la priorità 5, è bene tenere la priorità di tutti gli altri device
al di sotto di tale valore, per consentire di effettuare il boot da
floppy al semplice inserimento di un disco di boot al momento del
reset. Per l'hard disk la priorità consigliata è 0 (default), -5
quella per gli hard disk in rete, mentre i floppy aggiuntivi
(DF1:...DF3:) hanno sotto 2.0 le priorità fisse -10, -20, -30.

Buffers

Numero di buffer da 512 byte da utilizzare per la cache. Corrisponde
al valore che si può modificare con il comando AddBuffers (vedere).
Di default è 5.

BufMemType

Il tipo di memoria da utilizzare per le cache. 0 e 1 indicano
qualsiasi tipo di memoria, 2 e 3 (default) indicano memoria Chip e 4 e
5 memoria di tipo Fast. Può essere preferibile richiedere memoria di
tipo Fast per velocizzare le operazioni, ma in tal caso il file system
non può più operare quando venisse a mancare tale tipo di memoria.
Visto che la memoria Fast ha di solito la priorità su quella Chip,
conviene dunque indicare "qualsiasi tipo di memoria": la Fast verrà
usata di preferenza fino al suo eventuale esaurimento.

Control

Numero di bit, parità e bit di stop per la porta seriale (es. 8N1
significa 8 bit, nessuna parità e 1 bit di stop). Di default è 0.
Vedere SER:.

Device

Nome del device Exec utilizzato dall'handler AmigaDOS. Un handler
AmigaDOS può usare un device Exec per effettuare le operazioni di
input/output. Ad esempio l'handler CrossDOSFileSystem utilizza il
device Exec mfm.device. I device Exec sono normalmente posti in
DEVS:.

DosType

Il tipo di file system da usare. Il valore è di tipo esadecimale e
corrisponde a tre valori ASCII seguiti da un numero:

 Valore  ASCII File system

 0x44F53000 DOS 0 OldFileSystem
 0x44F53001 DOS 1 FastFileSystem
 0x44F53002 DOS 2 OldFileSystem International (2.1)
 0x44F53003 DOS 3 FastFileSystem International (2.1)
 0x44F53004 DOS 4 OldFileSystem International Directory Caching (3.0)
 0x44F53005 DOS 5 FastFileSystem International Directory Caching (3.0)
 0x4D534400 MSD 0 MS-DOS (2.1)

EHandler

Come la voce Handler, ma viene creata anche la struttura DosEnvec.

FileSystem

Come Handler, ma in questo caso si comunica al sistema che il device è
un autentico file system, come PC0:, e non un generico device di
input/output, come AUX:.

Flags

Il suo valore viene usato dall'handler per aprire il device Exec
specificato in Device. Di default è 0.

ForceLoad

Il valore 1 (di default è 0) forza il caricamento del file system da
disco anche se questo si trova già in memoria. Di solito il codice
del file system viene condiviso per risparmiare memoria. Introdotto
dal 2.1.

GlobVec

E' un retaggio del BCPL, il linguaggio in cui fu scritto inizialmente
l'AmigaDOS: il valore da usare dipende dall'handler e non può in
alcun modo essere modificato dall'utente. -1 indica che non è
richiesto un Global Vector, 0 richiede un Global Vector privato, 2
(default) forza l'uso di un Global Vector condiviso; sono possibili
anche i valori -3 e -2 la cui comprensione richiede profonde
conoscenze sul funzionamento interno degli handler.

Handler

Nome del file eseguibile che contiene il codice di gestione del
device. Di default è posto in L:, ma è possibile indicare un percorso
completo.

HighCyl

Il cilindro finale. In un floppy è solitamente l'ultimo cilindro
fisico del disco, ma se il disco è diviso in partizioni, come avviene
sugli hard disk, indica l'ultimo cilindro della partizione. Vedere
anche LowCyl.

Interleave

Dipende dal device e non viene quasi mai utilizzato. Di default è 0.

LowCyl

Il cilindro iniziale. In un floppy è solitamente il primo (0); se il
disco è diviso in partizioni, come avviene sugli hard disk, indica il
cilindro da cui inizia la partizione. Vedere anche HighCyl.

Mask

Questo valore esadecimale (da indicare con il prefisso "0x")
costituisce una maschera che limita l'accesso alla memoria durante i
trasferimenti in DMA (accesso diretto alla memoria senza passare dalla
CPU). Un valore pari a 0xFFFFFFFF (default) indica che non vi è alcun
limite ed è il caso ideale. Il valore 0xFFFFFFFE indica che non si
può accedere direttamente a blocchi di memoria non allineati alla word
(indirizzi dispari). Un valore adatto a molti driver è 0x00FFFFFE.
Ogni limite imposto da Mask rallenta le operazioni di lettura e
scrittura perché costringe il file system a copiare i dati in un'area
di memoria adatta (del tipo indicato da BufMemType), prima di dare
inizio al trasferimento in DMA.

MaxTransfer

Il numero massimo di byte trasferiti con un'unica operazione di
lettura o scrittura. Va espresso come valore esadecimale con il
prefisso "0x". Con certi hard disk IDE può essere necessario limitare
questo valore a 0x0000FFFF per ragioni di compatibilità. Il valore di
default è 0x007FFFFF.

Mount

Sinonimo di Activate, è stato introdotto dal 2.1. Obsoleto.

PreAlloc

Obsoleto.

Priority

La priorità del processo associato all'handler. Gli handler hanno di
solito una priorità più elevata degli altri programmi. Spesso si
usano i valori 5 e 10 (default), mentre i programmi utente non
dovrebbero mai superare la priorità 4 proprio per non interferire con
gli handler AmigaDOS.

Reserved

Numero di blocchi destinati a contenere il programma che permette
l'autoboot da disco. Sui floppy sono riservati 2 blocchi (default).

SectorSize

Numero di byte presenti in un settore. Di solito sono 512 (default),
ma nei CD-ROM sono 2048. Introdotto dal 3.1 come sinonimo di
BlockSize.

SectorsPerBlock

Numero di settori fisici presenti in un blocco logico del file system:
di default è 1. Introdotto dal 3.1.

SectorsPerTrack

Numero di settori fisici presenti in una traccia. Introdotto dal 3.1
come sinonimo di BlocksPerTrack.

StackSize

L'handler è un programma e come tutti i programmi necessita di uno
stack, cioè di un area di memoria in cui depositare temporaneamente
dei valori. Questa voce indica l'ampiezza in byte dello stack e
dipende dall'handler (default 600).

Startup

Un numero o una stringa che verranno comunicati all'handler al momento
dell'avvio. Il suo uso dipende direttamente dall'handler. Alcune
versioni del comando Mount (quella del 2.0 in particolare) hanno
difficoltà nel trattare stringhe complesse poste tra virgolette.

Surfaces

Numero di superfici presenti nella geometria del disco. Un floppy ha
di solito 2 superfici, per esempio.

Unit

Il numero di unità gestita dall'handler. Ad esempio, PC0: si
riferisce all'unità 0 e PC1: all'unità 1. Il significato esatto di
questo campo dipende dal tipo di handler, ma generalmente si riferisce
a differenti unità fisiche (l'ennesimo floppy drive, l'ennesimo
elemento della catena SCSI...). Di default è 0.

@endnode

@node "Errori" "Errori AmigaDOS"

Errori AmigaDOS

In questa sezione compaiono in ordine numerico gli errori restituiti
dai comandi AmigaDOS. Si tratta del codice d'errore che viene
inserito nella variabile ambiente Result2 (vedere Get e Set). Il
testo in italiano e in inglese che segue il numero di errore è stato
ricavato mediante il comando Fault di sistema (si veda anche il
comando Why).


103: non c'è abbastanza memoria disponibile
     not enough memory available

Non c'è sufficiente memoria libera per eseguire l'operazione. Per
recuperare memoria, si dovrà chiudere qualche applicazione, svuotare
la RAM: e magari provare anche con il comando AVAIL FLUSH.


105: tabella dei processi piena
     process table full

Non è possibile creare una nuova Shell perché è stato raggiunto il
limite massimo. Dal 2.0 il numero massimo di Shell è limitato solo
dalla memoria disponibile.


114: uso errato del comando
     bad template

Questo errore si presenta quando si usa un template o un pattern
(wildcard) errato.


115: numero errato
     bad number

Il comando richiedeva come argomento un numero (parametro di tipo /N)
che è stato fornito in maniera errata.


116: manca un parametro obbligatorio
     required argument missing

Non è stato fornito un argomento obbligatorio (cioè del tipo /A).


117: manca un argomento dopo la parola chiave
     value after keyword missing

E' stata usata come parametro di un comando una keyword (/K) senza
indicare il necessario argomento.


118: numero di argomenti errato
     wrong number of arguments

Sono stati usati troppi argomenti o troppo pochi.


119: virgolette non chiuse
     unmatched quotes

Le virgolette sulla linea di comando sono state aperte e non chiuse, o
viceversa.


120: linea argomenti errata o troppo lunga
     argument line invalid or too long

La linea di comando è errata: può presentarsi quando le virgolette
non sono chiuse al posto dell'errore 119.


121: il file non è eseguibile
     file is not executable

Si è tentato di lanciare un file non eseguibile. Il file può non
essere eseguibile o perché è un file di dati o perché non è impostato
il bit di protezione "e" (vedere Protect). Nel caso di script
AmigaDOS o ARexx lanciati implicitamente deve invece essere impostato
il bit di protezione "s".


122: libreria residente non valida
     invalid resident library

Obsoleto.


202: oggetto in uso
     object is in use

Il file o la directory sono utilizzati da un altro programma o dal
sistema in maniera tale da impedire l'esecuzione dell'operazione
richiesta. Questo errore si presenta anche quando si tenta di
cancellare una directory assegnata a una directory logica, oppure
quando un programma scritto male non ha chiuso tutti i file aperti al
momento della chiusura: il problema in tal caso scompare dopo un
reset del sistema.


203: oggetto già esistente
     object already exists

Si è tentato di creare un file o una directory che già esistevano.
L'errore si presenta ad esempio con MakeDir e Rename.


204: directory non trovata
     directory not found

La directory specificata non esiste.


205: oggetto non trovato
     object not found

La directory o il file specificati non esistono.


206: descrizione finestra errata
     invalid window description

La stringa di descrizione della finestra (CON:...) è errata: non è
stata rispettata la sintassi corretta o sono stati usati parametri
inadeguati (vedere CON).


207: oggetto troppo grande
     object too large

L'AmigaDOs non pone limite alle lunghezze dei file e al numero di file
per directory (a parte la capienza del disco). Può comunque essere
usato da qualche particolare file system.


209: richiesta sconosciuta
     packet request type unknown

Il comando (pacchetto) inviato all'handler AmigaDOS non è supportato.
L'errore si può presentare quando si usa un handler non pienamente
compatibile con il 2.0 o il 3.0, oppure quando si tenta di effettuare
un'operazione non supportata dall'handler.


210: nome oggetto errato
     object name invalid

Il percorso (path) che accompagna il nome del file contiene caratteri
non permessi oppure non esiste un elemento del percorso (path)
indicato.


211: blocco errato
     invalid object lock

Questo errore indica che il lock usato non era valido. Si presenta di
solito ai programmatori.


212: l'oggetto non è del tipo richiesto
     object is not of required type

L'oggetto indicato era un file mentre doveva essere una directory o
viceversa.


213: disco non convalidato
     disk not validated

Non appena un disco viene reso disponibile al sistema, viene
automaticamente convalidato. Questo errore si presenta se si richiede
un'operazione di scrittura sul disco prima che il processo di
convalida sia concluso. In tal caso basta ritardare l'operazione. La
convalida può non riuscire se il disco è corrotto: in tal caso
occorre ricorrere a un apposito programma di riparazione dei dischi.


214: disco protetto da scrittura
     disk is write-protected

Si è tentato di scrivere su un disco protetto dalla scrittura. Nel
caso dei floppy la protezione si disinserisce chiudendo la finestrella
posta sul disco in alto a destra. La protezione potrebbe anche essere
stata inserita mediante il comando Lock (vedere).


215: tentata rinomina tra dispositivi
     rename across devices attempted

Il file sorgente e quello destinazione per il comando Rename devono
appartenere allo stesso volume. Questo errore si presenta quando tale
regola non viene rispettata.


216: directory non vuota
     directory not empty

Si è tentato di cancellare una directory che conteneva dei file.


217: troppi livelli
     too many levels

Secondo la documentazione ufficiale, l'errore si presenta quando ci
sono troppi livelli di subdirectory. Questo caso non è comunque
previsto dai file system AmigaDOS, ma potrebbe presentarsi con altri
file system. L'errore viene anche generato quando si usa un pattern
(wildcard) con troppi livelli di annidamento.


218: dispositivo (o disco) non montato
     device (or volume) is not mounted

L'errore si presenta se un device non è stato montato, se un volume
non è inserito nel drive o se il sistema operativo non trova il file
di gestione dell'handler (posto di solito in L:).


219: errore di seek
     seek failure

E' stato tentato un Seek al di fuori dei confini del file. L'errore
si presenta normalmente solo ai programmatori.


220: commento troppo lungo
     comment is too long

Il commento di un file (vedere FileNote) deve essere lungo al massimo
79 caratteri.


221: disco pieno
     disk is full

Il disco è pieno e l'operazione indicata non può pertanto essere
effettuata. Il problema si risolve cancellando qualcosa dal disco.


222: file protetto dalla cancellazione
     object is protected from deletion

Il file ha il bit di protezione contro la cancellazione (d) attivo
(vedere Protect e List).


223: file protetto dalla scrittura
     file is write protected

Il file ha il bit di protezione contro la scrittura (w) attivo (vedere
Protect e List).


224: file protetto dalla lettura
     file is read protected

Il file ha il bit di protezione contro la lettura (r) attivo (vedere
Protect e List).


225: non è un disco DOS
     not a valid DOS disk

Il disco non è stato formattato in modo da poter essere letto dal file
system. L'errore si presenta con dischi corrotti, con dischi non
formattati, con dischi formattati da altri sistemi operativi, con
dischi FFS letti con device OFS, con dischi ad alta densità letti con
drive a bassa e così via.


226: manca il disco nell'unità
     no disk in drive

Non è presente il disco nel drive.


232: non ci sono altre voci nella directory
     no more entries in directory

Questo errore si presenta, normalmente, solo ai programmatori. Indica
che la directory non contiene altri file.


233: oggetto concatenato via software
     object is soft link

Questo errore indica che il file è un soft-link. Tali link non sono
ancora supportati pienamente dall'AmigaDOS (vedere MakeLink).


234: oggetto concatenato
     object is linked

Obsoleto. Indica che il file non può essere cancellato perché esiste
un link. Attualmente un file di questo tipo viene cancellato.


235: hunk del file errato
     bad loadfile hunk

Un file eseguibile non è conforme alle specifiche AmigaDOS e pertanto
non può essere caricato. L'errore si presenta, di solito, quando il
file è corrotto. L'unica soluzione è sostituire il file incriminato
con una copia integra.


236: funzione non implementata
     function not implemented

Obsoleto.


240: record non bloccato
     record not locked

Si è tentato di liberare un lock su un record che non è stato lockato
in precedenza. L'errore si presenta normalmente solo ai programmatori
di database.


241: collisione blocco
     record lock collision

La richiesta di lock immediato su un record non può essere
soddisfatta, perché il record è già in uso. L'errore si presenta
normalmente solo ai programmatori di database.


242: raggiunto tempo limite blocco
     record lock timeout

La richiesta di lock su un record non è stata soddisfatta entro il
tempo limite indicato perché il record è ancora in uso. L'errore si
presenta normalmente solo ai programmatori di database.


243: errore: record non sbloccato
     record unlock error

L'errore non è attualmente utilizzato dall'AmigaDOS, ma potrebbe
essere usato da qualche altro file system.


303: Memoria buffer piena
     buffer overflow

Il buffer utilizzato per risolvere il pattern (wildcard) è troppo
piccolo. Si può provare a modificare il pattern.


304: ***Interruzione
     ***Break

Il programma è stato interrotto con la combinazione di tasti Control-C
o con il comando Break (vedere).


305: file non eseguibile
     file not executable

Si è tentato di eseguire un file non eseguibile. Il file potrebbe
anche essere corrotto. Normalmente viene usato l'errore 121.

@endnode

@node "RC" "RC"

 RC è una variabile locale che contiene il livello di errore
restituito dall'ultimo comando eseguito.

Vedere Get, Set, Failat, IF, WARN, ERROR, FAIL

@endnode


@node "RESULT2" "RESULT2"

 RESULT2 è una variabile locale che contiene il codice di errore
restituito dall'ultimo comando eseguito.

Vedere Get, Set, Fault, Why ed Errori AmigaDOS

@endnode

@node "PROCESS" "PROCESS"

 PROCESS è una variabile locale che contiene il numero del processo
CLI corrente.

Vedere: Get, Set, Status

@endnode

@node "ECHOV" "ECHO"

 ECHO è una variabile locale: se è "ON", la Shell stampa tutti i
comandi prima di eseguirli; è molto utile per il debug degli script e
della Startup-Sequence.

Vedere: Get, Set, Execute

@endnode

@node "OLDREDIRECT" "OLDREDIRECT"

 OLDREDIRECT è una variabile locale che attiva una gestione della
redirezione compatibile con l'1.3 (vedere redirezione)

Vedere: Get, Set, redirezione

@endnode

@node "KICKSTART" "KICKSTART"

 KICKSTART è una variabile globale creata dalla Startup-Sequence che
contiene numero di versione del Kickstart (quello di solito in ROM).

Vedere: GetEnv e SetEnv

@endnode

@node "WORKBENCH" "WORKBENCH"

 WORKBENCH è una variabile globale creata dalla Startup-Sequence che
contiene numero di versione del Workbench (quello sui dischi di
sistema).

Vedere: GetEnv e SetEnv

@endnode

@node "WARN" "WARN"

 WARN: livello di errore maggiore o uguale a 5.

 Vedere: IF, Failat, RC

@endnode

@node "ERROR" "ERROR"

 ERROR: livello di errore maggiore o uguale a 10.

 Vedere: IF, Failat, RC

@endnode

@node "FAIL" "FAIL"

 FAIL: livello di errore maggiore o uguale a 20.

 Vedere: IF, Failat, RC

@endnode

@node ".KEY" ".KEY"

.KEY
.K

In uno script, introduce la linea che contiene il template (vedere)
degli argomenti. Nel template non devono comparire spazi al di fuori
delle virgolette.

Esempi:

 .key FROM,TO
 echo <FROM> <TO>

 .key FILE/A,DIR/A
 echo <FILE> <DIR>

Vedere: punto

@endnode

@node ".BRA" ".BRA"

.BRA
.KET

In uno script, modificano rispettivamente il carattere che segnala
l'inizio e la fine del nome di un argomento (di default sono "<" e
">"). Sono utili per evitare confusioni con la redirezione (vedere).

Esempi:
 .key ARG1,ARG2
 .bra {
 .ket }
 echo {ARG1} {ARG2}

Vedere: punto

@endnode

@node ".DEF" ".DEF"

.DEF

Definisce in via generale il valore che un argomento deve assumere di
default, cioè quando non viene indicato sulla linea di comando
dall'utente. Se non si usa .DEF, quando si usa l'argomento in uno
script, si può anche indicare il valore di default che deve assumere
in quella particolare occasione mediante il carattere "$" (vedere
dollaro).

Esempi:

 .key Nome,Cognome
 .def Nome "Ignoto"
 echo Nome: <Nome> Cognome: <Cognome>
 echo Nome: <Nome> Cognome: <Cognome$"Ignoto">

Vedere: punto

@endnode

@node ".DOL" ".DOL"

.DOL
.DOLLAR

In uno script, modifica il carattere che precede il valore che un
determinato argomento deve assumere di default. Normalmente è il
carattere "$" (vedere dollaro) che serve anche a introdurre le
variabili.

Esempi:

 .key Nome
 .dol @
 echo <Nome@"Ignoto">

Vedere: punto

@endnode

@Node "INDEX" "Indice"

    @{"8SVX" LINK "8SVX"}
    @{"A2024" LINK "A2024"}
    @{"AddBuffers" LINK "AddBuffers"}
    @{"AddDataTypes" LINK "AddDataTypes"}
    @{"AddMonitor" LINK "AddMonitor"}
    @{"Alias" LINK "Alias"}
    @{"AmigaGuide" LINK "AmigaGuide"}
    @{"ANIM" LINK "ANIM"}
    @{"Ask" LINK "Ask"}
    @{"Assign" LINK "Assign"}
    @{"AutoPoint" LINK "AutoPoint"}
    @{"AUX:" LINK "AUX"}
    @{"Avail" LINK "Avail"}
    @{"BindDrivers" LINK "BindDrivers"}
    @{"BindMonitor" LINK "BindMonitor"}
    @{"Blanker" LINK "Blanker"}
    @{"Break" LINK "Break"}
    @{"BRU" LINK "BRU"}
    @{"C:" LINK "C"}
    @{"Calculator" LINK "Calculator"}
    @{"CD" LINK "CD"}
    @{"CD0:" LINK "CD0"}
    @{"CDXL" LINK "CDXL"}
    @{"ChangeTaskPri" LINK "ChangeTaskPri"}
    @{"Classes" LINK "Classes"}
    @{"CLI" LINK "CLI"}
    @{"ClickToFront" LINK "ClickToFront"}
    @{"Clipboard" LINK "Clipboard"}
    @{"CLIPS:" LINK "CLIPS"}
    @{"Clock" LINK "Clock"}
    @{"CMD" LINK "CMD"}
    @{"Colors" LINK "Colors"}
    @{"Commodities" LINK "Commodities"}
    @{"CON:" LINK "CON"}
    @{"ConClip" LINK "ConClip"}
    @{"CONSOLE:" LINK "CONSOLE"}
    @{"Copy" LINK "Copy"}
    @{"CPU" LINK "CPU"}
    @{"CrossDOS" LINK "CrossDOS"}
    @{"Datatypes" LINK "Datatypes"}
    @{"Date" LINK "Date"}
    @{"DblNTSC" LINK "DblNTSC"}
    @{"DblPAL" LINK "DblPAL"}
    @{"Delete" LINK "Delete"}
    @{"DEVS:" LINK "DEVS"}
    @{"DF0:" LINK "DF0"}
    @{"Dir" LINK "Dir"}
    @{"DiskChange" LINK "DiskChange"}
    @{"DiskCopy" LINK "DiskCopy"}
    @{"DiskDoctor" LINK "DiskDoctor"}
    @{"Display" LINK "Display"}
    @{"DPat" LINK "DPat"}
    @{"Echo" LINK "Echo"}
    @{"Ed" LINK "Ed"}
    @{"Edit" LINK "Edit"}
    @{"Else" LINK "Else"}
    @{"EndCLI" LINK "EndCLI"}
    @{"EndIf" LINK "EndIf"}
    @{"EndShell" LINK "EndShell"}
    @{"EndSkip" LINK "EndSkip"}
    @{"ENV:" LINK "ENV"}
    @{"ENVARC:" LINK "ENVARC"}
    @{"Euro36" LINK "Euro36"}
    @{"Euro72" LINK "Euro72"}
    @{"Eval" LINK "Eval"}
    @{"Exchange" LINK "Exchange"}
    @{"Execute" LINK "Execute"}
    @{"Failat" LINK "Failat"}
    @{"Fault" LINK "Fault"}
    @{"Filenote" LINK "Filenote"}
    @{"FixFonts" LINK "FixFonts"}
    @{"FKey" LINK "FKey"}
    @{"Font" LINK "Font"}
    @{"FONTS:" LINK "FONTS"}
    @{"Format" LINK "Format"}
    @{"Fountain" LINK "Fountain"}
    @{"FTXT" LINK "FTXT"}
    @{"Get" LINK "Get"}
    @{"Getenv" LINK "Getenv"}
    @{"GraphicDump" LINK "GraphicDump"}
    @{"HDBackup" LINK "HDBackup"}
    @{"HDToolBox" LINK "HDToolBox"}
    @{"HELP:" LINK "HELP"}
    @{"HI" LINK "HI"}
    @{"IconEdit" LINK "IconEdit"}
    @{"IControl" LINK "IControl"}
    @{"IconX" LINK "IconX"}
    @{"If" LINK "If"}
    @{"IHelp" LINK "IHelp"}
    @{"ILBM" LINK "ILBM"}
    @{"Info" LINK "Info"}
    @{"InitPrinter" LINK "InitPrinter"}
    @{"Input" LINK "Input"}
    @{"Install" LINK "Install"}
    @{"Installer" LINK "Installer"}
    @{"Intellifont" LINK "Intellifont"}
    @{"Introduzione" LINK "Introduzione"}
    @{"IPrefs" LINK "IPrefs"}
    @{"Join" LINK "Join"}
    @{"KEYMAPS:" LINK "KEYMAPS"}
    @{"KeyShow" LINK "KeyShow"}
    @{"L:" LINK "L"}
    @{"Lab" LINK "Lab"}
    @{"Lacer" LINK "Lacer"}
    @{"LIBS:" LINK "LIBS"}
    @{"LIST" LINK "LIST"}
    @{"LoadResource" LINK "LoadResource"}
    @{"LoadWb" LINK "LoadWb"}
    @{"Locale" LINK "Locale"}
    @{"LOCALE:" LINK "LOCALE1"}
    @{"Lock" LINK "Lock"}
    @{"MagTape" LINK "MagTape"}
    @{"MakeDir" LINK "MakeDir"}
    @{"Makefiles" LINK "Makefiles"}
    @{"MakeLink" LINK "MakeLink"}
    @{"MEmacs" LINK "MEmacs"}
    @{"Monitors" LINK "Monitors"}
    @{"More" LINK "More"}
    @{"Mount" LINK "Mount"}
    @{"Mountlist" LINK "Mountlist"}
    @{"MouseBlanker" LINK "MouseBlanker"}
    @{"Multiscan" LINK "Multiscan"}
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    @{"NewCLI" LINK "NewCLI"}
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