Photo24bit v1.0 è stato scritto da Delfino Nicola e Francesco 0. ATTENZIONE. Questo programma è shareware. Pertanto può essere liberamente distribuito, copiato e trasmesso, a condizione che resti nelle sue condizioni originali, cioè che sia situato in una directory contenente i seguenti files: Photo24bit Photo24bit020 Photo24bit.DOC Photo24bit.ReadMe Nessuna modifica è permessa. Inoltre decliniamo ogni responsabilità sia circa gli eventuali danni arrecati dal programma in seguito al suo uso o cattivo uso, sia circa la correttezza delle informazioni contenute di seguito. Chiunque utilizzi questo programma ha l'obbligo morale di corrispondere £15.000 agli autori, diventando "utente registrato". 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Ma a questo punto cosa succede? Lo smanettone diventa un profondo appassionato e stimatore della tecnica del ray-tracing: tanto che, quei 4096 colori in 320x200 e le 4 (e più) ore di attesa che nelle sue prime 'opere' lo avevano fatto gridare al miracolo, ora, dopo pochi mesi e tanta bravura in più, gli vanno davvero stretti. Pertanto, il nostro "ray-tracing-ofilo", con i suoi (chissà perchè sempre pochi) risparmi acquista una scheda accelleratrice e una manciata di ram aggiuntiva per poter lavorare agevolmente con il propio programma di ray-tracing preferito (il mio è Imagine v2.0, mi si permetta un pò di pubblicità gratuita !). Ma, purtroppo, scopre che 4096 colori in DinamicHiRes visualizzati con Art Department ancora non riescono nemmeno lontanamente a simulare la "realtà virtuale" vista poco tempo prima al cinema ne "Il Tagliaerbe". E allora che fare? Al nostro amico non rimane che compiere il gran passo: aquistare una scheda true color (quelle da 16 milioni e passa di colori, per intenderci). Ne cerca una sulle riviste specializzate, ne legge le caratteristiche, grida al miracolo; ma, poi, arrivato in fondo alla pagina, legge il prezzo e ... SVIENE!!! Costa davvero troppo! Così, preso dalla rabbia e dalla disperazione vende tutto il suo sistema e decide di investire il ricavato in francobolli... 2. LA SOLUZIONE. Effettivamente, per un non professionista acquistare una scheda da oltre un milione di lire per dilettarsi con la computergrafica è davvero un pò troppo. E allora che fare ? Non farsi prendere dalla disperazione! Infatti, con qualche piccolo stratagemma, è possibile imprimere su una pellicola fotografica un'immagine in true color ripresa da un 1084s. Praticamente il trucco sta nel far comparire alternativamente le immagini relative alle tre componenti cromatiche (rossa, verde e blue) e riprendere il tutto con una fotocamera in posa B. La faccenda, però, è un tantino più complicata. AMIGA ha solo 16 gradazioni per componente cromatica, mentre una immagine true color ne necessiterebbe di 256. Come ovviare a tutto ciò? Basta usare Photo24bit, che si occupa appunto di effettuare i calcoli necessari affinchè, per esempio, il colore di gradazione 256 sia appunto 256 volte più luminoso di quello di gradazione 1. Il risultato è stupefacente! (Guardare la foto allegata per rendersene conto). 3. ATTREZZATURA NECESSARIA. Ciò di cui si necessita è: un Amiga (molto meglio se accelerato), un monitor (!), una fotocamera con posa B (noi usiamo una super-economica Zenit 122, valore commerciale, importazione polacca, £100.000), un cavalletto, una prolunga per il tasto di scatto, un camera oscura (o quasi), Photo24bit e, naturalmente, una pellicola fotografica. E' importante notare che le riprese vanno effettuate in una camera super-scura. Infatti, poichè il tempo di posa può toccare anche la mezz'ora, ogni minimo riflesso di luce può pregiudicare in tutto od in parte il risultato finale. Un importante accorgimento è quello di coprire con nastro adesivo nero, o qualcosa di analogo, il led luminoso del monitor, onde evitare una antiestetica banda verde sul lato destro della foto. Qualora si disponesse di diversi obiettivi, scegliere (a meno che si tratti di un 1000mm) quello che raggiunge la "f minima" minore. Ad esempio, è preferibile un obiettivo con apertura minima f/22 rispetto ad uno che ha apertura minima f/16. Un metodo per abbassare ulteriormente la luminosità può essere quello di applicare, davanti l'obiettivo, un filtro grigio che abbassi ulteriormente di 1 o 2 stop la luminosità complessiva. Anche la pellicola gioca una ruolo importante: una negativa è preferibile ad una per diapositive, poichè quest'ultima è meno tollerante nei confronti di errori di sovra- o sotto-esposizione, ma ancor più perchè la stampa permette una correzione delle dominanti di colore. La sensibilità, inoltre, non dovrebbe essere superiore ai 200 ISO. Sono, tuttavia, preferibili pellicole con sensibiltà bassissima in quanto queste hanno una risoluzione maggiore. 4. PREPARAZIONE DELL'ATTREZZATURA ED EVENTUALI ACCORGIMENTI. Dopo aver caricato la macchina fotografica, bisogna fissarla sul cavalletto, innestare la prolunga di scatto, e preparare il computer perchè possa visualizzare le immagini. Come ho già accennato, la camera in cui verranno effettuate le riprese deve essere resa scura. L'ideale, sarebbe effettuare le riprese di notte, in quanto, dalle tapparelle passa sempre una certa quantità di luce, quasi impercettibile per noi, ma pregiudizievole per il risultato finale. Un altro accorgimento può essere quello di effettuare la ripresa stando attenti a collocare il monitor a 90° rispetto ad eventuali porte e finestre. Naturalmente, la messa a fuoco va effettuata possibilmente prima di scurire la camera, e ricontrollata prima che il programma inizi la sua elaborazione. Bisogna tener presente che le riprese dovrebbero essere effettuate con la tecnica del "braketing". Pertanto, dopo aver comunicato al programma il tipo di pellicola e l'apertura del diaframma, si dovrebbero effettuare almeno 3 diverse esposizioni: la prima tenendo il diaframma più chiuso di uno stop rispetto a quanto comunicato al programma, la seconda con apertura di diaframma uguale, la terza con una sovra-esposizione di uno stop. (in linguaggio fotografico, chiudere di uno stop significa passare, per esempio, da f/4 a f/8 o da f/3.5 a f/7 e così via. L'apertura di uno stop comporta, invece, l'operazione inversa, ovvero passare da f/8 a f/4 e così via). Tuttò ciò è necessario sia perchè ciascun monitor ha una diversa emissione di luce (abbiamo tarato il programma sul nostro 1084s con i controlli di luminosità e contrasto in una posizione media), sia perchè, durante lunghe esposizione, le pellicole possono non comportarsi come indicato dal fabbricante (abbiamo ottenuto buoni risultati con una Agfa XR-G 100). Per correggere eventuali dominanti (dovute a caratteristiche della pellicola e del monitor) bisogna avvalersi dei filtri di compensazione del colore (in genere, tale operazione va effettuata solo sulle diapositive, in quanto i laboratori riescono a correggere questi problemi in fase di stampa di pellicole negative). Bisogna scegliere il filtro secondo le seguenti istruzioni: 1. Applicate alla diapositiva, posta nel visore, vari filtri colore opposti rispetto alla alterazione cromatica, finchè non troverete quello che la corregge meglio. 2. Per le successive riprese, usate un filtro di intensità pari alla metà di quello che avete scelto. Ad esempio, se una predominante blu appare corretta da un filtro giallo CC20, per le successive riprese, bisogna usare un filtro CC10. ("CC" sta per appunto per "compensazione colore"). 5. FORMATO DELLE IMMAGINI. Dopo tanti preliminari, veniamo finalmente al programma. Esso è in grado di caricare immagini in formato IFF24. Photo24bit, inoltre, gestisce anche immagini in formato "stereo": in questo caso, sulla pellicola si avrà una immagine da guardare con gli appositi occhialetti 3d (quelli con una lente rossa ed una blu-azzurra). Se si volessero stampare immagini registrate in altri formati, è necessario prima convertirli in IFF24 bit con un programma del tipo di The Art Deparment®. Naturalmente, la grandezza delle immagini che si possono gestire, è proporzionata al sistema posseduto. Tenere presente che per una immagine 320x200, il programma alloca circa 310 kilobytes, di cui 115k di chip ram. 6. COME INSTALLARE PHOTO24BIT. Basta semplicemente copiare "Photo24bit.dir" sul proprio disco di sistema. E' necessario accertarsi della presenza delle librerie matematiche e della diskfont.library sul dispositivo di boot (avviamento). La loro assenza, infatti, non farebbe funzionare il programma. 7. CONFIGURAZIONE DI SISTEMA. Photo24bit funziona con tutti i modelli della serie AMIGA®, con qualsiasi configurazione di memoria. Se si possiede una scheda acceleratrice (vivamente consigliata) basata su processori 68020/030 o successivi, con coprocessore matematico 68881/882, si può utilizzare la versione dedicata del programma (Photo24bit020). Il programma "gira" sotto AmigaOS® 1.2/1.3/2.0, e, crediamo, anche con le successive versioni, quando saranno disponibili. 8. USO DEL PROGRAMMA. Basta clickare due volte sull'icona del programma. Come risultato apparirà la finestra del programma. Il primo gadget in alto a sinistra permette il caricamento di una immagine da disco (è contrassegnato dalla scritta "Load IFF 24bit image"). Alla sua pressione, comparirà un requester di files, tramite il quale si dovrà scegliere l'immagine da "fotografare". Le modalità di funzionamento di detto requester sono simili a quello Commodore® fornito con il sistema operativo 2.0 e successivo. Il secondo ("- Start Photo -"), è quello che si occupa di visualizzare l'immagine da riprendere con la fotocamera. Sul suo uso torneremo nel prossimo paragrafo. Il terzo pulsante (inizialmente contrassegnato dalla scritta "§ Low resolution.") serve a scegliere la risoluzione dell'immagine. Esso è di tipo spin, ovvero, ad ogni successiva pressione, cambierà il contenuto del gadget stessa. Nell'ordine, si alternerano i seguenti messaggi: "§ Low resolution.", "§ Low resolution laced.", "§ High resolution", "§ High resolution laced.". Gli utenti più smaliziati dovrebbero intuire il significato di queste scritte. Ai meno esperti, basti sapere che ne devono scegliere una come indicato di seguito: "§ Low resolution." per immagini 320x256 "§ Low resolution laced." " 320x512 "§ High resolution." " 640x256 "§ High resolution laced." " 640x512 Anche il terzo pulsante è di tipo spin: ma, in questo caso, le scelte possibili sono soltanto due. Con "§ Auto exposure" si lascia al programma il compito di calcolare il tempo di esposizione di ciascun quadro (per la generazione dell'immagine finale occorrono 17 quadri per colore, ovvero 51 quadri). Il programma effettua tale calcolo in base ai dati forniti dall'utente, quali sensibilità della pellicola e apertura del diaframma. Il tempo calcolato per ciascun quadro è visualizzato immediatamente a sinistra ("n/50s exposure time"). Con "§ Manual exposure" si avverte il programma di voler calcolare per proprio conto l'esposizione di ciascuna immagine. Tale opzione andrà usata solo da coloro che possiedono adeguate conoscenze di fotografia. I restanti 4 gadget proporzionali, consentono di immettere rispettivamente i valori relativi alla sensibilità della pellicola, all'apertura del diaframma, ad una eventuale sovra- o sotto- esposizione del 25%, ed, infine, il valore relativo all'esposizione manuale. Nota che quando è selezionata l'opzione "§ Auto exposure", l'ultimo gadget non verrà tenuto in considerazione, viceversa per i primi due gadget proporzionali, nel caso in cui si sia scelta l'opzione "§ Manual exposure". I valori scelti tramite i vari gadget proporzionali vengono visualizzati immediatamente a destra dei rispettivi gadget proporzionali. Il gadget in alto a destra, invece, permette di visualizzare "in piccolo" l'immagine appena caricata: tale operazione viene effettuata al caricamento di ogni immagine in modo automatico. Importante notare che il disegno è effettuato senza che il programma fermi la sua elaborazione, ovvero in modo totalmente trasparente. 9. USO DEI MENU. Il programma Photo24bit è dotato di un unico menu, "Project", che, nella pratica, svolge funzioni sostanzialmente analoghe ai gadget. La prima voce, permette di caricare una immagine iff24bit. La seconda ripulisce la memoria da una immagine eventualmente caricata. La terza permette di inserire una scritta di copyright nell'angolo in basso a destra. Tale opzione appare disattivata nella versione PD. Le ultime due servono per richiamare rispettivamente le istruzioni e l'uscita dal programma. 10. VISUALIZZAZIONE DELLE IMMAGINI. La visualizzazione delle immagini viene effettuata, come specificato al par.8, tramite la pressione sul gadget "- Start Photo -". Per effettuare la ripresa, dopo aver caricato l'immagine, bisogna, nell'ordine, effettuare le seguenti operazioni: - Mettere a fuoco, selezionare la pellicola e l'apertura del diaframma sulla fotocamera, nonchè la posa B. - Comunicare al programma le impostazioni scelte relativamente alla fotocamera, nonchè la risoluzione dell'immagine. - Scurire la stanza e ricontrollare la messa a fuoco. - Premere sul gadget "- Start Photo -", e POI premere e tenere premuto il tasto di prolunga dello scatto (usare il fermo di cui ogni tasto di prolunga è dotato). - Attendere che l'elaborazione sia completata. Il programma comunica all'utente di aver finito lampeggiando il led di accensione. Solo in questo momento bisogna rilasciare il tasto di scatto. Importante è non farsi prendere dalla fretta: Photo24bit, prima di visualizzare la prima immagine, necessita di un tempo di elaborazione che è di circa 7 secondi per immagini 320x256 visualizzate con computers equipaggiati con scheda accelleratrice basata su 68030 a 25 Mhz. Per immagini più grandi, tale tempo cresce in modo direttamente proporzionale (tenere presente che una immagine 640x512 è 4 volte più grande di una 320x256). Questo tempo è necessario anche ogni qualvolta il programma cambia componente cromatica (nell'ordine, viene elaborato prima il rosso, poi il verde, quindi il blue). Pertanto bisogna cominciare a prepararsi a rilasciare il tasto di scatto solo quando è già cominciata la visualizzazione del blue. Inoltre, come già accennato, il programma fa lampeggiare il led di accensione per 10 secondi, DOPO aver visulizzato l'ultima immagine: tale tempo offre un gran margine di sicurezza! 11. AVVERTENZE FINALI. E' importante notare che il programma è in due versioni: una per gli utenti registrati ed una shareware. Per distinguerle, basta verificare se nella barra titolo della finestra è presente, rispettivamente, la sigla REG o PD. La differenza tra le due versione sta nel fatto che la prima permette di inserire a piacimento una scritta di copyright sull'immagine, mentre la seconda assume che questa sia sempre "Showed with photo24bit - Delfino's PD...". E' ovvio, che per avere la versione esclusiva per utenti registrati, bisogna appunto comportarsi come indicato nel par.0. Speriamo che questo programma possa aiutarvi nel vostro lavoro.